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Transizione 5.0, parla il ministro Urso: “Decreto PNRR a gennaio, il tetto sale a 50 milioni”

Arriverà a gennaio 2024 il decreto PNRR che disciplinerà anche i dettagli del piano Transizione 5.0. A confermarlo in un’intervista a Il Sole 24 Ore e poi in Parlamento il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha fornito anche qualche ulteriore anticipazione sulle misure in arrivo.

Pubblicato il 20 Dic 2023

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Il decreto che disciplinerà i dettagli del piano Transizione 5.0 non arriverà entro quest’anno, come finora si era fatto intendere, ma a gennaio 2024. A confermarlo in un’intervista a Il Sole 24 Ore il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha fornito anche qualche ulteriore anticipazione nel pomeriggio intervenrpendo alla Camera per rispondere al Question Time.

Decreto a gennaio

Iniziamo dalle conferme. I 6,3 miliardi previsti dal programma RePower EU per finanziare il piano Transizione 5.0 per il biennio 2024-2025 si sommeranno alle risorse – 6,4 miliardi – già stanziate al tempo dell’ultima finanziaria del governo Draghi per il piano Transizione 4.0.

La novità è che il decreto che disporrà l’impiego di queste risorse, insieme con tutto il pacchetto di “aggiornamento” del PNRR e l’impiego degli altri fondi del piano RePower EU, arriverà a gennaio e non entro fine anno. Immediatamente dopo seguirà il decreto attuativo che, ha detto Urso, è già pronto.

Questo significa che le misure potrebbero essere retroattive, visto che le risorse europee sono riferite all’intero biennio 2024-2025 e che non è interesse di nessuno “perdere” anche solo qualche settimana di efficacia delle norme.

Aliquote e tetti

Il ministro conferma quanto finora era stato comunicato a più riprese da fonti del Mimit: l’aliquota massima disponibile per le imprese che potranno sommare i due incentivi sarà pari al 40%.

Considerando l’aliquota attuale del piano Transizione 4.0 al 20%, ne consegue che la massima maggiorazione che il piano Transizione 5.0 potrà offrire sarà del 20%. Se il Governo seguirà le linee guida pattuite con la UE, ci saranno almeno due ulteriori aliquote (minori). Le aliquote del piano Transizione 5.0 non saranno parametrate all’ammontare dell’investimento, come accade per il 4.0, ma – come ha ribadito il ministro – “al livello di efficienza” che consentiranno di raggiungere, cioè al risparmio energetico.

Una novità invece riguarda il tetto massimo degli investimenti agevolabili. Mentre per il piano Transizione 4.0 è di 20 milioni, per il piano Transizione 5.0 salirà a 50 milioni, una cifra ancora maggiore rispetto ai 30 milioni che erano stati anticipati alcune settimane fa.

Fino al 10% per le spese per la formazione

Arrivano anche le prime notizie relative alla formazione. Ricordiamo che nella struttura generale del piano descritta nei documenti della UE, i 6,3 miliardi sono così distribuiti:

  • 3.780 milioni per investimenti finalizzati all’efficientamento energetico
  • 1.890 milioni per agevolare autoconsumo e autoproduzione
  • 630 milioni per la formazione

Come si può notare, i 630 milioni stanziati sono pari proprio al 10% dei 6,3 miliardi stanziati in totale. Nell’intervista rilasciata al Sole Urso ha poi espressamente spiegato che “riammettiamo, entro il 10% dell’investimento agevolabile, anche le spese per la formazione, perché oltre alle macchine serve chi è in grado di farle funzionare”.

Se ne evince che le spese in formazione saranno in qualche modo legate a un investimento e non indipendenti: in altre parole, che solo chi farà un investimento potrà fruire anche dell’incentivo per la formazione.

Urso: “Favoriremo le tecnologie europee e nazionali”

Per quanto possa apparire contrario ai principi di apertura e libera concorrenza che guidano l’azione dell’Unione Europea, il ministro Urso si dice convinto che il Piano favorirà le vendite di tecnologie europee e nazionali.

Se naturalmente sulla parte del piano relativa alle tecnologie abilitanti per l’efficientamento energetico nulla si può fare, diverso è il discorso relativo alla linea di incentivi per autoconsumo e autoproduzione.

“Quello che intendiamo fare – ha detto – è sfruttare la norma appena inserita nel decreto energia in base alla quale l’Enea realizzerà un registro con tre classi di prestazione energetica degli impianti fotovoltaici. Il piano Transizione 5.0 si limiterà a premiare con maggiore intensità gli investimenti su impianti della prima classe, in cui si concentrano soprattutto l’offerta di produttori europei e italiani tra questi, penso ad esempio alla tecnologia sviluppata dall’Enel a Catania”.

Le parole di Urso alla Camera

Qui di seguito vi riportiamo il testo dell’intervento di Urso al Question Time alla Camera dei Deputatiil 20 dicembre.

“Nella riprogrammazione dei fondi del PNRR, sono stati destinati a questo Dicastero, efficiente ed efficace, 9 miliardi e 600 milioni di euro in più, di cui 6 miliardi e 300 milioni di euro destinati proprio al Piano Transizione 5.0, che si sommano ai 6 miliardi e 400 milioni previsti in bilancio. E, in questo modo, per sostenere gli investimenti delle imprese in tecnologia e digitale, avremo, nei prossimi due anni, quasi 13 miliardi di euro.

È nostra intenzione, in qualche misura, cambiare il paradigma rispetto a Transizione 4.0, anche perché queste risorse aggiuntive, importanti e significative, vengono stanziate attraverso il capitolo del REPowerEU, e premiare il processo di efficientamento energetico, integrando la transizione digitale con quella

Per gli investimenti del 2024 e del 2025, quindi, sarà riconosciuto un incentivo sotto forma di credito d’imposta in relazione a progetti di investimento che comportino un risparmio energetico almeno del 3 per cento, a livello di impresa, o del 5 per cento per il processo produttivo interessato. Rispetto al Piano 4.0 sono previste aliquote più elevate e crescenti in base al livello di efficienza, che potranno raggiungere anche il 40 per cento. Sarà, inoltre, incrementato il tetto massimo agevolabile, dagli attuali 20 a 50 milioni di euro, così da rendere il Piano una leva per rendere ancora più efficace l’azione di attrazione di investimenti stranieri nel nostro Paese. Saranno altresì inclusi gli investimenti in formazione – questo è quello che chiedevano le imprese, in modo specifico – fino al massimo del 10 per cento dell’investimento agevolabile. Non è, infatti, sufficiente investire in tecnologia, ma l’esperienza ci dice che occorre sempre più avere personale in grado di far funzionare questa tecnologia.

Tra gli investimenti agevolabili sono inclusi anche quelli per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, destinati all’autoconsumo. Punteremo a privilegiare al massimo la tecnologia europea e, quindi, nazionale. Per questo, per favorire la tecnologia nazionale, nel decreto Energia abbiamo già previsto una norma in base alla quale l’ENEA realizzerà un registro con tre classi di prestazione energetica degli impianti fotovoltaici. Quindi, il Piano Transizione 5.0 agevolerà, con maggiore intensità, gli investimenti su impianti della prima classe in cui si concentra, soprattutto, l’offerta di produttori europei e italiani, inclusi quelli sviluppati dall’ENEL nello stabilimento di Catania, che così potrà diventare, a breve, il più grande stabilimento fotovoltaico d’Europa. Il decreto-legge sarà varato a gennaio e ad esso seguirà immediatamente un decreto attuativo del mio Dicastero che, di fatto, è già pronto”.

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Franco Canna
Franco Canna

Fondatore e direttore responsabile di Innovation Post. Grande appassionato di tecnologia, laureato in Economia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende.

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