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I Guardian Agents alla prova del lavoro vero: chi ferma l’errore è la regola scritta, non il modello


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Un’impresa di manutenzione riceve ogni giorno una decina di segnalazioni di guasto via mail. Una persona le legge, capisce di quale edificio si parla, apre un ticket sul gestionale e risponde. Da qualche giorno questo lavoro lo fa un agente AI. Ecco come funziona e perché la parte che dà affidabilità al sistema è quella che non passa dal modello.

Pubblicato il 23 set 2026

Giovanni Liguori

AI Automation Architect



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Ai agent controlling automated robotic arm and agv for smart logistics and supply chain management concept- 3D rendering





Il processo è semplice da descrivere e noioso da fare. Arriva una mail dal committente: c’è un interruttore guasto, un rubinetto che perde, una porta che non chiude. Chi la riceve deve capire di quale immobile si parla, e non è scontato: la lista degli edifici in gestione ne conta più di cento e nella mail spesso c’è il nome dell’ufficio, non l’indirizzo. Poi apre il gestionale, che è un’applicazione web senza interfaccia di integrazione, compila il ticket, salva, annota il codice progressivo, crea la cartella dell’intervento e risponde al mittente che la richiesta è presa in carico. Se manca il numero di telefono per fissare l’appuntamento, lo chiede.

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