Aiuti di Stato, la Commissione adotta la nuova disciplina per il supporto delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione

La Commissione europea ha adottato la disciplina relativa alle norme per gli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione (“disciplina RSI del 2022”), che stabilisce le norme in base alle quali gli Stati membri possono concedere aiuti di Stato alle imprese per attività di ricerca, sviluppo e innovazione, garantendo nel contempo parità di condizioni.

La disciplina RSI mira ad agevolare le attività di ricerca, sviluppo e innovazione che, a causa dei fallimenti del mercato, non sarebbero svolte senza sostegno pubblico. Consente agli Stati membri, a determinate condizioni, di fornire alle imprese e alla comunità di ricerca gli incentivi necessari per realizzare attività e investimenti importanti in questo settore, applicando il principio della neutralità tecnologica. Riguarda, pertanto, tutte le tecnologie, tutte le industrie e tutti i settori per garantire che le norme non determinino in anticipo quali percorsi di ricerca potrebbero portare a nuove soluzioni per prodotti, processi e servizi innovativi.

La revisione effettuata dalla Commissione comprende una serie di adeguamenti mirati a: semplificare la disciplina RSI del 2014 e tener conto dell’esperienza acquisita con la sua applicazione; prendere in considerazione gli sviluppi normativi, economici e tecnologici; allineare le norme alle attuali priorità politiche dell’UE, quali il Green Deal europeo e le strategie industriale e digitale.

Aiuti di Stato per attività di ricerca, sviluppo e innovazione: cosa cambia con l’aggiornamento della Commissione

In particolare, le modifiche introdotte:

  • aggiornano le definizioni esistenti di attività di ricerca e innovazione che possono beneficiare di sostegno in base alla disciplina RSI. Nello specifico, le modifiche precisano la loro applicabilità per quanto riguarda le tecnologie digitali e le attività connesse alla digitalizzazione (ad esempio supercalcolo, tecnologie quantistiche, blockchain, intelligenza artificiale, cyber sicurezza, big data e cloud o edge computing). L’obiettivo è fornire certezza giuridica agli Stati membri e ai portatori di interessi, facilitando nel contempo gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione che permetteranno di conseguire la trasformazione digitale nell’UE
  • consentono il sostegno pubblico alle infrastrutture di prova e sperimentazione necessarie per sviluppare, testare e migliorare le tecnologie. L’obiettivo è rafforzare il rapido sviluppo e la conseguente diffusione di tecnologie di punta e innovative, in particolare mediante le piccole e medie imprese, facilitando nel contempo la transizione verde e digitale dell’economia dell’UE e contribuendo alla nuova agenda europea per l’innovazione
  • semplificano determinate norme al fine di agevolare l’applicazione pratica della disciplina RSI e di alleggerire gli eventuali oneri amministrativi eccessivi per le imprese e le autorità pubbliche. Ad esempio, le nuove norme introducono un meccanismo semplificato per determinare i costi indiretti dei progetti di ricerca e sviluppo, che possono beneficiare di sostegno in base alle norme sugli aiuti di Stato

Il manuale di Frascati resta il punto di riferimento per la definizione delle attività di ricerca e sviluppo

Accanto alcune novità, la Commissione ha voluto ribadire alcuni punti fermi soprattutto per quanto riguarda l’individuazione delle attività e dei compiti che sono agevolabili con il regime degli aiuti di Stato, la proporzionalità e la quantificazione degli aiuti, al fine di garantire che gli interventi siano limitati a quanto necessario e non comportino indebite distorsioni della concorrenza.

In particolare, al punto 78 della comunicazione (che troverete in Pdf in calce all’articolo), la Commissione ribadisce la centralità del Manuale di Frascati 15 nell’individuare le categorie pertinenti alle attività di ricerca, innovazione e sviluppo che possono usufruire delle agevolazioni, soprattutto per i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione complessi.

“Quando un progetto di R&S prevede vari compiti, ciascuno dei compiti ammissibili deve rientrare in una delle categorie di ricerca fondamentale, ricerca industriale o sviluppo sperimentale. Per assegnare le diverse attività alla categoria pertinente, la Commissione si baserà sulla propria prassi nonché sugli esempi e sui chiarimenti specifici contenuti nel Manuale di Frascati dell’OCSE”, si legge nel documento.

“La disciplina riveduta degli aiuti di Stato adottata oggi permetterà agli Stati membri di sostenere più facilmente le attività di ricerca, sviluppo e innovazione, anche quelle delle piccole e medie imprese, garantendo nel contempo che le eventuali distorsioni della concorrenza siano ridotte al minimo”, spiega Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza.

“Le modifiche mirate apportate alle nostre norme sosterranno le transizioni verde e digitale in Europa agevolando gli investimenti pubblico-privato a favore delle innovazioni pioneristiche, della ricerca di punta e delle infrastrutture di prova e sperimentazione”, aggiunge.

L’adozione della disciplina RSI del 2022 – che determina la sua entrata in vigore in tutto il territorio dell’Unione – fa seguito a una valutazione delle norme esistenti avviata nel 2019 nel quadro del controllo dell’adeguatezza degli aiuti di Stato.

La Commissione ha inoltre condotto un’ampia consultazione di tutte le parti interessate sulla proposta di testo riveduto della comunicazione, nel corso della quale sono stati raccolti anche i contributi di Stati membri, associazioni di imprese e di ricerca, gruppi di interesse e imprese, ONG e cittadini.

Il documento

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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