Il divario, la contrapposizione cruciale, per l’economia e lo sviluppo di un Paese, e quindi anche del Belpaese, non è quello tra grandi e piccole aziende, ma tra veloci e lente nell’adeguarsi al cambiamento e all’innovazione.

Non è una questione di dimensioni aziendali, ma di capacità e velocità nel seguire e valorizzare le trasformazioni in atto.

Partendo da questo presupposto, che ricorda molto da vicino la teoria evolutiva di Charles Darwin, valida quindi anche per le imprese nell’era Digitale, Confindustria e Google hanno avviato, e presentato oggi a Milano all’evento Connext, una nuova partnership.


Obiettivo: far crescere le aziende italiane, di ogni dimensione, e ancora di più le piccole e medie imprese che hanno risorse minori rispetto ai colossi, sul grande scenario e sui mercati Hi-Tech e dell’eCommerce.

Un accordo che si basa su, e che punta a sviluppare, quattro pilastri: supporto all’internazionalizzazione delle aziende; formazione sulle competenze digitali; presenza e attività online delle imprese; Machine learning e intelligenza artificiale per le Pmi.


Obiettivo Digital transformation

“È un nuovo piano di collaborazione per supportare le imprese italiane nel processo di trasformazione digitale, e avrà come temi centrali l’innovazione aziendale, l’eCommerce, la formazione delle persone, il sostegno all’espansione sui mercati mondiali. In sostanza, Google e Confindustria si uniscono per promuovere la digitalizzazione delle aziende Made in Italy nel mondo”, spiega Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria.

Vincenzo Boccia

Che sottolinea: “I mercati globali sono anche, spesso soprattutto, mercati di nicchia. E i mercati di nicchia sono mercati ideali per le imprese italiane. Questo nuovo accordo con Google permette di usare la Rete in una logica strategica per le nostre imprese, aprendo una finestra sul mondo, riducendo le barriere all’entrata, eliminando il Divide digitale nel Paese della seconda manifattura d‘Europa”.

Boccia lancia un messaggio chiaro agli imprenditori: “occorre fare i conti con le proprie potenzialità. La Rete è il mercato ideale per l’industria italiana, e Google è il partner ideale sulla Rete per le nostre aziende”.

Confindustria raccoglie e rappresenta 160 mila aziende, l’80% delle quali con meno di 50 dipendenti, il 90% con meno di 100 dipendenti, per la gran parte quindi piccole e medie imprese, specializzate in ogni settore di attività, ma molte delle quali ancora in ritardo nella Digital transformation in atto, a livello mondiale.

E a chi potrebbe storcere il naso, più per questioni ideologiche o pseudo-ideologiche, di fronte a una partnership che vede da una parte il colosso Google e dall’altra le miriadi di Pmi italiane, risponde Matt Brittin, President Business and Operations Emea di Google, che offre la chiave di lettura più efficace di quanto sta accadendo: “la questione e la contrapposizione fondamentale di ogni economia, in ogni Paese, non è tra grandi e piccoli, micro-imprese e multinazionali, ma è tra veloci e lenti di fronte al cambiamento”.

Il gap più rilevante, fa notare il manager statunitense, è tra opportunità possibili, a portata di mano con le nuove tecnologie, e situazione attuale e concreta per le aziende, per ogni azienda: “è sulla velocità di adattamento alla trasformazione in corso che si gioca il successo o la sopravvivenza di un’azienda”.

E su questi aspetti, il presidente di Confindustria fa una battuta, che contiene però molte verità: “le aziende italiane sono abituate a Governance in condizioni di incertezza, per questo sanno muoversi sui mercati con grande flessibilità e capacità di reazione. Già decenni fa, quand’ero un ragazzo, a chi chiedeva a mio padre imprenditore se si fosse accorto dell’ennesima crisi nel Paese, lui rispondeva: no, non me ne sono neanche accorto, perché noi ci muoviamo sempre in una situazione di crisi. Ora questa flessibilità e questa capacità di reazione le imprese devono portarle sui mercati digitali e nell’Industria 4.0”.

I quattro pilastri dell’alleanza

Il sistema economico italiano non ha ancora colto il potenziale dell’economia digitale: l’Italia si colloca al 25esimo posto su 28 nel Digital Economy and Society Index elaborato dalla Commissione Europea, e al ventesimo posto per integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese.

Secondo un rapporto Istat sulla competitività delle aziende italiane, le imprese che già hanno avviato un significativo processo di digitalizzazione sono solo il 15% del totale, mentre il 63% fanno un uso molto limitato del digitale e investono poco in tecnologia.

In questo contesto, e sulla linea del Piano Nazionale Impresa 4.0, l’accordo farà leva sulle competenze associative e la rete territoriale di Confindustria, unite alla tecnologia e alle iniziative dedicate da Google alla Digital transformation, per fornire alle aziende italiane i migliori strumenti per cogliere a pieno il potenziale digitale. In particolare, il progetto si svilupperà su quattro aree e direttive.

Supporto all’internazionalizzazione

La qualità del Made in Italy è riconosciuta a livello globale, ma spesso le aziende locali non hanno un’adeguata visibilità fuori dall’Italia. Se è vero che l’internazionalizzazione rappresenta una leva competitiva, le tecnologie digitali facilitano l’accesso alle informazioni sui mercati esteri, in particolare per le piccole e medie imprese.

Google mette a disposizione strumenti semplici e gratuiti che permetteranno agli imprenditori di avere un inquadramento di base sui Paesi d’interesse e valutare un approccio innovativo verso l’estero”, anticipa il President Business and Operations Emea di Google.

Formazione sulle competenze digitali

Una delle sfide più importanti per gestire la transizione all’economia di Internet è la formazione delle persone, in particolare la formazione delle generazioni che devono ancora entrare nel mercato del lavoro, così come degli adulti che rischiano di uscirne prematuramente per un deficit di competenze.

Google realizzerà in collaborazione con le organizzazioni formative di Confindustria, una piattaforma per le imprese associate contenente percorsi gratuiti di formazione online sui principali strumenti web e digitali. Con l’obiettivo di far acquisire e aggiornare le competenze chiave per la trasformazione del tessuto industriale italiano.

Sono poi previsti interventi di formazione che punteranno a valorizzare le iniziative ‘Orientagiovani’ e ‘Pmi Day’ di Confindustria, e il progetto ‘Crescere in Digitale’ di Google, per offrire formazione gratuita e tirocini retribuiti in azienda.

Opportunità online per tutte le imprese

Essere presenti online è uno dei primi passi che le imprese devono compiere per entrare nell’economia di Internet, che si tratti di prodotti rivolti al consumatore finale (B2c) oppure di servizi all’interno di una filiera (B2b). Confindustria promuoverà, attraverso le proprie Associazioni, l’utilizzo degli strumenti gratuiti che Google offre alle imprese per gestire la propria presenza online e facilitare così la propria visibilità sul motore di ricerca e sulle mappe.

“Già da diversi anni, e in accordo con le istituzioni, abbiamo avviato in Italia progetti specifici per il territorio, come ‘Crescere in Digitale’, per avvicinare le persone a nuove opportunità lavorative e per far conoscere alle piccole e medie imprese locali le opportunità di Internet. E ora rafforziamo e intensifichiamo questi sforzi, in sinergia con Confindustria”, rileva Brittin.

Machine learning e intelligenza artificiale

Con l’evoluzione tecnologica, il Machine learning e l’intelligenza artificiale diventano strumenti sempre più alla portata di qualsiasi impresa. Per aumentare la consapevolezza degli imprenditori sulle possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale nelle filiere produttive del Made in Italy, Google e Confindustria promuoveranno progetti di sviluppo sul territorio nazionale per trasformare il Machine learning in un’opportunità per tutte le imprese, anche attraverso il supporto della rete dei Digital Innovation Hub.

Export e intelligenza artificiale rappresentano la chiave di questa trasformazione per il futuro. E Google non è un alleato solo per le grandi imprese, è per tutti un elemento di forte potenzialità per crescere”, rileva Boccia.

E si sbilancia: “la nostra ambizione è che questa partnership debba diventare un progetto di massa, che coinvolga non qualche centinaio di aziende, ma che porti decine di migliaia di nostre imprese a usare, e sempre meglio, gli strumenti dell’innovazione digitale”.

Poi, “certamente servono anche infrastrutture adeguate nel Paese”, sottolinea il presidente degli industriali, “perché queste merci e queste attività online devono poi essere trasportate e consegnate a casa o nella sede del cliente finale”.

Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove. Contatti: stefano.stefanocasini@gmail.com

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