Nel tradizionale discorso di fine anno da Pechino il presidente Xi Jinping ha illustrato alla nazione (e al resto del mondo) le principali traiettorie di sviluppoddei prossimi cinque anni della Cina, durante i quali le nuove tecnologie giocheranno un ruolo determinante.
Il messaggio ha sancito la chiusura del quattordicesimo piano quinquennale e ha ufficialmente aperto la strada al quindicesimo quinquennio 2026-2030, con una visione che inquadra la tecnologia non più solo come supporto, ma come pilastro fondante della forza nazionale. Il tutto sulla base di un dato economico di partenza imponente: un prodotto interno lordo 2025 stimato in 140 trilioni di yuan (circa 18 trilioni di euro), cifra che testimonia la resilienza di un sistema che mira ora a standard qualitativi superiori. Il 2026 sarà come l’anno del consolidamento e il quindicesimo piano quinquennale dovrà trasformare le ambizioni tecnologiche cinesi in benefici concreti per la popolazione, perseguendo l’obiettivo della prosperità comune attraverso un’industria sempre più autonoma e tecnologicamente avanzata.
Indice degli argomenti
Integrazione tra scienza e industria
La strategia industriale delineata da Xi Jinping per il 2026 pone al centro le cosiddette nuove forze produttive di qualità, un concetto che sintetizza l’unione tra ricerca scientifica e capacità manifatturiera.
Il presidente ha sottolineato come la competizione globale nel settore dell’intelligenza artificiale sia entrata in una fase di accelerazione e come la Cina sia impegnata nello sviluppo di grandi modelli linguistici proprietari capaci di competere con i principali standard internazionali.
Un elemento determinante del discorso ha riguardato l’autonomia nella filiera dei semiconduttori. Xi Jinping ha annunciato scoperte significative nella ricerca e nello sviluppo di chip nazionali, un passo necessario per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e ridurre l’esposizione alle fluttuazioni dei mercati esteri e alle restrizioni commerciali.
L’approccio di Pechino guarda con sempre maggiore interesse alla robotica avanzata e all’automazione. Il presidente ha menzionato i progressi dei robot umanoidi, descrivendoli come strumenti dotati di capacità tecniche elevate già pronti per essere integrati in contesti industriali e di servizio.
A questa evoluzione si accompagna lo sviluppo della cosiddetta economia a bassa quota, un comparto industriale e di servizi che sfrutta lo spazio aereo entro i tremila metri di altitudine. Tale ecosistema integra l’utilizzo di droni per la logistica dell’ultimo miglio, velivoli elettrici a decollo verticale (eVTOL) per la mobilità urbana e sistemi aerei automatizzati per il monitoraggio agricolo e industriale. Pechino punta a trasformare questa porzione di atmosfera in un’infrastruttura economica attiva, capace di ridefinire la gestione dei flussi e l’efficienza dei trasporti nelle metropoli cinesi. Lo sviluppo di queste tecnologie è visto anche come motore primario per generare maggiore produttività, modernizzando i settori tradizionali e creandone di nuovi ad alto valore aggiunto.
Infrastrutture strategiche e proiezione tecnologica nello spazio
Nel bilancio di Xi Jinping sono stati evidenziati anche i traguardi di rilievo ottenuti nelle infrastrutture critiche e nell’esplorazione spaziale.
La missione Tianwen-2, focalizzata sullo studio degli asteroidi, è stata indicata come la dimostrazione della maturità scientifica raggiunta dal Paese.
A terra l’avvio della costruzione della centrale idroelettrica sul fiume Yarlung Zangbo rappresenta un’opera ingegneristica di portata storica, destinata a incidere sulla sicurezza energetica e sulla sostenibilità ambientale.
C’è stato spazio anche per parlare della protezione del patrimonio ecologico come parte integrante della forza complessiva della nazione, legando lo sviluppo industriale alla tutela delle risorse naturali.
La capacità tecnologica si riflette anche nel potenziamento della difesa nazionale. L’entrata in servizio della prima portaerei equipaggiata con sistemi di lancio a catapulta elettromagnetica segna un avanzamento tecnico rilevante per la marina cinese. “Abbiamo compiuto passi avanti stabili e solidi nel percorso di modernizzazione”, ha affermato Xi Jinping, collegando i successi scientifici alla stabilità sociale e al miglioramento della qualità della vita. Tuttavia – osserva il Presidente – questa crescita deve essere accompagnata da una gestione oculata e da una costante capacità di auto-innovazione per rispondere alle sfide di un panorama internazionale complesso.
Dinamiche geopolitiche e apertura commerciale di Hainan
Sul fronte delle relazioni internazionali e del commercio, il 2026 segna la piena operatività del porto di libero scambio di Hainan come area doganale a “isola chiusa”: una mossa che mira ad attrarre capitali esteri e a facilitare gli scambi, confermando la volontà di Pechino di mantenere un’economia aperta nonostante le tensioni globali. A questo proposito Xi Jinping ha richiamato l’importanza della Global Governance Initiative, il progetto diplomatico che punta a riformare le architetture decisionali globali per renderle più rispondenti ai nuovi pesi economici mondiali.
L’iniziativa si propone di superare gli assetti multilaterali nati nel secondo dopoguerra, promuovendo una maggiore rappresentanza delle nazioni emergenti e del cosiddetto Sud globale all’interno di organismi quali le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Attraverso questa proposta Pechino intende farsi promotrice di un multilateralismo basato sulla parità di diritti e sul rifiuto di logiche unilaterali, cercando di stabilire nuovi standard per la gestione delle crisi economiche, ambientali e tecnologiche su scala planetaria.
Un passaggio di peso geopolitico è stato dedicato al tema di Taiwan, definendo la riunificazione della patria come una “tendenza storica inarrestabile” in concomitanza con le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della vittoria nella guerra di resistenza contro l’aggressione giapponese. Il presidente ha esortato alla cooperazione tra le due sponde dello stretto per la rinascita della nazione.












