Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fissato le date di apertura dello sportello per l’accesso ai fondi della misura Scoperta imprenditoriale 2026 (o Scoperta imprenditoriale II o bis, visto che fa seguito alla prima edizione del 2023). Le domande di agevolazione si potranno presentare dalle ore 10.00 del 7 ottobre 2026, ma sarà possibile precompilarle già dal 24 settembre. Lo stabilisce il decreto direttoriale firmato il 6 agosto 2026 dal direttore generale per gli incentivi alle imprese Giuseppe Bronzino, che definisce termini e modalità di accesso ai 505.801.524,89 euro messi a disposizione dal decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso del 19 maggio 2026 per sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle imprese nelle regioni del Mezzogiorno.
La misura, gestita attraverso il Fondo per la crescita sostenibile, si rivolge alle imprese di ogni dimensione con almeno due bilanci approvati e ai Centri di ricerca che intendono sviluppare le tecnologie abilitanti fondamentali nell’ambito delle aree tematiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente, oppure esplorare traiettorie tecnologiche non ancora comprese nella Strategia stessa.
Il 60% delle risorse, pari a 303.480.914,93 euro, è riservato ai progetti presentati da PMI e reti di imprese, con una sotto-riserva del 25% di questa quota, pari a 75.870.228,73 euro, destinata a micro e piccole imprese. Come vi abbiamo già raccontato su queste pagine in occasione della pubblicazione del decreto ministeriale, lo scorso giugno, la misura combina un finanziamento agevolato e un contributo a fondo perduto, calcolati sui costi ammissibili dei progetti realizzati nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Indice degli argomenti
Contributo a fondo perduto fino al 40% e finanziamento agevolato
Le agevolazioni coprono i costi ammissibili attraverso due strumenti: un contributo a fondo perduto, che varia in base alla dimensione dell’impresa: 40% per le piccole imprese, 35% per le medie, 30% per le grandi; e il finanziamento agevolato, che copre il 40% dei costi ammissibili, con un tasso ridotto dell’80% rispetto al tasso di riferimento e una durata di rimborso fino a 8 anni.
Per un progetto della soglia minima di 1 milione di euro, una piccola impresa può quindi ottenere fino a 800.000 euro tra finanziamento agevolato (400.000 euro) e contributo a fondo perduto (400.000 euro), una media impresa fino a 750.000 euro e una grande impresa fino a 700.000 euro. Sul tetto massimo di 5 milioni di euro, le stesse percentuali portano rispettivamente a 4 milioni, 3,75 milioni e 3,5 milioni di euro di agevolazioni complessive.
Per gli Organismi di ricerca le agevolazioni sono concesse esclusivamente nella forma del contributo diretto alla spesa, con una percentuale pari al 60% dei costi ammissibili per le attività di ricerca industriale e al 40% per quelle di sviluppo sperimentale; a questi soggetti non si applica quindi la valutazione della capacità di rimborso del finanziamento agevolato, prevista invece per tutte le imprese proponenti.
La forma collaborativa richiesta ai progetti
I progetti devono avere un costo ammissibile compreso tra 1 e 5 milioni di euro e una durata di realizzazione non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36. Le attività progettuali devono svolgersi in una o più unità locali ubicate nelle regioni meno sviluppate e possono partire solo dopo la presentazione della domanda, comunque non oltre 3 mesi dalla data del decreto di concessione.
Il decreto ministeriale 19 maggio 2026, che detta le regole generali per l’attuazione della misura, richiede inoltre che l’iniziativa sia realizzata in forma collaborativa, secondo due modalità alternative. La prima prevede un progetto congiunto tra un massimo di tre soggetti proponenti, tra cui almeno una PMI, ciascuno dei quali deve sostenere almeno il 10% dei costi ammissibili e partecipare tramite un contratto di rete o un’altra forma contrattuale di collaborazione, come il consorzio o l’accordo di partenariato. La seconda riguarda i progetti presentati da una singola PMI o da una piccola impresa a media capitalizzazione, che deve avvalersi di uno o più soggetti esterni e indipendenti per servizi di ricerca, consulenza alla ricerca e sviluppo o ricerca contrattuale, per un valore pari almeno al 10% dei costi complessivi ammissibili.
Le agevolazioni non sono cumulabili, per le stesse spese, con altri aiuti di Stato, incluse le misure concesse a titolo di “de minimis”.
Domande dal 7 ottobre, precompilazione dal 24 settembre
La procedura di compilazione guidata della domanda è disponibile sul sito del Soggetto gestore, il raggruppamento con mandataria Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale, a partire dal 24 settembre 2026, così da consentire alle imprese di preparare la documentazione prima dell’apertura effettiva dello sportello. Le domande vere e proprie si potranno presentare, esclusivamente per via telematica sulla piattaforma del Soggetto gestore, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 7 ottobre 2026.
Ciascun soggetto proponente, in forma singola o congiunta, può presentare una sola domanda ad eccezione degli Organismi di ricerca, che possono partecipare a più progetti congiunti.
Istruttoria in due fasi e punteggio minimo di 70 punti
Il Soggetto gestore esamina le domande nell’ordine cronologico giornaliero di presentazione, considerando pervenute nello stesso istante tutte quelle depositate nella stessa giornata. Se le risorse residue non bastano a coprire tutte le domande presentate nello stesso giorno, l’ammissione all’istruttoria segue una graduatoria basata sul punteggio relativo alla solidità economico-finanziaria del proponente.
L’istruttoria si articola in due fasi: la verifica di completezza documentale e dei requisiti soggettivi, da completare in 20 giorni, seguita dalla valutazione tecnica del progetto, da concludere in 90 giorni. Il punteggio complessivo minimo per l’ammissibilità è di 70 punti, con soglie minime di 18 punti per le caratteristiche del soggetto proponente, 25 per la qualità della proposta progettuale e 12 per l’impatto del progetto; per le imprese diverse dagli Organismi di ricerca è inoltre richiesto un punteggio di almeno 3,2 sull’indicatore di capacità di rimborso del finanziamento agevolato.
Ai soggetti proponenti in possesso della certificazione della parità di genere è attribuita una maggiorazione di 2 punti, mentre altri 3 punti spettano a chi risulta iscritto nell’elenco del rating di legalità. Le erogazioni avvengono in un massimo di cinque soluzioni più il saldo finale, entro 40 giorni dalla richiesta per gli stati di avanzamento ed entro 6 mesi per il saldo.












