La ricerca dell’efficienza operativa non rappresenta più l’unico ago della bilancia per le imprese industriali. La priorità attuale per governi e aziende coincide con la necessità di assorbire e superare shock macroeconomici, proteggendo gli asset critici e blindando le catene di fornitura.
Un’urgenza che deve tuttavia fare i conti con significative barriere tecnologiche interne, a partire dalla frammentazione dei dati e dalla distanza strutturale che separa l’intelligence operativa dalle decisioni di business.
L’isolamento delle informazioni provenienti dai sensori sul campo (area OT) rispetto ai sistemi di gestione aziendale (area IT) impedisce una visione unificata, mentre la difficoltà tecnica di abbattere i silos informativi e garantire l’interoperabilità tra sistemi eterogenei rallenta i processi di digitalizzazione.
Per supportare le aziende nel superare queste sfide e governare la complessità di un mercato imprevedibile, Aveva annuncia un potenziamento del proprio ecosistema attraverso nuove partnership strategiche con Snowflake e IFS, il rafforzamento della collaborazione con AWS e l’acquisizione (ancora non ufficiale) di TwinThread.
Ad annunciare le nuove partnership e la strategia aziendale Caspar Herzberg, CEO di Aveva, dal palco dell’Aveva World, la conferenza annuale organizzata dall’azienda e che quest’anno ha fatto tappa a Milano.
Indice degli argomenti
La corsa alla resilienza: una nuova realtà operativa per le imprese
Per oltre un trentennio il settore industriale ha operato all’interno di un quadro macroeconomico relativamente stabile, orientando le proprie strategie e l’ottimizzazione dei processi quasi esclusivamente verso la massimizzazione dei rendimenti.
Questa assunzione di prevedibilità non è più valida: le attuali dinamiche impongono una radicale revisione dei modelli operativi a causa di mutamenti continui e di un’incertezza strutturale che mina le basi della pianificazione a lungo termine.
“Il mondo attuale è come un tavolo con miliardi di palle da biliardo che, lasciate libere di muoversi in un sistema multipolare, si scontrano continuamente”, spiega Caspar Herzberg, CEO di Aveva.
Secondo Herzberg, se in passato i flussi economici e industriali seguivano traiettorie ordinate, oggi questi impatti continui si traducono in conflitti geopolitici, dispute commerciali, dazi e guerre economiche.
Ciascuno di questi fattori introduce variabili esogene che aumentano la complessità dei progetti di capitale, rendendo ogni decisione di investimento un’operazione complessa per la continuità aziendale.
A questa instabilità si aggiunge la crescente vulnerabilità delle infrastrutture critiche e delle reti logistiche.
Gli asset di produzione e di generazione energetica, come le reti elettriche, le raffinerie e gli snodi di spedizione, sono ormai considerati bersagli strategici sia in scenari di conflitto aperto sia nell’ambito di guerre non dichiarate.
Una minaccia che impone alle aziende la necessità di proteggere i propri impianti fisici e di progettare sistemi ridondanti per garantire la continuità operativa.
Gli impatti di questa volatilità ricadono anche sulle catene di approvvigionamento, che subiscono continue riconfigurazioni, richiedendo una flessibilità di gestione senza precedenti.
La sovranità dei dati emerge così come un fattore critico di sicurezza: l’eventualità di attacchi fisici alle infrastrutture di comunicazione, come il danneggiamento dei cavi in fibra ottica, dimostra che la disponibilità localizzata e protetta delle informazioni rappresenta un elemento centrale contro il rischio di blocco delle attività.
“Il settore deve oggi trovare un punto di equilibrio tra forze opposte: mantenere l’efficienza mentre si investe nella resilienza, perseguire la transizione energetica garantendo al contempo la sicurezza e la continuità delle forniture, e spingere sull’adozione dell’AI senza mai rinunciare alla centralità del giudizio umano”, spiega Herzberg.
Le necessità di una collaborazione “radicale” per superare le barriere tecnologiche
Per identificare con precisione gli ostacoli che rallentano questo percorso di trasformazione, Aveva ha collaborato con l’istituto IMD di Losanna alla realizzazione di uno studio che ha coinvolto 275 alti dirigenti provenienti da 12 differenti comparti industriali.
Lo studio evidenzia il valore della collaborazione nella corsa alla resilienza, attraverso la creazione di veri e propri ecosistemi digitali: reti di organizzazioni indipendenti ma interdipendenti che condividono tecnologia, dati e processi decisionali per generare un valore superiore alla somma delle singole parti.
I dati raccolti mostrano una correlazione diretta tra l’apertura informativa e le performance di business: più un’azienda condivide dati all’interno di un ecosistema, più valore riesce a creare e catturare.
Si tratta di un’esigenza fortemente avvertita dal mercato, tanto che oltre il 75% delle organizzazioni intervistate riconosce che gli ecosistemi digitali sono importanti o estremamente importanti per il proprio successo futuro.
Contrariamente alle assunzioni più diffuse, la barriera principale alla creazione di questi ecosistemi non è rappresentata dalla cultura aziendale o dalle pressioni della concorrenza di mercato, bensì dalla complessa gestione tecnica dei sistemi informativi.
Il freno reale coincide con la difficoltà oggettiva di scardinare i silos di dati e di garantire un’interoperabilità fluida tra infrastrutture tecnologiche nate separate.
“Per superare questi limiti ingegneristici un’azienda di software non può più agire da sola, ma deve stringere alleanze tecnologiche profonde e strutturali con altri attori del mercato per unificare i dati e connettere ecosistemi aziendali differenti”, spiega Herzberg.
Da questa visione scaturisce la strategia di Aveva, impegnata in prima persona nel rafforzamento del suo ecosistema digitale per creare un unico flusso decisionale (dal sensore al boardroom) basato su dati affidabili e unificati, permettendo di passare rapidamente dall’insight all’azione.
Soluzioni Saas e intelligenza artificiale per le operazioni industriali mission-critical: il rafforzamento della partnership con AWS
La traduzione operativa di questa strategia si concretizza nell’accordo pluriennale siglato con Amazon Web Services, strutturato per estendere l’intero portafoglio di soluzioni software industriali sulla sua infrastruttura cloud.
L’intesa definisce un framework congiunto per lo sviluppo tecnologico e il supporto ai clienti nei percorsi di migrazione su scala globale.
L’obiettivo centrale risiede nell’accelerare la diffusione di Connect, la piattaforma di intelligenza industriale di Aveva, che viene così ampliata su infrastruttura AWS per offrire soluzioni in modalità Software as a Service (SaaS), sia pubbliche sia private, destinate a gestire operazioni critiche e ad alta affidabilità.
L’integrazione nativa di servizi avanzati di calcolo e di intelligenza artificiale, come Amazon Bedrock e Amazon Bedrock AgentCore, permette di potenziare le capacità analitiche della piattaforma, offrendo alle imprese strumenti in grado di elaborare flussi di dati complessi direttamente in ambiente cloud.
L’architettura multi-cloud risponde alla necessità di garantire scalabilità globale e flessibilità computazionale, elementi indispensabili per supportare le decisioni operative in tempo reale.
“Questa collaborazione accelera il modo in cui il settore industriale può sfruttare cloud e AI mantenendo la libertà di scelta che il mercato richiede”, commenta Rob McGreevy, Chief Product Officer di Aveva.
Abbattere i silos: la collaborazione con Snowflake
Sul fronte dell’unificazione dei dati, la strategia di cooperazione aperta si concretizza nell’accordo siglato con Snowflake.
Al centro della partnership si colloca l’integrazione nativa e di tipo zero-copy tra Connect e l’AI Data Cloud di Snowflake, un approccio architetturale strutturato per consentire l’unificazione e la governance dei dati provenienti sia dall’area IT sia dall’area OT.
Questa sinergia elimina la necessità di sviluppare complesse pipeline di integrazione o di procedere alla duplicazione e allo spostamento di ingenti volumi di informazioni tra infrastrutture diverse.
Il passaggio dai modelli tradizionali di trasferimento dei dati a un sistema di condivisione diretta permette di ridurre il debito tecnico e di azzerare i tempi di latenza nell’analisi dei parametri industriali.
La disponibilità di un’architettura informativa unificata rappresenta il prerequisito fondamentale per l’implementazione di soluzioni avanzate di intelligenza artificiale su scala globale.
Attraverso questo ecosistema integrato, le imprese possono garantire ad agenti e modelli di AI un accesso rapido, sicuro e strutturato a flussi di dati ingegneristici e operativi di comprovata affidabilità.
L’analisi predittiva alimentata da queste informazioni consente di sviluppare algoritmi capaci di ottimizzare i consumi e i costi energetici dei siti produttivi, oltre a identificare le anomalie e prevedere i guasti agli impianti in tempo reale, minimizzando i fermi macchina involontari.
Dal sensore alla boardroom con IFS
Per connettere l’intelligence operativa alle strategie di business, Aveva ha annunciato una collaborazione con IFS focalizzata sul lancio della soluzione Continuous Asset Decision Intelligence.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di colmare il divario strutturale che separa l’intelligence operativa dalla pianificazione strategica aziendale, connettendo i dati grezzi provenienti dai sensori sul campo direttamente con i processi decisionali dei vertici societari.
Attraverso questa piattaforma, le anomalie tecniche rilevate in tempo reale sugli impianti smettono di essere informazioni isolate all’interno dell’area manutentiva e vengono immediatamente tradotte in metriche di business chiare e condivisibili.
Un approccio che trasforma il modo in cui le organizzazioni gestiscono il ciclo di vita degli asset fisici. Di fronte a un’anomalia, il sistema fornisce gli elementi analitici necessari per prendere decisioni di business tempestive, permettendo al management di valutare all’istante se procedere alla riparazione immediata di un componente o pianificarne la sostituzione totale.
La visibilità unificata elimina i ritardi causati dai passaggi manuali tra i diversi dipartimenti aziendali, assicurando che gli investimenti di capitale e le attività di manutenzione siano guidati da evidenze oggettive e aggiornate.
Rafforzare le basi: l’acquisizione di TwinThread
La strategia di espansione dell’ecosistema digitale si completa sul piano societario con l’annuncio dell’accordo finalizzato all’acquisizione di TwinThread, realtà specializzata nella fornitura di soluzioni di analisi predittiva e nello sviluppo di gemelli digitali.
L’operazione, attualmente soggetta al completamento dei consueti iter di approvazione da parte delle autorità normative competenti, risponde alla necessità di consolidare le fondamenta tecnologiche necessarie a supportare le imprese nella gestione della complessità operativa.
L’integrazione delle tecnologie di TwinThread all’interno della piattaforma Connect consentirà di aggiungere uno strato di intelligenza artificiale avanzata espressamente configurato per le esigenze industriali.
L’integrazione mira a mettere a disposizione dei team tecnici e di progettazione strumenti predittivi evoluti, capaci di accelerare l’analisi dei parametri di funzionamento degli impianti per ottimizzare la produttività, innalzare gli standard qualitativi e ridurre l’intensità energetica dei processi.
L’operazione riflette l’intenzione di tradurre i requisiti teorici della corsa alla resilienza in risposte tecniche concrete, offrendo alle organizzazioni le architetture digitali indispensabili per proteggere la continuità del business.







