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Torino oltre l’Automotive: ecco il piano d’azione per la robotica e l’intelligenza industriale



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Il piano d’azione lanciato dall’Unione Industriali di Torino punta a consolidare l’eredità dell’automotive per guidare l’automazione avanzata. Tra gli obiettivi della filiera piemontese figurano programmi di upskilling per le imprese entro il 2028 e proposte fiscali come la nuova ACE per blindare startup e PMI sul territorio.

Pubblicato il 29 giu 2026



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Contribuire alla definizione di priorità settoriali e alla validazione delle proposte legislative, supportare l’avvio di una rete dinamica di attori eterogenei comprese le Pmi, tra cui Università, Centri di ricerca, imprese, startup, istituzioni pubbliche e investitori, che interagiscano per favorire lo sviluppo, l’adozione e la scalabilità di soluzioni robotiche.

È questo l’obiettivo del piano d’azione elaborato da Unione Industriali Torino, presentato nel corso dell’evento “Intelligenza industriale: Torino protagonista della robotica”.

Il piano d’azione è rivolto a stakeholder e imprese e mira a trasformare il vantaggio competitivo ereditato sulla robotica dall’automotive, in un vantaggio costruito, consapevole e difendibile nel tempo.

“Torino è la terza città d’Europa, dopo Francoforte e Monaco, per investimenti nella robotica. Significa che qui esiste un sistema produttivo capace di essere protagonista di un trend destinato a crescere ancora nei prossimi anni”, spiega Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino.

“Torino ha tutte le caratteristiche per guidare questa trasformazione: una grande tradizione manifatturiera, aziende capaci di produrre macchinari e servizi ad alto valore aggiunto, un forte ecosistema della ricerca, il Politecnico, l’Università. Dobbiamo avere la capacità di guardare al ‘what’s next’, a ciò che verrà dopo. Come Unione Industriali Torino il nostro obiettivo è mettere insieme questi punti di forza. Non esiste una sola vocazione della città: dobbiamo far dialogare le diverse eccellenze e costruire una visione comune. La robotica è una delle partite decisive che possiamo giocare”, aggiunge.

Le due direttrici del piano: upskilling del personale e proposte fiscali per la ricerca

Il piano d’azione promosso dall’Unione Industriali Torino si articola su due pilastri strategici: la formazione del capitale umano e l’accelerazione della ricerca e sviluppo.

Sul fronte delle competenze, l’obiettivo è concreto: entro il 2028, il 60% delle imprese associate operative nella robotica avanzata avvierà almeno un programma di upskilling per il proprio personale tecnico, sfruttando i fondi e gli strumenti di supporto disponibili.

Per quanto riguarda la ricerca, il report propone interventi legislativi mirati a integrare strumenti già a disposizione delle impese, come il credito d’imposta, l’iper-ammortamento e la Legge Sabatini.

Tra le richieste principali spicca la reintroduzione di una “nuova” ACE (Aiuto alla Crescita Economica), pensata per detassare gli utili aziendali in misura proporzionale alla loro destinazione verso investimenti nei paradigmi Industria 4.0 e 5.0.

Viene inoltre suggerito un meccanismo di cash refund per consentire a startup e PMI innovative con scarsa capienza fiscale di convertire il credito d’imposta in R&S in liquidità immediata.

Questo processo verrebbe garantito da severi controlli ex-post e da una certificazione preventiva affidata agli enti del territorio, come gli atenei torinesi e il centro di competenza CIM 4.0, specializzati in tecnologie abilitanti che vanno dai cobot all’intelligenza artificiale applicata al manifatturiero.

Venture capital e finanza alternativa per trattenere le startup sul territorio

Il consolidamento della leadership italiana ed europea nella robotica richiede una forte sinergia tra investimenti pubblici e capitali privati, in un mercato globale che tra il 2021 e il 2025 ha visto confluire oltre 55 miliardi di dollari di venture capital verso le startup del settore.

Per evitare la fuga delle realtà locali più promettenti verso ecosistemi esteri dotati di maggiori risorse e incentivi, il piano d’azione punta sulla finanza alternativa, sugli strumenti di venture capital e sul leasing operativo.

L’obiettivo è valorizzare e proteggere una filiera piemontese già fortemente strutturata, che vanta produttori di robot industriali di livello internazionale, system integrator e fornitori di componentistica.

L’ecosistema torinese, arricchito da un numero crescente di imprese globali che hanno insediato qui le proprie attività di automazione avanzata, esprime competenze d’eccellenza radicate nell’elettronica e nella meccanica di precisione, con specializzazioni che spaziano dalla robotica industriale ai veicoli autonomi AMR, fino alle applicazioni per l’aerospazio e la difesa.

“Nelle aziende stiamo già vedendo nascere molti progetti che integrano intelligenza artificiale e industria. È un’onda di trasformazione straordinaria. Torino non deve dimostrare di saper produrre: lo ha già fatto nella sua storia. Deve dimostrare di saper guidare la prossima rivoluzione industriale”, conclude Gay.

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