L'impatto dell'AI sui chip

La Physical AI aumenta il peso dell’elettronica nella robotica: in un umanoide ci sono 2.000 chip



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L’integrazione dell’AI sta spostando il valore della robotica dalla meccanica all’elettronica. Secondo Interact Analysis i modelli umanoidi richiedono fino a 2.000 chip e vedranno l’incidenza dei semiconduttori sul costo totale salire al 21,3% entro il 2031, guidando una crescita sostenuta anche per i settori industriale e mobile.

Pubblicato il 22 lug 2026



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Con l’integrazione dell’AI nel mondo fisico, il valore economico e tecnologico della robotica si sta spostando dalla meccanica all’elettronica. Costruire un singolo robot umanoide richiede oggi tra i 1.000 e i 2.000 semiconduttori, una quantità dieci volte superiore rispetto a quella di un modello industriale tradizionale.

Questo salto generazionale sta trasformando i robot in veri e propri centri di calcolo itineranti, spingendo la quota del costo dei chip sul totale della produzione verso il 21% entro il 2031 e aprendo per i produttori di semiconduttori un mercato di crescita senza precedenti.

È quanto emerge dal rapporto “Semiconductor Components in Robotics Quarterly Tracker” di Interact Analysis. Lo studio propone un approccio analitico che incrocia i dati sulle consegne globali delle macchine con l’analisi della distinta base dei singoli componenti.

Attraverso un tracciamento trimestrale, il report misura l’evoluzione del mercato totale indirizzabile dei semiconduttori suddividendo l’intero settore in quattro categorie principali: robot umanoidi, industriali, collaborativi e mobili.

La svolta dell’AI e l’esplosione dei chip negli umanoidi

Per lungo tempo la competizione tra i costruttori si è giocata su precisione meccanica, capacità di carico e affidabilità dei sistemi. I semiconduttori svolgevano una funzione essenzialmente operativa, limitata al controllo del movimento e all’azionamento dei motori.

Il passaggio dell’intelligenza artificiale dai software digitali alle macchine fisiche ha stravolto queste dinamiche, estendendo il ruolo dei chip alla percezione dell’ambiente in tempo reale, all’elaborazione delle decisioni e all’adattamento operativo.

Tra tutte le tipologie di macchine, i robot umanoidi registrano la densità di componenti elettronici più elevata e la velocità di espansione più marcata. La quota dei semiconduttori sul costo totale dei componenti di un umanoide è destinata a salire, secondo le stime di Interact Analysis, dal 10% registrato nel 2025 al 21,3% entro il 2031.

Un incremento che non dipende soltanto dall’inserimento di un maggior numero di unità, ma che rispecchia la crescente complessità dei sistemi. Far funzionare un umanoide in ambienti aperti e non strutturati richiede infatti acceleratori AI, sensori di visione ad alta precisione e moduli di comunicazione ad alta banda. A questi si aggiungono microcontrollori dedicati alla sicurezza e l’impiego di semiconduttori di terza generazione, fondamentali per l’efficienza energetica e la potenza della macchina.

Robot tradizionali e collaborativi: le fondamenta del mercato

Gli altri segmenti della robotica mostrano una crescita della componente elettronica molto più graduale, pur rappresentando l’ossatura economica dell’intero comparto.

Per i modelli industriali, l’incidenza del costo dei chip salirà dall’8% all’8,3%, per i collaborativi dal 10% al 10,8% e per i mobili dall’8% al 9,1%. Nonostante la variazione percentuale contenuta, l’elevato volume di consegne di queste categorie garantisce ai produttori di silicio entrate costanti e consistenti.

I robot industriali rimangono il bacino d’installazione più ampio per i semiconduttori, sostenuti anche dall’integrazione di nuove funzioni di intelligenza artificiale.

Nel 2025 le consegne globali di queste macchine sono cresciute del 4,9%, generando una domanda proporzionale di moduli di potenza, encoder di precisione e microcontrollori che porterà il fatturato dei chip in questo segmento a 1,0 miliardi di dollari entro il 2031, con una presenza particolarmente concentrata nella regione Asia-Pacifico.

I robot collaborativi seguono una traiettoria analoga, con consegne salite a 60.000 unità nel 2025 e una previsione di raggiungere quota 130.000 entro il 2030, raddoppiando il valore della domanda di componenti dedicati.

Robot mobili e gestione dei segnali di mercato

Il report di Interact Analysis evidenzia che i robot mobili continuano a mostrare ritmi di sviluppo sostenuti, con un tasso di crescita medio annuo del 16% guidato dalla richiesta di chip per la navigazione e la mappatura autonoma, sensori avanzati e sistemi di gestione dell’energia.

Il valore complessivo del mercato dei robot mobili passerà dai 6,2 miliardi di dollari del 2025 ai 14,0 miliardi previsti per il 2030, trasformando la catena del valore dall’esecuzione meccanica pura a un ciclo completo di percezione e decisione.

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