Il 2025 ha rappresentato un periodo di forte dinamismo per il settore della Extended Reality (XR). Secondo i dati dell’Osservatorio XR Technologies & Immersive Experience del Politecnico di Milano, l’offerta tecnologica sta vivendo una fase di rapida espansione, con il lancio di 17 nuovi dispositivi nell’ultimo anno che portano il totale delle soluzioni disponibili sul mercato a quota 93.
Un’evoluzione alimentata dall’ingresso strutturale dell’intelligenza artificiale e dall’introduzione di nuovi sistemi operativi, come Android XR, volti a ridurre la frammentazione dell’ecosistema e a migliorare l’esperienza d’uso.
Nonostante il fermento tecnologico e la crescita degli utenti attivi sulle piattaforme di gaming, l’adozione della XR nelle imprese italiane procede con cautela. Dal 2020 sono stati censiti 735 progetti pubblici, divisi tra l’ambito B2b, dove si consolidano casi d’uso con benefici operativi misurabili, e quello B2c, ancora caratterizzato da una natura prevalentemente sperimentale.
Se da un lato l’86% delle imprese che hanno già investito in queste tecnologie dichiara di aver raggiunto i propri obiettivi, dall’altro persiste una barriera culturale significativa.
Al di fuori del gruppo dei precursori, infatti, la scarsa conoscenza delle potenzialità della XR limita ancora una diffusione su larga scala nei processi aziendali.
Indice degli argomenti
Hardware e software nell’era dell’AI: verso un ecosistema XR integrato
Il mercato globale dell’hardware conta oggi 93 dispositivi XR, con 17 nuovi lanci registrati nel 2025 che confermano i volumi dell’anno precedente.
Si rileva una variazione nella composizione dell’offerta: gli AR smart glasses salgono a 11 nuovi modelli rispetto ai 6 del 2024, a scapito dei visori per realtà virtuale e mista, scesi da 10 a 6 unità.
Una tendenza che riflette la ricerca di soluzioni più leggere e adatte all’uso quotidiano per favorire la diffusione tra i consumatori finali. Un’innovazione centrale è il Samsung Galaxy XR, primo dispositivo AI-native dove l’intelligenza artificiale, integrata nell’architettura di sistema, coordina sensori e interazioni in tempo reale per gestire l’intera esperienza immersiva.

Nonostante i valori assoluti rimangano contenuti, la domanda mostra segni di espansione: secondo le stime IDC, nel 2025 le vendite globali hanno raggiunto 14,5 milioni di unità, segnando un incremento del 41,6% su base annua.
L’arrivo del sistema operativo Android XR apre la strada a un ecosistema standardizzato e aperto, rispondendo alla carenza di interoperabilità che ha frenato il settore fino a oggi.
Si intensifica l’integrazione tra XR e digital twin, resa più fluida da aggiornamenti software che permettono di importare nei dispositivi i modelli sviluppati in ambienti CAD o BIM.
L’intelligenza artificiale agisce come abilitatore strutturale in ambito software intervenendo su due livelli. Per l’utente finale, l’AI ottimizza la fluidità visiva, facilita le interazioni naturali e personalizza i contenuti. Per chi sviluppa, la tecnologia automatizza la creazione di ambienti virtuali e asset 3D, riducendo sensibilmente tempi, investimenti economici e le competenze tecniche richieste per l’implementazione.
L’adozione della Extended Reality nelle imprese italiane
A fronte di un’offerta tecnologica in rapida evoluzione, l’adozione delle soluzioni XR da parte delle aziende della domanda rimane ancora limitata.
Emerge una distinzione netta tra l’ambito B2b/B2e, focalizzato sul supporto alla forza lavoro, e quello B2c, rivolto ai consumatori. Nel primo caso si riscontrano benefici operativi misurabili in ambiti come formazione, assistenza sul campo e prototipazione.
Nel mercato B2c, invece, prevale una natura sperimentale legata al lancio di prodotti o ad attività di gamification per finalità di marketing. A partire dal 2020, si contano 290 progetti B2b/B2e basati su fonti pubbliche, sebbene il volume delle iniziative riservate sia stimato come comparabile.
Nel corso del 2025 sono stati avviati 48 nuovi progetti, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente.
Il Manifatturiero guida il settore con il 30% delle iniziative, seguito da Sanità (18%) e Utility & Energy (11%). Settori quali Logistica, Real Estate e Difesa iniziano a sperimentare queste tecnologie per supportare processi decisionali complessi.
In ambito B2c sono stati individuati complessivamente 445 progetti, di cui 71 realizzati nel 2025, dato che segna una flessione del 9% rispetto ai nuovi lanci del 2024.
La difficoltà nel misurare il ritorno economico in modo strutturato rimane un limite, unitamente alla scarsa penetrazione dei dispositivi tra i consumatori, che spesso fruiscono i contenuti via smartphone o PC riducendo il livello di immersività.
Il Turismo (26%) e il Retail (18%) si confermano i comparti più attivi, mentre l’Education raggiunge il 13% dei progetti grazie all’introduzione dei visori nelle scuole per la didattica immersiva.
L’impatto della Extended Reality: KPI e benefici misurabili
I casi d’uso più maturi di Extended Reality dimostrano risultati tangibili in termini di tempi, qualità, produttività, ricavi e sostenibilità.
Nel supporto alla forza lavoro sul campo, l’adozione di caschi AR per la supervisione remota ha permesso a Shell di ridurre i tempi di intervento fino al 30%.
CNH ha ottimizzato la progettazione passando dalla prototipazione fisica a quella virtuale, riducendo i tempi di valutazione di componenti complessi da quattro settimane a meno di una.
Risultati significativi si registrano anche nella formazione, dove Prysmian ha dimezzato i tempi di addestramento dei giuntisti, garantendo maggiore scalabilità e rapidità di apprendimento.
In ambito commerciale, l’uso della realtà mista ha consentito a Lufthansa di abbattere i costi espositivi nelle fiere fino all’80%.
Per quanto riguarda il segmento B2c, la tecnologia abilita nuovi servizi e fonti di ricavo, come dimostrato dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, o permette di intercettare nuovi target su canali innovativi, come nel caso di Kiko Milano su Roblox.
L’XR contribuisce inoltre agli obiettivi di sostenibilità riducendo trasferte, emissioni e consumo di materiali.
Accanto ai tradizionali indicatori di processo, la Extended Reality introduce nuovi KPI user-centric derivanti dall’integrazione con le neuroscienze. Queste metriche misurano l’efficacia cognitiva ed esperienziale attraverso l’analisi dell’attenzione sostenuta, del carico cognitivo percepito, della ritenzione delle informazioni e della qualità dell’engagement.
Tali parametri confermano che le esperienze immersive aumentano il coinvolgimento emotivo e favoriscono un’esplorazione dinamica dei contenuti. Questi indicatori sono fondamentali per valutare se l’interazione uomo-tecnologia è progettata per massimizzare l’efficacia del processo e supportare gli obiettivi di business in modo sostenibile.
L’impegno dei tavoli di lavoro Cross-enabler
L’Osservatorio ha attivato 11 tavoli di lavoro denominati “Cross-enabler” coinvolgendo oltre 30 manager aziendali.
L’iniziativa mira ad accompagnare le imprese nell’approfondimento delle realtà immersive, coprendo l’intero percorso dalla sperimentazione tecnologica fino agli ambiti applicativi concreti.
L’analisi dei partecipanti evidenzia le funzioni aziendali più attive nel processo di innovazione:
- R&D e Innovazione rappresentano il 39% dei profili coinvolti
- Il Marketing segue con il 33% delle presenze
- Operations & Ingegneria incidono per il 14%
- La funzione HR registra una partecipazione dell’8%.
“Questa esperienza ha registrato un interessante fermento, che mostra l’interesse dei manager nell’affacciarsi all’innovazione XR, anche combinata con l’AI, per trovare applicazioni concrete e ottenere un vantaggio competitivo”, spiega Manuela Balli, Direttrice dell’Osservatorio XR Technologies & Immersive Experience.











