POLITICHE PER LE IMPRESE

Dalla ricerca all’impresa, parte la cabina di regia sul trasferimento tecnologico


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Dopo l’approvazione della strategia sul trasferimento tecnologico arriva il primo passo attuativo per avvicinare ricerca e impresa: nasce la Cabina di regia che dovrà coordinare il sistema italiano del trasferimento tecnologico, dalle roadmap alle risorse fino al monitoraggio dei risultati. Ecco che cosa farà.

Pubblicato il 2 ott 2026



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La strategia italiana per il trasferimento tecnologico entra nella sua fase operativa. Con il decreto interministeriale n. 1293 del 30 settembre 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dell’Università e della Ricerca hanno infatti istituito formalmente la Cabina di regia interministeriale Mimit-Mur che dovrà guidare l’attuazione dell’Atto di indirizzo strategico 2026-2028 sulla valorizzazione delle conoscenze e sul trasferimento tecnologico.

Il nuovo provvedimento definisce chi dovrà coordinare quella strategia, con quali funzioni e attraverso quali meccanismi di raccordo e monitoraggio. Alla Cabina viene affidato il compito di mettere in relazione politiche industriali e politiche della ricerca, strumenti di sostegno pubblico, risorse europee, nazionali e regionali e strategie territoriali di innovazione.

Dalla strategia alla governance del trasferimento tecnologico

La nascita della Cabina di regia risponde a uno dei problemi individuati proprio dall’Atto di indirizzo strategico 2026-2028: l’Italia dispone di un ecosistema molto articolato di soggetti che operano tra ricerca e impresa, ma la numerosità degli attori e degli strumenti non sempre si traduce in un sistema coordinato.

Università ed enti di ricerca convivono infatti con più di 200 uffici di trasferimento tecnologico, Competence Center, European Digital Innovation Hub, Cluster tecnologici nazionali, fondazioni, Centri nazionali, Partenariati estesi ed Ecosistemi dell’innovazione. La strategia definisce questo quadro eccessivamente frammentato e punta quindi a ridurre sovrapposizioni e duplicazioni, introducendo criteri comuni e un coordinamento nazionale.

Il piano approvato a giugno, di cui vi avevamo raccontato in dettaglio nell’approfondimento “Colmare il gap tra ricerca e industria: ecco la strategia italiana per portare l’eccellenza dei laboratori sul mercato”, si sviluppa lungo sette linee di intervento. Oltre alla governance, prevede la definizione di roadmap tecnologiche condivise tra ricerca e industria, la razionalizzazione e qualificazione degli attori del trasferimento tecnologico, gli indirizzi per l’utilizzo dei 250 milioni destinati al Fondo per il trasferimento tecnologico, il rafforzamento della partecipazione italiana ai programmi europei, lo sviluppo del capitale di rischio per il deep tech e un maggiore utilizzo della Pubblica Amministrazione come terreno di sperimentazione e domanda di innovazione.

La strategia identifica inoltre dieci ambiti tecnologici prioritari, dai semiconduttori all’AI, dal quantum alla robotica, dalle biotecnologie ai materiali avanzati, individuando semiconduttori, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche e biotecnologie come aree a massima priorità.

La Cabina appena istituita è quindi lo strumento chiamato a tenere insieme questi diversi livelli.

Che cosa farà la Cabina di regia

Il decreto attribuisce al nuovo organismo funzioni piuttosto ampie di indirizzo, coordinamento, monitoraggio, valutazione e proposta.

Tra i compiti c’è innanzitutto il coordinamento tra amministrazioni centrali, Regioni, Province autonome, enti pubblici di ricerca e gli altri soggetti dell’ecosistema. La Cabina dovrà anche lavorare sull’armonizzazione delle fonti finanziarie europee, nazionali e regionali e individuare eventuali duplicazioni, sovrapposizioni o discontinuità tra gli strumenti di sostegno, proponendone la razionalizzazione o il riallineamento.

Un altro capitolo rilevante riguarda le roadmap tecnologiche. Sarà la Cabina a coordinare la costituzione e il funzionamento dei tavoli tematici e settoriali nazionali che dovranno individuare fabbisogni tecnologici e industriali e tradurli in percorsi condivisi di sviluppo.

Il decreto attribuisce inoltre alla Cabina il compito di contribuire alla definizione di criteri comuni per la selezione dei progetti di trasferimento tecnologico e di raccordare la strategia con il Fondo per il trasferimento tecnologico, le attività della Fondazione Tech e Biomedical, gli strumenti per ricerca, sviluppo e innovazione, il venture capital e i programmi europei.

Proprio il rapporto con le risorse rappresenta uno degli aspetti più significativi della nuova governance: l’obiettivo dichiarato dalla strategia è passare da una pluralità di iniziative gestite separatamente a un sistema nel quale priorità tecnologiche, progetti e finanziamenti possano essere letti all’interno di un quadro comune.

Un unico sistema per misurare i risultati

La Cabina avrà anche un ruolo centrale nel monitoraggio degli interventi.

Il decreto prevede la definizione di un framework unico di valutazione, quantitativa e qualitativa, e una verifica periodica dello stato di avanzamento delle azioni attraverso indicatori che dovranno tenere conto non soltanto degli output prodotti, ma anche della sostenibilità finanziaria e dell’impatto industriale.

In presenza di scostamenti significativi dagli obiettivi, la Cabina potrà proporre misure correttive, rimodulazioni, riallocazioni o integrazioni degli interventi.

Ogni anno dovrà inoltre essere predisposta una relazione sullo stato di attuazione della strategia, con l’avanzamento delle diverse linee di intervento, i risultati ottenuti rispetto agli indicatori, le criticità riscontrate, le eventuali sovrapposizioni tra strumenti e le proposte per la programmazione successiva.

È un passaggio coerente con l’impostazione della strategia di giugno, che punta a spostare la valutazione delle politiche di trasferimento tecnologico dalla semplice misurazione delle risorse erogate alla verifica dei risultati prodotti lungo il percorso che porta una tecnologia dalla ricerca all’applicazione industriale.

Nove componenti e una segreteria tecnica Mimit-Mur

La Cabina di regia, che avrà sede al Mimit, sarà composta da nove membri, cinque espressione del Mimit e quattro del Mur.

A copresiederla saranno Davide Amorosi, Vice Capo di Gabinetto Vicario del Mimit, e Giselda Stella, Vice Capo di Gabinetto Vicario del Mur. Ne fanno inoltre parte rappresentanti delle strutture dei due Ministeri che si occupano di politica industriale e innovazione, incentivi e capitale di rischio, tecnologie abilitanti, proprietà industriale, programmazione della ricerca, internazionalizzazione e valutazione e sicurezza della ricerca.

La Cabina si riunirà almeno due volte l’anno, con la possibilità di convocare ulteriori riunioni quando necessario. Potrà inoltre adottare un regolamento interno che disciplini, tra le altre cose, la programmazione annuale, le procedure di consultazione degli stakeholder e la costituzione dei tavoli tematici.

A supportarla ci sarà una segreteria tecnica congiunta di sette componenti, incaricata di preparare le istruttorie, raccogliere e analizzare i dati, predisporre i report periodici e la proposta di relazione annuale e assicurare il raccordo operativo con i tavoli tematici e settoriali.

Il raccordo con Regioni, imprese e soggetti del trasferimento tecnologico

La composizione della Cabina è di natura ministeriale, ma alle riunioni potranno essere chiamati, in funzione degli argomenti affrontati, rappresentanti delle Regioni, università, enti e organismi di ricerca, fondazioni, Competence Center (che si sono appena dotati di una struttura di coordinamento tramite la costituzione di un’associazione), European Digital Innovation Hub, Cluster tecnologici, associazioni di categoria, imprese, startup, PMI innovative, investitori ed esperti.

I tavoli tematici e settoriali dovranno costituire il principale strumento attraverso il quale questa pluralità di soggetti contribuirà alla costruzione delle roadmap. Il loro mandato sarà definito dalla Cabina e dovrà produrre analisi, individuazione dei fabbisogni tecnologici e industriali, proposte operative e indicazioni sul raccordo con gli strumenti finanziari.

È in questo quadro che va letto anche il ruolo dei Competence Center, destinato a proseguire oltre la fase straordinaria del PNRR. Nel recente approfondimento “Il futuro del trasferimento tecnologico e il ruolo dei Competence Center dopo il PNRR” abbiamo raccontato come gli otto Centri siano destinati a rimanere una delle infrastrutture attraverso cui accompagnare soprattutto le PMI nell’adozione delle nuove tecnologie.

Un ruolo che non deriva soltanto dal disegno istituzionale. La ricerca presentata a fine settembre al Mimit e analizzata nell’articolo “Ecco come le imprese usano i Competence Center e perché li considerano realmente utili” mostra infatti che le imprese che utilizzano i Centri cercano soprattutto competenze, know-how e sostegno nello sviluppo e nell’adozione delle tecnologie, mentre il finanziamento rappresenta solo una delle componenti del rapporto.

La partita ora è sull’attuazione

Con il decreto sulla Cabina di regia viene quindi completato il primo tassello operativo della strategia approvata a giugno. Il modello definisce il luogo nel quale dovranno convergere politiche della ricerca e dell’industria, priorità tecnologiche, esigenze territoriali e strumenti di finanziamento.

I passaggi successivi saranno quelli che consentiranno di misurarne concretamente la portata: la costituzione dei tavoli e delle roadmap tecnologiche, la definizione dei criteri comuni per i progetti, il sistema di monitoraggio e, soprattutto, il coordinamento tra strumenti e soggetti che oggi operano nel trasferimento tecnologico.

È su questo terreno che si misurerà la capacità della nuova governance di affrontare il problema dal quale era partita la strategia nazionale: ridurre la distanza tra la qualità della ricerca italiana e la capacità di trasformarne i risultati in applicazioni industriali, nuove imprese e innovazione per il sistema produttivo.

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