Transizione 4.0, i costruttori di macchine scrivono al ministro Urso: “Necessari interventi urgenti per la digitalizzazione e contro il caro energia”

Alcune importanti associazioni di costruttori di macchine hanno inviato una lettera ad Adolfo Urso, il nuovo ministro delle Imprese e del Made in Italy, per chiedere interventi urgenti sul fronte degli incentivi per la digitalizzazione e non solo.

A firmare la lettera sono Paolo Lamberti, presidente di Acimac (Associazione Costruttori Italiani Macchine Attrezzature per Ceramica), Dario Previero, presidente di Amaplast (Associazione Nazionale Costruttori di Macchine e Stampi per Materie Plastiche e Gomma) e Riccardo Cavanna, presidente di Ucima (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per l’Imballaggio e il Confezionamento), tre associazioni che rappresentano una quota rilevante della produzione e dell’export italiano di beni strumentali.

Nella lettera le associazioni chiedono misure rapide per contrastare il caro energetico e lo shortage di materie prime, ma anche per non interrompere il percorso di digital transformation che le imprese manifatturiere italiane hanno iniziato a intraprendere, ma che è ben lungi dall’essere compiuto.

Le richieste sul piano Transizione 4.0

Sono diverse le richieste portate dalle associazioni. Iniziamo con quelle più strettamente legate agli incentivi previsti dal piano Transizione 4.0.

La prima richiesta è di prorogare al 2023 (l’ipotesi sarebbe giugno se non addirittura dicembre) l’attuale termine del 31 dicembre 2022 per la consegna dei beni strumentali acquistati nel 2021. Si tratta di un termine che era stato già prorogato dal 30 giugno 2022 al 31 dicembre 2022, ma il perdurare dello shortage di componenti elettronici e altre materie prime sta rendendo impossibile completare le consegne degli ordini effettuati lo scorso anno, quando – grazie alle super aliquote degli incentivi che arrivavano fino al 50% – gli ordini sono stati particolarmente numerosi.

La seconda richiesta è di “rendere definitivi e non transitori gli incentivi Transizione 4.0 dato che l’ammodernamento della manifattura italiana non è completo, ma ancora in corso”.

A questa seconda richiesta se ne unisce una terza, ad essa complementare: “mettere in campo aiuti per traghettare verso la digitalizzazione anche gli end user medio piccoli”.

E poi ci sono due ulteriori richieste di modifica dell’attuale assetto degli incentivi relativi alla Transizione 4.0.  La prima è di adeguare la normativa sugli ammortamenti dei beni strumentali, ferma a coefficienti di ammortamento stabiliti in un decreto di fine anni Ottanta, e la seconda di supportare la transizione energetica perché renda le fabbriche più sostenibili in termini di risparmi e ottimizzazione degli impianti.

Dal patent box alla formazione, ecco le altre richieste

Nella lettera c’è poi la richiesta di rivedere la nuova normativa del patent box (che a molte aziende non è mai andata giù) e di “dare il via libera al credito d’imposta alla ricerca”.

Quanto alla formazione le associazioni chiedono di “investire nel sistema scolastico, con fondi per laboratori e formazione sulle materie Stem”.

Un’altra richiesta è di “tenere l’acceleratore premuto sulla promozione all’estero e sull’internazionalizzazione delle imprese italiane”. Questo con l’auspicio che il nuovo comitato per il commercio estero guidato proprio dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme al Ministero degli Affari Esteri con l’auspicio che “possa dare nuovo impulso in uno scenario internazionale sempre più competitivo”.

Le ultime due richieste sono di “estendere le misure a supporto dei rincari del caro energia a tutte le filiere interessate” e di sostenere le filiere. In particolare la filiera ceramica necessita di misure immediate per calmierare i costi dell’energia derivante da fonti fossili e per la conversione a fonti rinnovabili; quella plastica chiede aiuti per il supporto ai sistemi di riciclo e riuso dei materiali plastici con attenzione a riciclo meccanico, chimico e organico; infine, quella del confezionamento per lo sviluppo di packaging sempre più sostenibili e riciclabili.

Lamberti, Previero e Riccardo Cavanna hanno espresso apprezzamento per il rebranding del Mise in Mimit e hanno chiesto di poter incontrare al più presto il ministro per poter presentare le specificità dei settori rappresentati e la comune visione per la tutela e lo sviluppo del comparto.

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Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ membro del Consiglio Direttivo di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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