Industria 4.0, economia circolare e risparmio energetico: dal 18 maggio le domande per i nuovi incentivi previsti dal decreto Investimenti sostenibili 4.0

A partire dalle 10 del 18 maggio le imprese potranno presentare le domande per accedere al nuovo incentivo Investimenti sostenibili 4.0, pensato dal Governo per sostenere le micro, piccole e medie imprese italiane nella realizzazione di progetti innovativi legati a tecnologie 4.0, economia circolare e risparmio energetico.

La misura mette a disposizione 678 milioni (677,8 milioni per la precisione) in regime di aiuti di Stato ed è finanziata dai fondi del React-Eu, lo strumento europeo per favorire la ripresa dopo la pandemia.

Le risorse per i finanziamenti sono destinate per circa 250 milioni agli investimenti da realizzare nelle regioni del Centro-Nord (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria e Province Autonome di Bolzano e di Trento), mentre circa 428 milioni per quelli nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna).

Inoltre, una quota pari al 25% delle disponibilità è destinata ai progetti proposti dalle micro e piccole imprese.

Obiettivi e quadro di riferimento

La misura, istituita con il decreto ministeriale 10 febbraio 2022, si pone in continuità con gli interventi promossi dai bandi “Macchinari Innovativi” (decreti ministeriali del 9 marzo 2018 e del 30 ottobre 2019), rispetto ai quali presenta comunque significativi elementi di novità.

L’intervento agevolativo è definito nell’ambito della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 relativa al “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19” e successive modificazioni e integrazioni, e, in particolare, alla sezione dedicata al sostegno degli investimenti a favore di una ripresa sostenibile. 

L’obiettivo è favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, al fine di superare la contrazione indotta dall’emergenza Covid e di orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico.

La misura prevede la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore di programmi di investimento proposti da micro, piccole e medie imprese conformi ai vigenti principi di tutela ambientale e ad elevato contenuto tecnologico, coerente con il piano Transizione 4.0, con priorità per quelli in grado di:

  • offrire un particolare contributo agli obiettivi di sostenibilità definiti dall’Unione europea
  • favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare
  • migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa

Quali progetti si possono finanziare con la misura investimenti sostenibili 4.0

Per essere ammissibili all’agevolazione, i programmi di investimento presentati dalle imprese devono:

  • prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0 e l’ammontare di tali spese deve risultare preponderante rispetto al totale dei costi ammissibili del programma
  • essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione, funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva
  • essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata nel territorio nazionale
  • essere nuovi, cioè avviati successivamente alla presentazione della domanda
  • prevedere un termine di ultimazione non successivo a 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni

Inoltre, sono previste delle soglie di importo delle spese ammissibili.

Nel caso di imprese del Centro-Nord non devono essere inferiori complessivamente a un milione di euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato.

Per le imprese del Sud non devono essere inferiori complessivamente a 500 mila euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato.

Quali spese sono ammesse all’incentivo Investimenti sostenibili 4.0

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali che riguardino:

  • macchinari, impianti e attrezzature
  • opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili
  • programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali indicati nella lettera a
  • acquisizione di certificazioni ambientali

Più nel dettaglio, l’allegato 2 del decreto individua l’elenco delle soluzioni tecnologiche in grado di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare. Queste fanno riferimento a:

  • soluzioni atte a consentire un uso efficiente delle risorse, il trattamento e la trasformazione dei rifiuti (compreso il riuso dei materiali), in un’ottica di economia circolare o a “rifiuti zero” e di compatibilità ambientale
  • tecnologie finalizzate al rafforzamento di percorsi di simbiosi industriale attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio sistemico alla riduzione, riuso e riciclo alimentari, allo sviluppo di sistemi di riciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime
  • sistemi, strumenti e  metodologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua
  • soluzioni in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo
  • utilizzo di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l’utilizzo di materiali recuperati
  • implementazione di sistemi di selezione del materiale multileggero al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri

Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono, inoltre, ammissibili le spese aventi ad oggetto servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica (come indicato nel decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102), nei limiti del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa ai sensi della normativa di riferimento.

Per quanto riguarda le misure atte a migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa, nell’allegato 3 vengono individuate come ammissibili gli investimenti legati a:

  •  introduzione di sistemi di monitoraggio dei consumi energetici
  • nuova installazione o sostituzione di impianti ad alta efficienza ovvero di sistemi e componenti in grado di contenere i consumi energetici correlati al ciclo produttivo e/o di erogazione dei servizi
  • utilizzo di energia termica o elettrica recuperata dai cicli produttivi
  • installazione di impianti di produzione di energia termica o elettrica da fonte rinnovabile per l’autoconsumo
  • soluzioni atte a consentire un miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici in cui è esercitata l’attività economica

Investimenti sostenibili 4.0, le agevolazioni concesse

Le domande di accesso alle agevolazioni sono ammesse alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico giornaliero di presentazione. Le domande presentate nello stesso giorno sono, a tal fine, considerate come pervenute nello stesso istante, indipendentemente dall’ora e dal minuto di presentazione.

La fase di istruttoria deve essere completate entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda e andrà a valutare sia la completezza della documentazione presentata e dei requisiti di ammissibilità che il piano di investimento, assegnando punteggi per ciascun criterio individuato nell’art. 5 del decreto, che serviranno per compilare la graduatoria dei programmi ammessi alle agevolazioni.

Agevolazioni che sono concesse, ai sensi e nei limiti di quanto previsto dalla sezione 3.13 del Temporary framework, nella forma del contributo in conto impianti, a copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili determinata in funzione del territorio di realizzazione dell’investimento e della dimensione delle imprese beneficiarie.

In particolare, per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, il contributo massimo è pari al 60% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 50% per le imprese di media dimensione.

Per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Basilicata, Molise e Sardegna, il contributo massimo è pari al 50% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 40% per le imprese di media dimensione.

Infine, per i programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, il contributo massimo è pari al 35% per le imprese di micro e piccola dimensione e al 25% delle spese ammissibili per le imprese di media dimensione.

Investimenti sostenibili 4.0, i termini per inviare le domande

Possono accedere le aziende regolarmente iscritte al registro delle imprese, residenti e non sul territorio nazionale che, oltre a dover rispettare i requisiti previsti dal DM del 10 febbraio 2022 (art. 5,comma 2), non abbiano effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento. Le imprese che riceveranno l’agevolazione, inoltre, dovranno impegnarsi a non farlo anche fino ai due anni successivi al completamento dell’investimento stesso.

Le domande di accesso alle agevolazioni, redatte in lingua italiana, possono essere presentate esclusivamente tramite la procedura informatica, accessibile nell’apposita sezione “Investimenti sostenibili 4.0” del sito web del Soggetto gestore (Invitalia), dalle ore 10.00 alle ore 17.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 18 maggio 2022.

Ciascuna impresa può presentare un’unica proposta, fatta salva la possibilità di presentarne una nuova in caso di rigetto dell’istanza in esito alla relativa istruttoria. La documentazione che deve fornire l’impresa per la domanda di agevolazione deve contenere, tra gli altri requisiti (art.3 comma 3 del decreto che troverete a fondo articolo) le dichiarazioni e informazioni necessarie alla verifica di conformità del programma di investimento rispetto ai divieti e alle limitazioni derivanti dalle disposizioni europee in merito di ambiente e sostenibilità – il piano di investimento deve essere quindi conforme al principio europeo del DNSH, ossia non deve arrecare danno significativo all’ambiente.

Come dimostrare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità

Nel caso dei programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità ambientale, la domanda deve inoltre includere:

  • una relazione tecnica del programma di investimento redatta da un tecnico abilitato nella forma di perizia giurata, contenente le informazioni necessarie a verificare che il risparmio energetico conseguibile attraverso il programma di investimento rispetta la percentuale minima prevista (articolo 6, comma 2, lettera b del decreto)
  • nel caso di imprese energivore, diagnosi energetica in corso di validità
  • per i programmi che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dall’Unione Europea, è richiesta una perizia giurata, rilasciata da tecnico abilitato e e attestante la capacità del programma di investimento di contribuire al raggiungimento di uno o entrambi gli obiettivi climatici “mitigazione dei cambiamenti climatici” e “adattamento ai cambiamenti climatici”
  • copia delle certificazioni ambientali e di efficientamento energetico eventualmente possedute alla data di presentazione della domanda

L’iter di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni è articolato in due fasi. Una prima fase, che avrà avvio alle ore 10:00 del giorno 4 maggio 2022, le imprese interessate potranno caricare sul portale di Invitalia la documentazione necessaria e compilare la domanda di agevolazione (immodificabile). A conclusione di questa prima fase, le imprese riceveranno un “codice di predisposizione domanda” necessario per la presentazione della stessa.

Codice che servirà all’impresa per presentare ufficialmente la domanda di agevolazione, a partire dalle ore 10:00 del 18 maggio 2022.

Il decreto

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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