Dopo la fase di selezione dei fornitori accreditati, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dà il via libera al decreto direttoriale 4 agosto 2026 che fissa le date di apertura dello sportello per richiedere il voucher per il cloud computing e la cybersecurity. Per la misura sono stanziati complessivamente 150 milioni di euro, con l’obiettivo per sostenere la transizione digitale di micro, piccole e medie imprese e lavoratori autonomi.
La misura punta a innalzare i livelli di sicurezza informatica e l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate, incluse quelle basate su intelligenza artificiale, attraverso uno sportello che aprirà ufficialmente il 10 novembre 2026. Ricordiamo infatti che, nonostante il nome faccia riferimento solo a cloud e cybersecurity, la misura agevola in realtà anche l’acquisto di soluzioni AI e anche di software gestionali di vario tipo.
I contributi a fondo perduto previsti dal Voucher, pari al 50% delle spese agevolabili, possono raggiungere i 20.000 euro per beneficiario.
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L’entità dell’agevolazione e le risorse riservate al Mezzogiorno
L’intervento finanziario predisposto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per favorire l’ammodernamento informatico si struttura sotto forma di contributo a fondo perduto, con un’intensità d’aiuto pari al 50% dei costi ammissibili sostenuti per ciascun progetto.
L’architettura dell’incentivo prevede una soglia minima d’accesso stabilita attraverso l’obbligo di presentare piani di spesa non inferiori a 4.000 euro, cui corrisponde un contributo di 2.000 euro.
La soglia massima erogabile in favore di un singolo soggetto beneficiario raggiunge i 20.000 euro, a fronte di un programma di investimenti pari o superiore a 40.000 euro.
La copertura economica dell’iniziativa si avvale di una dotazione complessiva di 150 milioni di euro, attinti dalle risorse del Fondo sviluppo e coesione. Una quota rilevante della provvista complessiva, pari a oltre 71 milioni di euro (71.065.813,34 euro), viene riservata in modo vincolante agli interventi localizzati nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Voucher per il cloud computing e la cybersecurity: i requisiti di accesso e soggetti ammissibili
L’agevolazione è destinata a micro, piccole e medie imprese attive sul territorio nazionale, indipendentemente dalla forma giuridica o dal settore economico di appartenenza, unitamente ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti, sia iscritti ad albi professionali sia appartenenti alle professioni non organizzate.
L’accesso alla misura è subordinato al rispetto di una precisa precondizione infrastrutturale: il richiedente deve risultare titolare di un contratto di fornitura di servizi di connettività a banda ultra larga con una velocità minima in download pari ad almeno 30 Mbps già al momento della presentazione dell’istanza.
Oltre al vincolo di connettività, il provvedimento impone un rigoroso criterio di addizionalità tecnologica per garantire un effettivo salto di qualità nei processi produttivi e organizzativi.
I programmi d’investimento proposti devono riguardare l’adozione di soluzioni informatiche del tutto nuove o nettamente più avanzate e sicure rispetto a quelle già in uso nell’organizzazione.
La disciplina esclude categoricamente dall’ammissibilità gli interventi di mera manutenzione o aggiornamento periodico di licenze preesistenti, così come il semplice ampliamento numerico dei posti utente o delle postazioni di lavoro, salvo il caso in cui non vengano introdotte funzionalità innovative sostanziali.
Cloud, sicurezza informatica e intelligenza artificiale: quali soluzioni sono finanziabili
Le spese ammissibili riguardano soluzioni legate alla sicurezza informatica e al cloud computing, oltre ai servizi professionali necessari alla loro implementazione.
Nel comparto della sicurezza informatica, la misura incentiva sia l’acquisizione di componenti hardware, quali firewall di nuova generazione (NGFW), apparati di rete e sistemi per la prevenzione e il rilevamento delle intrusioni, sia l’adozione di soluzioni software dedicate alla protezione antivirus, alla crittografia dei dati e alla gestione degli eventi di sicurezza tramite piattaforme SIEM.
L’ambito del cloud computing comprende servizi infrastrutturali IaaS, di piattaforma PaaS e applicativi SaaS.
Come anticipato, all’interno del settore SaaS rientrano i software gestionali ERP, le piattaforme CRM, le soluzioni per il commercio elettronico e i sistemi di produttività aziendale arricchiti da funzionalità di intelligenza artificiale (AI) o destinati alla formazione del personale.
Per garantire la corretta messa in opera delle tecnologie acquistate, la normativa consente di includere nei programmi di spesa anche i servizi accessori di supporto professionale, configurazione, installazione e affiancamento operativo.
L’incidenza delle prestazioni consulenziali viene sottoposta a un tetto stringente, pari al 30% del valore totale del piano d’investimento.
Un ulteriore elemento vincolante riguarda la filiera dei fornitori: l’acquisto di beni e servizi deve avvenire inderogabilmente presso gli operatori economici accreditati e inseriti nell’apposito elenco ufficiale istituito e gestito dal MIMIT, così come abbiamo spiegato in questo articolo.
La lista dei 24.000 fornitori accreditati, definita dal Decreto direttoriale del 29 luglio 2026, è consultabile online.
Termini di presentazione e modalità operative dello sportello
L’accesso alle risorse avviene attraverso una procedura valutativa a sportello gestita tramite la piattaforma informatica del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, articolata in due fasi temporali distinte.
A partire dalle ore 12:00 del 20 ottobre i soggetti proponenti possono accedere al portale per avviare la pre-compilazione delle istanze, caricare la documentazione richiesta e generare il codice di predisposizione domanda.
L’invio formale delle domande, che determina l’ordine cronologico di protocollazione ai fini dell’assegnazione dei fondi, si apre ufficialmente alle ore 12:00 del 10 novembre 2026 e si conclude alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027.
In caso di esaurimento delle risorse in dotazione lo sportello verrà tuttavia chiuso prima del termine del 20 gennaio 2027.
Sotto il profilo negoziale, le imprese e i liberi professionisti possono strutturare gli acquisti secondo due differenti modalità contrattuali, utilizzabili anche in forma combinata.
La prima opzione contempla l’acquisto diretto a titolo definitivo di dispositivi hardware o licenze software, privo di canoni ricorrenti.
La seconda opzione consente la sottoscrizione di contratti di abbonamento per la fruizione continuativa di servizi in cloud o di sicurezza gestita, a condizione che la durata contrattuale non risulti inferiore a 24 mesi.
Ciascun giustificativo di spesa ed eventuale fattura deve riportare in modo esplicito il Codice Unico di Progetto (CUP) rilasciato dal sistema telematico all’atto dell’invio dell’istanza.
Tempistiche di istruttoria, erogazione e controlli
L’iter procedurale prevede che l‘istruttoria delle istanze inviate sia completata entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda.
Una volta approvato l’accesso all’agevolazione, la liquidazione del contributo può avvenire secondo due modalità alternative su scelta dell’impresa beneficiaria.
La prima opzione consente di richiedere l’erogazione in due quote distinte: la prima tranche, a titolo di acconto, può essere domandata al raggiungimento di almeno il 50% delle spese complessive previste dal piano d’investimento e debitamente rendicontate, mentre la seconda quota viene corrisposta a saldo a conclusione dell’intervento.
In alternativa, il soggetto beneficiario può richiedere il versamento dell’intero contributo in un’unica soluzione al termine delle attività, previa presentazione della rendicontazione finale completa.
L’intero processo è accompagnato da un sistema di verifiche amministrative e documentali gestito dalle autorità competenti.










