“Il futuro senza l’industria non esiste. Far crescere l’industria significa far crescere il Paese”. È il messaggio con cui il presidente di Assolombarda Alvise Biffi ha aperto la sua relazione all’Assemblea generale dell’associazione, tenutasi a Milano e intitolata “Rising Industry”.
Per Biffi l’industria italiana deve compiere un ulteriore salto di qualità, puntando sulla produttività, sulla crescita dimensionale delle imprese e sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi. L’obiettivo è superare la crescita attorno all'”uno virgola”, che rischia di diventare strutturale, e fare del Quadrilatero di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia un polo internazionale dell’automazione avanzata e della Physical AI. Su diversi temi affrontati nella relazione sono intervenuti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha raccolto la sfida della Physical AI come percorso d’elezione per la meccatronica nazionale e ha annunciato l’inserimento in Legge di Bilancio di un’agevolazione fiscale per i software erogati in modalità as-a-service su cloud, e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini.
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Physical AI e dati industriali: la strategia di Assolombarda per la manifattura avanzata
Portare l’intelligenza artificiale nell’economia reale è, per Assolombarda, una delle principali leve per rilanciare la produttività industriale. Una rilevazione condotta con il Politecnico di Milano su 700 aziende del territorio mostra che il 49% ha già progetti attivi di AI, contro una quota inferiore al 20% alla fine del 2024. Un ulteriore 18% prevede di adottarla a breve. La diffusione resta però molto diversa in base alla dimensione aziendale: dal 40% delle microimprese al 79% delle grandi.
“Adesso l’intelligenza artificiale sta uscendo dagli schermi per entrare nelle fabbriche, nei robot, nei magazzini, nei sistemi logistici, nelle macchine. È la physical AI: l’incontro tra intelligenza artificiale e mondo fisico”, ha spiegato Biffi. Una trasformazione che richiede non soltanto algoritmi e capacità di calcolo, ma anche le competenze della meccatronica, della robotica, dell’automazione e della sensoristica, nelle quali la manifattura italiana può giocare un ruolo da protagonista.
È una prospettiva condivisa dalla presidente del Consiglio Meloni, che ha indicato nella Physical AI una strada particolarmente promettente per il sistema industriale italiano: “È questa la via italiana all’intelligenza artificiale, un’intelligenza artificiale che nasce dalla manifattura, lavora con le persone e non al loro posto”.
Per trasformare questa opportunità in applicazioni concrete serve però una base di dati industriali affidabile e utilizzabile. Anche tra le grandi imprese, circa una su due sta ancora lavorando per migliorarne la qualità. È su questo fronte che interviene forgIA, l’ecosistema promosso da Assolombarda per consentire alle aziende di mettere in comune, in modo sicuro e interoperabile, dati e asset digitali senza perderne il controllo. Il progetto ha coinvolto 20 imprese pilota e individuato oltre 60 casi d’uso concreti, alcuni già in produzione; è inoltre disponibile una prima piattaforma dell’Industrial Data Ecosystem accessibile alle imprese.
Sullo stesso punto ha insistito Orsini. Per permettere anche alle PMI di cogliere le opportunità dell’AI, secondo il presidente di Confindustria occorre completare la digitalizzazione di base e lavorare sulla qualità delle informazioni: “A noi serve che le imprese siano digitalizzate al 100%, ma oltre a questo servono dati ‘lavati in lavatrice’, dati bonificati e precisi, perché l’applicazione dell’intelligenza artificiale su informazioni inaccurate diventa un problema”.
Il passo successivo annunciato da Biffi è la creazione del forgIA Physical AI Ecosystem a MIND, il distretto dell’innovazione milanese: uno spazio permanente di ricerca applicata e sperimentazione nel quale sviluppare nuove applicazioni, a partire dalle life sciences. A questo progetto si affianca Officina Italia, una struttura manifatturiera in Silicon Valley, da realizzare con il supporto del Sistema Italia e di INNOVIT, per mettere in contatto le imprese con ricerca, tecnologie e partner americani.
Assolombarda sostiene inoltre la candidatura di Milano a ospitare una nuova struttura delle Nazioni Unite dedicata alla governance dell’AI, promossa da AmCham Italy. In occasione dell’Assemblea è stato firmato il manifesto per la costituzione di un Comitato promotore.
Incentivi e software in cloud: la richiesta di Biffi e l’apertura di Meloni
Per accelerare gli investimenti Biffi ha chiesto strumenti di politica industriale stabili, di durata adeguata e semplici da utilizzare. Ha valutato positivamente l’impostazione del nuovo iperammortamento e le misure del Piano Transizione 5.0, richiamando però la necessità di ridurre gli oneri burocratici e assicurare indicazioni attuative chiare e tempestive.
La richiesta più puntuale riguarda i software acquisiti in abbonamento e fruiti in modalità as-a-service. “C’è un punto sul quale crediamo sia utile intervenire: reintegrare la possibilità di acquisire software in modalità Software as a Service, come già previsto in passato”, ha osservato Biffi. Escludere questa modalità significa, secondo il presidente di Assolombarda, penalizzare le imprese che utilizzano applicazioni cloud rispetto a quelle che effettuano investimenti capitalizzabili, proprio mentre molte soluzioni avanzate di AI vengono offerte come servizio.
Su questo punto è arrivata un’apertura della presidente del Consiglio. “Considero di buon senso trovare il modo per promuovere anche gli investimenti in software utilizzati tramite cloud”, ha detto Meloni, annunciando un lavoro con il Ministero dell’Economia “per introdurre nella legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti in questa tipologia di beni”. Si tratta dunque di un impegno a intervenire nella manovra, non di una modifica già approvata.
Biffi ha inoltre sottolineato che il nuovo iperammortamento può rappresentare “un primo sostegno alla physical AI”, richiamando la possibilità di agevolare robot e umanoidi, infrastrutture di calcolo e software che ne abilitano le capacità di apprendimento, adattamento e interazione con l’ambiente.
Meloni ha ricordato che per Transizione 5.0 sono state presentate oltre 22.000 domande, per più di 6,7 miliardi di euro, e ha anticipato una nuova circolare del Ministero delle Imprese e del Made in Italy volta a semplificare l’accesso agli incentivi, uniformare le perizie tecniche e chiarire le modalità operative.

Competenze, giovani e Piano Casa: le leve per attrarre talenti
La tecnologia, da sola, non basta a far crescere la produttività. Nel 2025, secondo i dati illustrati da Biffi, quella delle imprese associate ad Assolombarda è aumentata complessivamente del 5,6%, ma per le micro, piccole e medie imprese industriali l’incremento è stato appena dell’1,3%. Digitalizzazione e competenze sono quindi due leve decisive per allargare i benefici dell’innovazione.
Nei territori di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia, la trasformazione legata all’AI coinvolge circa 750 mila lavoratori, mentre la domanda di competenze specializzate è 1,4 volte la media nazionale. Tra le imprese che hanno già progetti di AI attivi, una su tre prevede di aumentare l’organico nei prossimi dodici mesi. “Se la tecnologia corre, le competenze devono tagliare il traguardo per prime”, ha osservato Biffi, richiamando anche il rischio che il calo demografico riduca la disponibilità di giovani qualificati.
Assolombarda guarda con favore alla proposta del Governo di una tassazione agevolata sugli aumenti retributivi degli under 35, ma ritiene necessario intervenire anche sul costo della vita e, in particolare, sull’accesso alla casa. Secondo le rilevazioni dell’associazione, per quasi un giovane su due la questione abitativa incide sulle scelte di studio o di lavoro e quattro su dieci hanno rinunciato, negli ultimi tre anni, ad almeno un’opportunità per ragioni legate alla distanza o al trasferimento.
Per integrare il Piano Casa nazionale, Assolombarda propone incentivi fiscali alle imprese che sostengono le spese abitative dei dipendenti, attraverso la piena deducibilità dei canoni di locazione e un trattamento fiscale favorevole per i lavoratori. Secondo le stime dell’associazione, la misura avrebbe un costo per lo Stato di 551 milioni di euro l’anno a regime e potrebbe interessare oltre 280 mila lavoratori. Il beneficio medio annuo indicato nella proposta è di circa 7.000 euro a dipendente, per risorse complessive vicine ai due miliardi.
Zone di Innovazione e Sviluppo e Grande Milano: una governance per attrarre investimenti
La capacità di attrarre talenti e investimenti dipende anche dall’organizzazione del territorio. Assolombarda ha risposto al bando della Regione Lombardia per la creazione delle Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS), candidando Milano per un progetto dedicato all’intelligenza artificiale e alle scienze della vita e lavorando a una proposta sulla microelettronica a Pavia.
“È questo il senso delle ZIS: fare del Quadrilatero un luogo in cui l’innovazione non venga soltanto studiata o raccontata, ma ispirata, costruita, industrializzata e portata sul mercato”, ha spiegato Biffi. Università, centri di ricerca, imprese, startup e infrastrutture digitali sono già presenti: la sfida è metterli in condizione di lavorare insieme, sperimentare e trasferire rapidamente le soluzioni sul mercato.
Sul versante delle infrastrutture, Meloni ha richiamato le semplificazioni autorizzative per i data center, alle quali ha attribuito lo sblocco di programmi di investimento per 25 miliardi di euro su scala nazionale, tra cui il progetto di un campus da 500 MW a Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia.
Per Biffi iniziative di questa portata richiedono però una governance capace di superare la frammentazione amministrativa. Da qui la richiesta di una legge nazionale sulle aree metropolitane e il progetto di una “Grande Milano”, sostenuto dal Patto per il rilancio del governo metropolitano sottoscritto con le organizzazioni datoriali e sindacali. L’obiettivo è rafforzare funzioni, competenze e risorse della Città metropolitana, collegando in modo più efficace sviluppo industriale, infrastrutture, lavoro e casa.
Internazionalizzazione e materie prime: costruire nuove alleanze industriali
La strategia di Assolombarda guarda anche oltre i confini nazionali. L’obiettivo non è soltanto aumentare l’export, ma costruire partnership industriali stabili nei mercati strategici e rafforzare le catene di approvvigionamento.
In Canada, l’attenzione è rivolta alle materie prime critiche necessarie alle tecnologie avanzate, tra cui nichel, litio e magneti in samario-cobalto. Il percorso si inserisce nella collaborazione tra Italia e Canada, che prevede un accesso prioritario alle risorse minerarie canadesi; Assolombarda intende portare al Forum imprenditoriale Italia-Canada del 29 ottobre una proposta di intesa sulle materie prime e sui semilavorati, per rispondere anche alle difficoltà di approvvigionamento segnalate da molte imprese associate.
Sul fronte commerciale si aggiungono il lavoro con i Paesi del Mercosur e il rafforzamento dei rapporti con l’area del Golfo, dove Assolombarda ha aperto un presidio stabile ad Abu Dhabi e stretto accordi, tra gli altri, con Dubai Chambers e Core42, attiva nelle infrastrutture e nelle tecnologie per l’AI. L’obiettivo è inserire le filiere lombarde nei nuovi progetti industriali e tecnologici internazionali.
“In un mondo nel quale tornano protezionismo e barriere commerciali, dobbiamo rispondere aprendo nuovi spazi alle imprese, diversificando le relazioni economiche e costruendo alleanze più solide. Perché essere più autonomi non vuol dire essere più soli, piuttosto scegliere meglio le nostre dipendenze e diversificarle”, ha affermato Biffi.
Energia, capitali e politica industriale europea
Tra i principali ostacoli alla competitività resta il costo dell’energia. Assolombarda chiede un mix equilibrato, infrastrutture adeguate e sicurezza degli approvvigionamenti, valutando positivamente il percorso normativo per il ritorno del nucleare sostenibile e lo sviluppo di piccoli reattori modulari (SMR). La prospettiva è duplice: ridurre la dipendenza energetica e creare una filiera industriale nazionale dedicata alle nuove tecnologie.
Anche Meloni ha collegato la competitività industriale alla necessità di ridurre i costi energetici, ribadendo la richiesta di correggere le distorsioni del sistema europeo ETS e di proseguire sulla strada del nuovo nucleare. Orsini, dal canto suo, ha invocato un approccio pragmatico alla transizione, sostenendo il nucleare di nuova generazione e chiedendo procedure più rapide per gli investimenti nelle rinnovabili. Il presidente di Confindustria ha inoltre richiamato il peso, da lui quantificato nell’1,2% delle emissioni globali di CO2, dell’industria europea, invitando a valutare gli effetti economici e sociali degli obiettivi ambientali.
Un altro capitolo è quello dei capitali per la crescita. Biffi ha chiesto di affiancare al credito bancario strumenti come private equity, venture capital e private debt, citando anche la piattaforma Capital Matching sviluppata da Assolombarda per favorire l’incontro tra aziende e investitori. A livello europeo, ha sollecitato un’accelerazione sulla Savings and Investments Union, per indirizzare una quota maggiore del risparmio verso gli investimenti produttivi.
Su questo terreno si inserisce l’appello di Orsini per un’Europa che non si limiti a dettare le regole, ma torni a essere protagonista della competizione industriale. “Oggi l’Europa sta giocando una partita da arbitro con il fischietto e le regole, mentre Stati Uniti e Cina giocano sul campo; a me piacerebbe che l’Europa giocasse direttamente quella partita”, ha detto. Per il presidente di Confindustria servono investimenti comuni, anche finanziati con debito europeo, per ridurre le dipendenze strategiche, a partire da quella verso la Cina, e rafforzare le tecnologie di frontiera.
È su questo terreno – tra capacità di innovare, investimenti e scelte di politica industriale – che si misurerà l’ambizione di trasformare il Quadrilatero lombardo nella “fabbrica dell’AI” delineata da Biffi.








