Investimenti in innovazione, oltre 200 novità nella motion plastic e una strategia di espansione che mira a rafforzare la vicinanza con i clienti per accorciare i tempi di consegna per far fronte alla volatilità di mercato. Nel corso della sua conferenza stampa annuale, igus traccia la rotta per rafforzare la sua crescita mondiale, far fronte alle tariffe commerciali e garantire tempi di consegna rapidi.
L’azienda ha infatti stanziato investimenti per 124 milioni di euro che hanno supportato e continueranno a dare slancio all’espansione delle proprie capacità produttive e logistiche, ma anche a soluzioni di automazione e robotica (con un focus sulla robotica umanoide), la ricerca e lo sviluppo dei nuovi materiali, l’economia circolare e la formazione dei dipendenti.
Anche nel 2026 l’azienda ha quindi l’intensione di proseguire nel percorso di espansione che le ha consentito nel 2025 di registrare una crescita di fatturato del 4,4%.
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I risultati del 2025
L’esercizio 2025 di igus si è chiuso con un fatturato di 1,155 miliardi di euro, dato che riflette una crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente.
Ancora più significativo risulta l’incremento del volume degli ordini, salito del 7%, a dimostrazione di una domanda di mercato dinamica nonostante le complessità economiche globali.
Per sostenere questa espansione, l’azienda ha stanziato investimenti complessivi per 124,4 milioni di euro. Le risorse sono state impiegate per il potenziamento dell’Innovation Center di Colonia, che ha assorbito 42,2 milioni di euro, per partecipazioni azionarie pari a 11,5 milioni e per il rafforzamento delle filiali internazionali con un impegno di 70,7 milioni di euro.
Per quanto riguarda le performance delle diverse aree geografiche in cui opera il business, Cina, Germania e Stati Uniti si confermano i mercati principali, arrivando a coprire circa il 60% del volume d’affari totale.
La strategia di internazionalizzazione ha portato alla nascita di nuove sedi in Australia, Marocco, Costa d’Avorio e Lettonia, con l’obiettivo di garantire una maggiore prossimità ai clienti.
Sotto il profilo organizzativo, a novembre 2024 si è concluso il passaggio della struttura societaria da GmbH a SE & Co. KG. Il cambiamento punta a consolidare le basi per lo sviluppo globale a lungo termine, ottimizzando il coordinamento tra la leadership operativa e il consiglio di amministrazione.
La crescita del gruppo trova riscontro anche nell’organico, che nel 2025 ha raggiunto i 5.423 collaboratori, con l’inserimento di 185 nuove figure professionali a livello mondiale.
L’impatto delle tariffe commerciali e la strategia dell’azienda
La localizzazione della produzione è anche una risposta alle nuove tariffe commerciali. Il CEO dell’azienda, Artur Peplinski, ha infatti definito “critico” l’impatto dei dazi, specialmente nel mercato statunitense, dove le barriere doganali hanno ostacolato le attività commerciali.
Nonostante igus abbia già avviato impianti di stampaggio a iniezione negli USA, l’azienda deve ancora importare dalla sede centrale tedesca numerosi componenti – il 95% dei suoi componenti è infatti prodotto in Germania –, come le parti in alluminio ad alto profilo, per i quali l’onere delle tariffe risulta al momento inevitabile.
Per superare queste difficoltà e ridurre la dipendenza dalle esportazioni transoceaniche, igus punta a rendere le proprie basi internazionali sempre più autosufficienti.
Il piano industriale prevede di espandere i poli produttivi in Cina e negli Stati Uniti fino a raggiungere una capacità di 300 presse a iniezione per sede. Potenziamento permetterà al gruppo di essere più stabile dinanzi ai cambiamenti politici e alle fluttuazioni dei costi di trasporto, garantendo al contempo prezzi competitivi sui mercati locali.
Oltre a Cina e U.S.A., nel 2025 l’azienda ha inoltre ampliato anche ampliato gli stabilimenti di proprietà in Polonia, Turchia e Giappone con un’attenzione particolare all’espansione dei magazzini e agli stabilimenti dedicati all’assemblaggio.
igus rafforza l’impegno verso la sostenibilità
Una strategia che serve anche a rafforzare l’impegno dell’azienda sul fronte della sostenibilità, componente centrale della sua strategia.
“Con l’espansione delle linee produttive locali solo in Cina e negli Stati Uniti, nel 2025 abbiamo ridotto il peso dei trasporti di circa 1,2 milioni di kg – un contributo significativo alla riduzione delle emissioni di CO2”, sottolinea Peplinski.
Dal 2025 la produzione igus della sede di Colonia è a impatto climatico zero secondo gli indicatori Scope 1 e 2.
Anche la piattaforma di riciclo chainge continua a crescere: finora sono state recuperate 235 tonnellate di catene portacavi dismesse.
“Un importante passo avanti è la nuova certificazione ISO, che ci permette di dimostrare ai clienti i risparmi di CO2 direttamente collegati al programma di riciclo di catene portacavi”, aggiunge Peplinski.
Ricerca e Sviluppo: il cuore dell’innovazione igus si espande
Per garantire i massimi standard qualitativi, igus ha ampliato il suo laboratorio di prova – già il più grande al mondo nel settore – portandolo a un’estensione totale di 5.500 metri quadrati.
L’aggiunta di 1.500 metri quadrati nel nuovo stabilimento è dedicata esclusivamente ai prodotti dry-tech e fornisce lo spazio necessario per un team specializzato di sei ingegneri e scienziati focalizzati unicamente sulla creazione e il test di nuovi polimeri.
Grazie a un incremento del 20% dei banchi di prova, la capacità del laboratorio è salita da 11.000 a circa 17.000 test tribologici all’anno, alimentando quello che è il più grande database al mondo sul comportamento dei cuscinetti a scorrimento.
Questa mole di dati permette a igus di rispondere rapidamente alle nuove normative internazionali, accelerando lo sviluppo di materiali privi di PTFE (PFAS-free), che oggi sono già in grado di risolvere oltre il 70% delle applicazioni.
Tra le novità più rilevanti figurano il materiale iglidur A351, privo di bisfenolo A e S (BPA/BPS-free) per carichi pesanti nel settore alimentare, e il nuovo iglidur A11 PF, specifico per il contatto con gli alimenti e totalmente privo di PTFE.
L’investimento non si ferma alla struttura fisica: una parte rilevante è stata destinata alla digitalizzazione, con il lancio di strumenti come il nuovo configuratore online per slitte drylin.
I nuovi tool permettono a ingegneri e progettisti di inserire i parametri applicativi (come carico e velocità) e ottenere automaticamente la soluzione ottimale completa di disegni tecnici e guida all’installazione, eliminando dispendiosi scambi di bozzetti con il reparto vendite e velocizzando drasticamente il processo di progettazione.
L’anteprima delle 227 novità che l’azienda presenterà alla Hannover Messe
Anche quest’anno l’azienda si presenta alla fiera di Hannover con ben 227 novità sul fronte della motion plastics.
Tra le innovazioni di punta spicca la prima guida a rulli drylin C, una soluzione totalmente esente da manutenzione che punta sul concetto di accessibilità. Grazie a rulli in polimeri ad alte prestazioni, il sistema permette movimenti fluidi e silenziosi per porte di treni o servizi igienici automatizzati, offrendo una resistenza agli urti superiore e la possibilità di regolare manualmente il gioco del carrello.
Per l’industria food & beverage, igus introduce materiali avanzati per la manifattura additiva: la resina per stampa 3D igumid i2000 garantisce una resistenza all’usura fino a 80 volte superiore rispetto alle resine standard, mentre il filamento iglidur i6000 si distingue come il primo al mondo a combinare conformità FDA e resistenza meccanica per componenti funzionali in movimento.
Altre novità sono rivolte a rispondere alle esigenze delle aziende che operano nella microelettronica, nei semiconduttori e nella produzione di batterie, dove l’assenza totale di particelle è un requisito fondamentale.
Tra le innovazioni più significative spicca la nuova catena portacavi e-spin, sviluppata specificamente per corse lunghe e insignita della certificazione Fraunhofer IPA ISO Classe 1, che garantisce l’assenza di emissioni di particelle anche su distanze elevate.
Un ulteriore passo avanti tecnologico riguarda l’asse lineare della serie drylin ZLW 1040, che ha ottenuto la certificazione per l’impiego in “dry clean rooms” grazie alla sinergia tra la sua struttura in alluminio e il sistema di alimentazione E6.1.
Per l’industria dei semiconduttori, l’azienda propone il sistema e-guide.el, attualmente in fase di brevetto, che permette il trasporto automatizzato e sicuro di cassette wafer su distanze fino a 300 metri, eliminando la necessità di movimentazione manuale e assicurando una fornitura di energia priva di contaminanti.
L’offerta è completata dal sistema e-skin flat, una soluzione di guida testata per anni che consente la configurazione rapida e automatizzata di cavi certificati per camera bianca.
L’adozione di queste tecnologie è semplificata dal nuovo configuratore online per slitte drylin, uno strumento digitale che permette ai progettisti di identificare automaticamente la soluzione ottimale inserendo parametri applicativi come velocità e accelerazione, fornendo immediatamente disegni tecnici e distinte base complete.
Il focus su robotica e umanoidi per “democratizzare l’automazione”
Un altro importante driver di crescita continua ad essere l’innovazione per “democratizzare l’automazione” incentrata intorno alla piattaforma online RBTX.
L’ecosistema si sta evolvendo da semplice marketplace a vero e proprio hub di servizi, dove l’utente può scegliere tra i componenti di oltre 260 produttori e connettersi con il partner di integrazione ideale per realizzare la soluzione più economica e funzionale.
L’azienda applica internamente queste tecnologie per automatizzare compiti di routine, come lo scarico delle 857 presse a iniezione di Colonia, ottenendo tempi di produzione da 10 a 30 volte più rapidi rispetto ai processi manuali in attività quali la saldatura e la crimpatura.
Un’attenzione particolare è rivolta al campo degli umanoidi, con la piattaforma che offre circa 100 modelli di 35 brand diversi, posizionandosi come il fornitore con la gamma più vasta a livello mondiale.
Secondo la visione aziendale, l’automazione deve evolvere in una direzione antropomorfa, un settore ritenuto prossimo a un “momento ChatGPT” grazie alla velocità dello sviluppo software e della robotica.
Oltre agli umanoidi, l’offerta include una famiglia in espansione di robot mobili (AMR) capaci di gestire carichi fino a 500 kg in totale autonomia. Un impegno tecnologico sostenuto da marchi dedicati e startup interne come ReBeL, robolink e Apiro, focalizzati sullo sviluppo di azionamenti robotici e soluzioni di Lean Robotics.







