L’Italia dispone delle infrastrutture e del potenziale tecnologico per guidare la decarbonizzazione industriale nel Mediterraneo, ma la carenza di un quadro regolatorio certo e di incentivi economici mirati rischia di paralizzare gli investimenti nei settori hard-to-abate.
L’urgenza di stabilità legislativa si riflette anche nell’evoluzione digitale del manifatturiero, ambito in cui l’integrazione dell’AI e il recepimento delle nuove direttive europee rappresentano due pilastri per la competitività futura.
Sono questi i temi emersi dall’incontro del Gruppo di Lavoro Fabbrica Digitale di Ucimu Sistemi per Produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, che si è svolto lo scorso 29 gennaio presso il Cefriel di Milano.
L’incontro, che ha visto la partecipazione di oltre 20 imprese associate a Ucimu ha evidenziato come la definizione di regole chiare permetta di trasformare l’innovazione in valore tangibile, assicurando la sovranità del dato e mantenendo la centralità della persona nei processi produttivi.
Indice degli argomenti
Infrastrutture, innovazione e compliance legale
I partecipanti all’incontro hanno sottolineato come l’evoluzione verso la fabbrica del futuro richieda un approccio che integri innovazione tecnologica e rigore normativo. Al centro della visione industriale risiede un’AI antropocentrica, progettata per elevare l’efficienza e la qualità dei processi mantenendo la centralità del capitale umano.
Governare questa transizione richiede il supporto di partner tecnologici e legali, come dimostrato dagli interventi che si sono susseguiti nel corso dell’incontro.
La piena operatività di sistemi simili dipende dalla capacità di navigare le complessità del Data Act, essenziale per definire la proprietà e le modalità di condivisione delle informazioni industriali attraverso il supporto legale specializzato di realtà come Studio Legale ISL e P4I.
Il sostegno a tale transizione passa attraverso l’impiego di infrastrutture di calcolo avanzate, come quelle fornite dall’iniziativa IT4LIA, che garantisce la potenza necessaria per l’elaborazione di algoritmi complessi, affiancata dai percorsi di adozione personalizzati sviluppati da Cefriel.
La gestione dei dati in tempo reale è invece affidata alla connettività 5G e al cloud, tecnologie che fungono da dorsale per la trasmissione delle informazioni, come ha evidenziato nel suo intervento TIM Enterprise.
La creazione di spazi comuni per i dati, esemplificata dalla piattaforma Machinery X, permette infine uno scambio sovrano tra gli attori della filiera, trasformando l’informazione in un asset strategico per lo sviluppo di applicazioni avanzate.
La visione di un futuro del manifatturiero basato sull’intelligenza artificiale
“L’intelligenza artificiale non è più solo una prospettiva futura ma è una variabile determinante per l’efficienza dei processi e la qualità del prodotto finito”, commenta Davide Della Bella, direttore generale Ucimu-Sistemi Per Produrre.
Della Bella evidenzia come l’integrazione dell’AI sia subordinata alla disponibilità di infrastrutture abilitanti quali dataspace, cloud e 5G, fondamentali per ricavare valore concreto dai dati disponibili. Un coordinamento operativo che deve armonizzarsi con i quadri normativi vigenti per garantire la competitività internazionale delle imprese italiane.
“Il nostro obiettivo è supportare le imprese nella costruzione della Fabbrica Digitale, trasformando i dati in valore tangibile. Attraverso il confronto costante, identifichiamo casi industriali reali e avviamo sperimentazioni che garantiscano sicurezza e sovranità del dato, ponendo le basi per una crescita sostenibile del comparto grazie a ecosistemi industriali avanzati“, aggiunge Alessandro De Biasio, Amministratore Delegato del Cefriel.

















