Dal 2025 l’intelligenza artificiale ha smesso di essere confinata agli schermi. Modelli linguistici, chatbot, sistemi di analisi e raccomandazione continuano a proliferare, ma la frontiera competitiva si sta spostando verso macchine capaci di percepire l’ambiente fisico, ragionare in tempo reale e agire su di esso in modo autonomo e adattivo. È quello che si intende con Physical AI – un termine che il CEO di Nvidia Jensen Huang ha definito “il momento ChatGPT della robotica” al CES di gennaio 2025, indicando che questa tecnologia, a lungo confinata nei laboratori, sta per diventare infrastruttura produttiva mainstream.
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Physical AI e Embodied AI: l’intelligenza che impara dalla materia e agisce nel mondo reale
Con la Physical AI l’intelligenza artificiale entra nel mondo fisico dotandosi di corpo e capacità di agire nel mondo reale. Attraverso l’integrazione di modelli Vision-Language-Action (VLA), World Models e gemelli digitali, la robotica supera i confini dell’automazione tradizionale per diventare un’entità capace di apprendere dall’esperienza sensoriale. In un mercato che corre verso la fabbrica software-defined e vede la leadership contesa tra i giganti statunitensi e la scala produttiva cinese, per le aziende manifatturiere l’adozione della Physical AI diventa un prerequisito per la sovranità tecnologica e la competitività.

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