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Incentivi Simest per investimenti in AI e Quantum: lo sportello aprirà il 21 settembre



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Aprirà il 21 settembre lo sportello della nuova misura del Fondo 394/81 di Simest che mira a sostenere l’adozione di intelligenza artificiale e quantum computing nelle imprese. Dotata di un plafond di 200 milioni di euro, l’agevolazione combina un finanziamento a tasso agevolato con una quota a fondo perduto che può arrivare fino al 10%.

Pubblicato il 20 ago 2026



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Aprirà ufficialmente il 21 settembre alle ore 09:00 lo sportello dedicato alla nuova misura “Investimenti IA & Quantum Computing” del Fondo 394/81 di Simest, rivolta a sostenere gli investimenti aziendali in intelligenza artificiale e quantum computing.

La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 200 milioni di euro, da erogare alle imprese beneficiarie sotto forma di un finanziamento a tasso agevolato con una quota di cofinanziamento a fondo perduto che può arrivare fino al 10%.

La nuova misura punta a rafforzare la posizione competitiva e la proiezione internazionale del tessuto industriale italiano, mitigando i rischi e l’impatto finanziario legati all’adozione di tecnologie di frontiera nei processi d’impresa.

“Con questa nuova misura, realizzata sotto la regia del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in coordinamento con CDP Cassa Depositi e Prestiti, e le altre agenzie di Sistema Italia quali SACE e ITA – Italian Trade Agency, vogliamo accompagnare le imprese italiane che esportano e tutte le imprese delle loro filiere, con focus sulle PMI, in una nuova fase della trasformazione industriale, sostenendo investimenti che rafforzino il Made in Italy e ne consolidino la presenza nelle filiere globali”, commenta Regina Corradini D’Arienzo, Amministratrice Delegata di Simest.

Chi può accedere alla misura Simest a supporto degli investimenti in AI e Quantum Computing

L’agevolazione si rivolge a una platea ampia dal punto di vista dimensionale: micro, piccole e medie imprese, PMI innovative, start-up innovative e grandi imprese con sede legale e operativa in Italia.

L’accesso alle risorse è legato all’orientamento internazionale dell’azienda, verificato sulla base delle rilevazioni dell’ultimo esercizio chiuso. In deroga alla soglia standard del 10% richiesta dalle linee ordinarie Simest, per questa specifica misura il requisito di export minimo viene abbassato al 3% del fatturato totale.

L’opportunità si estende anche alle aziende subfornitrici che destinano almeno il 10% del proprio fatturato a clienti italiani che siano esportatori diretti con una quota di export non inferiore al 3%.

Sotto il profilo dei vincoli settoriali, la normativa specifica che non possono fare domanda le aziende del settore bancario, finanziario e assicurativo.

Restano fuori dalla misura anche le attività prevalentemente legate alla produzione primaria di prodotti agricoli, alla pesca e all’acquacoltura, in linea con le disposizioni europee sul regime de minimis.

Le imprese che operano in questi comparti solo in via secondaria possono comunque accedere al fondo, previa dichiarazione di non destinare l’agevolazione alle attività escluse.

Quali sono le spese ammissibili

Con l’attivazione della nuova misura dedicata all’intelligenza artificiale e al Quantum Computing, il Fondo 394/81 di Simest offre alle imprese uno strumento concreto per ridurre il rischio finanziario legato all’adozione di queste tecnologie.

La circolare n. 4/394/2023, aggiornata al 30 luglio 2026, definisce infatti un piano di supporto strutturale che accompagna l’azienda dall’implementazione delle prime infrastrutture di calcolo fino all’integrazione nei sistemi gestionali e alla formazione del personale.

Il piano delle spese finanziabili (riportato nell’Allegato II della circolare) si articola in sei macro-aree sinergiche:

  1. Infrastruttura Hardware e High-Performance Computing (HPC). Sul fronte computazionale, l’agevolazione copre sia i costi a consumo per servizi di Cloud AI e Quantum Computing ad alte prestazioni (necessari per le fasi di training e inference) sia l’acquisizione di hardware on-premise o in co-location (compresi processori specializzati come GPU e TPU, e sistemi di storage dedicati). Viene finanziato in modo specifico l’Edge computing applicato all’AI, consentendo l’elaborazione di modelli direttamente a bordo macchina o nei dispositivi IoT di fabbrica.
  2. Software, Licenze e Sviluppo custom. Sono ammissibili le licenze d’uso di piattaforme AI di mercato, l’accesso tramite API a modelli preaddestrati e l’acquisto di suite per il monitoraggio e la gestione del ciclo di vita dei modelli (MLOps). Per l’automazione dei processi, l’incentivo supporta l’integrazione di software RPA (Robotic Process Automation) potenziati con algoritmi cognitivi. Rientrano inoltre nello spettro dei finanziamenti lo sviluppo da zero di modelli proprietari e l’ottimizzazione (fine-tuning) di modelli open-source esistenti.
  3. Data Strategy e Data Governance. Riconoscendo che i dati sono il vero carburante dell’AI, la misura copre l’acquisto di dataset esterni, le attività di data cleaning, labeling (manuale o automatizzato) e preprocessing. Sono agevolabili anche gli investimenti per la realizzazione di infrastrutture dati avanzate, come Data Lake e Data Warehouse, comprensive di strumenti di data quality e politiche di data governance.
  4. Integrazione Industriale (MES/SCADA/ERP). Di estremo interesse per il comparto manifatturiero è il supporto esplicito all’integrazione dei modelli di AI con i sistemi informativi e operativi esistenti (ERP, CRM, MES e SCADA), che consente di finanziare l’implementazione pratica dell’AI nei flussi fisici di fabbrica, abilitando soluzioni concrete come il controllo qualità automatico in tempo reale, la manutenzione predittiva e l’ottimizzazione dinamica della supply chain.
  5. Sicurezza, Trasparenza e AI Act Compliance. Sul fronte della protezione e della conformità legale, la misura finanzia le spese di cybersecurity applicate all’AI e i processi di adeguamento al regolamento europeo sull’IA (AI Act) e alla legge nazionale n. 132/2025. Rientrano nell’agevolazione anche gli audit algoritmici per l’explainable AI (XAI) e l’ottenimento di certificazioni di gestione riconosciute, come la ISO/IEC 42001.
  6. Capitale Umano e Upskilling. Per superare la carenza di competenze specialistiche, sono coperti i costi per l’inserimento temporaneo di figure manageriali terze (come gli AI Project Manager) per guidare il change management aziendale. La misura finanzia anche la formazione e l’upskilling del personale esistente (tramite enti terzi, istituti o professionisti qualificati) e l’attivazione di contratti di apprendistato o tirocinio (fino a 6 mesi) per profili con background specifico in IA e Quantum Computing.

Le agevolazioni per le imprese

Le imprese in possesso dei requisiti per accedere alla misura possono usufruire di un finanziamento a tasso agevolato a cui si aggiunge un cofinanziamento a fondo perduto. Quest’ultimo, erogato a valere sul Fondo per la Promozione Integrata e soggetto alle regole del regime de minimis, può raggiungere il 10% dell’importo totale deliberato, entro un limite massimo di 100.000 euro.

Per la parte di finanziamento agevolato, l’impresa ha la facoltà di richiedere in sede di domanda la riduzione massima del tasso di interesse, che viene fissato ad appena il 10% del tasso di riferimento europeo (tasso CIRR) vigente alla data della delibera, con un limite minimo (floor) stabilito allo 0% che assicura stabilità per tutta la durata del piano.

A fronte dell’impegno di destinare il 100% delle risorse all’intelligenza artificiale e al Quantum Computing, la misura introduce una flessibilità di rilievo nei piani di rientro, consentendo di estendere di ulteriori due anni il periodo di rimborso. In questo modo, la durata complessiva del finanziamento può raggiungere gli 8 anni totali, preservando la fase iniziale di pre-ammortamento di 2 anni durante la quale l’azienda corrisponde esclusivamente gli interessi, senza gravare sul capitale.

Un ulteriore incentivo all’operatività immediata risiede nel meccanismo di anticipazione: l’erogazione della prima tranche avviene infatti sotto forma di un maxi-anticipo pari al 50% dell’intervento complessivo, raddoppiando la quota ordinaria del 25% prevista dalle linee tradizionali di Simest.

Infine, sotto il profilo delle garanzie, la circolare operativa riduce sensibilmente le barriere all’accesso esentando completamente dall’obbligo di presentare garanzie reali o fideiussorie sia le imprese che rientrano nelle prime due classi di Scoring del Mediocredito Centrale (MCC), sia tutte le PMI innovative e le start-up innovative regolarmente registrate.

Regole di ingresso e compliance: il nodo dell’AI Act e della polizza catastrofale

L’accesso alle risorse della nuova misura “Investimenti IA & Quantum Computing” richiede l’osservanza di rigidi vincoli operativi e normativi, pensati per garantire sia l’effettiva finalizzazione tecnologica degli investimenti sia la tenuta strutturale delle aziende.

Il primo vincolo riguarda la destinazione d’uso della finanza erogata: le imprese sono tenute a destinare il 100% dell’intervento agevolativo a spese strettamente riconducibili all’intelligenza artificiale e al Quantum Computing.

Se in sede di rendicontazione finale questa soglia non risulta integralmente rispettata, Simest procederà alla revoca pro quota, applicata proporzionalmente sia sulla parte di finanziamento agevolato sia sul cofinanziamento a fondo perduto, per la quota non impiegata negli ambiti previsti.

Le imprese devono inoltre dimostrare la conformità al quadro normativo europeo e nazionale sull’intelligenza artificiale. Le imprese richiedenti devono garantire che la propria operatività e i progetti finanziati siano pienamente allineati alle disposizioni del Regolamento europeo UE 2024/1689 (AI Act), alla legge 132/2025 e ai relativi decreti attuativi.

L’azienda deve sottoscrivere e presentare una specifica dichiarazione di conformità sia al momento dell’invio della domanda sia nella fase di rendicontazione finale.

La normativa stabilisce un divieto assoluto di utilizzo dei fondi per lo sviluppo o l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale classificati come “vietati” o per sistemi ad alto rischio non conformi ai requisiti di legge, pena la revoca immediata delle agevolazioni.

Inoltre, la documentazione e le certificazioni richiamate nella dichiarazione devono essere conservate in originale dall’impresa fino all’integrale rimborso del finanziamento.

Tra le condizioni abilitanti figura infine un importante adempimento di natura gestionale introdotto di recente nel sistema degli incentivi pubblici: l’obbligo di attestare la stipula di un contratto assicurativo (la cosiddetta Polizza Catastrofale) a copertura dei danni a beni immobili, impianti e macchinari causati da calamità naturali ed eventi catastrofali sul territorio nazionale.

Il soddisfacimento di questo requisito, la cui sussistenza sarà verificata da Simest prima dell’erogazione di ciascuna singola tranche del finanziamento, garantisce la tutela della continuità operativa delle aziende beneficiarie per l’intera durata dell’intervento.

L’apertura dello sportello e le modalità di invio delle domande

Per accedere alla misura, le imprese richiedenti devono inoltrare la domanda esclusivamente attraverso il portale informatico di Simest.

Occorre considerare che la piattaforma andrà temporaneamente offline per aggiornamenti tecnici dalle ore 18:00 del 20 settembre, per poi riaprire ufficialmente alla ricezione delle istanze dalle ore 09:00 del 21 settembre.

Per completare la candidatura in modo tempestivo, è fondamentale predisporre in anticipo il set documentale richiesto, che dovrà essere firmato digitalmente dal legale rappresentante. Tra i documenti chiave da caricare figurano lo statuto vigente dell’impresa, i dati anagrafici del legale rappresentante, la formale individuazione del titolare effettivo e, se già disponibile, il contratto di apertura del conto corrente dedicato alle transazioni del progetto.

Nella successiva fase di gestione e consuntivazione, la disciplina Simest impone una rigorosa tracciabilità finanziaria: ogni singola fattura e ogni titolo di pagamento (bonifico) dovranno obbligatoriamente riportare il Codice Unico di Progetto (CUP) assegnato.

L’assenza o l’errata indicazione del CUP sui documenti contabili e d’incasso costituisce motivo di inammissibilità della spesa, determinando la revoca delle agevolazioni sulle somme non correttamente tracciate.

La circolare

Qui trovate la circolare Simest aggiornata al 30 luglio

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