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I Competence Center alla prova dei numeri: nel periodo PNRR abilitati 320 milioni di investimenti


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Gli effetti sull’economia reale dei 180 milioni del PNRR erogati alle imprese tramite i Competence Center. Abilitati investimenti per 320 milioni, con un effetto moltiplicatore di 1,8. L’82% dei servizi erogati ha riguardato le PMI. Un’azienda su quattro non avrebbe innovato senza questo supporto. Nasce l’Associazione Competence Center Italia.

Pubblicato il 23 set 2026



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Gli oltre 180 milioni di euro di risorse del PNRR gestiti dagli otto competence center hanno consentito alle imprese di attivare circa 320 milioni di euro di investimenti complessivi, con un effetto leva pari a 1,8x. I servizi tecnologici erogati sono stati 4.760, di cui l’82% destinati alle PMI.

L’impatto generato dagli 8 Competence Center italiani – Artes 4.0, Bi-Rex, Cim, Cyber 4.0, Made 4.0, MedITech, Smact e Start 4.0 – nell’ambito della misura PNRR M4C2 Inv. 2.3 è stato misurato nell’ambito di una rilevazione condotta dall’Università di Padova con il Consiglio Nazionale delle Ricerche tra settembre 2025 e giugno 2026, attraverso circa 1.200 questionari e interviste dirette alle imprese e agli stessi Centri.

I risultati dettagliati della rilevazione – che si pone l’obiettivo di fornire una misurazione indipendente degli impatti sui processi produttivi, sulle competenze interne e sulla capacità di innovare delle imprese – saranno presentati lunedì 28 settembre nel corso di un evento che si svolgerà presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Leva finanziaria e domanda di innovazione

Sotto il profilo economico i Competence Center si sono confermati un potente motore di investimento per l’industria: sfruttando le risorse della misura PNRR M4C2 Inv. 2.3, gli otto Centri hanno generato un effetto leva di 1,8 euro di investimenti attivati per ogni euro pubblico concesso.

L’effetto moltiplicatore risulta ancora più marcato sul fronte specifico dei bandi per progetti di ricerca e innovazione: a fronte di 94,0 milioni di euro di aiuti pubblici assegnati, le imprese hanno co-finanziato e sviluppato progetti per un valore totale di quasi 190 milioni di euro, segnando un rapporto di 2,02 euro di investimento complessivo per ciascun euro di contributo statale.

La rilevazione evidenzia inoltre una domanda che supera nettamente la capienza dei finanziamenti disponibili. Per quanto riguarda il fabbisogno espresso, a fronte delle risorse messe a bando, le aziende hanno presentato richieste di contributo pari a oltre 2,2 volte l’offerta disponibile.

Relativamente alla capacità di attrazione extra-PNRR, la rete degli otto Centri ha intercettato e sviluppato ulteriori 136 progetti europei e regionali, mobilitando un budget aggiuntivo di 71,1 milioni di euro esterno alla convenzione principale con il Ministero.

L’impatto sul tessuto produttivo: l’84% degli interventi raggiunge le PMI

I dati evidenziano anche l’impatto dei Competence Center a supporto della modernizzazione delle piccole e medie imprese. Su un totale di oltre 5.239 interazioni tracciate tra servizi e ricerca, le PMI rappresentano infatti l’82% delle aziende clienti o beneficiarie dei contributi.

L’operatività della rete si articola in tre direttrici principali:

  1. Servizi tecnologici a contratto (Test Before Invest). In questo ambito sono stati registrati 4.760 contratti di servizio erogati a 4.506 imprese (per prove di laboratorio, prototipazione e test su linee pilota) per un valore complessivo di 129,0 milioni di euro.
  2. Consulenza tecnologica ad alto valore. Sono stati erogati 1.851 interventi di consulenza specialistica a supporto di 2.669 aziende, per un controvalore di 99,9 milioni di euro.
  3. Bandi di ricerca industriale, attraverso i quali i Competence Center hanno finanziato direttamente 733 imprese attraverso 27 bandi competitivi emessi dalla rete.

L’infrastruttura relazionale a presidio del sistema produttivo conta oggi un ecosistema di 668 tra soci e partner, suddivisi tra 587 imprese private, 67 università ed enti di ricerca e 63 associazioni di categoria e Camere di Commercio.

Capitale umano e competenze: oltre 1,1 milioni di ore di formazione erogate

Oltre alla realizzazione dei progetti pilota e al supporto all’adozione delle tecnologie 4.0, l’azione dei Competence Center si è concentrata in modo prioritario sulle persone e sullo sviluppo del capitale umano.

L’obiettivo è stato quello di accompagnare i lavoratori delle imprese nella transizione tecnologica, intervenendo sulle competenze chiave che stanno ridisegnando la manifattura: AI applicata ai processi, robotica collaborativa, IoT industriale e analisi dati, cybersicurezza, gemelli digitali (digital twin), manifattura additiva e tecnologie per la sostenibilità energetica.

Sul fronte dell’alta formazione e dell’aggiornamento tecnico del personale, la rilevazione traccia volumi di attività di primissimo piano. Si contano 57.087 lavoratori formati direttamente attraverso 1.498 percorsi formativi specialistici erogati dai Centri, per un totale di 1.175.864 ore-persona di formazione complessive con programmi volti a sviluppare capacità operative direttamente spendibili in azienda. In aggiunta, sono 2.118 le imprese che hanno inviato il proprio personale a seguire percorsi strutturati di upskilling e reskilling.

Un elemento distintivo del modello risiede nella metodologia didattica: le competenze non vengono trasferite unicamente attraverso lezioni frontali, ma sviluppate mediante esperienze pratiche e dimostrativo-sperimentali condotte direttamente all’interno dei 16.700 metri quadri di laboratori e sulle 49 linee pilota dei Centri (learning by doing).

L’impatto sui processi industriali: 1 azienda su 4 non avrebbe innovato senza il supporto dei Competence Center

L’indagine ha evidenziato analizzato l’efficacia reale degli interventi sulle catene del valore. Il 93,3% delle imprese intervistate dichiara che l’intervento del Competence Center è stato determinante per la riuscita del progetto, mentre un’azienda su quattro (25%) afferma esplicitamente che non avrebbe realizzato alcuna innovazione senza il supporto del Centro.

Il 70% delle imprese ha continuato ad alzare in autonomia il proprio livello di maturità tecnologica anche dopo la conclusione delle attività con il Centro, dimostrando un effetto strutturale che va oltre la durata del singolo finanziamento.

Infine, sul piano del gradimento e della fidelizzazione, nessun servizio dell’offerta ha ottenuto una valutazione media inferiore a 4,2 su 5, e il 96,2% delle aziende dichiara l’intenzione di avvalersi nuovamente della rete nei prossimi tre anni.

Infrastrutture tecnologiche: 116 milioni di investimenti e 25 sedi operative

Per abilitare le attività di prova e dimostrazione, la rete ha mobilitato 116,1 milioni di euro di investimenti in infrastrutture, dei quali 62,5 milioni di euro apportati direttamente dai soci privati.

La dotazione tecnica oggi a disposizione dell’industria italiana comprende 25 sedi aperte sul territorio nazionale, 16.752 metri quadri di laboratori specialistici, 49 linee pilota e dimostratori industriali di proprietà dei Centri, 258 laboratori terzi accessibili in rete, 563 casi d’uso industriali visitabili e testabili dalle imprese e 278 addetti equivalenti a tempo pieno (FTE) dedicati all’operatività.

Il dominio tecnologico copre le principali leve della transizione manifatturiera: AI applicata ai processi, gemelli digitali (digital twin), IoT industriale e analisi dei dati di produzione, robotica collaborativa, cybersicurezza, manifattura additiva e soluzioni per l’efficienza energetica e la sostenibilità.

I numeri dei Competence Center

L’evento al MIMIT e la firma dell’Associazione Competence Center Italia

I risultati analitici della ricerca condotta dall’Università di Padova e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche saranno presentati ufficialmente lunedì 28 settembre 2026 (dalle ore 14:00 alle 17:00) presso la Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma, all’interno del convegno “Competence Center Impatti e Best Practice nel Tech Transfer: dal PNRR alle nuove progettualità“.

L’incontro vedrà gli interventi istituzionali del Viceministro Valentino Valentini, di Marco Calabrò, Raffaele Spallone e Davide Amorosi per il MIMIT, la presentazione scientifica a cura di Eleonora Di Maria (SMACT / Università di Padova) e Andrea Filippetti (CNR), e una tavola rotonda con le testimonianze industriali di grandi player e PMI quali Ansaldo Energia, Brembo, Poggipolini, STMicroelectronics e Ohmspace, con le conclusioni del vice presidente di Confindustria Marco Nocivelli.

Il momento centrale dell’evento sarà la firma dell’Atto Costitutivo dell’Associazione Competence Center Italia, la nuova entità giuridica creata per riunire ufficialmente in un’unica rete nazionale gli otto Centri ad alta specializzazione.

L’Associazione mette ufficialmente a sistema un’infrastruttura condivisa composta da:

  • 25 sedi aperte sul territorio
  • 49 linee pilota e dimostratori industriali proprietari
  • 258 laboratori tecnologici accessibili
  • un ecosistema partner di 668 soggetti tra aziende private, università e centri di ricerca.

Superando la dimensione di semplici presidi locali pur valorizzando le specializzazioni territoriali, la nuova rete intende offrire alle imprese — e in particolare alle PMI — un punto di accesso unico, coordinato e semplificato ai servizi di innovazione, con l’obiettivo strategico di garantire la continuità del trasferimento tecnologico e trasformare la collaborazione tra mondo scientifico e sistema produttivo in una capacità permanente per il Paese oltre la scadenza dei fondi del PNRR.

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