Le reti super veloci e super potenti 5G, come una ‘vitamina’ che farà crescere e sviluppare ancora di più la robotica collaborativa. Ci stanno lavorando in quattro, tra Milano e dintorni, e sono tutti nomi ad alto contenuto tecnologico: Vodafone, Abb, Politecnico di Milano e Smart Robots, una delle startup di e-Novia, la ‘Enterprises factory’ milanese che crea e promuove realtà innovative.

Hanno preso il robot collaborativo YuMi, all’interno dello stabilimento Abb di Vittuone, alle porte del capoluogo lombardo, e hanno iniziato a metterci sopra le mani, e le idee, con un obiettivo preciso: evolvere ancora di più il Cobot sfruttando le potenzialità del 5G, la quinta generazione di reti mobili, che trasmette segnali e dati a una velocità di oltre 10 Gigabit al secondo.

In questo modo, YuMi diventa ancora più bravo, preciso, veloce nel lavorare vicino all’uomo, coordinandosi con le operazioni, e i movimenti, di tecnici e operai specializzati. Per farlo, ingegneri e specialisti Hi-tech hanno installato su YuMi il dispositivo di visione intelligente realizzato da Smart Robots, nato come Spin-off del Politecnico di Milano e ora Startup della galassia di e-Novia.

I due dispositivi, Cobot e 3D Vision System, comunicano in tempo reale, o meglio in millesimi di secondo, grazie alla rete 5G, e abilitano una vera applicazione collaborativa, dove il robot e l’operatore lavorano fianco a fianco al montaggio di valvole termostatiche all’interno di uno stabilimento produttivo.

YuMi guarda, impara e si ‘comporta’ sempre meglio

La soluzione su cui Vodafone, Abb, e-Novia e Politecnico di Milano stanno lavorando insieme si basa su algoritmi di Artificial intelligence che riconoscono e anche prevedono i movimenti e le azioni dell’uomo: il robot, quindi, sceglie di conseguenza quali fasi della lavorazione effettuare, in coordinamento con l’operatore.


Tutti gli spostamenti e le operazioni di YuMi non sono quindi pre-ordinati, già programmati a priori, ma attraverso il dispositivo di visione Smart il robot è in grado di imparare, nella migliore tradizione del Machine learning, e di ‘comportarsi’ adattandosi di volta in volta alle esigenze del momento e, soprattutto, delle persone che gli stanno a fianco.

“Con questi algoritmi sviluppati dal Politecnico di Milano e da Smart Robots, il robot collaborativo è in grado di modificare il proprio ciclo di lavoro e di adattarsi dinamicamente all’operatore. Ciò ha come risultato l’ottimizzazione del processo produttivo in termini di tempo e qualità del ciclo di produzione, con benefici anche per l’ergonomia e la sicurezza dell’operatore”, sottolinea Andrea Zanchettin, docente del Politecnico milanese e fondatore di Smart Robots insieme a un collega dell’ateneo, il professor Paolo Rocco. E Zanchettin spiega: “Le attività demandate all’uomo possono essere supportate da un dispositivo indossabile di realtà aumentata che mostra, con proiezioni olografiche, le istruzioni per l’assemblaggio, i pezzi da utilizzare e la loro posizione”.

Più flessibilità e produttività degli impianti

L’adozione di un’infrastruttura 5G in questo quadro consente di massimizzare la flessibilità e dunque la produttività dell’impianto, dato che è in grado di collegare e integrare in unica soluzione, senza cavi e cablaggi, tutti gli elementi di una stazione robotica collaborativa, riducendo anche gli investimenti infrastrutturali necessari.


L’architettura di Edge cloud, poi, mette a disposizione potenza di calcolo ‘On demand’ a bassissima latenza, “abilitando nuovi algoritmi di percezione cognitiva che consentono la rilevazione istantanea del movimento dell’operatore e delle sue operazioni per evitare imprevisti e collisioni accidentali”, rimarca Zanchettin. Che osserva: “questo progetto sperimentale è composto da vari step operativi, e a questo punto è in corso l’ultima fase, che prevede l’integrazione di ulteriori Big Data nel sistema in modo da sfruttare tutte le potenzialità dei collegamenti 5G, a larghissima banda e bassissima latenza del segnale digitale”.

 

A Milano rete 5G completata entro l’anno

Da oltre un anno, a Milano e nella sua area metropolitana, Vodafone è al lavoro con 38 partner industriali e istituzionali per realizzare 41 progetti 5G negli ambiti sanità e benessere, sicurezza e sorveglianza, Smart energy e Smart city, mobilità e trasporti, manifattura e Industria 4.0, Education e Entertainment, Digital divide. Lo scorso dicembre, il colosso delle Tlc ha acceso nel capoluogo lombardo la prima rete 5G d’Italia, e oggi gran parte dei 41 progetti in programma sono stati avviati.

Nell’Area metropolitana milanese la copertura del segnale sarà completata entro 2019, ma gli operatori Tlc ancora non si sbilanciano su una tempistica precisa per il lancio commerciale del 5G: dopo le sperimentazioni applicative, all’interno di aree appositamente attrezzate, occorrerà sviluppare tutta la rete di infrastrutture sul territorio nazionale. E, secondo gli esperti, il servizio 5G rivolto al grande pubblico di consumatori e cittadini dovrebbe alla fine svilupparsi più velocemente rispetto al 5G per uso industriale e aziendale, che in molti casi richiede un ecosistema di infrastrutture e applicazioni ancora più articolato e omogeneo tra le realtà coinvolte, dalla grande azienda alla catena di fornitura.

Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove. Contatti: stefano.stefanocasini@gmail.com

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