automazione

La visione di Velotic: verso fabbriche software-defined e processi basati sull’AI



Indirizzo copiato

Nata dall’unione di tre storici brand dell’automazione – Proficy, Kepware e ThingWorx – Velotic propone soluzioni software industriali focalizzate sull’efficienza di fabbrica, che puntano ad abbattere i silos informativi integrando l’AI per accompagnare le aziende e i costruttori di macchine verso modelli di produzione sempre più autonomi.

Pubblicato il 22 mag 2026



Velotic
Velotic
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti



Aiutare le aziende manifatturiere a crescere fornendo loro sistemi di produzione basati sul software e potenziati dall’intelligenza artificiale: è questo l’obiettivo di Velotic, nuova realtà indipendente nel software industriale nata per volontà del fondo di private equity TPG dall’integrazione di tre pilastri tecnologici del settore come Proficy (ex GE Vernova), Kepware e ThingWorx (ex PTC).

L’azienda mira a offrire un portafoglio di soluzioni integrate per aiutare le aziende a superare la frammentazione dei dati industriali e raggiungere la cosiddetta “Data Primacy”.

Kerry Grimes, Chief Partner Officer di Velotic, illustra la strategia alla base di questa autonomia e il ruolo fondamentale di partner locali come ServiTecno per accelerare l’evoluzione verso l’automazione nei sistemi produttivi italiani.

L’identità del brand

Il debutto di Velotic risponde alla necessità di raggruppare tecnologie nate per gestire la complessità industriale in un unico soggetto. Una scelta che permette di indirizzare risorse e attività di ricerca verso un traguardo condiviso: l’ottimizzazione pura dei processi di produzione.

“Proficy, Kepware e ThingWorx sono tutti prodotti con una forte riconoscibilità del marchio”, spiega Kerry Grimes, Chief Partner Officer di Velotic.

“Riunendo l’esperienza e le competenze di Proficy, Kepware e ThingWorx, Velotic combina il meglio di questi portafogli di software industriali collaudati e affidabili in un’unica azienda focalizzata al massimo sulle operazioni industriali”, aggiunge.

La stessa denominazione societaria racchiude l’essenza di questo approccio. Il brand nasce infatti dalla fusione tra il termine “Velocity”, che evoca la capacità di adattarsi rapidamente ai mutamenti dei mercati, e il “Tic” che richiama la fine della parola “automatic”, che rimanda alla massima accuratezza delle architetture automatizzate.

La focalizzazione esclusiva sullo sviluppo software permette di creare soluzioni capaci di anticipare le criticità di fabbrica e incrementare l’efficienza complessiva. In questo modo si fornisce una risposta concreta alle sfide della digitalizzazione.

L’architettura software e le tre anime tecnologiche

La convergenza dei singoli brand in un’unica offerta non ne cancella le peculiarità operative, ma le inserisce in una strategia integrata per favorire uno scambio di informazioni immediato e fluido.

Il punto di partenza dell’intera infrastruttura è Kepware, un tool dedicato all’acquisizione e alla razionalizzazione delle informazioni grezze che arrivano dai macchinari, fornendo quindi la base per operazioni di dati industriali fluide, una migliore cybersecurity e l’AI.

Questo primo strato assicura un collegamento protetto e universale, capace di far dialogare macchine di costruttori diversi e azzerando la necessità di sviluppare codici o personalizzazioni complesse.

La gestione delle attività di fabbrica è invece affidata a Proficy, che occupa la parte centrale della struttura hardware-independent. La suite, di cui fanno parte Scada, MES e tool di analytics, coordina le fasi di pianificazione e avanzamento della produzione tramite strumenti di controllo, supervisione e monitoraggio avanzato, intervenendo sul rendimento e sugli standard qualitativi direttamente nelle linee produttive.

Il vertice di questo ecosistema è occupato da ThingWorx, la piattaforma concepita per trasferire le informazioni operative verso i sistemi decisionali del business, mettendo a disposizione funzioni per l’analisi delle prestazioni dei macchinari e il supporto alle attività del personale.

L’integrazione dell’AI in questo impianto unificato serve a creare un filo conduttore che trasforma i segnali elettrici del campo in decisioni e attività totalmente automatizzate.

La gerarchia del dato e l’evoluzione verso l’autonomia operativa in 10 passaggi: il modello di Velotic

L’introduzione degli algoritmi nei processi industriali richiede una base informativa solida, caratterizzata da flussi di dati accurati, puliti e organizzati in maniera capillare.

Per superare i limiti dei sistemi tradizionali e centralizzare il valore delle informazioni, la strategia aziendale delinea un percorso strutturato in dieci passaggi progressivi che culmina nella piena sovranità sul dato.

Il modello operativo si sviluppa a partire dalla raccolta protetta e dalla convergenza delle metriche di fabbrica, che vengono poi isolate dalla loro sorgente hardware e contestualizzate all’interno di un modello digitale standardizzato.

Superate le fasi di visualizzazione e di reportistica statistica, l’architettura sposta il baricentro dal monitoraggio passivo all’azione diretta sul campo.

L’integrazione di un unico team di sviluppo permette di applicare i modelli di AI in modo omogeneo lungo l’intero stack tecnologico, migliorando la leggibilità e l’organizzazione delle metriche aziendali.

In questo modo si creano i presupposti per delegare all’intelligenza artificiale funzioni complesse di autocorrezione e ottimizzazione dei parametri di lavoro in tempo reale, abbattendo le barriere che storicamente isolano i diversi reparti produttivi.

La transizione verso una maggiore autonomia operativa avviene in modo graduale, alternando fasi di assistenza avanzata – in cui gli algoritmi agiscono come un copilota che supporta le decisioni dei tecnici – a momenti di totale indipendenza gestionale, dove gli agenti digitali coordinano in autonomia i flussi di fabbrica più complessi e ripetitivi.

L’evoluzione dell’Industrial IoT e la centralità dei costruttori di macchine

La focalizzazione su sistemi ad alta autonomia si inserisce in un mercato globale dell’Industrial IoT caratterizzato da un forte dinamismo e ben lontano da una fase di saturazione o di standardizzazione tecnologica.

Secondo la società di market intelligence Grand View Research il mercato delle piattaforme per l’Industrial IoT nel 2024 ha raggiunto un valore globale di 483,16 miliardi di dollari e le proiezioni che indicano che entro il 2030 raggiungerà un valore di circa 1.700 miliardi, grazie a un tasso di crescita annuale composto del 23,3% nel periodo compreso tra il 2025 e il 2030.

All’interno di questo scenario i costruttori di macchine rappresentano un interlocutore strategico per l’adozione di architetture software aperte e slegate dai vincoli dell’hardware.

Il modello dei partner e lo sviluppo strategico nella manifattura italiana

La strategia di espansione globale si fonda su un modello operativo fortemente orientato alle partnership commerciali e tecniche, superando la dipendenza da strutture di servizi interne tipiche dei grandi conglomerati industriali.

La scelta permette di valorizzare una rete specializzata di esperti locali e globali che attualmente genera oltre il 40% dei ricavi complessivi di Velotic. Una percentuale che l’azienda intende aumentare fino al 60-70% delle attività totali.

In Italia l’adozione delle tecnologie Proficy, Kepware e ThingWorx vanta un posizionamento consolidato all’interno di settori ad alta regolamentazione come il farmaceutico e le utility, dove le soluzioni aziendali rispondono a severi requisiti operativi.

Partendo da questa base, l’attenzione dell’azienda si sposterà verso la valorizzazione del potenziale non ancora espresso in altri comparti di rilievo del tessuto industriale nazionale.

L’espansione verso settori d’eccellenza del Made in Italy come il Food & Beverage e l’automotive rappresenta un traguardo centrale, supportato da solide referenze internazionali capaci di assicurare standard elevati e risultati concreti.

Un obiettivo che Velotic perseguirà attraverso la sinergia tra l’offerta tecnologica e le competenze locali offerte dai partner, come ServiTecno.

“Partner come ServiTecno possono svolgere un ruolo fondamentale nel collegare il potente stack IIoT di Velotic alle applicazioni OEM concrete. ServiTecno può consentire ai costruttori di macchine di integrare l’intelligenza alla fonte, trasformando macchine autonome in risorse intelligenti e connesse che generano valore continuo nei mercati globali”, dice Grimes.

Grazie a questo approccio collaborativo i costruttori di macchine possono integrare l’intera gamma del portafoglio nelle loro apparecchiature.

La strategia integrata di Velotic mette a disposizione degli OEM una suite completa per la connettività universale, la gestione operativa e l’analisi predittiva.

In questo modo è possibile normalizzare i flussi informativi di fabbrica e ottimizzare le prestazioni degli asset in totale sicurezza, eliminando la necessità di ricorrere a componenti hardware personalizzati o a complessi interventi di integrazione.

L’intervista a Francesco Tieghi (Servitecno)

Articoli correlati