Le professioni legate alla tecnologia risultano tra le più dinamiche del mercato del lavoro. Data scientist, Machine Learning Engineer e Cybersecurity Manager figurano tra i ruoli più richiesti e meglio retribuiti, trainati dall’accelerazione della trasformazione digitale nelle imprese.
A sottolinearlo è una recente analisi pubblicata da ilCVperfetto, che delinea la classifica delle retribuzioni per il periodo 2025-2026.
Nel complesso, l’analisi evidenzia un equilibrio tra professioni tradizionali altamente retribuite e nuove figure emergenti legate all’innovazione tecnologica. La digitalizzazione continua a ridefinire le competenze richieste, influenzando sia i percorsi professionali sia le dinamiche retributive.
Indice degli argomenti
L’ascesa delle professioni tech: algoritmi e sicurezza al centro delle strategie aziendali
L’elemento di rottura rispetto al passato è rappresentato dalla velocità con cui le figure tecniche stanno scalando le gerarchie retributive.
La spinta verso l’innovazione ha reso profili come Data Scientist, Machine Learning Engineer e Cybersecurity Manager non più semplici consulenti di supporto, ma pilastri essenziali per la continuità del business.
Ruoli che si posizionano tra i più richiesti e meglio retribuiti nel panorama nazionale. L’analisi evidenzia come la digitalizzazione stia ridefinendo costantemente le competenze necessarie, influenzando in modo diretto sia l’evoluzione dei percorsi professionali sia le dinamiche delle retribuzioni.
La persistenza delle professioni tradizionali ai vertici del mercato
Nonostante l’avanzata del comparto tecnologico, le professioni altamente specializzate di stampo tradizionale mantengono il primato assoluto per quanto riguarda le retribuzioni annue.
Il notaio guida la classifica nazionale con uno stipendio medio di circa 265.000 euro, confermandosi la figura più remunerativa in Italia.
Una tendenza analoga si riscontra nel settore sanitario, dove chirurghi e cardiologi occupano posizioni di vertice con compensi che possono superare i 125.000 euro annui.
Dati che riflettono l’elevato valore economico attribuito alla specializzazione medica e alla responsabilità civile e sociale insita in questi ruoli storici del sistema professionale italiano.

Opportunità nel digitale: le professioni accessibili senza laurea
Il mercato del lavoro attuale mostra una crescente apertura verso percorsi formativi non accademici, specialmente nell’ambito del marketing digitale.
In questo settore, alcune figure professionali riescono a raggiungere livelli retributivi di rilievo anche senza il possesso di una laurea, valorizzando competenze acquisite tramite percorsi di formazione specialistici o esperienza sul campo.
Il Web Marketing Manager rappresenta l’esempio più significativo, con una retribuzione annua che si attesta intorno ai 57.000 euro. Oltre a questo ruolo, anche altre professioni digitali come l’e-Commerce Manager, il Digital Marketing Manager e il Web Analytics manager si inseriscono tra le occupazioni più remunerative accessibili con il solo diploma e una formazione dedicata, confermando come le abilità tecniche trasversali siano sempre più premiate dalle aziende.
L’evoluzione della formazione: competenze digitali e occupabilità
Il mutamento del mercato del lavoro sta esercitando un’influenza diretta sulle scelte educative delle nuove generazioni.
Si osserva una crescente attenzione verso percorsi di studio orientati all’acquisizione di competenze digitali e alla gestione dei dati, con l’obiettivo di rispondere alle necessità delle imprese.
L’orientamento riflette la ricerca di una maggiore adattabilità alle tecnologie emergenti, ponendo l’accento sull’occupabilità futura.
In tale ottica, il percorso formativo non si limita più al solo titolo accademico, ma integra l’apprendimento di abilità pratiche e un aggiornamento costante per migliorare le prospettive professionali in un contesto produttivo in continua trasformazione.
Le prospettive a lungo termine: i ruoli più richiesti nei prossimi 10 anni
Il progresso tecnologico e la digitalizzazione sono destinati a rimodellare profondamente la domanda di lavoro nei prossimi dieci anni, con una spinta decisa verso la sostenibilità e la sicurezza informatica.
I dati del World Economic Forum indicano che la transizione verde e gli investimenti nelle energie rinnovabili favoriranno una crescita occupazionale significativa non solo nei servizi, ma anche in settori come l’agricoltura e l’istruzione. In particolare, l’importanza dei big data porterà a un incremento della richiesta di specialisti stimato nell’ordine del 30% già entro il 2027.
L’intelligenza artificiale rappresenta il principale motore di questo cambiamento: circa il 75% delle imprese prevede di adottare soluzioni di AI, una scelta che per la metà delle organizzazioni si tradurrà in un aumento netto dell’occupazione.
Tra le figure che acquisiranno maggiore centralità spiccano gli specialisti in machine learning, gli ingegneri fintech e gli esperti in cybersecurity.
Accanto ai profili puramente digitali, emergeranno con forza i consulenti per la sostenibilità e gli operatori agricoli dotati di altissime specializzazioni tecnologiche, confermando l’integrazione sempre più stretta tra competenze tecniche e gestione ambientale.











