Si chiama MAIA – Mixed-reality Academy for Immersive Awareness –, la camera immersiva del Centro di Competenza nazionale Start4.0, allestita negli spazi di Ansaldo Energia, in via Nicola Lorenzi 8 a Genova.
L’impianto ha beneficiato di un cofinanziamento a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, Componente 2 “Dalla Ricerca all’Impresa”, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU, ai sensi del Decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 10 marzo 2023.
La scelta della sede è strategica: collocare un’infrastruttura di questo tipo dentro una realtà industriale come Ansaldo Energia permette infatti di addestrare, formare e mettere alla prova comportamenti e procedure di sicurezza in ambiti diversi, dall’energia ai cantieri, dalla logistica portuale ai contesti a forte pressione operativa. Un impiego delle risorse del PNRR che resta sul territorio e che si innesta su un complesso industriale in crescita.
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La tecnologia dietro MAIA, la nuova camera immersiva di Start 4.0
MAIA unisce schermi LED immersivi, realtà virtuale e visori Meta Quest 3 insieme a HTC VIVE Focus Vision per creare un ambiente di simulazione avanzato.
Questa tecnologia serve non solo a garantire la sicurezza industriale, ma anche a supportare la preparazione psicologica per gestire contesti stressanti, compresi i meeting aziendali e il public speaking.
Le aziende locali possono già sfruttare questa infrastruttura per i propri percorsi di formazione.
Due le esperienze finora disponibili, entrambe dedicate alla sicurezza sul lavoro: un video immersivo a 360° sull’uso dei dispositivi di protezione individuale in ambito portuale e uno scenario interattivo ambientato in un cantiere edile.
La possibilità di replicare dinamiche di squadra: il valore aggiunto di MAIA
L’elemento che distingue MAIA da un visore indossato singolarmente è la possibilità di far vivere la stessa situazione a più persone contemporaneamente, chiamate a interagire, coordinarsi e decidere insieme.
Un operatore può agire attraverso un visore mentre gli altri partecipanti seguono e intervengono sullo stesso scenario all’interno della camera; attrezzature fisiche possono entrare nella simulazione e le azioni di ciascuno modificano l’esperienza degli altri.
Diventano così riproducibili non soltanto singole attività, ma dinamiche di squadra, procedure ed emergenze in cui il coordinamento tra le persone è parte integrante dell’addestramento.
Al termine di ogni esperienza una fase strutturata di debriefing permette di ricostruire decisioni e comportamenti e di trasformare quanto vissuto in apprendimento.
È il passaggio che fa di MAIA non solo un ambiente in cui formarsi, ma un laboratorio in cui progettare, sperimentare e validare nuove metodologie formative.
“MAIA nasce da una convinzione semplice: nei contesti ad alto rischio non basta spiegare, bisogna far vivere. Una procedura letta si dimentica, una situazione attraversata resta”, commenta Paola Girdinio, Presidente di Start4.0.
Con questa infrastruttura mettiamo a disposizione delle imprese liguri, e in particolare delle PMI, una tecnologia che da sole difficilmente potrebbero permettersi”, aggiunge.







