L’India si assocerà a Horizon Europe, il programma comunitario per la ricerca e l’innovazione. La Commissione europea ha annunciato la chiusura dell’intesa negoziale che consentirà a università, centri di ricerca e imprese indiani di partecipare con un ruolo più incisivo ai progetti finanziati dall’UE. Il cambiamento riguarda in particolare la ricerca collaborativa su digitale, industria, energia, clima, spazio e salute.
Il passo successivo sarà la firma dell’accordo e il completamento delle procedure previste dalle due parti: l’associazione è prevista a partire da gennaio 2027. Il suo ambito sarà il Pilastro II di Horizon Europe, denominato “Sfide globali e competitività industriale europea”, la componente più ampia del programma, rivolta ai progetti multinazionali di ricerca e innovazione.
La novità più concreta è l’accesso diretto ai finanziamenti europei. Oggi i soggetti indiani possono già partecipare a molti progetti di Horizon Europe, ma in via ordinaria devono procurarsi risorse proprie o ricorrere a meccanismi nazionali di cofinanziamento. Con l’associazione, e una volta completati gli adempimenti, le organizzazioni indiane potranno ricevere finanziamenti UE alle stesse condizioni previste per i partner europei nelle attività coperte dall’accordo, oltre a guidare consorzi di progetto. In cambio, l’India contribuirà finanziariamente al programma.
Questa apertura si innesta su collaborazioni scientifiche e tecnologiche già avviate tra Bruxelles e Nuova Delhi. Nel quadro del Consiglio UE-India per il commercio e la tecnologia, sono stati individuati tre filoni di ricerca congiunta sostenuti da investimenti complessivi di circa 60 milioni di euro: inquinamento marino, produzione di idrogeno dai rifiuti e riciclo delle batterie per veicoli elettrici. Alcune attività hanno già progetti identificati, mentre per il riciclo delle batterie era stato avviato un bando nel maggio 2026.
Le collaborazioni UE-India già avviate o programmate
| Ambito | Iniziativa e contenuti |
|---|---|
| Inquinamento marino | Progetti SEATRACE e HARMONY: modelli di intelligenza artificiale e biosensori per il monitoraggio di 39 siti pilota in diversi mari e oceani |
| Idrogeno rinnovabile | Progetti BHARAT-EU e BioHAVEN: sviluppo di tecnologie per ricavare idrogeno da residui biogenici agricoli e industriali |
| Riciclo delle batterie | Bando lanciato a maggio 2026 per selezionare un progetto sul recupero delle materie prime critiche e sulla circolarità delle batterie dei veicoli elettrici |
Fonte: Commissione europea, cooperazione UE-India in ricerca e innovazione, dati e iniziative 2025-2026. I circa 60 milioni si riferiscono al complesso dei tre ambiti, non a ciascun progetto.
Per l’industria europea il valore della futura associazione sta anche nella possibilità di costruire partenariati con un ecosistema indiano attivo in settori tecnologici strategici. Nel vertice del Trade and Technology Council del 15 luglio 2026, le due parti hanno concordato di rafforzare la cooperazione su semiconduttori, intelligenza artificiale, calcolo ad alte prestazioni, tecnologie quantistiche e reti 6G, oltre che sulle catene del valore delle tecnologie pulite e dei principi attivi farmaceutici. Si tratta di priorità di cooperazione, che dovranno tradursi in specifici progetti e bandi.
Una delle iniziative più vicine alla manifattura riguarda la mobilità elettrica. Bruxelles e Nuova Delhi hanno annunciato la creazione di un hub congiunto dedicato alle tecnologie di ricarica e ai test. La collaborazione poggia anche su attività svolte presso il laboratorio per l’elettromobilità del Joint Research Centre di Ispra, in Italia, dove esperti e industria hanno discusso standard e interoperabilità delle infrastrutture. Nello stesso quadro è stata annunciata una partnership fra startup europee e indiane, inizialmente concentrata su deep tech e tecnologie pulite.
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Che cosa cambia per imprese e centri di ricerca europei
Le imprese europee già interessate ai bandi collaborativi del Pilastro II potranno coinvolgere partner indiani con un accesso più diretto alle risorse del programma, condividendo attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo di nuove soluzioni. Per un’azienda manifatturiera, per esempio, questo potrà favorire consorzi su materiali avanzati, circolarità, elettronica e tecnologie energetiche, purché i temi siano contemplati dai singoli bandi e siano rispettate le relative condizioni di ammissibilità.
Il punto è particolarmente interessante per il sistema italiano, dove il rafforzamento dei rapporti fra ricerca e industria si confronta con una persistente debolezza degli investimenti privati in R&S, evidenziata anche dall’European Innovation Scoreboard 2026 che abbiamo raccontato in questo articolo. L’allargamento della rete dei partner finanziabili può offrire nuove possibilità di sviluppo tecnologico; la loro effettiva disponibilità dipenderà dai programmi di lavoro e dalle call del 2027.
L’accordo negoziale non estende l’associazione indiana all’intero Horizon Europe: l’ambito concordato è il Pilastro II. I finanziamenti e la guida dei consorzi diventeranno quindi possibili nelle attività coperte dall’accordo, secondo le regole dei rispettivi bandi. La Commissione non ha annunciato con questo comunicato una nuova dotazione riservata alla cooperazione UE-India.
Dalle trattative di febbraio all’ingresso previsto nel 2027
Il percorso è stato rapido. Dopo il vertice UE-India del 27 gennaio 2026, le discussioni esplorative sono partite il 6 febbraio e i negoziati formali il 17 luglio. La loro conclusione del 6 novembre apre ora la strada alla firma, mentre l’avvio dell’associazione è previsto per gennaio 2027. La cooperazione scientifica fra le due parti risale comunque a un accordo del 2001, rinnovato fino al 2030, e si inserisce nella più ampia agenda strategica congiunta.
La commissaria europea per le Startup, la Ricerca e l’Innovazione, Ekaterina Zaharieva, ha riassunto il significato politico dell’intesa con queste parole: “Vogliamo che Europa e India siano partner nello sviluppo delle tecnologie che plasmeranno il nostro futuro”. Per le imprese, la verifica arriverà con i prossimi bandi: sarà lì che la cooperazione politica potrà diventare nuovi consorzi di ricerca e progetti industriali finanziati.










