Nel prossimo decreto imprese atteso per fine ottobre il Governo punterà su “un altro importante shock di semplificazione” (in stile ZES Unica, per intenderci) e uno strumento nuovo, il Business Wallet: un portafoglio digitale pensato per alleggerire la burocrazia legata a gare pubbliche e altre procedure. E nella prossima legge di bilancio, l’ultima di questa legislatura, interverrà su innovazione e competitività lungo due direttrici che si intrecciano: la proroga dell’iperammortamento oltre l’attuale orizzonte del 2028 e un pacchetto di incentivi dedicato alla robotica avanzata e agli umanoidi, rivolto sia a chi questi robot li produce sia a chi li utilizza in fabbrica.
È soprattutto su quest’ultimo punto, il più delicato, che si concentra questa analisi. Di tutto questo ha parlato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nel suo intervento al Forum Teha di Cernobbio, offrendo anche un aggiornamento dei numeri del PNRR e del nuovo iperammortamento gestiti dal suo ministero.
Indice degli argomenti
Decreto imprese: burocrazia zero e il nuovo Business Wallet
Il decreto imprese, in lavorazione sotto la regia di Palazzo Chigi, punterà innanzitutto sulla semplificazione. Urso lo descrive come un ulteriore shock di semplificazione per arrivare a burocrazia costo zero.
“Nel prossimo decreto imprese realizzeremo un altro importante shock di semplificazione, come mai il nostro Paese ha visto in senso lato, per raggiungere l’obiettivo della burocrazia a costo zero. Tra le altre cose, istituiremo il Business Wallet: un vero e proprio portafoglio digitale per l’impresa che possa aiutare le aziende a realizzare una gara pubblica o a gestire altre procedure burocratiche in tempo reale, senza perdere tempo nella preparazione dei documenti necessari”, ha detto Urso.
Il ministro aveva parlato di questo provvedimento già al Meeting di Rimini, quando lo aveva descritto su tre fronti: semplificazione delle autorizzazioni, energia rinnovabile e accumulo, innovazione applicata all’industria. A Cernobbio si aggiunge dunque il tassello del Business Wallet.
Sul fronte della concorrenza il ministro rivendica anche il quarto disegno di legge annuale sulla concorrenza, già presentato in Parlamento e a cui si aggiungeranno altri emendamenti nel corso dell’iter. Urso ricorda che nei 15 anni precedenti gli altri governi ne avevano varate solo due, l’ultima con il governo Draghi, mentre l’attuale esecutivo è arrivato a quota tre per centrare un obiettivo del PNRR e prepara ora la quarta per scelta politica.
Legge di bilancio: proroga dell’iperammortamento e innovazione
La prossima legge di bilancio è l’ultima di questa legislatura. Urso promette un intervento compiuto su innovazione, sostenibilità e competitività, con due impegni specifici: la proroga dell’iperammortamento oltre l’attuale orizzonte del 2028, per renderlo uno strumento strutturale e continuativo, e un pacchetto dedicato alla robotica avanzata e agli umanoidi.
Il ministro lega questi impegni alla crescita delle esportazioni italiane, che nel 2025 e nei primi mesi di quest’anno hanno permesso al Paese di scavalcare il Giappone come esportatore globale, e alle misure di salvaguardia dalla concorrenza asiatica che la Commissione Europea ha cominciato ad attuare su sollecitazione italiana. Resta invece aperto – il ministro non ne ha parlato – il tema sollevato da Confindustria, che in occasione della propria assemblea nazionale aveva chiesto di estendere l’iperammortamento anche a software, cloud e intelligenza artificiale almeno fino al 2028.
Robotica e umanoidi: incentivi alla filiera e all’uso, ma il consenso non è unanime
In queste settimane il tema della robotica umanoide è tornato al centro dell’attenzione. Ai World Humanoid Robot Games di Pechino il robot cinese Tiangong Ultra ha corso i 100 metri in 8,86 secondi, meglio del record umano di Usain Bolt. Il 2 settembre euRobin ha organizzato al Parlamento europeo di Bruxelles un evento in cui è stata presentata la proposta di un AI-based Robotics Act per l’Unione. E in questi giorni la fiera berlinese IFA dedica ampio spazio agli umanoidi, con iniziative come “Robots on the Runway”.
È in questo clima che Urso ha confermato che il Governo lavora da alcuni mesi a un pacchetto di misure per incentivare ulteriormente l’innovazione nella robotica industriale e nell’utilizzo degli umanoidi, confrontandosi con le principali imprese, le associazioni di categoria e, in prospettiva, anche con i sindacati. Sul tema è già stato dato un incarico operativo al presidente del Cnel, Renato Brunetta, per lavorare proprio su questo fronte.
Il ministro ha offerto anche una fotografia della filiera globale, vantando il primato europeo dell’Italia: su circa 450 imprese che nel mondo producono umanoidi, 400 sono cinesi, 35 statunitensi e 15 europee. Di queste ultime, cinque sono italiane, un dato che per Urso colloca l’Italia al primo posto in Europa in questo segmento.
Se sull’idea di incentivi alla filiera, nel solco anche delle iniziative europee, c’è sostanziale concordia, il quadro si complica quando dal sostegno alla produzione si passa all’incentivare anche l’adozione degli umanoidi in fabbrica e negli altri contesti lavorativi, perché qui il confronto tra chi vede nell’automazione un’opportunità e chi la considera un rischio per l’occupazione resta aperto.
Lo stesso Urso ha raccontato di essersi confrontato con un’azienda italiana produttrice di mani robotiche, preoccupata di essere presto travolta dalla concorrenza di umanoidi cinesi realizzati in enormi volumi.
“La via dell’Occidente, sulla scia di quanto già avviato negli Stati Uniti, porterà inevitabilmente a porre dei limiti all’utilizzo degli umanoidi cinesi. Se un limite esiste già per la guida autonoma o per la gomma intelligente – si pensi a Pirelli – com’è possibile che non vi sia un limite di sicurezza per le informazioni e i dati sensibili contenuti in un robot industriale o in un umanoide?”, dice il ministro.
Il riferimento si inserisce in un contesto di rilevante attenzione alla questione, come dimostrato anche dalle restrizioni che la Federal Communications Commission statunitense ha introdotto dallo scorso luglio inserendo nella propria Covered List i robot mobili di produzione estera, umanoidi cinesi compresi, sopra i 2 chilogrammi di peso.
Sul piano culturale il ministro ha insistito sull’idea di un modello di welfare antropocentrico, alternativo tanto a quello cinese quanto a quello statunitense, in cui la tecnologia serva a liberare i lavoratori dalla fatica del lavoro e non dal lavoro in sé.
Non tutti condividono però l’idea che la strada giusta sia spingere sull’adozione degli umanoidi tramite incentivi pubblici. Bill Gates, fondatore di Microsoft e presidente della Fondazione Bill & Melinda Gates, ha rilanciato in questi giorni la sua proposta di tassare i robot e i token di intelligenza artificiale al posto del lavoro umano, oltre a riservare alcune professioni esclusivamente alle persone, proprio per proteggere l’occupazione dagli effetti dell’automazione.
Una lettura più cauta, ma altrettanto distante dall’entusiasmo del Governo per gli umanoidi come “nuova frontiera della produttività”, arriva da due dei principali esperti italiani di robotica, Bruno Siciliano, ordinario di automatica e robotica all’Università degli Studi di Napoli Federico II, e Antonio Bicchi, docente all’Università di Pisa e ricercatore dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Reduci proprio dall’evento di Bruxelles, i due professori hanno messo in guardia dal rischio di rincorrere lo spettacolo degli umanoidi che corrono o fanno capriole, stimando in un 20-30% lo scarto tra le capacità reali dei sistemi oggi disponibili e l’entusiasmo che li circonda.
Per Bicchi il valore della robotica intelligente si misura sull’utilità pratica, non sulla spettacolarità: nelle dimostrazioni di Bruxelles i 15 robot europei mostrati si sono cimentati in compiti come sparecchiare una tavola, smontare un dispositivo elettronico o consegnare un pacco in ambiente urbano, scenari meno appariscenti ma più vicini a un’applicazione commerciale reale.
Le novità sul nuovo iperammortamento
Il ministro rivendica anche i numeri del suo dicastero.
“All’inizio della legislatura erano stati destinati al nostro ministero appena 18 miliardi di euro del PNRR per i progetti legati alle imprese. Con due successive riprogrammazioni in corso d’opera abbiamo incrementato questa dotazione di oltre il 65%, portando la cifra a più di 30 miliardi di euro, che siamo riusciti a impegnare totalmente nei tempi dovuti nonostante le oggettive difficoltà e i tempi strettissimi del progetto iniziale”. Anche i pagamenti alle imprese si sono accorciati – rileva Urso – fino a un tempo medio di 17 giorni che il ministro definisce record anche rispetto ai governi precedenti.
A questi risultati si affianca il bilancio degli incentivi. Transizione 5.0, nel biennio 2024-2025, ha erogato agevolazioni per 10,5 miliardi di euro a fronte di investimenti per oltre 30 miliardi, pur scontando i vincoli imposti dalle regole europee sui fondi PNRR. Il nuovo iperammortamento, che ha preso il suo posto per il triennio 2026-2028 con risorse nazionali e dunque senza quegli stessi vincoli, ha già raccolto, secondo i dati più recenti forniti da Urso, oltre 16.500 imprese che hanno presentato progetti per investimenti pari a 5,4 miliardi di euro, malgrado la pausa agostana. Si tratta di un aggiornamento rispetto ai 15.000 progetti e ai 4,75 miliardi di euro rilevati a fine agosto, a conferma di un ritmo di adesione che non rallenta.
Il ministro lega questi numeri anche alle previsioni sulla crescita del Paese: a inizio anno le stime indicavano un aumento del Pil dello 0,5%, oggi il dato già acquisito sfiora lo 0,9% e la chiusura dell’anno dovrebbe attestarsi oltre l’1%, un ritmo che Urso giudica superiore a quello di diversi partner europei.
Nei prossimi due mesi, tra il decreto imprese di fine ottobre e la presentazione della legge di bilancio, si capirà quanto delle ambizioni annunciate a Cernobbio si tradurrà in misure operative, a partire dal capitolo più delicato: gli incentivi all’adozione degli umanoidi nell’industria.











