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Trasformare i siti brownfield in Smart Factory: Schneider Electric entra nel Lighthouse Operating System Advisory Board del WEF



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Schneider Electric entra nel board del Lighthouse OS del WEF per trasformare l’esperienza maturata in oltre 120 siti intelligenti in uno standard aperto. Il framework punta a superare la frammentazione dei progetti pilota, offrendo alle imprese europee un “manuale” per rigenerare gli impianti brownfield e competere su scala globale.

Pubblicato il 7 mag 2026



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Mettere a disposizione l’esperienza personale per supportare le aziende di ogni dimensione nel percorso di trasformazione degli impianti brownfield in Smart Factory: è questo l’obiettivo di Schneider Electric, che annuncia il suo ingresso nel Lighthouse Operating System Advisory Board del World Economic Forum (WEF).

Sviluppato dal Centro per la produzione avanzata e le catene di approvvigionamento del World Economic Forum, il framework Lighthouse Operating System (Lighthouse OS) è un modello operativo aperto, sviluppato per tradurre le metodologie dei siti industriali più avanzati al mondo in un percorso strutturato e replicabile, volto a colmare il divario tecnologico tra le eccellenze globali e il resto del comparto industriale.

L’iniziativa nasce per rispondere a una criticità diffusa nel settore manifatturiero, dove molti progetti di digitalizzazione rimangono confinati a una fase pilota senza riuscire a generare un impatto sistemico sull’intera rete produttiva.

Lighthouse OS, un modello per la Smart Factory basato sull’esperienza pratica

Il Lighthouse OS si articola attorno a sei principi operativi fondamentali strutturati su cinque livelli di maturità operativa:

  1. processi flessibili e solidi
  2. flussi interconnessi e trasparenti
  3. sincronizzazione end-to-end
  4. sostenibilità integrata
  5. organizzazione che apprende
  6. capacità digitali e di gestione dei dati potenziate

Un framework open-source che evolve i principi del Lean Manufacturing per permettere alle aziende di valutare la propria posizione attuale, individuare le priorità su cui concentrarsi e crescere secondo i propri ritmi.

A differenza degli strumenti digitali autonomi, è progettato come un approccio a livello di sistema che codifica le pratiche dei siti industriali più performanti al mondo per trasformarle in un percorso strutturato e replicabile.

Il modello collega l’innovazione digitale, la sostenibilità, lo sviluppo della forza lavoro e l’eccellenza operativa in un unico modello coerente, capace di colmare il gap tecnologico del settore e offrire miglioramenti delle prestazioni misurabili e ripetibili su scala globale.

Dall’esperienza sul campo all’Advisory: il contributo di Schneider Electric al framework Lighthouse OS

Schneider Electric apporta all’iniziativa la propria esperienza diretta in materia di trasformazione. L’azienda ha dedicato oltre vent’anni a perfezionare un sistema operativo che oggi è alla base del suo primo posto nella classifica Gartner sulla catena di fornitura e dei nove riconoscimenti come “Lighthouse Factory” (Fabbriche Faro) assegnati dal WEF.

È proprio su queste fondamenta – costituite da sistemi digitali avanzati, automazione basata sull’intelligenza artificiale e pratiche di sostenibilità integrata nella progettazione – che si fonda il framework Lighthouse OS.

“Schneider Electric ha accompagnato questa trasformazione in oltre 120 fabbriche intelligenti e centri di distribuzione: sappiamo cosa funziona, dove le aziende incontrano difficoltà e cosa serve per passare da progetti pilota isolati a un vero e proprio cambiamento a livello di sistema. Questa esperienza diretta è integrata nel Lighthouse OS”, spiega Cecile Vercellino, SVP Services, Industrial Automation at Schneider Electric.

“La nostra partecipazione nasce dalla volontà di trasformare l’eccellenza tecnologica da un privilegio di pochi a uno standard accessibile a tutti, eliminando le barriere che impediscono alle medie e piccole imprese di scalare l’innovazione”, aggiunge Gwenaelle Huet, Executive Vice President Industrial Automation di Schneider Electric.

Un playbook per la competitività dell’industria europea

L’obiettivo dichiarato è la creazione di un “playbook” per l’industria, un manuale operativo capace di dimostrare come la digitalizzazione possa essere realizzata in modo sistematico, superando la frammentazione dei progetti pilota isolati.

Schneider Electric vede in questo strumento la chiave per ribaltare la narrativa di un’Europa industriale “vecchia” e in declino rispetto al dinamismo di Stati Uniti e Cina.

“Dobbiamo smettere di guardare al nostro parco installato brownfield come a un limite e iniziare a vederlo come un’opportunità di rigenerazione digitale: l’Europa ha tutte le carte in regola per essere ottimista, perché il cambiamento non è solo possibile, ma è un processo governabile quando si dispone di una metodologia collaudata e di un ecosistema aperto”, commenta Huet.

Secondo Huet, la forza del continente risiede proprio nel non dover scegliere tra passato e futuro, ma nel trasformare la propria infrastruttura storica in un asset moderno e sostenibile.

“Non siamo spettatori di un declino, siamo i detentori di un’eredità che, attraverso standard aperti e modelli scalabili, può diventare il nuovo punto di riferimento per l’efficienza e la competitività industriale a livello globale”, conclude.

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