L’Italia punta a diventare la fabbrica europea della robotica intelligente e dell’intelligenza artificiale fisica. L’annuncio arriva dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in un’intervista a La Verità del 20 settembre, dove descrive un nuovo pacchetto di intervento straordinario destinato a riposizionare il Paese nel settore della robotica avanzata, applicata all’industria, allo spazio e all’agricoltura.
Urso ha ricordato che negli ultimi mesi il governo ha già approvato sette progetti di data center di grandi dimensioni distribuiti fra Lombardia, Piemonte e Sardegna, con ulteriori approvazioni previste per il prossimo futuro. Pesa anche la scelta di un importante costruttore mondiale di sistemi di calcolo quantistico di localizzare a Roma il proprio centro europeo, insieme alla fondazione AI4Industry e all’istituto italiano di Intelligenza artificiale di Torino.
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La fabbrica europea dell’IA fisica e la visione del ministro
Secondo Urso il Governo dà così una risposta concreta ai ritardi accumulati dall’Europa nel settore dell’intelligenza artificiale. “Stiamo recuperando, rispetto a un contesto che appariva compromesso” afferma il ministro, spiegando che il nuovo pacchetto di intervento ha l’obiettivo di “fare dell’Italia la fabbrica europea nel campo della robotica avanzata, cioè dell’IA fisica, per l’industria, lo spazio, l’agricoltura, cioè per il sistema produttivo”.
La scelta di concentrarsi sulla robotica avanzata e l’IA fisica rispecchia una visione della competitività dove la manifattura intelligente diventa lo strumento attraverso il quale il Paese può riconquistare spazi nei mercati globali. Il timing non è casuale: il ritardo europeo nell’intelligenza artificiale ha spinto istituzioni e imprese a cercare filiere alternative dove l’Europa – e l’Italia in particolare – può ancora giocare un ruolo decisivo.
Iperammortamento: 6 miliardi di investimenti in tre mesi
In un’altra intervista rilasciata sempre il 20 settembre al quotidiano L’Arena, dopo aver rivendicato il successo del vecchio piano Transizione 5.0 Urso ha aggiornato i dati sull’andamento dell’iperammortamento. Finanziato con risorse nazionali e libero dai vincoli imposti da Bruxelles, lo strumento ha già conteggiato quasi 20 mila progetti per 6 miliardi di investimenti nei soli primi tre mesi, di cui 89,7 milioni concentrati nel Veronese e 693 milioni nel Veneto.
Il nuovo iperammortamento, ha ribadito il ministro, è una misura strutturale e il governo intende prorogarla nella prossima manovra di Bilancio.
Urso contro Bruxelles: “Il Green deal che ha spalancato la porta all’invasione asiatica”
Il tono cambia quando Urso affronta il tema della Commissione europea e del Green Deal. “È necessario sgretolare il Muro dell’ideologia eretto a Bruxelles, che ha imprigionato le imprese europee, mettendo a rischio milioni di lavoratori” ha detto il ministro a La Verità. “Basta con il feticcio del Green deal che ha spalancato la porta all’invasione asiatica” afferma il ministro.
Urso sostiene che la Ue possa rimediare ai suoi errori solo facendo “subito quello che ha negato per anni” e affermando che “non è tempo di palliativi né di tamponi, ma di riforme radicali, organiche e strutturali”. Il ministro rivendica il ruolo dell’Italia nel tracciare questa via: “Noi abbiamo indicato la strada e ora tutti ce lo riconoscono”.
Urso ha parlato anche del caro carburanti dicendo che gli interventi che passano dal prelievo sulle compagnie energetiche si possono fare “anche senza l’autorizzazione della Commissione”.








