Sono Sew-Eurodrive, per la categoria Corporate, e Lenze Italia, per le Pmi, i vincitori della prima edizione del Digital Transformation Contest, promosso da Messe Frankfurt Italia in collaborazione con Porsche Consulting.

Sul podio del premio, dedicato alla trasformazione digitale, al secondo posto tra le grandi imprese si è piazzata Epta, e al terzo Abb. Mentre, tra le piccole e medie imprese, seconda classificata è Lab Network e terza Epipoli.

“Un elemento essenziale dell’innovazione sono le persone, con le loro idee e soluzioni, a partire da quelle che guidano le aziende più visionarie, ma in Italia manca la tradizione di fare network di sistema, tra realtà dello stesso mondo”, ha rimarcato Giovanni Notarnicola, Principal di Porsche Consulting, partecipando alla premiazione del Contest che si è svolta presso la Porsche Haus di Milano. “E questo Contest è nato innanzitutto per spingere la creazione di un Network di innovatori, secondo l’idea di aggregare esperienze, che altrimenti restano isolate e scollegate tra loro. In questo modo, le aziende e i loro protagonisti possono contaminarsi, creando esempi virtuosi di innovazione”.

Il forte impatto del cambiamento

Le forti trasformazioni in atto nel mondo delle aziende e dell’impresa 4.0, del resto, “stanno avendo un grande impatto innanzitutto su due livelli”, rileva Giorgio Ferrandino, General manager di Sew-Eurodrive Italia, che proprio oggi festeggia i suoi 50 anni in Italia.

“Stanno trasformando il modello di Business delle imprese, e stanno trasformando il modello di Management e di gestione delle persone. Quindi modificano due tratti essenziali di ogni azienda, con conseguenze e ricadute dirette sulla cultura aziendale, e sulla formazione del personale”.


In questi ambiti, Sew-Eurodrive, come molte altre imprese e industrie, sta riconsiderando il proprio modello organizzativo, e in questa direzione “c’è ancora molta strada da fare, come anche per quanto riguarda il modello decisionale che orienta e guida l’azienda”, fa notare Ferrandino, che si è aggiudicato il Contest per la categoria Corporate.

“Learning by doing and by sharing”

E per quanto riguarda l’attività di formazione, per preparare gli addetti al cambiamento e a nuovi parametri, in Sew-Eurodrive sono convinti che “non deve essere un momento diverso dall’attività lavorativa, ma unito e coeso con la stessa”, per cui stanno lavorando seguendo un approccio “Learning by doing and by sharing”: in questo modo si impara e ci si aggiorna direttamente in maniera operativa, e condividendo le nuove competenze con altri professionisti, tecnici, specialisti di ogni settore.

Nel confronto tra manager ed esperti di innovazione che ha accompagnato la consegna dei premi del Digital Transformation Contest, Sergio Vellante, amministratore delegato di Lenze Italia, ha evidenziato che “la trasformazione digitale e tecnologica delle aziende manifatturiere si può dire che sia iniziata non ieri ma 40 anni fa, ciò che è molto diverso oggi rispetto ad allora è l’accelerazione, i tempi sempre più stretti e serrati del cambiamento. Oggi dobbiamo trasformare velocemente processi e prodotti, per seguire e assecondare le esigenze di mercato”. L’amministratore delegato di Lenze Italia sottolinea: “il cliente è sempre più esigente, spesso chiede il prodotto personalizzato allo stesso prezzo del prodotto standardizzato, e questo oggi lo si può fare con la digitalizzazione. È fondamentale restare al passo: in passato guardavo solo al mio lavoro, e ai suoi risultati, adesso guardo il lavoro di tutti, guardo dove va il mondo, per continuare a essere visionario”.

Un approccio di trasparenza assoluta

E per quanto riguarda l’impatto che questi cambiamenti hanno sul personale dell’azienda, Vellante osserva che “essere una Pmi, una piccola realtà aziendale, ci porta a seguire un approccio di trasparenza assoluta con tutti i lavoratori: in pratica, noi facciamo presente che nessuno deve perdere il posto di lavoro, in seguito ai cambiamenti tecnologici in atto, ma tutti devono formarsi nuovamente e adeguatamente, in linea con le esigenze che via via prendono forma dal mercato e dal contesto che ci circonda”.

Il livello e la velocità dell’innovazione, del resto, non dipendono tanto dalla dimensione dell’azienda in questione, “ma dalla Governance, da chi tiene la barra del timone e prende le decisioni strategiche” fa notare Giambattista Gruosso, professore del Dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano: “anche per questo il panorama italiano dell’impresa 4.0 sta procedendo con diverse velocità, e ci sono realtà e aree più virtuose, e altre che lo sono meno”. Del resto, ricorda Gruosso, va considerato anche che “non si riesce a fare Digital Transformation se il cliente e il fornitore non seguono la Digital Transformation”, ma rimarca: “si sta facendo molto per la digitalizzazione dei processi e dei sistemi aziendali; si sta facendo molto meno sull’innovazione di prodotto, nello scenario complessivo delle aziende italiane c’è ancora poca innovazione di prodotto”.

Più di propensione al rischio per innovare

Per ideare, sviluppare e creare qualcosa di innovativo, “ci vorrebbe anche un po’ più di propensione al rischio, tra imprenditori e manager”, ammette Marco Vecchio, segretario di Anie Automazione: “e servirebbe spesso più lungimiranza e pianificazione a lungo termine, altri fattori che non sono del tutto nel Dna di molte nostre imprese”.
Sempre a livello di cultura aziendale, secondo il segretario di Anie Automazione, “molto spesso non siamo granché capaci di aggregarci quando serve, anzi tendiamo a disperdere le energie: occorre maggiore capacità organizzativa, pratica, per sviluppare al meglio le buone idee”.

Non a caso, in un colosso internazionale, e straniero, come Electrolux, ad esempio, “abbiamo aperto una Innovation Factory, uno spazio dove accelerare i processi innovativi” sottolinea Giovanni Pacini, Global director digital industrial operations della multinazionale svedese, “insieme a spazi di co-working, per portare più innovazione in azienda. Ora che la fase delle de-localizzazioni è totalmente finita, stiamo ridefinendo e sviluppando l’organizzazione aziendale in chiave digitale”.

Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove.

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