Iperammortamento e nuovi crediti di imposta, ecco i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate a Telefisco

In occasione di Telefisco, l’evento organizzato ogni anno da Il Sole 24 Ore per fare il punto sulle novità introdotte dalla legge di bilancio e per chiarire gli aspetti più dubbi e spinosi delle normative, l’Agenzia delle Entrate ha fornito diversi pareri sui nuovi crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali e su alcuni aspetti della vecchia disciplina dell’iperammortamento. Sono pareri interessanti che, benché non abbiano alcun valore ufficiale, sono spesso poi stati inseriti dall’Agenzia in successive circolari. È quindi bene conoscerli e tenerli in considerazione.

Le questioni su cui l’Agenzia è intervenuta, offrendo risposte scritte ai quesiti posti dagli esperti fiscali, sono quattro: la non applicazione della stretta sulle compensazioni prevista del decreto fiscale ai nuovi crediti d’imposta; come si fruisce il credito d’imposta in caso di interconnessione negli anni successivi; da quando parte il periodo di osservazione valido ai fini del recupero / recapture dell’incentivo in caso di delocalizzazione o dismissione del bene; come trattare gli investimenti in beni 4.0 “prenotati” nel 2018 e finalizzati nel 2020. Vediamoli tutti in dettaglio.

Credito d’imposta da agevolazioni fuori dalla stretta sulle compensazioni

Sul punto l’Agenzia era già intervenuta a fine 2019 con la risoluzione n. 110/E, ma -mai come in questo caso – repetita iuvant. Come è noto, l’articolo 3 del decreto legge 124/19 (decreto fiscale) impone che per fruire delle compensazioni derivanti da crediti d’imposta superiori a 5 mila euro occorra attendere il decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Questa previsione, spiega l’Agenzia, non si applica alla compensazione dei crediti d’imposta di natura agevolativa – quindi nemmeno al neonato credito d’imposta per investimenti in beni strumentali -, ma solo ai crediti Iva, ai crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all’Irap.

È importante ricordare però che per l’utilizzo in compensazione di tutti i crediti occorre presentare il modello F24 tramite i servizi telematici resi disponibili dall’agenzia delle Entrate.

L’interconnessione successiva: come si calcolano le cinque quote dell’incentivo

I crediti d’imposta che sostituiscono superammortamento e iperammortamento si fruiscono in cinque quote di pari impotrto a partire dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni oppure a quello dell’avvenuta interconnessione per gli investimenti in beni 4.0.

Che cosa succede quindi se si interconnette un bene in un anno successivo a quello in cui lo si è acquistato? Intanto il comma 191 della legge di bilancio 2020 stabilisce esplicitamente che, nel caso in cui l’interconnessione dei beni avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in funzione, “è comunque possibile iniziare a fruire del credito d’imposta per la parte spettante ai sensi del comma 188”, cioè utilizzando intanto il credito d’imposta al 6% per i beni strumentali non 4.0. È lo stesso meccanismo che era in vigore con l’iperammortamento: finché non si interconnetteva il bene, si fruiva momentaneamente del superammortamento e poi si recuperava l’inventivo completo dopo l’interconnessione.

Con il nuovo sistema dei crediti d’imposta il dubbio è su come “spalmare” nel tempo il credito d’imposta al 40% se si è già fruito per uno o più anni di quello al 6%. Le Entrate chiariscono che, in questo caso, si dovrà calcolare il beneficio spettante residuo (al netto quindi di quanto già fruito in virtù del credito al 6%) e poi suddividere la parte rimanente in cinque nuove quote, ricominciando quindi il quinquennio di calcolo dell’agevolazione.

Un esempio che vale più di mille parole: ipotizzando che nel corso del 2020 si proceda all’acquisto e all’entrata in funzione di un bene agevolabile il cui costo sia pari a 100 mila euro e che nel corso del 2021 si proceda anche alla sua interconnessione, qualora l’impresa nel corso del 2021 si avvalga della possibilità di utilizzare in compensazione la prima quota del credito spettante ai sensi del comma 188, pari a 1.200 euro (1/5 di 6mila), a partire dal 2022 decorrerà il quinquennio di fruizione del credito spettante ai sensi del comma 189 e la quota annuale compensabile sarà pari a 7.760 euro (1/5 di 38.800 euro).

L’Agenzia coglie anche l’occasione per precisare che “la decorrenza del diritto alla fruizione del credito d’imposta è in ogni caso stabilita in funzione dell’anno solare”: anche in presenza di periodi d’imposta a cavallo dell’anno solare si deve fare riferimento, rispettivamente, all’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni e all’anno successivo a quello di avvenuta interconnessione.

I due anni di osservazione per la “recapture” in caso di disinvestimento o delocalizzazione

Anche per il nuovo credito d’imposta è previsto (comma 193 della legge 160/19) il meccanismo del recapture, cioè la restituzione dell’incentivo fruito quando si fa un disinvestimento o una delocalizzazione dei beni agevolati “entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento”. Questa previsione non vale più per i soli beni 4.0 ma per tutti i beni strumentali.

L’Agenzia spiega da quale momento vadano calcolati i due anni di “osservazione”, dicendo che il riferimento letterale all’anno di effettuazione dell’investimento, anziché a quello di entrata in funzione o a quello di interconnessione dei beni “deve imputarsi a un mero difetto di coordinamento formale” dal momento che, senza l’entrata in funzione o l’avvenuta interconnessione dei beni, non ci sarebbe alcun credito d’imposta su cui operare il ricalcolo e neanche l’eventuale riversamento.

E quindi il termine finale del “periodo di osservazione” previsto dalla disciplina va correttamente individuato, rispettivamente, con il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello dell’entrata in funzione o a quello dell’avvenuta interconnessione.

L’Agenzia sottolinea infine che La possibilità di derogare al recapture effettuando investimenti sostitutivi, cioè comprando altri beni di uguale o maggior valore, si applicano solo per i beni 4.0 indicati nell’allegato A e non quindi per i beni strumentali “semplici”.

Il caso dell’investimento 2018 interconnesso nel 2020

Come si applica l’iperammortamento relativamente a un bene che, a fronte di un ordine accettato (con versamento di regolare acconto del 20%) nel dicembre 2018, viene consegnato nel 2020?

Sul punto l’Agenzia ritiene che “la mancata consegna (effettuazione) dell’investimento entro la data del 31 dicembre 2019 – termine ultimo previsto dall’articolo 1, comma 30, della legge di Bilancio 2018 – impedisce al contribuente di avvalersi delle disposizioni contenute in tale norma”. In altre parole, con il 31 dicembre “scade” la prenotazione. Si entra quindi sotto la disciplina della legge di bilancio 2019, che aveva prorogato l’iperammortamento modificando però le aliquote. A condizione però che l’investimento venga effettuato (bene interconnesso) entro il 31 dicembre 2020, limite massimo a cui si estende la disciplina della legge di bilancio 2019.

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Franco Canna

Fondatore e direttore responsabile di Innovation Post. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ membro del Consiglio Direttivo di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

24 thoughts on “Iperammortamento e nuovi crediti di imposta, ecco i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate a Telefisco

  • Buongiorno, mi inserisco sulla questione del bene realizzato in più esercizi. Nel mio caso parlo di un bene complesso che è stato realizzato in più anni a partire dal 2019, con ordini e pagamento di acconti ma non superiori complessivamente te al 20% del costo complessivo del bene effettuati nel 2019 e alcune componenti ordinate anche nel 2020. La realizzazione dell’investimento per una serie di ragioni (covid compreso e problemi con un fornitore) viene completata come consegna e collaudo entro il 2021. Grazie

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  • Buongiorno.
    Se sono stati acquistati macchinari tra il 2018 e il 2020 (consegnati e messi in funzione) e nel 2021 si è acquistato un nuovo macchinario che si intende interconnettere ai precedenti, posso far rientrare le quote non ancora ammortizzate dei beni acquistati negli anni passati nell’importo complessivo del credito d’imposta prevista dalla Legge di Bilancio 2021 (50% del bene)??

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    • No Giulia, le nuove aliquote valgono solo per i nuovi acquisti

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  • buon giorno, innanzi tutto ringrazio per l’attenzione che mi sarà riservata gradirei sapere con quale codice tributo è possibile la compensazione al credito di imposta del 40% per l’acquisto di un macchinario complesso per l’edilizia. grazie mille Vincenzo di Niccolo Trani bt

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  • Salve Franco
    Innanzitutto la ringrazio volevo chiederle due chiarimenti in relazione al credito di imposta del 40% sull acquisto di una trattrice agricola 4.0:
    1 Noi abbiamo già un credito iva Consistente derivante da investimenti precedenti (costruzione stalla) in questo caso il credito di imposta va a sommarsi o sono due cose distinte
    2 Il credito di imposta ho visto che è suddiviso in 5 rate annuali spendibile tramite f24 se nel caso durante l’anno non si consuma tutto il credito il restante fa cumulo con l’anno successivo o viene perso
    Mi scuso se ho detto inesattezze ma non sono molto ferrato in materia
    Grazie mille Ottonello Simone

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  • Gentilissimo Franco

    mi viene un ulteriore dubbio… il suo “Supponendo che si possano trattare indipendentemente i tre acquisti” implica 3 perizie, 3 interconnessioni, … perchè l’azienda ha inserito un totem con pc industriale che riceve da gestionale ordine e ricetta e lo processa mandando a ciascun plc dei 3 beni il proprio pezzettino di ricetta… questa implementazione secondo lei è compatibile con l’indipendenza dei 3 beni?
    la ringrazio ancora…

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    • Certamente, fare un’unica perizia o tre diverse è una su scelta

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  • Grazie della risposta,

    Un’impresa nel 2020 installa ed interconnette una linea di listellatura inquadrata come “Bene strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti” classificata come “macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime”, costituita da una serie di impianti messi in linea tra loro (acquistati singolarmente da fornitori diversi e con tempi diversi).
    L’intera linea viene complessivamente interconnessa e periziata nel 2020. E’ intenzione dell’azienda inserire la linea (costituita da bene 1, bene 2 e bene 3) nel libro cespiti come unico bene (in quanto sono beni tra loro connessi che insieme concorrono al prodotto finito, altresì i beni messi in linea aumentano la produttività per cui vale il principio contabile di riferimento, non ultimo sono utilizzati in linea e non è possibile separarli per realizzare una sola parte del processo).
    Ordini e acconti riferiti ai singoli beni componenti la linea sono però afferenti a momenti temporali diversi tra loro:
    1. bene 1 è stata ordinata con ordine accettato e acconto 20% versato al fornitore nel dicembre 2018 (iperammortamento aliquota 150%) consegnato nel 2020
    2. bene 2 è stato ordinato con ordine accettato e acconto 20% versato al fornitore nel dicembre 2019 (iperammortamento aliquota 170%) consegnato nel 2020
    3. bene 3 è stato ordinato nel 2020 (credito imposta 40%) consegnato nel 2020

    Come si tratta la linea? E’ possibile applicare per il punto 1 e quindi per la quota economica afferente iper al 150% (credo di no da telefisco), per il punto 2 e quindi per la quota economica afferente iper al 170%, per il punto 3 e quindi per la quota economica afferente credito imposta 40%, ed imputare le voci afferenti all’allegato B complessivamente alla disciplina del credito imposta (in questo caso 15%) essendo attività definite e quindi ordinate nel 2020?

    Grazie molte per quello che potrà dirmi,
    saluti cordiali

    Risposta
    • Gentile Silvia, sinceramente non so risponderle sul discorso del libro cespiti. Supponendo che si possano trattare indipendentemente i tre acquisti, mi limito ad osservare che per il bene 1 NON è possibile applicare la normativa 2018, ma va applicata quella 2019, così come al bene 2, mentre al bene 3 si applica la nuova disciplina. Quanto ai beni immateriali, essendoci l’ordine 2020, si va ad applicare la disciplina del nuovo credito d’imposta.

      Risposta
  • Grazie della risposta,
    come possiamo avere evidenza normativa che l’investimento iniziato nel 2019 con ordine e pagamento dell’acconto possa rientrare nella nuova normativa 2020 del credito d’imposta Investimenti?

    Grazie molte per quello che potrà dirmi,
    saluti cordiali

    Risposta
    • Che siate fuori dal regime precedente è chiaro perché sforate la deadline prevista dalla legge di bilancio 2019 per le consegne. Che siate dentro il nuovo regime è altrettanto pacifico (sempre se la consegna avviene entro 30/06/2021 salvo ulteriori proroghe) perché si applica a tutti gli investimenti effettuati dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 con possibilità di consegna entro metà 2021 in caso di acconto pari al 20% entro il 31/12/2021. E mi pare sia il vostro caso. Questo lo trova scritto al comma 185 della legge 160/2019. Tenga conto che per “effettuazione dell’investimento” ci si riferisce di fatto a consegna e collaudo (per la fruizione poi bisogna aspettare anche l’interconnessione).

      Risposta
  • Buon giorno,
    riporto il caso di un’azienda che ha ordinato una macchina 4.0 nel dicembre 2019 pagando il 20% di acconto;
    l’accordo con il fornitore era che la macchina venisse consegnata ad ottobre 2020;
    visto l’emergenza dovuta a COVID19 il fornitore non sarà in grado di consegnare la macchina entro il 2020;
    la consegna avverrà nell’aprile 2021.

    Per l’impresa in questione sarà possibile usufruire dell’iperammortamento?

    Grazie dell’attenzione

    Risposta
    • Se non intervengono ulteriori modifiche legislative no. Il bene deve essere consegnato entro il 12/2020; se la consegna va oltre si potrà fruire del nuovo credito d’imposta.

      Risposta
  • Salve,

    leggo nel testo “A condizione però che l’investimento venga effettuato (bene interconnesso) entro il 31 dicembre 2020, limite massimo a cui si estende la disciplina della legge di bilancio 2019”.
    Perchè associa l’avvenuta interconnessione al concetto di “effettuazione” dell’investimento?
    Ai sensi del TUIR l’effettuazione dell’investimento coincide con l’avvenuta consegna del bene, l’interconnessione potrebbe in questo senso essere eseguita anche solo in tempo successivo (ovviamente il credito di imposta maggiorato sarebbe fruibile solo post-interconnessione).
    Sbaglio qualcosa? Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

    Risposta
  • Salve Franco, come si è sicuri che tutto quello che viene consegnato oltre il 31/12/2020 vada col credito d’imposta indipendentemente dalla data dell’acconto, se l’articolo 196 della legge di Bilancio 2020 chiarisce che il nuovo credito d’imposta non si applica “agli investimenti aventi a oggetto i beni indicati nei commi 189 e 190, effettuati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020, in relazione ai quali entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine sia stato accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, per i quali restano ferme le agevolazioni previste dall’articolo 1, commi 60 e 62, della legge 30 dicembre 2018, n. 145. “? Per un bene con acconto pagato nel 2018, ma consegnato nel 2021 non è che si rischia di perdere il beneficio?

    Risposta
    • Fino a tutto dicembre 2019 era possibile prenotare il vecchio ipermmortamento versando un acconto del 20%, ma la consegna deve essere effettuata entro il 31/12/2020. Quindi per tutto quello che viene consegnato nel 2021 vale il nuovo sistema dei crediti d’imposta, anche se era stato versato l’acconto molto tempo prima.

      Risposta
  • Nel caso di bene 4.0 accontato al 20% entro fine 2019, ma consegnato nel 2021ed i interconnesso nel 2012 in quale beneficio rientrerebbe: Iper-ammortamento o credito d’imposta?

    Risposta
    • Tutto quello che viene consegnato oltre il 31/12 2020 va col nuovo sistema, indipendentemente dalla data di versamento dell’acconto

      Risposta
  • Ottime idee entrambe. Nel caso del bonifico parlante, per tenere conto che si fanno anche bonifici per acconti, riporterei la dizione : ” Bonifico…. relativo a …. che POTREBBE ESSERE OGGETTO dell’agevolazione di cui ….”. Se invece di questo bonifico parlante occorre inserire qualcosa nella fattura si potrebbe scrivere ” Il cliente dichiara che l’acquisto POTREBBE RIENTRARE ……”. Insomma in entrambi i casi è necessario un verbo al condizionale. Però poichè siamo a fine febbraio e vi sono ordini fatti a fine 2019 con attrezzature entrate adesso con fatture già emesse, non saprei (a meno di emettere note di credito, bonifici di ritorni, nuove fatture emesse con la dizione richiesta con tutto un caos contabile che questo comporterebbe) questo significherebbe escludere quanto fatto in precedenza e non sarebbe giusto

    Risposta
  • Ciao Franco. Secondo me il problema non è come riportare (o cosa) riportare nella fattura elettronica quanto che sia il venditore che debba farlo e non l’utilizzatore. Riportare una qualsiasi dizione nella fattura elettronica (ad es. bene agevolabile ai sensi…etc) non può essere riportato dal venditore del bene perchè lui non può sapere se il bene sarà poi agevolabile. Cioè un’attrezzatura la posso anche far funzionare stand alone senza interconnessione e per tale motivo non sarà agevolabile. Nessun venditore accetterà di affermare che il bene sia agevolabile visto che dipende dall’acquirente il creare le condizioni tecniche perchè il bene sia completamente agevolabile. Io spero che il MISE si stia coordinando con l’Agenzia delle Entrate in modo da dare un chiarimento che sia applicabile. Ad es. basterebbe dire che tale dizione sia presente sul libro cespiti dell’acquirente o comunque sul suo sistema (visto che oramai non esiste più la fattura cartacea su cui apporre timbri o altro) di contabilità (SAP, etc.) in modo che appena l’attrezzatura utilizza l’agevolazione, l’acquirente possa registrare questo evento agevolativo. Non riesco ad immagine altri modi a meno non dicano chiaramente che l’assenza della nota nella fattura non sia ostativa all’agevolazione purchè la documentazione a corredo vada tutta bene. Ma questo però qualcuno lo deve scrivere ed io ancora , tranne qualche articolo interpretativo, non lo vedo originato nè dal MISE nè dall’Agenzia delle Entrate a meno che non mi sia sfuggito qualcosa.

    Risposta
    • Per me la soluzione è sostituire quelle diciture con il bonifico parlante, che è onere dell’acquirente e non del fornitore. In ogni caso, se fossi un venditore a oggi io scriverei “Il cliente dichiara che l’acquisto rientra nell’applicazione della normativa prevista dai commi xxx della legge 160-2019”

      Risposta
  • Ma non hanno detto nulla, relativamente alla nuova norma sul credito d’imposta 2020, sul problema di cosa far riportare, da parte del venditore, nella fattura elettronica che viene emessa prima che venga accertato tecnicamente che il bene possa usufruire di tale agevolazione?

    Risposta
    • Ciao Giuseppe, la questione è stata sollevata da più parti. Intanto un’eventuale imprecisione nell’indicazione non è ostativa (non si perde il beneficio). L’auspicio è che nella prima circolare sull’argomento chiariscano il punto, tenendo conto del limite dello spazio offerto dalla fattura elettronica. Ulteriore auspicio é che tolgano proprio di mezzo questo onere, ma qui ci vuole una legge

      Risposta

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