Con la quarta rivoluzione industriale la manifattura vira al digitale: per Anie Automazione in arrivo una nuova organizzazione

Una nuova organizzazione che dia maggiore coerenza alla proposta associativa e porti maggiore efficienza e capacità di sfruttare le sinergie esistenti tra i vari comparti rappresentati: è stato avviato ufficialmente oggi, in occasione dell’Assemblea annuale di Anie Automazione, il dibattito con i soci che dovrebbe sfociare, il prossimo anno, in una nuova configurazione (e un nuovo nome) della struttura associativa.

Pubblicato il 16 Dic 2021

Fabbrica digitale

Una nuova organizzazione che dia maggiore coerenza alla proposta associativa e porti maggiore efficienza e capacità di sfruttare le sinergie esistenti tra i vari comparti rappresentati: è stato avviato ufficialmente oggi, in occasione dell’Assemblea annuale di Anie Automazione, la realtà federata in Anie che rappresenta in Italia il punto di riferimento per le imprese fornitrici di tecnologie per l’automazione di fabbrica, di processo e delle reti, il dibattito con i soci che dovrebbe sfociare, il prossimo anno, in una nuova configurazione della struttura associativa, che preveda nuove deleghe, la creazione di una matrice delle competenze e, non ultimo, un nuovo nome.

“Anie Automazione potrebbe non essere più un nome così rappresentativo delle aziende associate, se guardiamo alle tecnologie che offrono e ai mercati a cui si rivolgono”, ha spiegato il segretario Marco Vecchio nel corso del suo intervento. “La transizione digitale ha portato il settore industriale verso il paradigma del 4.0, ma ha anche generato una sovrapposizione tecnologica tra comparti storicamente ben distinti. Oggi nella manifattura, nell’energia, nei trasporti e nell’edilizia si utilizzano soluzioni per rendere i sistemi più intelligenti che spesso hanno la stessa base tecnologica. Quindi le soluzioni fornite dalle imprese di Anie Automazione oggi sono per definizione più trasversali”.

Una struttura più moderna e attuale

Anie Industria Digitale – è questo il nome ipotizzato – segnerebbe un cambio di denominazione che sarà accompagnato anche da un’importante riorganizzazione, con il passaggio da una segmentazione merceologica verticale (oggi ci sono 12 gruppi) a una aggregazione per macro aree tematiche. Ne sono state individuate, in particolare, quattro:

  • automazione discreta e robotica (che include azionamenti elettrici, encoder, quadri bordo macchina, motoriduttori, safety e sistemi di visione)
  • digitalizzazione dei processi e dei prodotti (che comprende HMI-IPC-Scada, software industriale, telecontrollo, digitalizzazione reti e applicazioni distribuite, telematica applicata a traffico e trasporti)
  • interconnessione e controllo (cui fanno capo 5G, networking industriale, OPC UA, PLC-I/O, Rfid, wireless industriale)
  • automazione di processo.

Nella nuova struttura proposta, il sistema delle deleghe sui temi trasversali (attualmente digitalizzazione, PMI e rapporti con altre associazioni) verrebbe potenziato dall’introduzione di altre deleghe trasversali alle quattro macro aree tematiche: sostenibilità, modelli di business, ricerca e sviluppo, energia, normativa tecnica.

Completerebbero, ma rimanendo fuori dalla matrice delle competenze, alcune deleghe di tipo più istituzionale (PMI, rapporti con le altre associazioni, rapporti con la distribuzione).

Il manifesto digitale

Nell’ambito di questa trasformazione, l’associazione ha presentato il Manifesto Digitale, il cui scopo è rendere chiara ed evidente l’anima digitale esistente nelle imprese associate ad Anie.

“L’idea è quella di creare uno strumento di rappresentazione sintetica di tutte le competenze, le tecnologie e le soluzioni digitali disponibili attraverso i nostri associati”, ha spiegato il vice presidente per la digitalizzazione Fabio Massimo Marchetti.

Gli scopi del manifesto sono principalmente tre:

  • posizionare in modo chiaro all’interno del sistema associativo e delle istituzioni correlate la copertura del mondo digitale espressa da Anie Automazione attraverso le sue imprese;
  • rendere noto al mercato di riferimento delle imprese associate quali competenze e quali aree di digitalizzazione possono trovare un supporto da parte dell’associazione;
  • uscire dalla dimensione “Automazione” per andare verso l’“Industria digitale”.

Il manifesto è organizzato in funzione di tre principali macrotematiche: digital engineering, digital manufacturing e digital territories.

La necessità di innovare “a monte”

Se è vero che “la fase di progettazione digitale di macchine o prodotti è fondamentale”, come ha sottolineato Sabina Cristini, Presidente del Gruppo Meccatronica di Anie, è altrettanto necessario, da parte delle imprese, affiancare all’innovazione tecnologica anche una profonda innovazione organizzativa, che metta in luce come il vero valore di industria 4.0 risiede nella capacità di aumentare le capacità delle persone attraverso la disponibilità dei dati e l’adozione di tecnologie evolute.

Concetti, questi, sviluppati nel White Paper “La centralità dell’uomo nell’era della transizione digitale”, redatto dal gruppo software industriale di Anie in collaborazione con il Politecnico di Milano e ripresentato nel corso dell’assemblea.

Questo cambiamento non può non riguardare anche il modo in cui le imprese si approcciano agli incentivi e ai fondi del PNRR e del Piano Transizione 4.0, anche alla luce della proroga introdotta dalla Legge di Bilancio 2022. Lo ha ricordato nel suo intervento il Dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico Marco Calabrò, riprendendo molti dei concetti già espressi soprattutto riguardo alla necessità, per le imprese, di fare quel salto di qualità necessario per passare dal semplice acquisto di un macchinario innovativo al ripensamento dell’intera fabbrica in chiave smart.

Nel 2022 appuntamento a SPS, con un focus su sostenibilità e 5G

In chiusura di Assemblea è stato dato spazio agli aggiornamenti sulla prossima edizione di SPS Italia, in programma a Parma dal 24 al 26 maggio 2022, “finalmente in presenza”, come ha ricordato la Vice President Marketing and Events Francesca Selva.

L’evento registra già un aumento del numero degli espositori (40 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso). I padiglioni 3, 5 e 6 accoglieranno il meglio delle tecnologie per l’automazione e soluzioni digitali al servizio della trasformazione dell’industria in ottica 4.0. E non mancherà l’appuntamento con il District 4.0 nei padiglioni 4 e 7, un percorso dimostrativo che includerà quattro aree tematiche: digital&software, robotica e meccatronica, additive manufacturing e automazione avanzata. Tra le novità anche un focus sulla sostenibilità e un’area dedicata al 5G per l’industria, tecnologia imprescindibile per il pieno compimento della “rivoluzione”.

Si tratta, infatti, come illustrato nel corso dell’assemblea da Andrea Del Core, Sales Directory Manufacturing di Nokia, di una tecnologia versatile, in grado di utilizzare al meglio la banda e lo spettro per connettere e abilitare qualunque applicazione senza limiti di spazio e tipologia di traffico. Il 5G, in particolare, è in grado di rispondere alle necessità delle imprese in termini di maggiore automazione della fabbrica e dell’officina, maggiore trasparenza dei dati e approfondimenti digitali, pianificazione e modificabilità in tempo reale, automazione dei lavoratori e supporto remoto, connettività affidabile, interoperabilità e scambio di dati. Questo vale anche e soprattutto per le applicazioni business e mission critical.

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Daniela Garbillo

Giornalista pubblicista con 30 anni di esperienza di redazione, coordinamento e direzione maturata presso case editrici, gruppi e associazioni in diversi settori, dalle tecnologie innovative alle energie rinnovabili, dall'occhialeria al beauty, all'architettura. All'attivo anche importanti esperienze in comunicazione, organizzazione di eventi e marketing.

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