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Transizione 4.0, prorogati al 15 settembre i termini di completamento: nuove risorse per le imprese in lista d’attesa



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Il Mimit sposta al 15 settembre 2026 il termine per le comunicazioni di completamento degli investimenti Transizione 4.0, sia per chi ha completato entro il 30 giugno sia per chi è in lista d’attesa, cui andranno nuove risorse. Ancora in sospeso la questione della portabilità all’iperammortamento

Pubblicato il 31 lug 2026



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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy proroga i termini per le comunicazioni di completamento degli investimenti nell’ambito del vecchio piano Transizione 4.0 2025.

Con il Decreto direttoriale 31 luglio 2026, firmato dal direttore generale Paolo Casalino, il Mimit ha spostato dal 31 luglio al 15 settembre 2026 il termine per l’invio delle comunicazioni relative agli investimenti in beni strumentali 4.0 ultimati entro il 30 giugno 2026, modificando l’articolo 2, comma 4, del decreto direttoriale 15 maggio 2025, già precedentemente aggiornato dai provvedimenti del 16 giugno 2025 e del 28 gennaio 2026.

La proroga riguarda due platee distinte. Da un lato le imprese che devono ancora trasmettere la comunicazione di completamento per investimenti che avevano versato validamente l’acconto entro il 31/12/2025 e che hanno concluso l’investimento entro il 30 giugno 2026: ora avranno tempo fino al 15 settembre per la comunicazione di completamento.

La novità più rilevante del provvedimento riguarda però le aziende rimaste senza copertura dopo l’esaurimento delle risorse dichiarato dal GSE l’11 novembre 2025. Il Ministero ha infatti annunciato che queste ultime riceveranno dal GSE la comunicazione di nuova disponibilità di fondi e che avranno quindi tempo fino al 15 settembre per completare la procedura.

Il Ministero insomma consentirà il perfezionamento della procedura di comunicazione anche alle imprese che avevano inviato la comunicazione preventiva dopo l’esaurimento dei fondi comunicato l’11 novembre 2025 e che erano così entrate di fatto in una lista d’attesa senza garanzia di copertura. Queste aziende riceveranno dal GSE la comunicazione di nuova disponibilità di fondi e avranno tempo fino al 15 settembre per la comunicazione di conferma e completamento.

Il nodo della portabilità

Il decreto non si esprime ancora sulla questione della portabilità tra il vecchio piano Transizione 4.0 e il nuovo iper ammortamento, cioè la possibilità di rinunciare al primo per rientrare nel secondo.

Ricordiamo infatti che la legge prevede incompatibilità tra le due misure per le imprese che hanno “beneficiato” del credito d’imposta Transizione 4.0, senza però specificare cosa s’intenda per “beneficiato”.

Sulla questione ci sono due possibili interpretazioni. La prima è che il governo abbia così inteso guadagnare tempo fino al 15 settembre per decidere se offrire o meno la possibilità di passare a chi tra le imprese in coda, non fruisca materialmente del vecchio credito di imposta.

L’interpretazione di segno opposto è invece che, una volta che le aziende avranno ricevuto la comunicazione di nuovi fondi, il Governo consideri concretizzata la possibilità di fruire della vecchia misura per le imprese in lista, creando così i presupposti per sancire l’impossibilità di switchare alla nuova misura.

Ribadiamo che nulla di tutto questo è scritto e che sulla questione avremo sicuramente ulteriori notizie.


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