Tutti i conti del piano Transizione 4.0: proroga e rafforzamento costeranno 23,8 miliardi di euro

La relazione tecnica allegata al disegno di legge di bilancio ci permette finalmente di poter dare con precisione le cifre relative al costo della proroga e rafforzamento del piano Transizione 4.0 (i dettagli delle misure li trovate in questo articolo sempre aggiornato).

Complessivamente il nuovo piano Transizione 4.0 costerà 23,8 miliardi, tutti a valere sul Fondo di rotazione per l’attuazione del PNRR Italia che alloca 120 miliardi tra il 2021 e 2023.

Come si arriva a 23,8 miliardi? Per sapere quanto costerà un incentivo allo stato occorre stimare innanzitutto il volume di investimenti su cui applicare le aliquote previste. Questa stima – spiega la relazione tecnica –  è fatta a partire dalla base dei dati dichiarativi 2018. Tenendo conto della flessione degli investimenti nel 2020 a seguito dell’emergenza Covid19, il volume degli investimenti è stato ridotto sulla base degli andamenti macroeconomici desunti dalla Nadef 2020 e relativi agli investimenti fissi lordi che mostrano una flessione del 13,1% nel 2020 e un successivo rimbalzo del 7,5% per il 2021, ne viene fuori il seguente schema di previsioni di investimenti attivati:

  • Investimenti in beni strumentali ex super: 50,5 miliardi di euro per il 2021 e il 2022 (rispetto ai circa 54 miliardi di euro annui stimati sulla base dei dati dichiarativi per l’anno di imposta 2018)
  • Investimenti in beni strumentali ex iper: 16 miliardi di euro per il 2021 e il 2022 (rispetto ai circa 17,1 miliardi di euro annui stimati sulla base dei dati dichiarativi per l’anno di imposta 2018)
  • Software: 3,4 miliardi di euro per il 2021 e il 2022 (rispetto ai circa 3,6 miliardi di euro annui stimati sulla base dei dati dichiarativi per l’anno di imposta 2018).

In assenza di informazioni di dettaglio sui beni immateriali non 4.0, gli investimenti sono stati stimati pari al 50% dei beni immateriali 4.0 di cui all’allegato B.

Per il solo 2021, è stato ipotizzato che gli investimenti in beni strumentali nuovi destinati al lavoro agile possano essere valutati pari al 5% degli investimenti totali in beni strumentali nuovi.

A questo punto sono stati calcolati i costi anno per anno delle varie misure che costituiscono il piano secondo lo schema riportato in questa tabella (l’ultima colonna l’abbiamo aggiunta noi)

2021 2022 2023 2024 2025 2026 Totale
Credito d’imposta -3.271,60 -2.214,10 -1.745,30 -1.092,90 -125,7 15,1 -8.434,50
(ex Super)
Credito d’imposta -1.715,80 -3.392,40 -3.704,30 -1.897,50 -198,1 22,8 -10.885,30
(ex Iper – Allegato A)
Credito d’imposta -185,5 -411,7 -456,6 -271,2 -45 0 -1.370,00
(Software – Allegato B)
Credito d’imposta -105,7 -76,4 -62,5 -39,5 -6,7 0 -290,80
(immateriali non 4.0)
Credito di imposta R&S 0 -420 -840 -840 -420 0 -2.520
Credito d’imposta formazione 4.0 0 -150 -150 0 0 0 -300
Totale -5.278,40 -6.664,60 -6.958,80 -4.141,10 -795,5 37,8 -23.800,60
in milioni di euro

Come si vede l’ex iperammortamento sui beni materiali è la misura più costosa (10,8 miliardi), seguito dall’ex super (8,4 miliardi) e poi dal Software 4.0 (1,4 miliardi). L’intervento sul credito d’imposta per Ricerca Sviluppo. Innovazione costa “solo” 2,5 miliardi, mentre quello sulla Formazione 4.0 300 milioni.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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