L’intelligenza artificiale non genera produttività, genera tempo. Tempo che non si trasforma automaticamente in produttività. Ma, soprattutto, l’AI non distribuisce “sapere”, ma agisce come moltiplicatore di capacità solo per chi già possiede competenze solide. A dirlo in un’interessante analisi pubblicata su Il Sole 24 Ore del 21 gennaio è Francesco Seghezzi, presidente di Adapt, Associazione per gli studi internazionali e comparati sul lavoro e sulle relazioni industriali fondata nel 2000 dal prof. Marco Biagi.
AI E COMPENTENZE
Seghezzi (Adapt): ‘L’AI aiuta solo chi ha già le competenze’. La vera sfida? L’organizzazione del lavoro
L’AI è un potenziatore e come tale è efficace solo per chi ha già competenze solide, mentre rischia di essere controproducente nei profili junior. A livello aziendale gli effetti sulla produttività dipenderanno comunque dalle scelte organizzative, perché il tempo liberato non si trasforma automaticamente in produttività. L’analisi di Francesco Seghezzi, presidente di Adapt, sull’impatto dell’AI sul lavoro e sulla produttività.

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