L’intelligenza artificiale non è una soluzione a scaffale che si acquista e si installa, né una “bacchetta magica” in grado di risolvere istantaneamente problemi complessi. È piuttosto un percorso di lungo periodo, una “maratona” che le imprese devono affrontare con strategia, consapevolezza e “passo costante”, senza lasciarsi travolgere dalla fretta di implementare una tecnologia solo perché di tendenza. È questa la visione espressa da Matteo Faggin, direttore generale del Competence Center SMACT, nel corso di una tavola rotonda dedicata all’impatto dell’AI su industria e società tenutasi in occasione del Made in Italy Innovation Forum organizzato dal MICS. Un approccio, quello di Faggin, che invita alla riflessione e sposta l’attenzione dalla tecnologia in sé ai processi e alle specificità di ogni singola azienda.
AI NELL'INDUSTRIA
Faggin (Smact): “L’AI? Non è una corsa sprint, ma una maratona”
Secondo Matteo Faggin, Direttore del Competence Center SMACT, l’adozione dell’AI è una corsa lunga che richiede strategia e pazienza. Ogni azienda, con le sue unicità, deve costruire un percorso su misura, partendo da una solida cultura del dato. Casi concreti, dalla computer vision per la logistica al digital twin per la manutenzione, dimostrano che la tecnologia è efficace solo se applicata per risolvere problemi specifici, migliorando processi e qualità del lavoro

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