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Voucher cloud e cybersecurity, la lista dei 24 mila fornitori abilitati: incentivo al via a settembre



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Pubblicato l’elenco dei fornitori da cui le imprese potranno acquistare beni e servizi sfruttando il nuovo Voucher Cloud e Cybersecurity da 20.000 euro. Al via a settembre la misura rivolta a PMI e lavoratori autonomi per investimenti in hardware, software e servizi per cyber security, cloud computing e software gestionali

Pubblicato il 31 lug 2026



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È stato pubblicato l’elenco dei fornitori qualificati, abilitati a vendere hardware, software e servizi agevolabili con il Voucher Cloud e Cybersecurity.

Con il Decreto direttoriale 29 luglio 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha chiuso la procedura di selezione dei soggetti abilitati avviata con il decreto direttoriale del 21 novembre 2025: sono 24.003 le imprese ammesse a fornire i prodotti e i servizi agevolabili. L’elenco non è più modificabile.

Ricordiamo che la misura dispone di 150 milioni di euro a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2014-2020.

Il Voucher Cloud e Cybersecurity è un incentivo rivolto a micro, piccole e medie imprese e lavoratori autonomi che intendano investire in soluzioni di cybersecurity, cloud computing e – vale la pena sottolinearlo – anche software gestionali: il contributo a fondo perduto copre il 50% della spesa ammissibile fino a un massimo di 20.000 euro per ciascun soggetto, con una quota di risorse riservata alle Pmi del Sud.

Chiuso l’elenco dei fornitori, la platea del mercato ora è definita

Gli acquisti agevolabili dovranno essere effettuati solo rivolgendosi a uno dei fornitori inclusi nell’elenco dei fornitori abilitati appena pubblicato.

Il decreto chiude un percorso avviato a marzo, quando si erano aperte le iscrizioni per i fornitori interessati a entrare nell’elenco. Le domande, che dovevano inizialmente essere presentate tra il 4 marzo e il 23 aprile 2026, erano state prorogate fino al 27 maggio con un decreto del 22 aprile, su richiesta delle associazioni di categoria che avevano chiesto più tempo per completare la documentazione. Da allora Infratel Italia, incaricata dell’istruttoria, ha avuto 60 giorni di tempo per verificare le domande e formare l’elenco definitivo, ora pubblicato sulla piattaforma di Invitalia.

L’elenco è consultabile online sul sito di Invitalia dalle imprese che intendono presentare domanda di agevolazione, tramite i sistemi di identificazione digitale previsti dalla piattaforma.

Per essere ammessi i fornitori hanno dovuto dimostrare il possesso di specifici requisiti tecnici: chi eroga servizi già qualificati come “livello 1” (QC1) nel catalogo dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha beneficiato di un iter semplificato, mentre gli altri operatori privati hanno dovuto attestare il possesso delle certificazioni ISO 9001 e ISO/IEC 27001 per le soluzioni hardware e software di cybersecurity, a cui si aggiunge la ISO/IEC 27017 o, in alternativa, la certificazione CSA Star Level 2 per i servizi cloud IaaS, PaaS e SaaS.

I benefici per Pmi e professionisti: come funziona il contributo

Come avevamo raccontato quando la misura era stata presentata, il Voucher Cloud e Cybersecurity concede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 20.000 euro per beneficiario.

La soglia minima di investimento è fissata a 4.000 euro: un piano di spesa di importo pari alla soglia minima genera dunque un contributo di 2.000 euro, mentre per ottenere il contributo massimo di 20.000 euro il piano di spesa deve raggiungere almeno 40.000 euro.

Rientrano tra le spese ammissibili l’acquisto di hardware di sicurezza come firewall, firewall di nuova generazione e sistemi di prevenzione delle intrusioni, soluzioni software di cybersecurity come antivirus evoluti, sistemi SIEM e strumenti di crittografia, servizi cloud infrastrutturali come virtual machine, storage e backup, e software SaaS come gestionali ERP, CRM e piattaforme di e-commerce. Sono ammesse anche le spese per servizi professionali di configurazione e supporto, nel limite del 30% del valore complessivo del piano di spesa.

Per accedere al voucher le imprese devono disporre di una connettività con velocità minima in download di 30 Mbps e possono acquistare solo soluzioni nuove e aggiuntive, o più avanzate, rispetto a quelle già in uso: l’incentivo finanzia l’upgrade tecnologico, non la spesa corrente.

I piani di spesa attuati tramite acquisto diretto devono concludersi entro 12 mesi dalla concessione, mentre quelli legati ad abbonamenti richiedono una durata minima di 24 mesi. Una quota pari a circa 71 milioni di euro, su un totale di 150 milioni, è riservata alle Pmi del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), secondo la chiave di riparto dell’80% prevista dal Fondo sviluppo e coesione. Le agevolazioni sono concesse in regime de minimis, ai sensi del regolamento (UE) 2023/2831, e sono cumulabili con altri aiuti di Stato nei limiti stabiliti dalla disciplina europea.

Le prossime tappe: lo sportello per le imprese atteso a settembre

Con la pubblicazione dell’elenco si chiude la prima fase della misura, quella dedicata alla qualificazione dell’offerta tecnologica. Resta ora da definire la seconda fase, quella che riguarda direttamente Pmi e professionisti: le modalità e i termini per la presentazione delle domande di agevolazione saranno stabiliti da un successivo decreto direttoriale, atteso nel mese di settembre.

Solo a quel punto le imprese potranno presentare domanda per ottenere il contributo, rivolgendosi esclusivamente ai fornitori inclusi nell’elenco pubblicato il 29 luglio.

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