L’intelligenza artificiale (AI) e la robotica sono le tecnologie dirompenti che trasformeranno il modo di lavorare. Una trasformazione già in atto, trainata non solo da questi strumenti, ma anche da altre tecnologie avanzate, come i veicoli autonomi (AGV) e l’Internet industriale.
Le grandi aziende tecnologiche che già hanno implementato diverse tecnologie “dirompenti” e hanno la capacità di scalarle sono meglio posizionate ad operare in questo scenario di cambiamento.
È quanto emerge dal rapporto “The Future of Work” di GlobalData, una piattaforma leader nel campo dell’intelligence e della produttività.
Il rapporto rivela le principali tendenze che stanno plasmando il futuro del lavoro, dal dibattito sulla bolla dell’intelligenza artificiale e sui dazi doganali ai timori di una massiccia sostituzione permanente dei posti di lavoro.
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L’impatto dell’AI sul mercato del lavoro
L’attenzione delle imprese verso l’automazione sta vivendo un cambio di passo decisivo, segnato dal passaggio dalla sperimentazione alla ricerca di rendimenti concreti.
“L’AI rimane il trend tecnologico aziendale più rilevante e giocherà un ruolo fondamentale nel futuro del lavoro”, afferma Jordan Strzelecki, Strategic Intelligence Analyst presso GlobalData.
Secondo l’analista, dopo le prime fasi dedicate alle soluzioni generative, le società puntano ora sull’AI agentica per ottenere benefici misurabili.
“L’adozione di questi sistemi ha raggiunto un punto di svolta, accelerando in ogni comparto industriale nel passaggio dai progetti pilota all’implementazione su scala commerciale”, aggiunge Strzelecki.
L’evoluzione tecnologica porta con sé timori diffusi sulla tenuta dei livelli occupazionali. Se, storicamente, le innovazioni hanno generato nel lungo periodo un saldo positivo tra posti persi e nuove opportunità, l’attuale ondata solleva interrogativi inediti.
“L’impatto dell’AI sull’occupazione non è predeterminato, ma si presume che alla fine creerà più posti di lavoro di quanti ne distruggerà, anche se non è ancora del tutto chiaro quali saranno questi posti di lavoro”, spiega Strzelecki.
L’analista sottolinea che l’AI trasformerà radicalmente i mercati del lavoro con l’espansione dell’IA agentica.
“In tutti i settori ci saranno vincitori e vinti. Alcuni lavori saranno potenziati o eliminati, mentre ne saranno creati di nuovi, anche se questo processo potrebbe richiedere decenni”, aggiunge.
Verso un ecosistema integrato e multidisciplinare di tecnologie e competenze
Il framework di GlobalData evidenzia come le tecnologie dirompenti stiano ridisegnando radicalmente sia le fabbriche sia gli uffici.
Il nuovo modello promuove una collaborazione più stretta tra esseri umani e innovazione, offrendo ai lavoratori l’opportunità di acquisire nuove competenze specialistiche.
L’evoluzione porterà con sé profondi mutamenti economici, ma presenterà contemporaneamente sfide sociali ed etiche di grande rilievo. Ogni categoria del framework analizza un ruolo specifico ricoperto dalla tecnologia, sebbene nella pratica operativa il futuro del lavoro sarà caratterizzato dall’intersezione di molteplici soluzioni.
I confini tra i diversi ambiti tecnologici tenderanno a sfumare, dando vita a un ecosistema integrato e multidisciplinare.
Le sfide poste da questa evoluzione richiedono un impegno attivo sul fronte della formazione e delle tutele.
“Le aziende dovranno riqualificare e aggiornare le competenze dei lavoratori per il nuovo mondo del lavoro, ma è più facile a dirsi che a farsi”, conclude Strzelecki.
Secondo l’analista, sarà necessario aggiornare le leggi sul lavoro, chiarire i parametri etici per tecnologie come l’AI e introdurre regolamentazioni che garantiscano un’equa distribuzione delle capacità offerte dall’AI.

















