Fortis: “Il rimbalzo dell’economia frutto di Industria 4.0”

Marco Fortis, docente dell’Università Cattolica e direttore della Fondazione Edison, nonché firma del Sole 24 Ore, ha le idee chiare: se l’Italia si trova in una situazione migliore degli altri paesi europei – migliore dal punto di vista economico, oltre che da quello della gestione della pandemia – è per tre motivi: il lavoro del presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, il modello industriale della nostra economia e il piano Industria 4.0 (oggi Transizione 4.0).

Sul primo punto, Fortis sottolinea come l’arrivo del Governo Draghi abbia avuto almeno due effetti: assicurare l’efficacia del piano vaccinale e incanalare verso la giusta execution il PNRR.

Sul modello industriale, da sempre considerato un elemento di debolezza, Fortis rileva come essere specializzati in “innumerevoli nicchie” e poter contare su “catene corte interne di fornitura dentro i distretti e le filiere” ha permesso all’Italia di essere resiliente, cioè di non doversi fermare a causa dei problemi causati dalla pandemia che invece hanno letteralmente bloccato economie diversamente strutturare, basate su “produzioni seriali di massa” come quella dell’auto in Germania.

E poi c’è il capitolo Industria 4.0. Qui Fortis in primis ricorda come la manifattura italiana nel terzo trimestre del 2021 abbia superato quello dell’immediato pre-Covid, mentre – sottolinea – “gli altri maggiori Paesi dell’Eurozona non sono riusciti a fare altrettanto”. La Spagna infatti “è ancora sotto dell’1,4% ai livelli pre-crisi, la Francia del 4,8% e la Germania del 5,5%”.

Secondo Fortis non si tratta solo di un rimbalzo post-pandemia: “Anche se pochi se ne erano/sono accorti – scrive l’economista – è dalla metà dello scorso decennio che la manifattura italiana ha decisamente cambiato passo e ha cominciato a tener testa per tassi di crescita a quella tedesca”. Il merito è di Industria 4.0, in grado di consentire alla manifattura italiana di crescere di più della locomotiva tedesca in termini di valore aggiunto, ma anche quanto a produttività ed export.

Il merito di Industria 4.0 è stato quello di favorire l’ammodernamento dei sistemi produttivi spingendo gli investimenti fissi in macchinari e mezzi di trasporto con “una potente iniezione di digitalizzazione”.

Nonostante il piano sia cambiato rispetto alle sue origini, Fortis rimarca che anche dopo la pausa del periodo buio dei lockdown nella prima metà del 2020 “le nostre imprese sono immediatamente tornate a investire a tassi impetuosi”, sfruttando gli incentivi previsti dal piano Transizione 4.0, “mentre gli investimenti tecnici in Germania, in questo momento, sono addirittura in flessione”.

Il commento

Leggere Fortis è sempre il miglior antidoto contro eventuali crisi di motivazione: il direttore della Fondazione Edison ha la grande capacità di mettere insieme set dati interessanti spiegando come la manifattura italiana sia meglio di quanto sembri.

Sull’analisi di oggi però ci tocca fare gli avvocati del diavolo: non perché le cose che ha scritto non siano vere, ma perché solo guardando anche le ombre, le luci risplendono di più e in maniera veramente credibile.

E allora va detto che se è vero che nel terzo trimentre 2021 la manifattura italiana ha superato i valori del quarto trimestre 2019, è anche vero che allora la nostra economia risultava già in contrazione: i problemi dell’Italia infatti non sono arrivati tutti con la pandemia. Dopo il picco registrato a fine 2017, infatti, la manifattura italiana si è mantenuta su livelli molto elevati fino al terzo trimestre del 2018, per poi iniziare un lento declino trasformatosi in baratro con la crisi pandemica. Ricordiamo che il piano di incentivi ebbe infatti un forte rallentamento all’epoca del Governo Conte I (e del ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio), quando si arrivò addirittura a fermare il superammortamento per qualche mese. Ma senza voler ricondurre sempre tutto agli incentivi, è negli anni 2018-2019 che l’industria automobilistica – cui evidentemente anche l’Italia deve tanto – inizia ad avvertire il peso della sua trasformazione in ottica elettrificazione.

La produzione industriale in Italia

L’altra nota che ci sentiamo di fare è sul discorso produttività. È vero, come scrive Fortis, che anche su quel fronte l’Italia negli ultimi cinque anni sta andando bene. Ed è probabilmente vero che il merito sia proprio di quell’ammodernamento e digitalizzazione portato dagli investimenti in beni 4.0. Ma è anche vero che sul fronte della produttività l’Istat disegna un quadro francamente imbarazzante degli anni dal 1999 a oggi, in cui il cambio di passo post 2015 non è affatto sufficiente. Anche perché – ci auguriamo – investimenti sempre più generalizzati che si stanno pian piano vedendo hanno maggiori probabilità di dare i loro frutti.

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Franco Canna

Fondatore e direttore responsabile di Innovation Post. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ membro del Consiglio Direttivo di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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