Decreto Rilancio, i ristori a fondo perduto per PMI e autonomi dal 10% al 20% della perdita subita

Nel Decreto Rilancio, di cui si attende ancora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sarà inclusa una misura richiesta a più riprese dal mondo dell’imprenditoria e più volte promessa dal Governo: si tratta dei contributi a fondo perduto per PMI, artigiani, commercianti e autonomi.

L’ultima bozza del DL Rilancio prevede infatti un “contributo a fondo perduto” per sostenere “i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19”. L’importo di questo aiuto da parte dello Stato sarebbe legato a due parametri: il calo di fatturato registrato nel mese di aprile 2020 (rispetto a quello di aprile 2019) e il volume dei ricavi del beneficiario nell’intero 2019. Il primo requisito, poi, non sarebbe una condizione necessaria per le imprese e gli autonomi che hanno iniziato l’attività dal primo gennaio 2019 in poi.

Ma vediamo nel dettaglio come funzionerebbero i contributi a fondo perduto per PMI e autonomi secondo l’ultima bozza del DL Rilancio.

L’importo del contributo a fondo perduto

Innanzitutto, i beneficiari della misura sono le imprese e le partite Iva con ricavi fino a 5 milioni di euro. Inoltre, restano esclusi i soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020, gli intermediari finanziari, i professionisti (anche quelli iscritti alle Casse private), Co.Co.Co. e lavoratori dello spettacolo beneficiari del bonus da 600 euro istituito dal Decreto Cura Italia.

C’è una prima condizione per essere ammessi al contributo a fondo perduto: il fatturato o i corrispettivi del mese di aprile 2020 devono essere inferiori ai due terzi di quelli di aprile 2019 (facendo riferimento alla “data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi”). La perdita quindi deve essere superiore al 33%. Come già anticipato, questo parametro non vale per chi ha avviato l’attività a partire dall’1 gennaio 2019.

L’importo del contributo a fondo perduto viene calcolato in percentuale rispetto alla differenza tra il fatturato o i corrispettivi di aprile 2020 e quelli di aprile 2019, a seconda del volume di ricavi relativi all’intero 2019 del beneficiario. In particolare:

  • Per chi ha ricavi o compensi fino a 400.000 euro, il contributo è del 20% (rispetto alla differenza tra il fatturato di aprile 2020 e quello di aprile 2019)
  • Per chi ha ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro, il contributo è del 15%
  • Per chi ha ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro il contributo è del 10%

Ci sono però degli importi minimi del contributo (qualora non vengano raggiunti tramite il calcolo appena descritto), che sono pari a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per gli altri soggetti.

Come si farà richiesta

Per ottenere il contributo a fondo perduto, stando al testo dell’ultima bozza del Decreto Rilancio, bisognerà farne richiesta (indicando di essere in possesso dei requisiti) per via esclusivamente telematica all’Agenzia delle Entrate, entro 60 giorni dall’avvio della procedura da parte di quest’ultima, che verrà definita con un apposito provvedimento. Il contributo sarà corrisposto con accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale.

La richiesta dovrà contenere anche l’autocertificazione di regolarità antimafia, su cui la Guardia di Finanza farà i controlli successivamente all’erogazione del contributo. Chi, avendo presentato questa autocertificazione, non superasse la verifica antimafia verrebbe punito con “la reclusione da due a sei anni”. In questo caso (e negli altri casi in cui risultasse che l’importo non era dovuto) l’Agenzia dell’Entrate recupererebbe il contributo non spettante, oltre alle relative sanzioni e agli interessi. La “percezione del contributo in tutto o in parte non spettante” è punita con l’applicazione dell’articolo 316-ter del codice penale, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni.

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

25 pensieri riguardo “Decreto Rilancio, i ristori a fondo perduto per PMI e autonomi dal 10% al 20% della perdita subita

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  • 14 Maggio 2020 in 16:20
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    Buongiorno , ma se l’attività è stata aperta a novembre del 2019 come si può dimostrare il calo di reddito del 33% ? Grazie

    Risposta
  • 14 Maggio 2020 in 16:40
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    Buongiorno Mery, se l’attività è stata aperta dall’1 gennaio 2019 in poi, non bisognerà dimostrare un calo di reddito del 33%.

    Risposta
  • 14 Maggio 2020 in 18:33
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    Ma i professionisti sono inclusi o no?

    Risposta
    • 14 Maggio 2020 in 18:51
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      Buonasera Pasquale, l’articolo 28 dell’ultima bozza del Decreto Rilancio include tra i beneficiari dei contributi a fondo perduto i “soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA”. Sono esclusi però gli enti pubblici, gli intermediari finanziari e, tra chi ha diritto al bonus da 600 euro, i liberi professionisti titolari di Partita Iva e Co.Co.Co. attivi alla data del 23 febbraio e iscritti alla Gestione separata dell’Inps, i lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello Spettacolo, a determinate condizioni, e i professionisti iscritti alle Casse Private.

      Risposta
  • 14 Maggio 2020 in 19:02
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    Ma non mi è chiaro dove devo cercare nel sito dell’agenzia delle entrate…..dove trovo il modulo? Mi deve rilasciare il commercialista un documento che attesta la mia perdita? Mi può aiutare a capirne qualcosa? Grazie

    Risposta
    • 14 Maggio 2020 in 19:07
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      Buonasera Tatiana. Non si preoccupi, non trova nessun modulo o procedura perché ancora non esistono. Innanzitutto, non è ancora stato pubblicato il testo definitivo del Decreto Rilancio. In secondo luogo, le procedure e i termini di presentazione della domanda saranno definiti con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate successivo.

      Risposta
      • 17 Maggio 2020 in 7:19
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        Se l’attività è stata aperta dopo aprile 2019, ho capito che non sarà necessario dimostrare il calo del fatturato.
        Ma non avendo fatturato 2019 ,come si calcola l’importo del contributo?

        Risposta
        • 18 Maggio 2020 in 1:14
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          Salve Giacomo, innanzitutto la bozza fissa dei contributi minimi garantiti (1000 euro per le persone fisiche, 2000 per i soggetti giuridici). Se vi saranno ulteriori procedure per calcolare il ristoro per chi ha iniziato l’attività nel 2019, saranno contenuti in un prossimo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

          Risposta
  • 14 Maggio 2020 in 19:19
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    Ma come calcolo l’entità del contributo se avendo iniziato l’attività a settembre 2019 non posso fare il raffronto tra aprile 2020 (attività chiusa per covid) e aprile 2019 (attività non ancora iniziata)?

    Risposta
    • 14 Maggio 2020 in 19:27
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      Buonasera Fara, in attesa di avere certezze ufficiali (con la pubblicazione del testo ufficiale del decreto e del successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, che indicherà le modalità di effettuazione della domanda), si ricorda che è riconosciuto ai beneficiari un contributo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per gli altri soggetti. Si può immaginare (ma come detto bisognerà aspettare maggiori dettagli) che a chi ha iniziato l’attività dopo aprile 2019 spettino almeno queste cifre.

      Risposta
  • 14 Maggio 2020 in 23:33
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    Buonasera Fara , non capisco la mia società è stata costituita a novembre con inizio attività a dicembre 2019 siamo in affitto in un fondo d api di 4000 euro mese attività nel campo della ristorazione intrattenimento e spettacolo dopo poco piu di un mese visti gli investimenti abbiamo chiuso ,tra i primi tra l altro perche abbiamo licenza di pubblico spettacolo ad oggi non ci menzionano nemmeno per riaprire a noi dimentichi in questo decreto abbiamo qualche speranza di ricevere dei fondi o ci dobbiamo rassegnare ? ad aspettare passano i mesi accumuliamo debiti quali affitti utenze ecc… Chiedo perche non vogliamo rovinarci oltre .Grazie

    Risposta
    • 15 Maggio 2020 in 12:13
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      Buongiorno Emilio, come può leggere nell’articolo l’ultima bozza del Decreto Rilancio prevede alcune misure di cui una società, se rientra nei parametri di ciascun provvedimento, può beneficiare: ad esempio, è previsto un credito d’imposta (che può trasformarsi in uno sconto) sui canoni d’affitto, oppure i qui trattati contributi a fondo perduto (che per le imprese nate dopo l’1 gennaio 2019 non sono condizionati dalla perdita di fatturato rispetto ad aprile 2019).

      Risposta
      • 15 Maggio 2020 in 15:16
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        Anche il credito d’imposta è condizionato a differenze rispetto a marzo e ad aprile 2019. Per chi ha aperto dopo che succede? Questo continuo riferimento all’anno precedente mette in confusione chi ha iniziato l’attività dopo. E farà perdere tempo. Mai una norma semplice e chiara…. Qualcuno ha le idee più chiare sul punto?

        Risposta
        • 15 Maggio 2020 in 15:26
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          La bozza prevede che sul credito d’imposta per gli affitti un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate definirà le modalità attuative (chiarendo quindi questi dubbi) “entro venti giorni dalla data di entrata in vigore del decreto”.

          Risposta
  • 15 Maggio 2020 in 16:33
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    Buonasera, per i professionisti con p.iva che non hanno percepito il bonus di 600 euro perche’ avevano altre iscrizioni , o un reddito da lavoro dipendente, o una pensione, possono beneficiare del contributo?
    Grazie

    Risposta
    • 15 Maggio 2020 in 17:16
      Permalink

      Buonasera Paola, l’ultima bozza del Decreto Rilancio esclude dai beneficiari i contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27, 38 o 44 del decreto Cura Italia (bonus 600 euro). Interpretando alla lettera il testo (che, ricordiamo, non è ancora ufficiale) i professionisti da lei descritti non sarebbero tra quelli “aventi diritto” al bonus, e quindi inclusi nei beneficiari dei contributi. Bisognerà però in ogni caso aspettare il testo ufficiale del Decreto Rilancio e gli ulteriori chiarimenti che arriveranno dall’Agenzia delle Entrate.

      Risposta
  • 15 Maggio 2020 in 22:45
    Permalink

    sono un odontoiatra non ho richiesto i 600 euro ho la p.iva e non ho fatturato nel mese di aprile
    2020 rientro nel decreto?
    Grazie

    Risposta
    • 16 Maggio 2020 in 13:51
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      Buongiorno Stefano, l’articolo della bozza del Decreto Rilancio sui contributi a fondo perduto esclude dai beneficiari (che sono i “soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA”) chi ha diritto al contributo da 600 euro previsto dal Cura Italia, ovvero “i liberi professionisti titolari di Partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020” e i Co.Co.Co. attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata dell’Inps, “non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie”. Se lei non rientra in quest’ultima categoria, dovrebbe aver diritto al contributo a fondo perduto.

      Risposta
  • 16 Maggio 2020 in 16:00
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    salve, sono un artigiano/commerciante su aree pubbliche dal 1992
    ho ricevuto il bonus di 600€ relativo a marzo e nel periodo marzo/maggio non ho lavorato per il lockdown, ho diritto a chiedere il ristoro a fondo perduto? Grazie
    Cordiali saluti

    Risposta
    • 18 Maggio 2020 in 0:56
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      Salve Stefano, la bozza del Decreto Rilancio esclude dal ristoro i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata dell’Inps che hanno diritto al bonus da 600 euro, ma non i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni Speciali Ago. Pertanto, se lei rientra in quest’ultima categoria, avrà diritto anche al ristoro a fondo perduto, ovviamente se rientrerà nelle condizioni relative a questa misura (descritte nell’articolo).

      Risposta
  • 18 Maggio 2020 in 10:39
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    sono titolare di partita iva,la mia è un’impresa famigliare,io percepisco la pensione,mio figlio è nell’impresa famigliare,io come titolare di pensione non ho percepito i 600 €,mio figlio invece si,ho diritto al contributo a fondo perduto?

    Risposta
    • 18 Maggio 2020 in 14:05
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      Buongiorno Giuliano. La norma dei contributi a fondo perduto esclude dal beneficio i “contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27, 38 o 44” del Cura Italia. Sono quindi esclusi i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata dell’Inps (o alle casse private) che hanno potuto ricevere il bonus da 600 euro di marzo. Se lei, come scrive, non ha potuto ricevere questo bonus (perché titolare di pensione) e rientra nelle condizioni per accedere al contributo a fondo perduto (fatturato sotto i cinque milioni e riduzione dei ricavi di almeno il 33% tra aprile 2020 e aprile 2019), interpretando alla lettera il testo dovrebbe aver diritto al ristoro.

      Risposta
  • 25 Maggio 2020 in 14:32
    Permalink

    Sono Un lavoratore iscritto alla gestione AGO. Avendo ricevuto i contributi di 600€ per i mesi di marzo e aprile, sul mese di maggio confluirò negli aiuti a fondo perduto. Come mai il fatturato di questa parte di aiuti riguarda comunque il fatturato di aprile e non quello di maggio? in questo modo sostanzialmente riceverò un doppio aiuto su aprile e zero su maggio.

    Risposta
    • 26 Maggio 2020 in 12:24
      Permalink

      Buongiorno Christian, la scelta di calcolare la percentuale sulla perdita di ricavi nel mese di aprile è probabilmente da spiegare col fatto che in quel mese vi è stato un lockdown pieno nel Paese, ed è pertanto in quel periodo che si sono registrate le perdite maggiori di fatturato.

      Risposta

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