I DATI DI UCIMU

Macchine utensili, ordini in crescita del 10,5% nel terzo trimestre 2026. Ma il mercato italiano resta in difficoltà


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Gli ordini di macchine utensili crescono del 10,5% nel terzo trimestre 2026, grazie alla forte domanda estera. Continua invece la contrazione del mercato interno. Stati Uniti e Germania sostengono l’export. Tra i settori di destinazione sono aerospace, difesa ed energia a trainare gli investimenti. I dati Ucimu presentati all’apertura di BI-MU.

Pubblicato il 13 ott 2026



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Il settore italiano delle macchine utensili torna a registrare una crescita degli ordinativi, ma la ripresa continua a viaggiare a due velocità: molto dinamica la domanda estera, ancora debole quella nazionale.

Nel terzo trimestre 2026, secondo i dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu – Sistemi per Produrre, l’indice degli ordini di macchine utensili è cresciuto del 10,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, attestandosi a quota 58,9 (base 100 nel 2021).

A sostenere il risultato sono stati però solo gli ordini raccolti sui mercati esteri, aumentati del 24,7% su base annua, con un indice salito a 108,6. Sul fronte interno, invece, si registra una nuova contrazione: gli ordinativi provenienti dall’Italia sono diminuiti del 7,1%, con un indice fermo ad appena 14,3.

Quest’ultimo dato è particolarmente significativo: rispetto al livello di riferimento del 2021, la domanda interna si colloca su valori estremamente bassi, a testimonianza della persistente difficoltà delle imprese italiane a programmare nuovi investimenti produttivi.

I dati sono stati presentati da Riccardo Rosa, presidente di Ucimu – Sistemi per Produrre, in occasione dell’inaugurazione della 35ª edizione di BI-MU, in programma a fieramilano Rho dal 13 al 16 ottobre.

Il mercato interno resta debole: attese per l’iperammortamento

La debolezza della domanda nazionale rappresenta la principale criticità per i costruttori italiani di macchine utensili. Nonostante le trattative commerciali in corso, le imprese manifatturiere continuano a mostrare prudenza nelle decisioni di investimento.

“La domanda interna resta debole nonostante le numerose trattative in corso. L’incertezza del contesto internazionale e il rincaro dei costi dell’energia incidono in modo evidente sull’attività degli operatori dell’industria manifatturiera del nostro paese, che stanno rimandando gli investimenti in attesa di maggior chiarezza”, ha spiegato Rosa.

Un possibile sostegno alla ripresa degli investimenti potrebbe arrivare dall’iperammortamento 2026-2028, sul quale Ucimu continua a riporre aspettative positive.

“Siamo dunque fiduciosi che la domanda italiana potrà riprendere slancio sostenuta anche dalla misura dell’iperammortamento che, nella versione 5.0, permette una migliore pianificazione degli investimenti, che possono essere distribuiti fino a settembre 2028”, ha osservato il presidente dell’associazione.

Il tema della pianificazione assume particolare importanza per un settore in cui gli investimenti riguardano spesso beni strumentali complessi, con tempi di progettazione, produzione e consegna che possono estendersi su diversi mesi.

Resta però da capire quanto rapidamente il nuovo quadro di incentivazione riuscirà a tradursi in ordinativi effettivi, considerando che i dati del terzo trimestre non mostrano ancora segnali di inversione della tendenza sul mercato nazionale.

L’export cresce: Stati Uniti e Germania trainano la domanda

Decisamente diversa la situazione sui mercati internazionali, dove l’industria italiana delle macchine utensili continua a trovare opportunità di crescita.

“L’attività dei costruttori italiani sul mercato estero è, invece, risultata decisamente dinamica. Oltre agli Stati Uniti, la cui domanda si mantiene particolarmente vivace, anche la Germania comincia a dare segni di ripresa: sicuramente una buona notizia per l’industria italiana di settore”, ha sottolineato Rosa.

I dati relativi all’export nel primo semestre 2026 confermano il ruolo centrale di questi due mercati.

Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di destinazione, con esportazioni italiane di macchine utensili per 329 milioni di euro, in crescita del 12,6%.

Al secondo posto figura la Germania, con 137 milioni di euro e un incremento del 7,6%. Seguono Francia, Polonia e Spagna.

Il miglioramento della domanda tedesca rappresenta un segnale incoraggiante per i produttori italiani, alla luce delle difficoltà che hanno interessato negli ultimi anni l’industria manifatturiera della Germania, tradizionalmente uno dei principali sbocchi commerciali per la meccanica strumentale italiana.

Interessante anche l’indicazione sui settori che stanno sostenendo maggiormente la domanda.

“In particolare, a trainare gli ordinativi sono i settori aerospace e difesa oltre a quello dell’energia, indipendentemente dal paese di riferimento”, ha spiegato Rosa.

Aerospazio, difesa ed energia si confermano dunque comparti strategici per la domanda di tecnologie produttive, contribuendo a sostenere gli ordinativi dei costruttori italiani in una fase caratterizzata dalla debolezza di altri segmenti manifatturieri.

BI-MU 2026: oltre 400 imprese e focus sulle tecnologie per la manifattura

Il quadro del mercato è stato presentato all’inaugurazione della 35ª edizione di BI-MU, la biennale internazionale delle macchine utensili, della robotica, dell’automazione e delle tecnologie per la produzione, in programma a fieramilano Rho fino al 16 ottobre.

La manifestazione, promossa da Ucimu – Sistemi per Produrre e organizzata da EFIM, riunisce oltre 400 imprese su una superficie complessiva di 40.000 metri quadrati, distribuiti nei padiglioni 22 e 24.

Accanto alle macchine utensili, protagoniste dell’esposizione sono le soluzioni per la robotica, l’automazione, la manifattura additiva, il digital manufacturing, l’intelligenza artificiale e il controllo qualità.

La proposta espositiva è articolata in sette aree tematiche: RobotHeart, AMITALY, BI-MU Digital, Metrology and Testing, Power4Machines, Heat and Surface Treatments e Tool Tech, la nuova area dedicata agli utensili evoluti e all’efficienza produttiva. È inoltre presente uno spazio dedicato alle tecnologie di revamping e retrofitting.

Particolarmente significativo, anche alla luce dell’andamento degli ordini, il programma dei due forum dedicati ad Aerospace & Difesa ed Energia, nei quali dirigenti industriali e rappresentanti di PMI si confronteranno sulle prospettive e sulle esigenze tecnologiche di questi comparti.

La manifestazione ospita inoltre una missione internazionale organizzata con ICE-Agenzia e Ministero degli Affari Esteri, che coinvolge 120 operatori tra analisti commerciali e utilizzatori di tecnologie produttive provenienti da 17 Paesi.

Oltre 50 appuntamenti e attenzione alle competenze

Oltre alla componente espositiva, BI-MU propone più di 50 appuntamenti tra convegni, workshop e tavole rotonde.

Tra le iniziative figurano l’International Conference VLF4EU, dedicata alle nuove metodologie di formazione attraverso i Digital Twin di fabbrica, e gli incontri sulle competenze per l’industria manifatturiera.

L’Area delle Competenze ospiterà le attività di Ucimu Academy e Fondazione Ucimu, tra cui la seconda edizione di RobotGames, il concorso di automazione e robotica rivolto agli studenti delle scuole secondarie superiori.

Sono attesi circa 4.000 studenti, che potranno visitare gli stand e confrontarsi direttamente con le tecnologie di produzione più avanzate.

Tra le novità della manifestazione figurano anche Additive Future Lab, dedicato agli studenti degli ITS e alla manifattura additiva, e BI-MU FutureTech Award, il nuovo riconoscimento alle innovazioni nei campi della meccanica, della digitalizzazione e della sostenibilità.

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