In queste settimane si sono susseguite tante voci e proposte sul modo in cui il Governo dovrebbe dare continuità al piano Industria 4.0 – Impresa 4.0. Da una parte il Ministero dell’Economia e delle Finanze, favorevole a un rinnovo degli strumenti attuali; dallo stesso versante Confindustria, che aveva chiesto un rinnovo degli strumenti attuali a scalare per i prossimi tre anni. Dall’altra il Ministero dello Sviluppo, favorevole a un prolungamento del piano, ma modificandone gli strumenti per renderlo più interessante per le piccole e medie imprese.  Sulla questione Massimo Carboniero, presidente di Ucimu – Sistemi per Produrre, l’associazione dei costruttori di macchine utensili che tanta parte ha avuto nella nascita del piano, ha le idee molto chiare. “Abbiamo molto apprezzato il fatto che il ministro Stefano Patuanelli abbia sin da subito dichiarato di voler dare continuità al piano e di volergli dare un respiro triennale per dare alle imprese quella certezza di un orizzonte temporale nel quale pianificare gli investimenti”, dice.

Tuttavia agli industriali non è piaciuta l’idea di sostituire super e iperammortamento, che secondo Patuanelli avrebbero in parte esaurito il loro potenziale, con un nuovo credito d’imposta del 20% per gli investimenti 4.0, andando di fatto a dimezzare il vantaggio garantito dall’attuale iperammortamento al 270% (che si traduce in un beneficio del 40,8% sul costo di acquisto). “Il ministro Patuanelli ha detto di considerare molto importante la collaborazione con i corpi intermedi, e di questo lo ringraziamo”, dice Carboniero. “Il nostro consiglio è questo: non tocchiamo quando di buono c’è già andando a trasformare un incentivo che ormai le imprese hanno imparato a conoscere, come l’iperammortamento, in un credito d’imposta di valore nettamente inferiore”.

Il rinnovo dell’iperammortamento sarebbe “un segnale importante”

E allora? “La cosa migliore da fare oggi è riconfermare il piano così com’è per un anno, con gli stessi strumenti e le stesse aliquote. Noi siamo d’accordo a metterci a un tavolo con il ministero per trovare il modo di rendere il piano industria 4.0 strutturale, con una durata almeno triennale”, dice Carboniero. “Ma è una cosa che andrebbe fatta con calma nel 2020, trovando il tempo di confrontarci. Non possiamo trascurare il contesto in cui ci muoviamo: stiamo vivendo un momento di stagnazione e in un momento come questo è fondamentale dare al Paese il messaggio chiaro che gli strumenti attuali, sperimentati, semplici e di facile utilizzo, saranno mantenuti”.

La soluzione “transitoria” che è emersa a sorpresa nella bozza del disegno di legge di bilancio e che prevede il rinnovo “semplice” di super, iperammortamento, Nuova Sabatini e credito d’imposta sulla formazione 4.0, anche se solo per un anno invece che per i tre promessi, sembra la soluzione più convincente.

Ma c’è di più: “Mettere poco su tanti strumenti – dice Carboniero – sarebbe un errore: è molto più efficace puntare su poche misure, dando il massimo vantaggio possibile”. Il presidente dei costruttori di macchine utensili, insomma, è dell’avviso che sarebbe meglio puntare tutto sui “cavalli di razza”, super e iperammortamento in testa. Non sorprende quindi il suo scarso entusiamo sul nuovo credito d’imposta per i progetti green: “È una misura molto generalista, un credito d’imposta del 10% con tetto a 60 mila euro che non finanzia le macchine ma consulenze e brevetti. Una misura che non sposta gli investimenti e rischia di disperdere le risorse”, dice.

La formazione

Diverso sarebbe – prosegue – “se questo nuovo credito d’imposta comprendesse le spese necessarie per la formazione del personale aziendale necessaria anche per orientare i processi manifatturieri ai fini ambientali”.

Quello della formazione per il presidente Carboniero è una questione cruciale, su cui si spende ogni volta che può: “La formazione è indispensabile per far crescere le competenze del personale: un aspetto di fondamentale importanza in un periodo come questo in cui le tecnologie stanno cambiando radicalmente i processi produttivi. L’attuale credito d’imposta sulla Formazione 4.0 va rafforzato includendo anche i costi per la formazione del personale. Questo sarebbe importantissimo soprattutto per le piccole imprese che non hanno la possibilità di accedere ai fondi interprofessionali”, spiega.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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