Anche l’Automazione torna a correre: il 2021 chiuderà in crescita del 14%

Il mercato dell’automazione crescerà quest’anno del 14% per la componente hardware e del 17% per quella software, superando di gran lunga le previsioni che vedevano una ripresa moderata (+6%) per il 2021: sono i dati forniti da Marco Vecchio, segretario generale di Anie Automazione, in un’intervista esclusiva rilasciata a Franco Canna, direttore di Innovation Post.

Dopo aver chiuso il 2020 con un ribasso del 10%, il mercato sta dunque mostrando segnali di ripresa che vanno ben oltre le aspettative. Il +14% del 2021 dovrebbe riportare il mercato ai valori del 2019. Un altro segnale positivo per l’industria italiana, dopo che anche Ucimu – Sistemi per produrre – l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione – ha rivisto le previsioni di crescita del settore delle macchine utensili a rialzo al 21,6% (i dati di luglio parlavano di una crescita dell’11%).

Anche per il settore dell’automazione la crescita è tuttavia minacciata dalle difficoltà di approvvigionamento, soprattutto dei semiconduttori, che ritardano le consegne delle imprese: una crisi che, secondo Vecchio, non si risolverà prima del 2023. “Questa situazione perdurerà tutto l’anno prossimo, poi per alcuni materiali ritorneremo a una sorta di normalità ma per altri, come silicio e rame, è più difficile fare previsioni. Per inizio 2023 si dovrebbe avere una soluzione più normale”, rimarca Vecchio.


Servirà tempo, dunque, per uscire da questa crisi nata all’interno della crisi pandemica.

Piano Transizione 4.0, occorre aggiornare la lista degli interventi agevolabili

È uno scenario ancora difficile, dunque, quello in cui si trovano le imprese in questo momento. E se, da un lato, possono contare sugli incentivi agli investimenti in digitalizzazione e automazione introdotti dal PNRR attraverso un potenziamento del Piano Transizione 4.0 – che ha ora un orizzonte temporale di tre anni, dal 2021 al 2023 – dall’altro persistono ancora alcuni nodi da sciogliere sull’accesso a queste risorse.

In primis la durata. “Da sempre come associazione ci battiamo per un orizzonte temporale lungo e certo per questi incentivi. Più è lungo l’orizzonte temporale, meglio reagisce l’investitore. Considerando che il PNRR guarda al 2026 sarebbe opportuno che ci sia un Piano Transizione 4.0 – o comunque altre iniziative del genere – che guardi allo stesso periodo”, commenta Vecchio.

Ma non si tratta soltanto di allargare l’orizzonte temporale. Vanno riviste anche le aliquote, che devono essere adeguate al nuovo orizzonte di riferimento, e soprattutto servirebbe una maggiore chiarezza sugli investimenti agevolabili, elencati negli allegati A e B del Piano, che da quando sono stati redatti la prima volta (ottobre 2016) non sono stati modificati più di tanto.

Viceversa non sono mancate modifiche alla parte “procedurale”. Le diverse modifiche apportate al Piano dalle varie leggi di bilancio e le diverse circolari interpretative rilasciate dall’Agenzia delle Entrate, per esempio, hanno creato una stratificazione di norme e interpretazioni che non agevolano la lettura del dispositivo normativo da parte dell’impresa.

Ma non solo: È emerso – dice Vecchio – il bisogno di una produzione più efficiente e sostenibile, che richiede investimenti da parte delle imprese nelle giuste tecnologie per supportare questa transizione. Si tratta di quel binomio tra Digitale e Sostenibilità che non trova adeguata rappresentazione negli incentivi previsti dal piano Transizione 4.0.

“Sicuramente sarebbe opportuno intervenire sugli Allegati A e B che definiscono le merceologie incentivate“, suggerisce Vecchio. “Andrebbero rivisti e ampliati, sia perché ormai si è stabilito a livello interpretativo che alcuni interventi sono agevolabili – e una maggiore chiarezza nell’elenco non guasterebbe – sia alla luce del maggiore bisogno di sostenibilità che è emerso in questi anni”, aggiunge il dirigente di Anie Automazione.

Infine, occorrerebbe fare qualcosa che aiuti le imprese a tenere il passo con un mercato che continua ad evolversi, dove l’interesse si sposta sempre di più dal prodotto al servizio.

 

Forum Meccatronica, ritorno in presenza per l’edizione 2021

Su questi e tanti altri temi le imprese potranno tornare a confrontarsi con i big del mercato, finalmente in presenza, nel corso del Forum Meccatronica, l’evento organizzato da  che si svolgerà a Parma il 14 ottobre 2021.

Un evento che gli organizzatori – Anie Automazione e da Messe Frankfurt Italia – hanno voluto pianificare unicamente in presenza, dopo che l’esperienza virtuale dell’edizione 2020.

“C’era la volontà e il bisogno di tornare a incontrarsi e ci sembrava momento giusto per mostrare le soluzioni più innovative del settore”, spiega Vecchio.

Un’edizione che, seppure ancora influenzata dalla pandemia, vede la partecipazione delle realtà più importanti della meccatronica, quali Omron, Mitsubishi Electric, Siemens, Panasonic, Rittal, Rockwell Automation e molti altri.

Il format del Forum rimane quello classico, con stand espositivi e convegni e la divisione dell’evento in due filoni. Da un lato l’Arena Progettazione, dove si discuteranno le novità in ambito di progettazione di prodotti e processi, e dall’altro l’Arena Prestazioni, dove gli interventi si concentreranno sulle prestazioni dei sistemi meccatronici.

La location dell’evento – il padiglione 4 di Fiere di Parma – è stata scelta anche per gli ampi spazi, che consentiranno una gestione dell’evento in sicurezza e nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di prevenzione del Covid-19.

Per maggiori informazioni e per pianificare una visita in totale sicurezza è possibile registrarsi presso il sito ufficiale del forum.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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