Innovazione e flessibilità contro la crisi: con l’IoT un sostegno importante anche per la logistica

I processi logistici si basano in larga misura su dati coerenti e affidabili immediatamente disponibili

L’emergenza Covid 19 si è fatta sentire, e in modo pesante, anche sulla logistica italiana e mondiale. In molti casi ha portato all’interruzione forzata delle attività produttive, e una volta sottoposto a questo shock inaspettato l’intero settore ha mostrato diversi punti deboli.

La necessità per le aziende di gestire in modo sempre più efficiente ed efficace la supply chain e le operations è ancora più forte oggi, e nel prossimo futuro, anche per effetto della crisi provocata dal virus. Diventa cruciale saper indirizzare sfide e rischi critici, che richiedono una risposta rapida su almeno 5 fronti diversi: la gestione della forza lavoro, la flessibilità della supply chain, l’andamento discontinuo delle vendite, gli ordini ai fornitori, le limitazioni negli spostamenti che penalizzano la circolazione delle merci.

Dall’analisi di questa situazione, e delle sue conseguenze, si possono trarre insegnamenti per il futuro che devono portare a una trasformazione del mondo della movimentazione di merci e persone, all’insegna di una diversificazione dei fornitori, dell’innovazione, e di una maggiore sostenibilità e flessibilità. In particolare, le sfide relative a catena di fornitura e operations, rese ancora più complesse in caso di limitata flessibilità da parte delle organizzazioni aziendali, si traducono in almeno 7 problematiche operative: carenza di materie prime, interruzione delle attività produttive, interruzione della catena logistica, aumento dei costi operativi. Ma anche, squilibri inventariali, perdita di fatturato, danno reputazionale.

“Le parole chiave per un futuro di successo saranno flessibilità, Internet of Things ed elettrificazione”, sottolinea Kaila Haines, responsabile Marketing e Pr di Nidec Asi, capo azienda della piattaforma Nidec industrial solutions del gruppo Nidec, e tra i Gruppi alla guida dell’evoluzione digitale nel settore della logistica. L’azienda offre soluzioni customizzate in tutto il mondo per un’ampia gamma di applicazioni industriali: i suoi mercati di riferimento sono petrolchimico, energia tradizionale e rinnovabili, siderurgia, settore navale e automazione industriale.

In pratica, in un mondo dove merci e persone viaggiavano da una nazione all’altra con grande facilità, la chiusura delle frontiere ha colpito duramente gli equilibri dell’industria mondiale. Da un giorno all’altro molti impianti e stabilimenti hanno visto terminare componenti fondamentali per la loro produzione, che magari arrivavano dalla Cina o da altre zone colpite dall’emergenza sanitaria, e sono stati costretti a cercare soluzioni alternative. Uno scenario in cui chi, invece, aveva già adottato politiche di approvvigionamento e una logistica più ‘illuminate’, appoggiandosi a fornitori diversificati dislocati in Paesi e continenti diversi, e non solamente a chi era in grado di proporre il prezzo più basso, si è ritrovato con un grande vantaggio competitivo, con la produzione che andava avanti e con ordini in crescita.

“Risulta quindi evidente come una rete di fornitori anche locali, per così dire ‘a chilometro zero’, rappresenti una grande opportunità e porti benefici tangibili in situazioni come quella che stiamo vivendo oggi”, rimarca la manager di Nidec Asi, nel tracciare le nuove linee guida per la ripresa e l’evoluzione della logistica dopo lo stop per l’emergenza sanitaria.

Un nuovo modo di vedere come funzionano le cose

“L’importanza della flessibilità è ormai ancora più evidente per il futuro della logistica e dell’industria in generale”, sottolinea la manager: “come Nidec Asi, per esempio, stiamo portando avanti un progetto per la realizzazione di uno stabilimento in India, ne abbiamo già negli Stati Uniti, in Francia, in Romania, oltre ovviamente ai nostri fiori all’occhiello che sono gli stabilimenti italiani. Avere questa flessibilità e potersi appoggiare a diversi siti produttivi, ognuno in grado di approvvigionarsi attraverso una filiera strutturata e variegata locale, diventa oggi fondamentale”.

La situazione di crisi attuale sta ponendo il settore della logistica (e non solo quello) di fronte a un nuovo modo di vedere le cose, e sta mettendo in luce la necessità di attivare processi decisionali e operativi più snelli, per poter reagire tempestivamente a cambiamenti importanti. E anche eliminando ciò che è superfluo. La sfida per l’approvvigionamento di componenti e la gestione dei processi produttivi in questo periodo può quindi rivelarsi un interessante sprone per ripensare alcune tecnologie, soluzioni o processi. Semplificandoli. Rendendoli più veloci e meno vulnerabili ai cambiamenti che si possono verificare sui mercati. “È il momento di fare un’autoanalisi, all’interno delle aziende di ogni settore, e di applicare sistemi di Internet of Things che possano eliminare piccoli o grandi punti deboli e rafforzare tutta la supply chain, specialmente in situazioni di emergenza come quella attuale”, osserva Haines.

Logistica che integra servizi tra produttore e cliente

La manager di Nidec Asi rileva: “esaminare i processi di logistica interni ed esterni e apportare miglioramenti, con l’obiettivo di renderli più robusti e flessibili, e così diventare più ‘Lean’, deve essere l’obiettivo primario di ogni azienda”. Questo, soprattutto se consideriamo la logistica “non più semplicemente come ciò che deve ‘spostare’ le merci, ma come ciò che deve connettere produttore e buyer, cliente – ma non solo –, e integrare servizi: come il controllo da remoto della catena di produzione e delle spedizioni, i pagamenti, la fatturazione, le pratiche doganali, la consegna, diventando una filiera unica che dovrà essere governata in maniera simbiotica, all’interno dell’azienda, e in tempo reale”.

In questo scenario evolutivo, gli attori favoriti – che siano player digitali, aziende di logistica e trasporti, aziende elettriche – saranno quelli che sapranno investire per offrire i servizi connessi migliori e più affidabili, più adeguati alle diverse esigenze e in maniera più semplice e trasparente, e questi giorni stanno già mostrando la strada verso il cambiamento.

Accelerazione della trasformazione digitale

Questi miglioramenti interni porteranno necessariamente a un’accelerazione della trasformazione digitale, cambiando e di molto i rapporti tra aziende e tra aziende e consumatori, puntando a una sempre maggiore velocità della comunicazione, che renderà più efficienti gli spostamenti di mezzi, merci e anche persone. Ciò influirà positivamente su tutta la catena di approvvigionamento, sulla riduzione dei consumi di energia e, di conseguenza, sull’inquinamento, che in questo momento di ‘rallentamento’ è sceso in modo significativo, con benefici sulla salute del Pianeta e delle persone.

“Proprio in relazione alla riduzione dell’inquinamento, che ci ha fatto comprendere che è possibile contenere in modo significativo l’impatto ambientale nelle nostre città, Nidec Asi prevede anche un forte impulso all’introduzione di mezzi di trasporto elettrici, con la loro relativa infrastruttura che, accanto alle tecnologie digitali, potranno realizzare la visione di un futuro più efficiente e Green”, anticipa Haines: “credo che questo virus cambierà davvero il mondo, portandoci un nuovo sguardo su ciò che ci circonda”. Su come funzionano le cose, e le aziende.

Supply chain più flessibili e connesse, con IoT e IA

Per tutti questi motivi, le supply chain aziendali dovranno essere più connesse e autonome. Un ‘must’ che emerge anche da uno studio mondiale realizzato dal colosso della consulenza PwC, secondo cui nel corso dell’emergenza da Covid 19, le aziende definite “i campioni digitali” riescono ad adattarsi meglio ai cambiamenti e alle difficoltà, “grazie a capacità avanzate” della propria catena di approvvigionamento. A oggi il 70% delle aziende utilizza l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati in almeno un’area della supply chain.

Tuttavia, i cosiddetti campioni digitali “sono molto più avanti, e il 43% utilizza già l’IA (intelligenza artificiale) per una maggiore trasparenza della supply chain, rispetto al 23% delle altre aziende”, spiega lo studio realizzato su 1.600 aziende di 33 Paesi, tra cui grandi imprese come Ikea, Bayer Crop Science Division, Nokia, Continental.

Efficienza operativa con la logistica smart

Altri aspetti vincenti sono la logistica intelligente, considerata una priorità dal 59% dei campioni digitali, e la trasparenza della filiera (per il 55%), in quanto, aumenta la sostenibilità, l’attenzione al cliente e la qualità. “Le aziende si stanno muovendo sempre più verso ecosistemi della catena logistica globale che includono clienti, fornitori, operatori logistici e altri partner dell’ingranaggio logistico”, rimarca Gabriele Caragnano, partner Emea operations leader di PwC. Per quanto riguarda l’Italia, il settore manifatturiero deve affrontare una fase cruciale, dovendo garantire almeno 3 fattori essenziali: efficienza operativa, continuità delle attività produttive e flessibilità della catena logistica.

Approccio reattivo e proattivo al cambiamento

Tutto ciò, “sia nella gestione dell’import di materie prime sia nella gestione dell’export dei prodotti finiti”, sottolinea Vincenzo Grassi, partner PwC Italia, osservando che “la gestione della supply chain in senso esteso diventa una priorità fondamentale per tutte le aziende manifatturiere italiane”. L’approccio ‘reattivo’ al cambiamento – seguito dal 76% delle medie e grandi imprese, su scala internazionale –, agisce nel breve termine, gestendo i rischi attivi che si sono già verificati e concretizzati. L’approccio ‘proattivo’ – adottato da un 18% di imprese più lungimiranti –, agisce nel medio termine, identificando e mitigando i rischi potenziali prima che si concretizzino.

In questo scenario, la storia insegna che, in situazioni di crisi come quella che stiamo attraversando, le aziende che si sono meglio preparate al cambiamento, attraverso adattabilità e flessibilità, guadagnano quote di mercato ed emergono in maniera dirompente all’interno dell’arena competitiva e dei mercati.

Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove. Contatti: stefano.stefanocasini@gmail.com

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