Dal World Manufacturing Forum l’invito a riprogettare le catene di fornitura per migliorare flessibilità e sostenibilità

Gli shock che si sono verificati negli ultimi anni, dalla pandemia alla guerra in Ucraina, fino al riemergere dell’inflazione, hanno avuto un fortissimo impatto sull’economia mondiale, accelerando la conclusione della fase dell’iperglobalizzazione e il passaggio alla “slowbalization”.

Tutto questo impone una riflessione su come gestire in questa nuova era la manifattura, un settore che è fondamentale sia in termini economici, con un peso del 17% sul PIL globale, sia in termini sociali, perché garantisce occupazione al 13,6% dei lavoratori.

Da queste premesse muove il Report 2022 della World Manufacturing Foundation, presentato da Marco Taisch, presidente del comitato scientifico dell’organizzazione, in occasione del World Manufacturing Forum tenutosi quest’anno per la prima volta a Brescia presso il Porsche Experience Center Franciacorta. Un report intitolato “Redesigning supply chains in the new era of manufacturing” e focalizzato quindi soprattutto sulla necessità di riprogettare le catene di fornitura.

Ripensare le catene di fornitura

La scarsità di materie prime e le strozzature logistiche richiedono alle imprese l’adozione di un approccio nuovo, che metta in primo piano la sicurezza degli approvvigionamenti. Tra le dieci raccomandazioni contenute nel Report, rivolte a Governi, imprese e consumatori, ben sette riguardano la necessità di imparare a gestire al meglio la supply chain.

Tra tutte spiccano quella di “garantire una riprogettazione prudente, intelligente, imprenditoriale e proattiva delle catene di fornitura per assicurare le forniture di importanza critica”, e questo naturalmente vale sia per la PA che per le imprese.

L’altra raccomandazione chiave è di “progettare prodotti per una riprogettazione agile delle supply chain”, cioè poter essere in grado di risolvere eventualità della supply chain grazie alla flessibilità dei processi e dei design di prodotto.

E poi la richiesta di “riprogettare le catene di fornitura per promuovere la circolarità e la sostenibilità”.

No alle chiusure, attenzione alle competenze e alla responsabilità

Le tre raccomandazioni non strettamente legate al tema della Supply Chain riguardano altrettanti punti fondamentali per le policy.

La prima è efficacemente riassunta da Taisch con l’espressione “Don’t panic”. È rivolta ai Governi e richiede di “Evitare politiche troppo reattive che riportino indietro il pendolo della globalizzazione”. La reazione ai nuovi scenari globali che hanno generato incertezza non devono spingere gli Stati a chiudersi in atteggiamenti protezionistici e nazionalistici. Imparare a essere resilienti, in altre parole, non necessariamente significa chiudersi alle relazioni internazionali.

La seconda riguarda il grande tema delle competenze: “riconoscere le competenze come il prossimo fattore mancante nella produzione”, cioè capire che l’adeguamento e la crescita delle skill delle persone è il fattore chiave per poter trarre il massimo dalle tecnologie abilitanti. Senza investimenti sul fattore umano – è il messaggio – le produzioni rischieranno di bloccarsi o funzionare male.

L’ultima riguarda la responsabilità (sociale, ambientale…) che deve essere promossa a tutti i livelli, a partire dai consumatori.

Le 10 raccomandazioni del World Manufacturing Forum

Ecco le 10 raccomandazioni contenute nel report presentato dal professor Taisch in occasione del World Manufacturing Forum

  1. Evitare politiche troppo reattive che riportino indietro il pendolo della globalizzazione
  2. Garantire una riprogettazione prudente, intelligente, imprenditoriale e proattiva delle catene di fornitura per assicurare le forniture di importanza critica
  3. Adottare un approccio iterativo e di miglioramento continuo alle supply chain
  4. Progettare prodotti per una riprogettazione agile delle supply chain
  5. Sfruttare l’opportunità di riprogettare le catene di fornitura per promuovere la circolarità e la sostenibilità
  6. Accelerare l’adozione urgente di strumenti digitali come fattori abilitanti per supply chain resilienti e adattive
  7. Sostenere le piccole e medie imprese includendole nella riprogettazione delle catene di approvvigionamento, facendo leva sulle loro capacità e rispondendo alle loro esigenze
  8. Adottare un approccio multidimensionale per considerare i rischi geopolitici e altri fattori non legati ai costi nella riprogettazione delle catene di fornitura
  9. Riconoscere le competenze come il prossimo fattore mancante nella produzione
  10. Agire attraverso politiche che favoriscano comportamenti responsabili dei consumatori per raggiungere uno sviluppo economico stabile

Il report

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Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ membro del Consiglio Direttivo di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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