Imprese e occupazione, in calo le assunzioni programmate: la crisi aumenta le disuguaglianze tra le regioni

Secondo il bollettino del Sistema informativo Excelsior a novembre le imprese assumeranno 264 mila lavoratori, il 24,3% in meno rispetto al dato di novembre 2019. Il settore industriale registra un calo del 23,7%. La crisi provocata dalla pandemia acutizza la polarizzazione della domanda di lavoro delle imprese e le differenze occupazionali a livello territoriale.

Pubblicato il 06 Nov 2020

Imprese e occupazione, in calo le assunzioni programmate: la crisi aumenta le disuguaglianze tra le regioni
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Sono quasi 264 mila le assunzioni previste dalle imprese per il mese di novembre, in flessione del 24,3% rispetto all’anno scorso. In calo anche la quota di imprese che programmano assunzioni, che passa dal 13% di ottobre al 10% di questo mese. Questi i dati più significativi che emergono dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior sulle previsioni occupazionali di novembre, realizzato da Unioncamere e Anpal (Agenzia nazionale politiche attive lavoro).

I dati occupazionali per l’industria

Significativa la riduzione per l’intero settore industriale, dove i lavoratori in entrata previsti per questo mese sono 78.190, in calo del 23,7% rispetto allo scorso anno. Per l’intero settore manifatturiero si prevede l’assunzione di 48.300 lavoratori, il 25% in meno rispetto a novembre 2019.

Particolarmente colpite sono le industrie della carta, cartotecnica e stampa, dove si registra una variazione del -43%, le industrie del legno e del mobile (-39,7%), altre industrie (-34%) e le industrie tessili, di abbigliamento e calzature, dove il dato scende del 31%.

Meno significativo l’impatto per l’ industria alimentare, delle bevande e del tabacco (-16,3% rispetto novembre 2019) e per i comparto metallergico e delle costruzioni, che registrano rispettivamente un calo del 19,3% e del 19,6% rispetto allo scorso anno.

Le molteplici incognite sul piano economico e occupazionale continuano a pesare in particolare sui programmi delle imprese dei servizi turistici, alloggio e ristorazione (-31,8% le entrate programmate rispetto a novembre 2019), dei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (-30,8%) e dei servizi dei media e della comunicazione (-28,5%).

Meno penalizzati i servizi alle persone (-11,2%), anche a seguito delle maggiori sollecitazioni legate all’erogazione dei servizi sanitari, i servizi finanziari e assicurativi (-17,3%) e i servizi avanzati di supporto alle imprese (-18,7%).

Variazione delle assunzioni programmate nei diversi settori industriali rispetto a novembre 2019.

Le micro imprese continuano ad assumere

Nonostante il clima di grande incertezza, la domanda di lavoro per le figure professionali di operai e artigiani mostra di essere abbastanza significativa e il calo delle entrate programmate per questi profili è più contenuto rispetto alla media (-18,4% per il gruppo professionale degli operai specializzati).

La domanda è sostenuta prevalentemente dalle micro imprese dell’industria (con un numero di lavoratori compreso tra 1 e 9), che sono le sole a far registrate una crescita di assunzioni programmate rispetto all’anno scorso (+6,6%).

Aumentano le disuguaglianze tra i lavoratori e a livello territoriale

La crisi provocata dalla pandemia ha accentuato anche la polarizzazione del nella domanda di lavoro delle imprese: rispetto ad un anno fa, infatti, si registra un aumento sia della quota di laureati ricercati (16% a novembre, rispetto al 14% dello scorso anno), sia della quota di personale a cui non è richiesto un titolo di studio specifico (che passa dal 22% al 25%).

Il calo delle assunzioni previste, inoltre, ha colpito maggiormente le regioni del Centro Italia (che registrano una variazione del -26,3% rispetto lo scorso anno), con Marche, Umbria e Toscana tra quelle maggiormente colpite, con un calo di entrate previste del -28,7% per le Marche e del -26,6% per Umbria e Toscana.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.
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