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Ecosistemi connessi e libertà di progettazione: la fabbrica digitale secondo Bosch Rexroth



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Bosch Rexroth ha portato a SPS Italia le potenzialità della piattaforma ctrlX Automation. Il percorso espositivo ha valorizzato lo sviluppo software-driven di ctrlX OS, i modelli di co-creazione (anche con aziende competitor) e casi reali dedicati a packaging, intralogistica e cybersecurity.

Pubblicato il 27 mag 2026



Bosch Rexroth SPS 2026
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Bosch Rexroth ha portato a SPS Italia il suo ecosistema integrato, flessibile e scalabile per la manifattura digitale.

A Parma il messaggio chiave dell’azienda si è focalizzato sulla necessità di dotare l’automazione moderna di architetture aperte e connesse, capaci di evolvere nel tempo per rispondere alle reali problematiche dei costruttori e degli utilizzatori finali.

Il concetto adottato per l’evento, riassunto nello slogan “Your challenge. Our solutions. Any Application”, ha inteso dimostrare la capacità del gruppo di sviluppare soluzioni applicative complete e slegate da vincoli tecnologici proprietari abilitate dal suo sistema operativo ctrlX OS.

Attraverso questa proposta l’azienda ha voluto fornire risposte concrete alle complessità quotidiane del comparto manifatturiero, dall’integrazione dell’AI alla gestione avanzata dei dati, fino al revamping di linee esistenti dove la sfida principale consiste proprio nel far dialogare tecnologie distanti tra loro nel tempo.

Il cuore tecnologico: ctrlX OS e l’analogia dell’”Android Store”

Il disaccoppiamento tra hardware e software costituisce l’elemento fondante della piattaforma ctrlX Automation, che trova nel sistema operativo ctrlX OS il proprio nucleo operativo.

Sviluppato su un’architettura Linux in tempo reale, il sistema operativo adotta una struttura totalmente modulare. Il suo funzionamento richiama da vicino il modello di un “Android Store” applicato all’industria: tramite un ecosistema integrato, l’utente può aggiungere, aggiornare o personalizzare le funzionalità dei macchinari a seconda delle specifiche esigenze produttive.

L’integrazione è facilitata dall’adozione di linguaggi di programmazione standard e diffusi, come Python, che consentono alle aziende di valorizzare le competenze interne e far evolvere le macchine nel tempo in totale autonomia.

“In buona sostanza oggi un progettista può utilizzare una soluzione che è nativa del sistema, che può essere presente sul mercato e quindi trovarla in rete, ad esempio, oppure può andarla a cercare all’interno del nostro ctrlX, la nostra piattaforma digitale, che non è altro che un Android Store. Oppure può costruire la soluzione utilizzando il proprio know-how e le proprie competenze, e andando anche a utilizzare quelli che sono i linguaggi di programmazione presenti sul mercato senza un vincolo da parte nostra”, spiega Luca Astrologo, OEM Sales Coordinator di Bosch Rexroth.

Co-creazione e “Community”: quando la collaborazione include i competitor

La spinta verso l’apertura tecnologica trova il proprio naturale prolungamento in ctrlX World, l’ecosistema collaborativo volto a espandere le potenzialità della piattaforma attraverso soluzioni sviluppate insieme a partner specializzati.

All’interno di questo modello, l’innovazione cessa di essere un processo isolato e unidirezionale per trasformarsi in un percorso corale. Mutuando dal mondo IT la velocità di evoluzione tipica della software automation, la condivisione delle competenze permette di introdurre sul mercato applicazioni costantemente aggiornate e pronte all’uso.

Un approccio che si spinge fino alla co-opetition, una strategia in cui la collaborazione strategica include anche storici concorrenti del settore dell’automazione, come Sew-Eurodrive e Bonfiglioli, che partecipano allo sviluppo di soluzioni integrate nell’ecosistema ctrlX.

L’integrazione delle rispettive tecnologie all’interno della medesima architettura aperta garantisce ai costruttori e agli utilizzatori finali la massima libertà di scelta e un’elevata scalabilità.

Presso lo stand dell’azienda, i visitatori hanno potuto così constatare i vantaggi di un ambiente industriale integrato, concepito per ottimizzare i processi produttivi senza i vincoli dei sistemi chiusi.

“Nessuna azienda, per quanto grande sia, può avere tutte le risposte in casa. Per questo motivo la nostra piattaforma ctrlX Aautomation non è solo nostra, ma è aperta a una community di partner”, spiega Luca Terni, Head of Sales Technical Support di Bosch Rexroth.

“Nel ctrlX World ospitiamo applicazioni e hardware di terze parti, inclusi competitor storici. Questo significa che il cliente non deve scendere a compromessi: se per una specifica applicazione la soluzione migliore combina la nostra intelligenza di controllo con la meccanica o gli azionamenti di un altro costruttore, la piattaforma lo consente nativamente, semplificando l’integrazione e accelerando i tempi di sviluppo”, aggiunge.

Applicazioni verticali: dal packaging all’intralogistica

Nello spazio espositivo di Parma l’integrazione tra hardware flessibile e intelligenza software ha trovato applicazione pratica in due comparti centrali per l’industria manifatturiera, ovvero il confezionamento ad alte prestazioni e la movimentazione interna dei materiali.

Per quanto riguarda il packaging, lo stand ha ospitato una cella robotica sviluppata in collaborazione con Zodiac, caratterizzata da un Delta Robot cinematicamente idoneo a movimentare carichi elevati, fino a un massimo di 100 kg.

La gestione delle traiettorie complesse e la precisione millimetrica degli assi del robot sono interamente affidate alla capacità di calcolo del sistema ctrlX Automation.

A supporto dell’efficienza delle linee di confezionamento anche il ctrlX Flow HS, un sistema di trasporto lineare a carrelli indipendenti ad alta velocità. La soluzione ridefinisce i gradi di libertà nei percorsi industriali, riducendo gli ingombri meccanici e ottimizzando i flussi produttivi grazie a una perfetta sincronizzazione con i sistemi di visione e di presa.

Spostando l’attenzione sull’intralogistica e la robotica mobile, il percorso applicativo ha messo in mostra una soluzione automatizzata realizzata in sinergia con Joytech.

L’isola di lavoro ha evidenziato l’integrazione nativa tra veicoli a guida autonoma (AMR), bracci robotici collaborativi e moduli di visione artificiale per il riconoscimento degli oggetti.

Una delle peculiarità più rilevanti ha riguardato l’adozione del Digital Twin: lo sviluppo dell’applicazione robotica è stato infatti eseguito al 95% in ambiente virtuale, riducendo drasticamente il time-to-market e minimizzando i rischi legati alla messa in servizio fisica.

La gestione software si è affidata a ROS (Robot Operating System), un framework open source che l’azienda integra all’interno del proprio ecosistema di controllo industriale.

Proprio grazie alla convergenza tra ROS e ctrlX OS, i progettisti possono utilizzare linguaggi comuni, come Python, per generare traiettorie complesse e strategie di navigazione avanzate in modo molto più semplice e rapido rispetto ai rigidi sistemi proprietari del passato.

Digital twin, AI e security: i pilastri della fabbrica moderna

L’evoluzione dei sistemi di controllo esposti a Parma dall’azienda si poggia su tre elementi fondamentali per la gestione della fabbrica digitale: la virtualizzazione dei processi, l’analisi intelligente delle informazioni e la protezione dei dati.

L’impiego del virtual commissioning ha dimostrato l’efficacia del digital twin nell’ottimizzazione dei flussi ingegneristici.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale e della gestione dei dati, il percorso applicativo ha integrato una soluzione proattiva realizzata in collaborazione con Miraitek. Il sistema si occupa della raccolta, dell’aggregazione e dell’analisi in tempo reale dei dati provenienti dal campo, fornendo cruscotti diagnostici e report predittivi che supportano l’operatore nelle decisioni strategiche. I dati così strutturati abilitano funzioni di monitoraggio avanzato per prevenire derive di processo o fermi macchina improvvisi.

Una simile infrastruttura aperta e interconnessa richiede tuttavia criteri stringenti in materia di sicurezza informatica. Per questa ragione, l’architettura dei dispositivi di controllo adotta un approccio secure by design.

La protezione degli accessi, il monitoraggio della rete e il controllo dei dispositivi connessi sono integrati nativamente per rispondere ai requisiti normativi europei stabiliti dal Cyber Resilience Act (CRA). In questo modo, la cybersecurity si trasforma da vincolo tecnico a leva strategica a protezione dell’intero impianto.

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