formazione e competenze

SkillAI, il tool del Made per misurare la maturità delle imprese nell’uso dell’AI


Indirizzo copiato

Il tool, sviluppato dal competence center Made in collaborazione con il Politecnico di Milano, utilizza un’architettura basata sull’AI per valutare le competenze aziendali sull’AI, mappare i fabbisogni formativi e orientare gli investimenti. Lo strumento completa il nuovo Catalogo Scuola di Competenze Made 2027.

Pubblicato il 16 ott 2026



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
digital-skills





Mappare le competenze digitali e l’analisi dell’utilizzo dell’AI Generativa in azienda: è questo l’obiettivo di SkillAI, il nuovo tool del Competence Center Made 4.0 presentato il 16 ottobre nel corso dell’evento “Made 4 People: competenze per nuove sfide nell’era dell’Intelligenza Artificiale”.

A distinguerlo è un approccio agentico: è l’AI stessa a condurre l’intervista per misurare le competenze digitali dei dipendenti. Durante la giornata è stato presentato inoltre Catalogo Scuola di Competenze Made 2027.

Formazione e AI, solo il 4% delle microimprese ha avviato percorsi strutturati

Secondo la ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, di cui Made è sponsor, solo il 4% delle microimprese italiane ha avviato percorsi formativi strutturati sull’Intelligenza Artificiale. Un dato che evidenzia quanto sia ancora limitata la consapevolezza delle imprese rispetto alle competenze necessarie per affrontare la trasformazione digitale e che rende centrale il tema della formazione.

Dalla ricerca emerge che la quota di imprese che ha avviato percorsi formativi strutturati sull’AI sale al 6% tra le piccole e al 20% tra le medie imprese. Tra le principali ragioni di questo ritardo, il 43% delle aziende dichiara la convinzione che l’AI non avrà impatti significativi sulla propria attività nel breve periodo. La percezione è ancora più bassa nelle aziende con un’età media superiore ai 50 anni: il 55% non attribuisce alcuna priorità allo sviluppo di competenze sull’AI e il 73% alla programmazione informatica.

Il tema riguarda anche la formazione in senso più ampio: meno del 50% delle MPMI assegna priorità alla crescita delle competenze nelle figure apicali, solo il 30% dispone di un piano formativo strutturato e appena il 7% ha una funzione HR dedicata.

A pesare, secondo la ricerca, non è solo la scarsa consapevolezza sull’impatto dell’AI, ma anche una questione strutturale: il 65% delle imprese indica la mancanza di tempo durante l’orario di lavoro come principale ostacolo alla formazione non obbligatoria, seguita dalla mancanza di risorse economiche (20%).

Non a caso, il 90% delle MPMI finanzia le attività formative esclusivamente con mezzi propri, mentre solo una minoranza accede a strumenti come i Fondi Paritetici Interprofessionali (15%) o gli incentivi fiscali (7%). Tempo e budget restano, di fatto, le due principali leve mancanti.

“La trasformazione digitale non può limitarsi all’introduzione di nuove tecnologie o all’accesso a servizi di consulenza: per essere efficace deve partire dalla consapevolezza delle imprese e dalla capacità delle persone di comprenderne le opportunità e gli impatti”, commenta Marta Rispoli, Responsabile Orientamento e Formazione di Made Competence Center Industria 4.0.

“È qui che la formazione assume un ruolo centrale. Per Made significa costruire un percorso strutturato che aiuti le aziende prima di tutto a capire di quali competenze hanno bisogno, per poi svilupparle e applicarle concretamente nei processi aziendali. Solo così la tecnologia può diventare un reale fattore di competitività”, aggiunge.

SkillAI, il nuovo tool di Made per colmare il divario digitale nelle aziende

Proprio per colmare il divario tra necessità di trasformazione e capacità di misurare le competenze, Made presenta SkillAI.

SkillAI nasce da un framework proprietario sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano e misura la maturità nell’uso dell’AI lungo sette dimensioni, dalla comprensione teorica degli strumenti fino al loro impatto operativo e organizzativo.

Il tool ha un’architettura agentica: è l’AI stessa a condurre l’intervista sull’uso dell’AI, adattando le domande sulla base delle risposte ricevute e approfondendo gli aspetti più rilevanti per ciascun profilo.

Il processo mantiene inoltre un approccio human in the loop, con la presenza della componente umana nella verifica e validazione dei risultati prodotti dal sistema. L’analisi restituisce così una lettura delle competenze a livello individuale e aziendale, utile a identificare i reali fabbisogni formativi, far emergere competenze già presenti all’interno dei team e orientare con maggiore precisione gli investimenti in formazione e upskilling.

SkillAI si inserisce così nel percorso Made 4 People, con cui Made accompagna le imprese nello sviluppo delle competenze necessarie per affrontare la trasformazione digitale e mantenere la propria competitività.

L’appuntamento del 16 ottobre è stata l’occasione per approfondire il funzionamento del tool e presentare il nuovo Catalogo Scuola di Competenze Made 2027, il programma formativo pensato per accompagnare le imprese nello sviluppo delle competenze necessarie ad affrontare l’innovazione.

Articoli correlati