Iperammortamento, ecco la lista completa dei beni incentivati

– Articolo aggiornato con le modifiche intervenute nel corso dell’iter parlamentare e a seguito dell’approvazione della legge di conversione del decreto per il Mezzogiorno (Legge 18/2017) e del Decreto Legge per il Mezzoggiorno di giugno 2017 –

È stata finalmente resa nota la lista dettagliata dei beni che potranno accedere all’iperammortamento al 250%. Le indiscrezioni di cui avevamo dato notizia in un nostro articolo del 14 ottobre sono state sostanzialmente confermate: la lista comprende 47 merceologie dei “beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave Industria 4.0” tra cui non compaiono solo le “macchine” (esclusive destinatarie del vecchio superammortamento), ma anche sistemi di automazione e software nella misura in cui siano collegati ad altri beni materiali incentivati. In pratica chi acquista un bene strumentale e del software ad esso pertinente potrà fruire di un’agevolazione anche per quest’ultimo. Per i software e i beni immateriali l’agevolazione sarà al 140%.

Una nota importante è che per accedere ai benefici dell’iperammortamento (o del superammortamento per i software) occorrerà una dichiarazione da parte del legale rappresentante dell’azienda o, nel caso in cui il valore del bene superi i 500 mila euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o da un ente di certificazione accreditato, attestante che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B e che sia interconnesso ai sistemi di gestione della produzione.

Gli acquisti devono essere perfezionati entro il 31/12/2017, mentre la consegna potrà avvenire fino al 30/09/2018 (per effetto della mini-proroga approvata ad agosto 2017) a condizione che l’ordine sia comunque stato accettato entro il 31/12/2017 e che, alla stessa data, risulti versato un acconto pari ad almeno il 20% del bene,

Altra novità riguarda invece le macchine: per distinguere quelle aventi diritto all’iperammortamento da quelle che ricadono invece nel semplice superammortamento al 140% è previsto anche un elenco dettagliato di “requisiti”, alcuni necessari, altri invece opzionali (occorre soddisfarne 2 su 5).

L’elenco è diviso in due parti. L’Allegato A, dedicato ai beni materiali, e l’allegato B dedicato ai software.

L’Allegato A è suddiviso in tre grandi aree:

  1. beni strumentali con funzionamento controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti
  2. sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità
  3. dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0

Vediamole in dettaglio (in blu le modifiche apportate dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati. Barrate o in rosso le modifiche della legge 18/2017 di conversione del Decreto per il Mezzogiorno).

1) Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti

In questa macro-categoria sono comprese:

  • macchine utensili per asportazione
  • macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici
  •  macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali o delle materie prime
  • macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali
  • macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura
  • macchine per il confezionamento e l’imballaggio
  • macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico)
  • robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot
  • macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti e/o la funzionalizzazione delle superfici
  • macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale
  • macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico/scarico, movimentazione, pesatura e/o il sorting automatico dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici)
  • magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

Per distinguere le macchine aventi diritto all’iperammortamento da quelle che invece hanno diritto solo al superammortamento vengono poste alcune condizioni, alcune tassative, altre “opzionali”. Si legge infatti nell’allegato che tutte le macchine sopra citate devono essere dotate delle seguenti caratteristiche:

  • controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller)
  • interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program
  • integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo
  • interfaccia tra uomo e macchina (HMI, ndr) semplici e intuitive
  • rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza, salute e igiene del lavoro

Inoltre tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle “assimilabili e/o integrabili a sistemi cyberfisici”:

  • sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto
  • monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo
  • caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico)

Costituiscono inoltre beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave industria 4.0 i seguenti: dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti

  • filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti.

Questi ultimi due punti sono stati modificati come vedete in rosso dalla legge di conversione del decreto per il Mezzogiorno.

2) Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità

Fanno parte di questa categoria le seguenti merceologie:

  • sistemi di misura a coordinate e no (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) e relativa strumentazione per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micro-metrica o nano-metrica) al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica
  • altri sistemi di monitoraggio in-process per assicurare e tracciare la qualità del prodotto e/o del processo produttivo e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica
  • sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali (ad esempio macchine di prova materiali, macchine per il collaudo dei prodotti realizzati, sistemi per prove/collaudi non distruttivi, tomografia) in grado di verificare le caratteristiche dei materiali in ingresso o in uscita al processo e che vanno a costituire il prodotto risultante a livello macro (es. caratteristiche meccaniche) o micro (ad esempio porosità, inclusioni) e di generare opportuni report di collaudo da inserire nel sistema informativo aziendale
  • dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche e sistemi di monitoraggio in continuo che consentono di qualificare i processi di produzione mediante tecnologie additive
  • sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti (ad esempio RFID – Radio Frequency Identification)
  • sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine (ad esempio forze, coppia e potenza di lavorazione; usura tridimensionale degli utensili a bordo macchina; stato di componenti o sotto-insiemi delle macchine) e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud
  • strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica, consentendo il richiamo di prodotti difettosi o dannosi
  • componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni
  • filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o fermare le attività’ di macchine e impianti.

3) Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0

Fanno parte di questa categoria le seguenti merceologie:

  • banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzioni ergonomiche in grado di adattarli in maniera automatizzata alle caratteristiche fisiche degli operatori (ad esempio caratteristiche biometriche, età, presenza di disabilità)
  • sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligente/robotizzata/interattiva il compito dell’operatore
  • dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione tra operatore/operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality
  • interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che coadiuvano l’operatore a fini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica.

 

Beni immateriali (software, sistemi e /system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0

Sono state accolte le istanze che chiedevano di includere anche il software tra i beni agevolati. Ci sono due “ma” che vi avevamo anticipato: il primo è che i software devono essere “connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0”; il secondo è che per i beni immateriali il beneficio non sarà quello dell’iperammortamento al 250%, ma “solo” del superammortamento (al 140%).

La previsione è in ogni caso positiva, considerato che un ammodernamento in chiave industria 4.0 è composto quasi sempre sia da una componente hardware che da una software, finora esclusa da qualsiasi incentivazione.

Ecco la lista dei Software incentivabili presente nell’Allegato B.

  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione, definizione/qualificazione delle prestazioni e produzione di manufatti in materiali non convenzionali o ad alte prestazioni, in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche (funzionali e di impatto ambientale) e/o l’archiviazione digitale e integrata nel sistema informativo aziendale delle informazioni relative al ciclo di vita del prodotto (sistemi EDM, PDM, PLM, Big Data Analytics)
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione e la ri-progettazione dei sistemi produttivi che tengano conto dei flussi dei materiali e delle informazioni
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni di supporto alle decisioni in grado di interpretare dati analizzati dal campo e visualizzare agli operatori in linea specifiche azioni per migliorare la qualità del prodotto e l’efficienza del sistema di produzione
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione (quali ad esempio sistemi di comunicazione intra-fabbrica, bus di campo/fieldbus, sistemi SCADA, sistemi MES, sistemi CMMS, soluzioni innovative con caratteristiche riconducibili ai paradigmi dell’IoT e/o del cloud computing)
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni di realtà virtuale per lo studio realistico di componenti e operazioni (ad esempio di assemblaggio), sia in contesti immersivi o solo visuali
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni di reverse modeling and engineering per la ricostruzione virtuale di contesti reali
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni sia tra loro che con l’ambiente e gli attori circostanti (Industrial Internet of Things) grazie ad una rete di sensori intelligenti interconnessi
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il dispatching delle attività e l’instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della qualità a livello di sistema produttivo e dei relativi processi
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’accesso a un insieme virtualizzato, condiviso e configurabile di risorse a supporto di processi produttivi e di gestione della produzione e/o della supply chain (cloud computing)
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per industrial analytics dedicati al trattamento ed all’elaborazione dei big data provenienti dalla sensoristica IoT applicata in ambito industriale (Data Analytics & Visualization, Simulation e Forecasting)
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni di artificial intelligence & machine learning che consentono alle macchine di mostrare un’abilità e/o attività intelligente in campi specifici a garanzia della qualità del processo produttivo e del funzionamento affidabile del macchinario e/o dell’impianto
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la produzione automatizzata e intelligente, caratterizzata da elevata capacità cognitiva, interazione e adattamento al contesto, autoapprendimento e riconfigurabilità (cybersystem)
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’utilizzo lungo le linee produttive di robot, robot collaborativi e macchine intelligenti per la sicurezza e la salute dei lavoratori, la qualità dei prodotti finali e la manutenzione predittiva
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della realtà aumentata tramite wearable device
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per dispositivi e nuove interfacce tra uomo e macchina che consentano l’acquisizione, la veicolazione e l’elaborazione di informazioni in formato vocale, visuale e tattile
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscano meccanismi di efficienza energetica e di decentralizzazione in cui la produzione e/o lo stoccaggio di energia possono essere anche demandate (almeno parzialmente) alla fabbrica
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti da attacchi, danni e accessi non autorizzati (cybersecurity)
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni di virtual industrialization che, simulando virtualmente il nuovo ambiente e caricando le informazioni sui sistemi cyberfisici al termine di tutte le verifiche, consentono di evitare ore di test e di fermi macchina lungo le linee produttive reali.

L’incentivo dell’iper ammortamento è automatico. Sarà però indispensabile preparare un’autocertificazione o, nel caso l’investimento superi i 500 mila euro, una perizia (i dettagli qui) o un’attestato di conformità  che attesti la rispondenza del bene alle indicazioni degli allegati A e B e l’interconnessione dello stesso ai sistemi aziendali. Per una definizione di interconnessione si legga qui.

Il piano nazionale Industria 4.0 è contenuto all’interno della Legge di Bilancio. Il testo integrale ufficiale della Legge approvata definitivamente dal Senato il 7 dicembre è disponibile qui in formato PDF. Una guida ad articoli e commi rilevanti per industria 4.0 la trovate qui.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media.
Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende.
E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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151 pensieri riguardo “Iperammortamento, ecco la lista completa dei beni incentivati

  • 24 ottobre 2016 in 15:06
    Permalink

    è stato anche definito l’elenco delle categorie ammesse in termini di codici ATECO?

    Risposta
    • 24 ottobre 2016 in 15:25
      Permalink

      Bella domanda Leonardo. L’elenco che trovi nel post riporta fedelmente il contenuto dell’allegato A al disegno di legge di bilancio. Non so se siano voci corrispondenti esattamente a dei codici ATECO, credo di no.

      Risposta
      • 27 dicembre 2016 in 11:57
        Permalink

        Buon giorno,

        siamo produttori di macchinari tessili e più precisamente macchinari per la filatura, produzione di filati fantasia e ciniglia; le nostre macchine sono gestite da un PLC , dove sono racchiusi i vari programmi di lavoro e l’assegnazione dei vari assi i quali a loro volta sono gestiti da schede elettroniche che gestiscono n° motori, alcuni di essi retroazionati con sensori di prossimità, molti dei nostri clienti ci hanno chiesto se acquistando i nostri macchinari avrebbero potuto beneficiare di questo finanziamento, ma non siamo riusciti a capire se eei rientrano nel finanziamento, anche perchè non abbiamo la possibilità di verificare con il codice ATECO se chi acquista i nostri macchinari beneficia di questo finanziamento

        Risposta
        • 27 dicembre 2016 in 12:19
          Permalink

          Buongiorno Luca, le macchine di produzione (nel suo caso per il tessile) non sono citate nell’elenco. Nella prima parte, come può vedere, il “focus” è sulle macchine utensili, sui robot e sui sistemi per l’automazione della logistica. Nella seconda e terza parte si parla di sistemi (integrati in linee) per migliorare la qualità dei processi e l’ergonomia.
          Il consiglio più saggio che posso darle è di rivolgersi alla vostra associazione di categoria, l’ACIMIT, che essendo a sua volta federata in Federmacchine (che ha contribuito alla scrittura del Piano Nazionale Industria 4.0) saprà fornirle le indicazioni.

          Risposta
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  • 14 novembre 2016 in 0:10
    Permalink

    Gent.mo grazie dell’articolo.
    Da quanto comprendo gli incentivi saranno a favore delle aziende che comprano macchinari industriali “abilitati” Industria 4.0. Esiste anche qualche incentivo per le aziende produttrici di dei nuovi modelli di macchinari industriali? in italia abbiamo molte realtà di questo tipo.
    Inoltre esiste qualche voce in merito all’acquisto/ammodernamento di infrastruttura di rete interna agli stabilimenti? Infatti è importante acquisire i dati, ma poi anche poterli consegnare al cloud o meglio ai propri server interni per l’elaborazione e monitoraggio delle catene produttive. Dalla lettura mi sembra di non vedere possibilità di acquisto apparati di rete o server finalizzati ad ospitare MES o sistemi di monitoraggio specifici. Grazie in anticipo.

    Risposta
    • 14 novembre 2016 in 7:39
      Permalink

      Buongiorno Davide,
      le aziende produttrici di macchinari sono state tra i principali sponsor del piano, attraverso le loro associazioni UCIMU e Federmacchine. Gli incentivi non sono destinati a loro, ma ai loro clienti. I costruttori di macchine godranno quindi in maniera indiretta degli incentivi, grazie all’aumento di domanda da parte dei loro clienti.
      In merito al secondo punto la risposta è, di nuovo, “indirettamente”. Non sono infatti previsti incentivi specifici per acquisti dei prodotti da lei citati, MA l’ “interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica” e l’ “integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo” sono due prerequisiti tassativi per chi vorrà fruire dell’iperammortamento sull’acquisto delle macchine. Insomma, senza i prodotti da lei citati non ci sono le condizioni per parlare di industria 4.0, quindi se partono investimenti in quella direzione ne beneficeranno anche i produttori di quelle apparecchiature.

      Risposta
  • 22 novembre 2016 in 14:14
    Permalink

    Buongiorno Sig. Franco,
    complimenti per l’articolo.
    Gli incentivi saranno anche a favore di aziende che costruiscono macchinari internamente per ampliamento di linee di produzione?
    Grazie in anticipo.

    Risposta
  • 22 novembre 2016 in 14:31
    Permalink

    Buongiorno Francesco, gli incentivi sono per l’ACQUISTO di beni. Per cui se esiste una realtà societaria diversa che vende a un’altra società del gruppo sì, altrimenti no. Noti che in questo secondo caso si ha però la possibilità di accedere ad agevolazioni legate alle attività di ricerca e sviluppo interna sempre in ottica 4.0. Si tratta di credito d’imposta per le spese in Ricerca, sviluppo e innovazione che sarà incrementale, portando anche l’aliquota della spesa interna al 50%, con un credito massimo che passerà dagli attuali 5 fino a 20 milioni di euro.

    Risposta
  • 23 novembre 2016 in 17:35
    Permalink

    Buonasera,

    quindi la sostituzione di un server obsoleto potrebbe rientrarvi?

    Risposta
    • 23 novembre 2016 in 19:29
      Permalink

      Buonasera Lisa, il server in sé e per sé è un componente e non rientra nella lista, a meno che la sua sostituzione non faccia parte di un progetto di ammodernamento più ampio in ottica 4.0. Si legga bene il punto 2) della lista, dove sono riportate le funzioni che deve espletare un sistema per essere incentivato: identificazione, tracciabilità, monitoraggio…

      Risposta
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  • 12 dicembre 2016 in 13:58
    Permalink

    Abbiamo un SOC (security operation center) e facciamo contratti per monitoraggio della rete dei clienti con procedure cloud in materia di cybersecurity . Per il cliente sarebbe solo un contratto di assistenza a seguito dell’installazione di software nella rete aziendale…può rinetrare nel iper/superammortamento per il cliente finale?

    Risposta
    • 12 dicembre 2016 in 14:06
      Permalink

      Buongiorno Luca, nel suo caso la risposta è purtroppo semplice e (ahimé) negativa.
      Per quanto riguarda l’acquisto del software, è incentivato solo laddove rientri nell’elenco tassativo contenuto nell’allegato B E sia “accessorio” di un altro investimento principale in beni immateriali tra quelli indicati nell’allegato A.
      Per quanto riguarda i contratti di manutenzione / assistenza / service sono invece esclusi in quanto spese correnti e non in conto capitale. In altre parole, si tratta di voci che, normalmente, non possono essere oggetto di ammortamento e quindi nemmeno di super o iper ammortamento.

      Risposta
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  • 4 gennaio 2017 in 18:49
    Permalink

    Buonasera Franco,
    complimenti per la rubrica e per lo sforzo, un ottimo lavoro. Ho letto nella lista dei beni incentivati anche “macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale”, significa che anche le sole stampanti 3D possono rientrare in questa categoria.
    Un saluto e grazie
    M.Ghizzardi

    Risposta
    • 4 gennaio 2017 in 19:17
      Permalink

      Sì Maurizio a condizione che rispettino (nei limiti tecnologicamente possibili) le condizioni elencate di seguito

      Tutte le macchine sopra citate devono essere dotate delle seguenti caratteristiche:

      controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller)
      interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program
      integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo
      interfaccia tra uomo e macchina (HMI, ndr) semplici e intuitive
      rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza, salute e igiene del lavoro

      Inoltre tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle “assimilabili e/o integrabili a sistemi cyberfisici”:

      sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto
      monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo
      caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico)
      dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti
      filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti.

      Risposta
  • 6 gennaio 2017 in 15:09
    Permalink

    Può una farmacia, che ovviamente rientra nella categoria commercio e non industria, rientrare nell agevolazione iperammortamento, con l acquisto di automazione di magazzino e relativo software di gestione?

    Risposta
    • 6 gennaio 2017 in 15:53
      Permalink

      Buonasera Antonio, la sua domanda insiste su un punto davvero controverso. Da un lato, mancando nella legge un esplicito riferimento alla categoria di imprese destinatarie, si potrebbe dire che, se lei automatizza il suo magazzino usando le tecnologie previste nel piano (con tanto di condizioni rispettate), non dovrebbe avere problemi a fruire dell’iperammortamento. D’altra parte va detto che la legge, nella premessa della disposizione (guardi qui a pagina 11 https://www.innovationpost.it/wp-content/uploads/2016/12/legge_di_bilancio_2017.pdf), dice esplicitamente: “Al fine di favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello «Industria 4.0»…”, inserendo quindi un vincolo di finalità collegato a un concetto – quello di Industria 4.0, che, per quanto non definito sul piano legale, riserva di fatto l’agevolazione al settore manifatturiero.
      Con questa premessa, io credo le la sua azienda NON abbia diritto all’incentivo (potrebbe invece tranquillamente fruire del superammortamento al 140%). Tuttavia mi sento di suggerirle un esame ulteriore del quesito con un fiscalista.

      Risposta
  • 9 gennaio 2017 in 14:35
    Permalink

    Buongiorno Franco,
    noi costruiamo sistemi per i controlli dei consumi energetici per fonderie.
    I nostri impianti vengono inseriti all’interno di ogni quadro della gestione potenza dei forni. ogni 15 minuti i dati vengono raccolti da un PC che archivia nel proprio database dati di consumo e temperatura inviando report per ogni singolo forno e del consumo dell’intera fonderia.
    I dati vengono inviati tramite internet e la gestione del programma viene fatta tramite rete privata VPN.
    Secondo Lei Potremmo promuovere il nostro sistema ai nostri clienti con l’ammortamento al 250%?
    Che cosa si intende per interconnessione all’azienda?
    La ringrazio per la disponibilità e le auguro buona giornta
    MAssimo

    Risposta
    • 9 gennaio 2017 in 16:01
      Permalink

      Buongiorno Massimo,
      Nel suo caso credo che la risposta sia affermativa. “Componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni” è infatti una voce esplicitamente contemplata nell’Allegato A.
      Per Interconnessione si intende appunto che il macchinario/sistema deve essere collegato agli altri sistemi aziendali (di produzione o gestione) e non operare in modalità stand alone. L’unica perplessità potrebbe essere relativa ai dati: il sistema a chi invia i dati? A umani o anche a database aziendali?

      Risposta
    • 10 gennaio 2017 in 15:45
      Permalink

      Di nuovo buongiorno, devo correggere in parte la risposta precedente. La voce relativa al “monitoraggio dei consumi” rientra nei beni elencati nel secondo punto dell’Allegato A e non nel primo.
      Il requisito dell’interconnessione e dell’integrazione è previsto solo per le macchine del primo punto, per cui nel suo caso non dovrebbero esserci problemi.

      Risposta
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  • 11 gennaio 2017 in 16:33
    Permalink

    Salve, se il mio cliente è un supermercato e vuole implementare un sistema di Building Management System (BMS), quindi con HW (che di fatto sono PLC) e SW, ha diritto secondo lei all’iper ammortamento al 250%? In quanto scritto ho sempre ritrovato un riferimento alla trasformazione ad Industry 4.0 ma mai esplicitamente se è solo per i “codici ATECO Industria” oppure se è attuabile anche per altri clienti…come i supermercati (come nel mio caso) o i negozi in generale
    Grazie
    Francesco

    Risposta
  • 11 gennaio 2017 in 16:37
    Permalink

    Buonasera Francesco, la sua domanda è simile a quella posta qualche giorno fa da Antonio relativamente a una farmacia. Da un lato, mancando nella legge un esplicito riferimento alla categoria di imprese destinatarie, si potrebbe dire che, se lei automatizza il suo magazzino usando le tecnologie previste nel piano (con tanto di condizioni rispettate), non dovrebbe avere problemi a fruire dell’iperammortamento. D’altra parte va detto che la legge, nella premessa della disposizione (guardi qui a pagina 11 https://www.innovationpost.it/wp-content/uploads/2016/12/legge_di_bilancio_2017.pdf), dice esplicitamente: “Al fine di favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello «Industria 4.0»…”, inserendo quindi un vincolo di finalità collegato a un concetto – quello di Industria 4.0, che, per quanto non definito sul piano legale, riserva di fatto l’agevolazione al settore manifatturiero.
    Siamo tutti in attesa di chiarimenti da parte del MISE o dell’Agenzia delle Entrate. Tenga presente che in ogni caso potrete tranquillamente fruire del superammortamento al 140%.

    Risposta
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  • 20 gennaio 2017 in 15:35
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    Buonasera, siamo una azienda che produce impianti di aspirazione industriali al servizio della produzione e ho notato al punto 2 la seguente dicitura: “filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o fermare le attività’ di macchine e impianti.” Volevo chiedere se quindi un impianto di aspirazione composto da filtro completo di tutti i sistemi di controllo dell’efficienza, inverter e gestito da plc può rientrare nell’iper ammortamento. Grazie, Andrea

    Risposta
  • 20 gennaio 2017 in 15:42
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    Buonasera Andrea, sì a condizione che le vostre soluzioni siano “integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o fermare le attività’ di macchine e impianti”. Questo deve emergere esplicitamente nella dichiarazione obbligatoria (per tutti i beni oggetto dell’incentivo), la quale deve attestare “che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B annessi alla presente legge ed è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura”.
    Legga pure questo post sull’argomento https://www.innovationpost.it/2016/11/02/iperammortamento-ecco-quando-servono-autocertificazione-e-perizia/
    Tenga anche conto che una definizione del concetto di “interconnessione” non è ancora stata data e Confindustria ha recentemente detto di essere al lavoro con il Ministero perché sia data.

    Risposta
  • 23 gennaio 2017 in 16:15
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    Buonasera, nella nostra azienda (costruttori macchine orafe) abbiamo acquistato un software per la progettazione meccanica che racchiude anche sistemi di automatizzazione dei processi di produzione con l’officina e interfacciato con il nostro gestionale. Di fatto questo software rientra nella legge, ma di conseguenza per poterlo usare abbiamo bisogno di acquistare anche dei pc con la potenza necessaria a farli lavorare. Questi pc come possono rientrare nella legge? (senza di essi l’acquisto del software è inutile.

    Grazie
    Cordiali saluti

    Risposta
  • 23 gennaio 2017 in 17:41
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    Buonasera Ivan, l’acquisto del software è incentivato (al 140%) ma SOLO SE accompagnato da un investimento anche in uno dei beni materiali previsto nell’allegato A. Il PC quindi non solo non è incentivato, ma non basta nemmeno a farvi avere incentivi sui software.
    Guardate se in quell’hardware può esserci qualcosa che vi può servire (magari delle “interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che coadiuvano l’operatore a fini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica”?)

    Risposta
    • 24 gennaio 2017 in 10:37
      Permalink

      ok allora mi informo meglio anche per il solo software. grazie del chiarimento, buona giornata

      Risposta
  • 24 gennaio 2017 in 14:33
    Permalink

    Salve, è possibile avere l’allegato A in lingua inglese? Dove lo posso scaricare?

    Risposta
    • 24 gennaio 2017 in 15:09
      Permalink

      Salve, il testo ufficiale – trattandosi di una legge italiana – è disponibile solo nella nostra lingua.

      Risposta
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  • 1 febbraio 2017 in 8:30
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    Buongiorno e complimenti per la professionalità con cui gestisce questo post. Un’industria dolciaria con l’inserimento di un impianto fotovoltaico a controllo remoto di ogni singolo pannello, che le consentirebbe di abbattere i costi energetici del 25/30%, può usufruire dell’iperammortamento? La ringrazio anticipatamente. Leonardo

    Risposta
  • 1 febbraio 2017 in 9:28
    Permalink

    La voce rilevante è contenuta nel punto 2) e parla di “componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni”.

    La logica di industry 4.0 lascerebbe pensare ai sistemi di monitoraggio basati su una serie di punti di misura dei consumi energetici e idrici. Tuttavia la lettera della disposizione si riferisce anche a componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la riduzione delle emissioni e per me il sistema che lei dice ci rientra in pieno. Tenga però presente che in fase di auto-certificazione dovrà attestare che il sistema “sia interconnesso ai sistemi di gestione della produzione”.

    Risposta
  • 1 febbraio 2017 in 14:35
    Permalink

    Buongiorno, stavo cercando di capire se un sistema per il trattamento per l’olio (di un impianto oleodinamico) possa rientrare all’interno della norma in questione. Nello specifico si tratta di un sistema in grado di rimuovere gas, impurità e acqua dall’impianto idraulico. Il prodotto in questione presenta un PLC di controllo che ad oggi non è connesso ad un webserver. Questa ultima ipotesi potrebbe però eventualmente essere presa in considerazione con l’obiettivo di avere i dati caricati su un cloud. Grazie anticipatamente.

    Risposta
  • 1 febbraio 2017 in 15:07
    Permalink

    Buonasera Lorenzo, come avrà notato i riferimenti ai sistemi di trattamento nell’Allegato A sono due: il primo tra le “condizioni” necessarie a distinguere macchine industry 4.0-ready dalle altre; il secondo nel punto 2) come sistemi meritevoli di incentivazione a sé stante.
    Dal tenore della disposizione, che si riferisce a filtri e sistemi integrati “con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o fermare le attività’ di macchine e impianti” appare evidente che il requisito chiave sia quello dell’integrazione “attiva” dell’impianto con il sistema di fabbrica. L’utilizzo di una comunicazione tra il PLC di controllo tramite webserver e caricamento dei dati su cloud è quindi ottimale, ma a mio avviso dovrebbe essere finalizzato a produrre analisi e generare report e allarmi e non solo ai fini di archiviazione.

    Risposta
  • 3 febbraio 2017 in 12:09
    Permalink

    Buongiorno,
    ho appena acquistato un bene strumentale (hardware) per l’integrazione su un drone professionale destinato all’acquisizione di immagini e altri dati.

    questo acquisto mi permette di accedere ai benefici dell’iperammortamento? Oppure del superammortamento? Quali sono le documentazioni da produrre?

    Grazie!

    Risposta
  • 3 febbraio 2017 in 12:22
    Permalink

    Buongiorno Luca, qual è l’hardware che ha acquistato e per il quale vorrebbe l’agevolazione?

    Risposta
    • 3 febbraio 2017 in 17:18
      Permalink

      Trattasi di una GIMBAL completa di motori e centralina di controllo/bilanciamento per il supporto di una fotocamera o qualunque altro strumento necessario alle misura.

      Risposta
      • 3 febbraio 2017 in 17:25
        Permalink

        In tutta sincerità non vedo nessuna voce dell’Allegato A che possa fare al caso suo.

        Risposta
  • 4 febbraio 2017 in 13:10
    Permalink

    Ok grazie mille. In caso mi rifarò al solo “superammortanento” al 140% che non necessita di particolari dichiarazioni.

    Grazie.

    Risposta
  • 5 febbraio 2017 in 9:57
    Permalink

    Buongiorno,un azienda che noleggia autovetture e centralini telefonici a quali incentivi sull’ammortamento puo’ accedere?
    Geazie
    Elga

    Risposta
  • 5 febbraio 2017 in 10:14
    Permalink

    Buongiorno Elga, l’incentivo non è legato all’attività della società, ma alla tipologia del bene, che deve essere uno di quelli elencati in questo post. Nel vostro caso posso solo immaginare:

    – macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico/scarico, movimentazione, pesatura e/o il sorting automatico dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici)

    – magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

    – strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica, consentendo il richiamo di prodotti difettosi o dannosi

    – sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligente/robotizzata/interattiva il compito dell’operatore

    – interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che coadiuvano l’operatore a fini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica.

    Risposta
    • 5 febbraio 2017 in 10:40
      Permalink

      Le auto sono comunque state confermate per i noleggiatori, vero?
      Buona giornata

      Risposta
      • 5 febbraio 2017 in 10:43
        Permalink

        Sono state escluse per l’uso promiscuo, ma confermate per voi con incentivo al 140%.

        Risposta
  • 14 febbraio 2017 in 16:25
    Permalink

    Buongiorno,
    per azienda produttrice di macchine per il confezionamento e imballaggio, sono da rispettare tassativamente le seguenti 5 caratteristiche e ne può mancare una? a cosa si va incontro in caso di verifica e non rispetto delle condizioni?

    • controllo per mezzo di CNC e/o PLC
    • interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program
    • integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo
    • interfaccia tra uomo e macchina (HMI, ndr) semplici e intuitive
    • rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza, salute e igiene del lavoro

    Grazie per la cortese attenzione

    Risposta
    • 14 febbraio 2017 in 16:55
      Permalink

      Buongiorno Giorgio, sì i 5 punti sono da rispettare tassativamente e il consiglio che dovete dare ai vostri clienti è di indicarne il rispetto esplicitamente nell’autocertificazione / perizia / attestato di conformità. La mancanza di uno dei 5 punti rende ovviamente illecita la fruizione del beneficio. In sede di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate saranno erogate sanzioni come in qualsiasi altro caso di indebita fruizione.

      Risposta
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  • 21 marzo 2017 in 13:14
    Permalink

    Gentile,
    non mi è chiaro se una società che volesse acquistare servizi di progettazione, costruzione ed assemblaggio di parti meccaniche finalizzati alla realizzazione di sistemi industriali complessi (es: linea di automazione con particolari caratteristiche rispondenti a quanto previsto dall’All.to A) possa beneficiare dell’agevolazione fiscale.
    In sostanza, vorrei capire se:
    – le spese di progettazione per sistemi di automazione siano ammessi al beneficio;
    – se un sistema di automazione (costituito da più macchine ed, evidentemente, da soluzioni di interconnessione), benchè acquistato come soluzione all-inclusive, possa essere considerati ammissibile ai fini dell’agevolazione
    La ringrazio

    Risposta
    • 22 marzo 2017 in 9:04
      Permalink

      Buongiorno Silvio, se intendete realizzarvi la macchina per conto vostro e siete anche gli utilizzatori della macchina (bene realizzato in economia) allora sì. Legga pure qui https://www.innovationpost.it/2017/02/02/super-e-iper-ammortamento-anche-per-le-macchine-fai-da-te/
      Negli altri casi invece NO perché l’incentivo riguarda solo l’acquisto di uno dei beni elencati.
      Quanto al “sistema di automazione”, la risposta è negativa: per essere incentivati i beni devono essere conformi singolarmente a uno di quelli presenti nell’elenco e l’agenzia delle entrate ha chiarito che la perizia va fatta per ciascun bene. Ovviamente il sistema nel suo complesso potrà essere utilizzato come “spiegazione” dei benefici 4.0 nell’autodichiarazione o nella perizia.

      Risposta
  • 30 marzo 2017 in 14:54
    Permalink

    Buongiorno Franco,
    se un’azienda volesse dotarsi di un defibrillatore DAE potrebbe accedere al super ammortamento 250%? Può calzare nelle interfacce uomo macchina intelligenti che coadiuvano l’operatore a fini di sicurezza etc?
    La ringrazio
    Elisabetta

    Risposta
    • 30 marzo 2017 in 16:16
      Permalink

      Buongiorno Elisabetta. No, il defribillatore è un bene strumentale che può essere acquistato con il super ammortamento al 140%, ma non rientra nell’elenco dei beni che possono godere dell’iper al 250%

      Risposta
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  • 7 aprile 2017 in 20:35
    Permalink

    Buonasera Franco e complimenti per l’articolo. Avrei bisogno di un chiarimento se possibile, che può trasformarsi in un grande aiuto.
    Mi occupo di sistemi di automatizzazione dei prezzi in diversi settori (industriali e nella GDO/DO), (impianti che consentono l’aggiornamento automatico dei prezzi a scaffale). La categoria di prodotto fino allo scorso anno rientrava nel super ammortamento.
    Quest’anno, con la novità dell’iperammortamento, i miei concorrenti stanno andando dai potenziali clienti con una perizia tecnica che attesta che acquistando il bene esclusivamente dalle loro aziende(sempre e comunque inferiore ai 500.000 € per singolo impianto) , è possibile usufruire dell’iperammortamento e che esiste un albo in cui vi sono elencate le aziende da cui è possibile acquistare i prodotti che possono beneficiare di tale agevolazione.

    Premesso che il bene può rientrare nell’iperammortamento, le domande sono le seguenti:
    – Esiste realmente un elenco di produttori/aziende certificate per l’iperammortamento o gli unici elenchi veritieri a cui fare riferimento sono gli allegati A e B presenti nella legge di bilancio?
    – Una volta acquistato il bene, chi decide se quel bene rientra oppure no nell’iperammortamento?
    – In che termini temporali deve essere richiesto l’iperammortamento riguardante un bene acquistato ad esempio nel mese di aprile?

    In attesa di un suo cortese riscontro, la ringrazio anticipatamente per le risposte che vorrà fornirmi.

    Risposta
    • 8 aprile 2017 in 9:12
      Permalink

      Buonasera Giancarlo. Andiamo con ordine.
      – Il superammortamento esiste ancora ed è applicabile praticcamente ogni volta che non ricorrono i requisiti per l’iperammortamento

      – No, non esiste alcun “albo” di fornitori certificati di beni ammessi all’iperammortamento

      – Non esiste nessuna perizia che possa produrre un fornitore di tecnologia per attestare che il bene che vende è ammesso all’iperammortamento. La “dichiarazione” (così si chiama nel caso di beni inferiori a 500 mila euro) deve essere prodotta dal legale rappresentante dell’azienda che FRUISCE del beneficio (il vostro cliente), sotto la propria responsabilità.

      – I fornitori possono sicuramente aiutare il cliente a redigere la parte tecnica del documento, per esempio offrendo supporto tecnico per dimostrare che quel bene corrisponda a una delle merceologie previste nell’Allegato A o B, ma la dichiarazione deve anche attestare l’avvenuta interconnessione del bene ai sistemi aziendali che – come può immaginare – avviene con modalità diverse da azienda ad azienda.

      – Chi decide che quel bene rientra o no nell’iperammortamento? È il CLIENTE che si assume la responsabilità di attestarlo nella “dichiarazione”. In caso di dubbi tecnici si può chiedere il parere del Ministero dello Sviluppo Economico. E’ anche possibile farsi fare, su base volontaria, una perizia giurata al posto della dichiarazione anche se il valore del bene è inferiore a 500 mila euro. Ovviamente la perizia si paga.

      – Ultimo punto: l’iperammortamento non si richiede. È un’operazione contabile che fa il commercialista nella dichiarazione dei redditi la prossima estate. La cosa FONDAMENTALE è che l’investimento sia stato effettuato (e pagato) entro il 31/12/2017 e che la macchina sia consegnata entro il 30/06/2018

      Risposta
      • 8 aprile 2017 in 10:16
        Permalink

        Buongiorno Franco, la ringrazio enormemente per le precise delucidazioni.

        Cordiali saluti

        Risposta
  • 19 aprile 2017 in 10:53
    Permalink

    Buongiorno,
    ma i fresatori e le stampanti 3d per i manufatti protesi dentaria, rientrano in questi parametri?

    Risposta
    • 19 aprile 2017 in 10:59
      Permalink

      Non ci sono limiti agli ambiti applicativi, quindi sì se sono 4.0 nel senso spiegato in questo articolo, cioè se rispondono ai requisiti e alle condizioni richieste per l’interconnessione

      Risposta
  • 18 maggio 2017 in 11:49
    Permalink

    Buongiorno,

    grazie per aver scritto questo utilissimo articolo.

    Vorrei sottoporre un caso pratico, acquistando una machina CNC dotata del controller “Siemens Sinumerik 808D Advanced” (che è dotato di scheda ethernet e secondo il manuale permette tra le altre cose, di caricare ed eseguire programmi da PC remoto oltre che telediagnostica etc. etc.), si può beneficiare dell’iperammortamento?

    A me pare di si anche perchè Siemens con la linea Sinumerik è uno dei principali fautori di Industry 4.0 ma viste le sanzioni che si rischiano in caso di errore vorrei essere sicuro prima di procedere con l’acquisto.

    Preciso a scanso di equivoci che sto parlando del solo acquisto di una macchina dotata del controller Siemens 808D Advanced (entry-level nella famiglia Sinumerik), sua connessione alla LAN aziendale, ed utilizzo delle sole funzioni già embedded nel controller stesso SENZA l’aquisto di licenze software aggiuntive.

    E’ chiaro che la suite software di Siemens “SINUMERIK Integrate” soddisfa in eccesso le specifiche ministeriali per fruire dell’iperammortamento, ma è anche vero che il costo di tutte le licenze software che compongono tale suite eccedono grandemente il costo della piccola macchina CNC che stiamo considerando.

    Quindi vorrei sapere se una macchina dotata del controller Siemens Sinumerk 808D Advanced connessa in rete a un PC remoto e SENZA l’acquisto di licenze software aggiuntive, soddisfa i requisiti ministeriali per fruire dell’iperamortamento.

    Perchè altrimenti, se per avere uno “sconto” del 36% sulla macchina bisogna acquistare delle licenze che costano il triplo della macchina stessa, l’operazione non ha senso, l’incentivo è un disincentivo, serve solo alla grande industria ma tutti i piccolissimi imprenditori che tirano la cinghia, e in Italia sono milioni, non vi possono accedere.

    Grazie anticipatamente.

    Risposta
  • 20 maggio 2017 in 19:50
    Permalink

    Buongiorno Mario, ho chiesto a Siemens alcuni chiarimenti, è possibile che a breve rispondano anche loro direttamente al suo quesito. Per quanto mi riguarda, il CNC integrato nella macchina permette di avere le 5 caratteristiche obbligatorie. Il punto è che occorre rispettare anche 2 delle altre tre condizioni:
    – sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto
    – monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo
    – caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico)
    I moduli software della suite “Integrate” permettono di farlo (mi hanno detto in Siemens che quelli per la teleassistenza costano circa un migliaio di euro), ma lei è ovviamente liberissimo di usare una qualsiasi altra soluzione sul mercato o fai-da-te per ottenere lo stesso risultato.
    Si ricordi inoltre che oltre a essere tecnicamente industry 4.0 – ready, la macchina deve anche essere realmente interconnessa all’impianto e la cosa va poi dimostrata nella dichiarazione da preparare a cura del legale rappresentante della società.

    Risposta
  • 25 maggio 2017 in 13:32
    Permalink

    ho postato un commento l’altro ieri ma non lo vedo. Ho sbagliato a scriverlo o deve essere moderato

    Risposta
  • 25 maggio 2017 in 14:05
    Permalink

    Buongiorno.
    Riposto allora il messaggio perchè forse lo avevo inserito in modo errato.
    Il quesito era relativo all’importo dell’attrezzatura per essere ammissibile all’iperammortamento.
    In pratica l’importo dei 500 k può essere comprensivo della parte installazione, configurazione, messa in esercizio, etc.?
    Leggendo l’OIC 16 dell’Organismo Italiano di Contabilità (principi contabili sulle immobilizzazioni materiali) si dice che il valore originario delle immobilizzazioni è pari al costo effettivamente sostenuto per l’acquisizione del bene. Tale costo comprende il costo d’acquisto, i costi accessori d’acquisto e
    tutti i costi sostenuti per portare il cespite nel luogo e nelle condizioni necessarie perché
    costituisca bene duraturo per la società.
    I costi accessori d’acquisto comprendono tutti i costi collegati all’acquisto che sono sostenuti
    affinché l’immobilizzazione possa essere utilizzata.
    Per gli Impianti e macchinari i costi accessori sono: i costi di progettazione; i trasporti; dazi su importazione; i costidi installazione; i costi ed onorari di perizie e collaudi; i costi di montaggio e posa in opera; i costi di messa a punto.
    Pertanto mi sembra di capire che se il valore del macchinario è 400 keuro ed il valore dei costi accessori è 250 keuro (ad esempio) , complessivamente siamo a 650 keuro e quindi eleggibile ad iper ammortamento. E’ così?

    Risposta
  • 25 maggio 2017 in 15:03
    Permalink

    Gli oneri accessori direttamente imputabili all’investimento fanno parte del costo che si può portare in iperammortamento. Non mi è chiaro invece il discorso dei 500 mila euro che lei fa: quell’importo è semplicemente la soglia oltre la quale scatta l’obbligo della perizia o attestazione di conformità e va inteso naturalmente comprensivo degli oneri accessori

    Risposta
  • 25 maggio 2017 in 15:23
    Permalink

    Si ha ragione, l’ho scritto male. Il riferimento ai 500 k era per la necessaria perizia giurata. Il dubbio mi era venuto perchè leggendo l’art 1 comma 11 della L. 232/16 si parla di costo di acquisizione dei beni mentre al comma 9 si parla d’investimenti e quindi di iperammortamento sui costi di acquisizione .
    La mia prima interpretazione, non essendo commercialista ma un tecnico, era che fossero due cose distinte . Forse se avessero usato il termine che si usa nei principi contabili (valore originario della immobilizzazione) sarebbe stato più chiaro ma usando il termine acquisizione (acquisto) ho avuto il dubbio che non includesse gli oneri accessori di acquisto. Grazie del chiarimento.

    Risposta
  • 31 maggio 2017 in 10:23
    Permalink

    Buongiorno,
    Complimenti per l’articolo e i vari chiarimenti esaustivi.
    Avrei bisogno pure io di un chiarimento…..in un contesto di linee automatiche di produzione composte da molteplici macchine interconnesse tra loro per lavorare in automatico e in sincrono, ma che da sole non danno un prodotto finito (questo esce a fine linea)….per i 5 requisiti tassativi cosa va considerato la linea nel suo insieme o le singole macchine?

    Risposta
    • 31 maggio 2017 in 10:38
      Permalink

      Buongiorno e grazie. I 5 requisiti e le 2 condizioni obbligatorie devono essere rispettati da ciascuna macchina. E’ evidente che il soddisfacimento del requisito dell’interconnessione dipende proprio dal fatto che siano integrate in linea. Questa è una cosa che va spiegata nella perizia / attestazione di conformità

      Risposta
  • 31 maggio 2017 in 14:55
    Permalink

    Buongiorno, mi accodo al quesito del mio collega Sig. Roberto….nel mio caso però, non tutte le “macchine” (o meglio quasi-macchina?) hanno il proprio quadro con il proprio plc, ma c’è un quadro elettrico ed un plc (q.e. di zona) che gestisce un gruppo di macchine, in questa configurazione, per soddisfare il 1° requisito, come va considerato?…..il gruppo di macchine va considerato come macchina singola?….stessa cosa dicasi per le protezioni che sono di impianto/linea gestite da un unico PLC dedicato e non sono suddivise per singola macchina…La ringrazio anticipatamente.

    Risposta
    • 1 giugno 2017 in 7:41
      Permalink

      Buongiorno Simona, in questo caso è considerato una sola “macchina” l’insieme delle apparecchiature che rispondono al medesimo sistema di controllo. Perché siano incentivabili è l’intero assieme che deve corrispondere a una delle voci previste nell’Allegato A, quindi un gruppo di macchine che fa assemblaggio, packaging oppure trasformazione di materiali (per fare un esempio) va bene. Ovviamente il tutto deve rispettare i 5+2 requisiti.

      Risposta
  • 22 giugno 2017 in 10:45
    Permalink

    Buongiorno. Se per un bene consegnato ed entrato in funzione nel 2017 è stato pagato un acconto a dicembre 2016, è possibile portarne in iperammortamento solo la quota pagata nel 2017?
    Il bene possiede ovviamente tutte le caratteristiche previste dalla legge di bilancio 2017.
    La ringrazio anticipatamente

    Risposta
    • 22 giugno 2017 in 11:10
      Permalink

      No, in iperammortamento va tutto o niente. Se è stato versato solo un acconto, ma il bene è stato consegnato nel 2017, l’investimento è iperammortizzabile.

      Risposta
      • 25 agosto 2017 in 14:22
        Permalink

        La L. 232/16 è stata pubblicata in GU il 21-12-2016. Se un ordine è stato fatto nel 2016 , l’attrezzatura potrebbe utilizzare questa agevolazione solo se l’ordine e l’acconto non sia stato effettuato in data antecedente ma in data successiva e sino al limite per l’interconnessione del 30-9-18?

        Risposta
        • 25 agosto 2017 in 16:19
          Permalink

          Buongiorno, per l’iperammortamento non rileva la data dell’ordine ma quella di consegna. Il bene deve essere consegnato dal 1 gennaio 2017 al è0 settembre 2018. Altra cosa poi non c’è un termine ultimo per l’interconnessione (può avvenire anche nel 2019, ma ovviamente il beneficio inizierà da quell’anno)

          Risposta
  • 4 luglio 2017 in 8:29
    Permalink

    Gentilissimo Franco,
    le pongo questo quesito: noi abbiamo macchine di diverse tipologia acquistate nel 2017 già predisposte per l’invio della telemanutenzione e quant’altro relativo alla “interconnessione”. Vorremmo sviluppare il sistema di interconnessione tra le varie macchine al fine di rientrare nell’iperammortamento.
    Ad esempio ho i beni A,B,C che devono comunicare con l’impianto Z. Per fare ciò andiamo ad inserire delle apposite centraline X (PLC come indicati dalla normativa) in maniera tale che il risultato finale sia che A+X, B+X, C+X riescano a comunicare con l’impianto Z.

    La domanda è questa: una volta che ho inserito le centraline X, posso applicare l’iperammortamento a tutto il bene (A+X) o solo a X?
    Ossia, il fatto di applicare tecnologie tali da consentire l’interconnessione e gli altri punti richiesti dalla normativa (i 5+2) mi permette di iperammortizzare tutto il bene o solo la tecnologia aggiuntiva che ho applicato?
    La ringrazio anticipatamente per l’attenzione

    Risposta
    • 4 luglio 2017 in 8:45
      Permalink

      Tecnicamente si tratterebbe di un revamping di un impianto in chiave 4.0, che da diritto a fruire dell’iperammortamento solo per la parte “X”. Tuttavia, avendo voi effettuato anche la prima parte dell’investimento nel 2017, le centraline diventano gli strumenti utilizzati per realizzare l’interconnessione delle macchine, che – come da previsione della legge – può essere anche successiva all’acquisto. Occhio a DUE requisiti fondamentali: le macchine devono essere state consegnate nel 2017 ed essere comunque tra quelle elencate in questo post.

      Risposta
  • 13 luglio 2017 in 10:48
    Permalink

    Buongiorno
    Stiamo valutando l’Inserimento in azienda serigrafica di un macchinario per il taglio di materiale pvc adesivo (ZUND S3 M-1600) con relativi software per il funzionamento e rilevamento automatico di parametri di taglio e in aggiunta un sistema (ZUND Mettifoglio) che permetta il caricamento automatico di pile di fogli.
    il macchinario è connesso alla rete aziendale e comunica con un pc (comandato da operatore) per prendere i parametri di taglio e in occasione di alcuni prodotti può autonomamente leggere il codice qr stampato sul prodotto e prendere automaticamente il file con i parametri corretto.

    Inoltre stiamo cambiando anche il programma di contabilità e gestione produzione, ma non penso possano comunicare automaticamente senza l’intervento di un operatore.

    Il prezzo dell’insieme è di circa 130k
    Non sono “certo” si possa applicare l’iperammortamento.
    Mi può gentilmente dare dei consigli su dove spingere la mia analisi.?
    Grazie

    Risposta
    • 13 luglio 2017 in 16:26
      Permalink

      Buongiorno.

      Mi permetto di rispondere alla sua richiesta in accordo con Franco Canna.
      La macchina per il taglio da lei descritta rientra sicuramente nella categoria di macchine presenti nell’Allegato A della Legge di Bilancio. Ho però dei dubbi in merito ai requisiti obbligatori che le macchine devono rispettare. In particolare sarebbe opportuno conoscere meglio i dettagli relativi ai dati che la macchina mette a disposizione e che devono essere raccolti e gestiti dal gestionale. Negli Audit che sto facendo per la certificazione delle macchine, l’aspetto più critico che ho riscontrato riguarda proprio l’integrazione tra esse e i sistemi di gestione.

      In attesa di un riscontro, porgo i miei saluti

      Risposta
      • 13 luglio 2017 in 17:14
        Permalink

        Buongiorno.
        al momento non sono a conoscenza di che dati la macchina possa scambiare con il gestionale, ipotizzo i tempi di taglio che presumo vengano scritti su un file di log dalla macchina, e un operatore compila la commessa nel gestionale per consuntivarla.
        Ma separando il discorso macchina dal gestionale, la macchina interagisce con la rete aziendale
        – Manualmente: operatore importa file di rete nel programma della macchina.
        – Automaticamente (tecnicamente non so bene come) legge con la telecamera il qr code sul disegno stampato e prende i parametri di taglio.

        Secondo lei devo chiedere al venditore maggiori specifiche su questo punto?
        Grazie

        Risposta
        • 17 luglio 2017 in 10:48
          Permalink

          – L’operatore importa file di rete nel programma della macchina – OK risponde al secondo requisito.
          – Automaticamente (tecnicamente non so bene come) legge con la telecamera il qr code sul disegno stampato e prende i parametri di taglio. – Questo non basta a dimostrare l’integrazione: occorre dimostrare che la macchina parli con il gestionale o con altre macchine perché si possa definire “integrata”.
          Occhio anche al fatto che oltre ai 5 requisiti devono essere rispettate anche le 2 condizioni su tre.
          Per quanto riguarda il software, la parte legata alla produzione può passare (al 140%), mentre la contabilità è esclusa.
          Anche se la spesa non arriva ai 500 mila euro mi permetto comunque di suggerirle di valutare di farsi fare una perizia / attestazione di conformità.

          Risposta
  • 13 luglio 2017 in 11:48
    Permalink

    Buongiorno. Per macchinari/attrezzature (acquistate nel 2017) che vengono utilizzate in R&D , se queste soddisfano i 5 requisiti obbligatori e gli altri 2 dei 3, dovrebbero rientrare in iperammortamento se vengano interconnesse entro il 2017 . E’ corretto o in ogni caso devono passare in produzione. Spesso capita o che le macchine rimangono in R&D oppure dopo un pò passono in produzione

    Risposta
      • 13 luglio 2017 in 13:07
        Permalink

        Buongiorno
        riesce cortesemente a dare seguito anche alla mia richiesta, o necessita di ulteriori dettagli?
        Grazie mille
        Paolo

        Risposta
          • 17 luglio 2017 in 10:36
            Permalink

            BUongiorno
            Grazie per le risposte di Alessandro Ferrari, ma mi rimangono ancora delle dubbiosità sul discorso interazione, vedasi discussione poco sopra.
            Riuscite a indicarmi quali domande posso fare al costruttore per esaurire i dubbi?
            Grazie

  • 17 luglio 2017 in 15:25
    Permalink

    Buongiorno Paolo.

    Dal costruttore si deve far dare l’elenco delle variabili che la macchina mette a disposizione, quindi che possono essere acquisite tramite un file log e il formato in cui sono rese disponibili. Tra le variabili messe a disposizione ci devono essere quelle indicanti l’avanzamento della produzione e quelle che permettono di fare il monitoraggio funzionale della macchina. Attenzione poi al discorso del monitoraggio continuo dei dati e della possibilità di verificare la deriva del processo. Le FAQ del Mise hanno indicato che non ci deve essere un intervento diretto sulla deriva ma ci deve essere la possibilità di monitorare tale fenomeno.

    A presto

    Risposta
  • 26 luglio 2017 in 7:57
    Permalink

    Buongiorno, un sistema di controllori e sensori corredato da un software su piattaforma web finalizzato alla gestione, alla diagnostica e al monitoraggio dei consumi energetici di apparecchi di illuminazione a led può rientrare nella categoria “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità – componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni” prevista nell’allegato A?

    Risposta
  • 2 agosto 2017 in 14:41
    Permalink

    Buongiorno ho un dubbio. Se un macchinario è stato ordinato nel 2016 con acconto e saldo pagato nel 2017, mi sembra che l’eleggibilità sia valida nel 2017. Corretto?

    Risposta
      • 21 agosto 2017 in 14:05
        Permalink

        quindi un bene entrato nel 2017 , già interconesso nel 2017, ma per il quale manca ancora il pagamento di saldo (acconto superiore al 20%) , che potrebbe avvenire anche nei primi mesi del 2018, si può portare in iperammortamento nel 2017 o solo nell’anno in cui è avvenuto il saldo ?
        Il dubbio mi viene perchè la norma estende al 2018 il saldo delle attrezzature ordinate e con acconto avvenuto nel 2017. In pratica ho un macchinario ordinato nel 2017 ma per il quale manca il saldo e mi viene il dubbio, visto che è superiore a 500 k, se nella perizia che già sto predisponendo, devo indicare qualcosa al riguardo (ad es. che se il saldo avviene nel 2017 potrà andare in iperammortamento già nel 2017 oppure se questo potrà avvenire solo a saldo avvenuto e questo lo devo inserire in perizia

        Risposta
        • 21 agosto 2017 in 16:17
          Permalink

          Caro Giuseppe, come abbiamo già anticipato nella risposta precedente, l’unica data che importa è quella della consegna del bene e quella dell’avvenuta interconnessione. La data del saldo non ha importanza.

          Risposta
  • 24 agosto 2017 in 14:32
    Permalink

    Buongiorno Franco. Un chiarimento. Un sistema di verifica qualitativa mediante ispezione ottica del prodotto (ad es. un microscopio) dovrebbe rientrare tra quelli previsti dal punto 12 dalla circolare Entrate 4/E. In tal caso che poter fruire dell’iperammortamento è sufficiente che rientri in quelle categorie senza altre verifiche? Cioè mentre per le attrezzature di cui al punto 11 occorre anche il soddisfacimento delle 5 obbligatorie e delle 2 su 3, nel caso di cui ai sistemi di cui al punto 12 non vi è altro da verificare. E’ corretto?

    Risposta
    • 24 agosto 2017 in 18:55
      Permalink

      Buonasera Giuseppe, per gli strumenti di misura non è richiesto il rispetto dei 5 requisiti e delle 2 condizioni; tuttavia anche per questi beni è necessaria la dichiarazione del legale rappresentante dell’azienda (in caso sia un investimento inferiore a 500 mila euro; perizia in caso sia maggiore) che attesti la rispondenza merceologica dell’investimento a una delle categorie incentivate e l’avvenuta INTERCONNESSIONE (legga qui https://www.innovationpost.it/2017/02/03/iper-ammortamento-cose-linterconnessione/)

      Risposta
  • 31 agosto 2017 in 12:18
    Permalink

    Buongiorno Franco.

    1 QUESITO

    A proposito di agevolazione ad iperammortamento per revamping o ammodernamento di un macchinario esistente , questo è possibile solo se con questa azione si soddisfano adesso i 5+2 requisiti o anche se il macchinario (acquistato nel 2016) li aveva già ?
    Nelle FAQ del 12-5-17 si parla di questo ma sembra che l’agevolazione sia possibile solo se il soddisfacimento dei 5+2 avvenga grazie al revamping o all’ammodernamento.

    2 QUESITO

    L’ampliamento della capacità produttiva di una attrezzatura (anche questa acquistata nel 2016) , attraverso ad es. il raddoppio della stessa con unità aggiuntive, che però utilizzano il cervello della macchina principale e nel complesso si soddisfano sempre i 5+2, può essere oggetto di iperammortamento (solo per la parte aaggiuntiva)?

    Risposta
    • 31 agosto 2017 in 13:30
      Permalink

      1 quesito – Come scritto nella circolare 4E “La ratio delle disposizioni sull’iper ammortamento è, quindi, anche quella di voler favorire il passaggio al modello “Industria 4.0” attraverso l’ammodernamento o il revamping di beni già esistenti”. È chiaro che il caso del revamping di una macchina che è già 4.0 è piuttosto singolare. In ogni caso, credo di sì.

      2 quesito – occorre capire di quali “unità” si tratta. Se stiamo parlando di macchine rientranti nell’elenco credo di sì, ma su questo punto probabilmente le risponderà l’ing. Ferrari di Bureau Veritas, perché credo si entri nel regno delle “semi-macchine” e le cose si complicano.

      Risposta
      • 4 settembre 2017 in 18:21
        Permalink

        Buongiorno a tutti.

        In merito al quesito n° 2 avrei bisogno di avere maggiori informazioni. Si dice che, per esempio, si è ottenuto il raddoppio della capacità produttiva tenendo lo stesso sitema di controllo. Il raddoppio della capacità produttiva rappresenta, ai fini della direttiva macchina, una modifica sostanziale che implica un nuova marcatura. Inoltre, secondo quanto riportato nei chiarimenti del Mise, per ammodernamento si intende qualcosa che non implica una modifica sostanziale e per revamping di una macchina, una modifica che porta la macchina a produrre qualcosa di diverso rispetto a prima del revamping. Siamo quindi in una situazione borderline che necessita più informazioni.

        Cordiali saluti

        Risposta
  • 31 agosto 2017 in 12:54
    Permalink

    avevo dimenticato di chiederti l’interpretazione del termine revamping.
    Nelle FAQ del MISE del 12-5-17 (in risposta ad un quesito sul revamping viene riportato . ” …..sia nel caso di revamping (la macchina produrrà qualcosa di diverso)……”.
    In realtà per me il revamping era sempre stato inteso come una serie di azioni mirate a modificare un processo obsoleto al fine di incrementare la produttivita, migliorare la sicurezza, etc.
    Non ho mai inteso che la macchina dovesse produrre necessariamente qualcosa di diverso.
    Come la intendi tu?

    Risposta
    • 31 agosto 2017 in 13:32
      Permalink

      Per me “Revamping” è l’aggiornamento delle caratteristiche tecniche di una macchina o impianto al fine di produrre gli stessi beni in maniera diversa (più efficiente, con maggiore qualità ecc.) o altri beni. Il MISE distingue tra ammodernamento e revamping dando quella discutibile definizione, ma comunque dice che l’intervento vale in entrambi i casi.

      Risposta
  • 6 settembre 2017 in 14:49
    Permalink

    Buongiorno,
    vi sono delle attrezzature di produzione che consentono l’aggiunta di moduli , nell’ambito della stessa macchina, per aumentare la capacità di lavorazione. Una situazione di questo tipo non dovrebbe essere nè revamping nè ammodernamento ma un semplice ampliamento ma il prodtto finale (outpu) rimane lo stesso. La macchina nel complesso continua a rispettare i 5+2 requisiti. Penso che questo modulo aggiuntivo potrebbe andare in iperammortamento o no?

    Risposta
  • 6 settembre 2017 in 14:56
    Permalink

    Altra problematiche che sto riscontrando riguarda le cosiddette attrezzature ” refurbished” (revisionate, rinnovate ,messe a nuovo) dallo stesso produttore (parliamo di macchine di prezzi molto elevati) e fatturate di solito a prezzi inferiori. La norma parla espressamente di “beni strumentali nuovi” ma il dubbio che mi viene è che questa indicazione potrebbe non riguardare questa casistica se la macchina è venduta dallo stesso produttore e non da altri utilizzatori precedenti. Francamente mi sembrerebbe strano che per queste non sia possibile l’iperammortamento , Cosa ne pensate al riguardo?

    Risposta
    • 6 settembre 2017 in 18:47
      Permalink

      Su questo punto la normativa è chiara e restrittiva. I beni devono essere nuovi o utilizzati soltanto per expo.

      Risposta
      • 12 settembre 2017 in 14:50
        Permalink

        Buongiorno Franco,

        rileggendo però la circolare 4E, pag. 28, viene però riportato quanto segue : ” Con riguardo ai beni complessi, alla realizzazione dei quali abbiano concorso anche beni usati, si precisa che il requisito della novità sussiste in relazione all’intero bene, purchè l’entità del costo relativo ai beni usati non sia prevalente rispetto al costo complessivamente sostenuto”.

        A questo punto però non saprei conciliare questo con quanto riportato sulla normativa quando si fa riferimento esclusivamente a beni nuovi.

        Da come interpreto la circolare se io acquisto un bene che ha una parte “usata”, se questa non è prevalente sul costo complessivo, potrei portarla in iperammortamento.
        Che ne pensi al riguardo?

        Risposta
        • 12 settembre 2017 in 18:08
          Permalink

          Proprio così, ma non c’è contrasto: il bene è considerato “nuovo” se realizzato in prevalenza con componenti nuove. Per intenderci, un costruttore può riutilizzare qualche parte meccanica di vecchie macchine dismesse, ma il loro contributo al “valore” della nuova macchina non deve essere prevalente.

          Risposta
  • 21 settembre 2017 in 18:39
    Permalink

    Buongiono Franco,
    chiedo se possibile che un Perforatore, usato nelle cave di estrazione di ghiaia per la creazione dei fori in cui inserire le cartucce di esplosivo, tipo ATLAS SMARTROC T 35 possa avere le caratteristiche per godere dell’iperammortamento.

    Risposta
    • 21 settembre 2017 in 19:19
      Permalink

      Buonasera Pino, francamente non ne ho idea. Dal punto di vista merceologico forse potrebbe essere considerata tra le “macchine utensili per asportazione”. In ogni caso faccio fatica a immaginare come per una macchina mobile del genere, che opera in autonomia e in maniera completamente svincolata dal resto dell’impianto, si possa dimostrarne il possesso dei 5+2 requisiti. Le suggerisco nel caso di chiedere a un consulente che conosce bene il suo settore (magari l’associazione di categoria?).

      Risposta
  • 2 ottobre 2017 in 10:29
    Permalink

    Buongiorno Franco,
    le pongo due quesiti:
    l’acquisto di un server esclusivamente dedicato all’interconnessione tra macchina e gestionale aziendale rientra nell’iperammortamento?
    il software per permettere l’interconnessione tra la macchina e il gestionale aziendale rientra nell’iperammortamento?
    Grazie

    Risposta
    • 2 ottobre 2017 in 10:32
      Permalink

      Primo quesito: sì se si riesce a farlo passare come intervento di revamping della linea.
      Secondo quesito: sì, ovviamente se associato all’acquisto di un bene materiale incentivato al 250%

      Risposta
  • 2 ottobre 2017 in 11:19
    Permalink

    Buongiorno Franco,

    sto attenzionando un’attrezzatura nell’ambito dei sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (par 12 della circolare Agenzia Entrate 4/e pag. 88-89).
    Nell’ambito della categoria ” altri sistemi di monitoraggio in process per assicurare e tracciare la
    qualità del prodotto o del processo produttivo e che consentono di
    qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa
    al sistema informativo di fabbrica, diretta o indiretta.”.

    Quello che non mi è chiaro è che cosa s’intenda con il termine indiretta.
    Poichè sto verificando il requisito d’interconnessione, il termine “indiretta” potrebbe intendersi come la possibilità di scaricare i dati dei test anche su una chiavetta USB e poi elaborare/visionare in dati successivamente e questo soddisfa il termine “interconnessione”?
    Non riesco a trovare un altro significato

    Risposta
    • 2 ottobre 2017 in 11:45
      Permalink

      Credo che diretta o indiretta si riferisca alla “maniera” in cui viene tracciata o assicurata la qualità del prodotto. Per esempio un modo indiretto è misurare alcuni parametri fisici che di per sé non incidono sulla qualità del prodotto, ma possono essere indice di un progressivo deterioramento del processo.

      Risposta
  • 4 ottobre 2017 in 14:08
    Permalink

    Buongiorno. Anche per i beni immateriali (software) connessi ad attrezzature che vanno in iperammortamento, e’ richiesto lo stesso la predisposizione di una perizia quando superano i 500 k anche se andranno in superammortamento e non iper?

    Risposta
  • 6 ottobre 2017 in 10:42
    Permalink

    Buongiorno,
    ho un dubbio riguardo alla categoria di appartenenza di una macchina per la stampa automatica di etichette gestita da azionamenti e controllata tramite plc, dotata di hmi semplice e intuitiva a interconnessa ai sistemi aziendali.
    Da questa descrizione sembrerebbe rientrare nella categoria “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti” ma non riesco ad individuare la sotto-categoria più pertinente. Potrebbe trattarsi di “macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici”? Mi è venuta in mente questa perché tra gli esempi presenti nella circolare si parla di stampa su carta e tessuti.
    La ringrazio in anticipo per la risposta

    Risposta
    • 6 ottobre 2017 in 15:40
      Permalink

      Buongiorno, la stampa di un’etichetta non altera le caratteristiche superficiali del prodotto (a differenza di una marcatura diretta). Per il vostro caso dovete vedere il secondo gruppo di prodotti (Sistemi per la qualità ecc.), dove si parla esplicitamente di “strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica, consentendo il richiamo di prodotti difettosi o dannosi”

      Risposta
  • 10 ottobre 2017 in 12:34
    Permalink

    Buongiorno Franco. Sto affrontando la parte ICT (quella che fa riferimento ai beni immateriali dell’allegato B) e mi sembra di capire che la parte che viene coinvolta siano solo i software e le applicazioni con esclusione dell’HW (server, router, dischi, etc.) . E’ corretto? Forse questa esclusione non tiene però conto che se si vuole che una macchina sia interconnessa, oltre alla parte immateriale, serve anche l’hardware

    Risposta
    • 10 ottobre 2017 in 18:14
      Permalink

      Buonasera Giuseppe, sì l’allegato B fa riferimento unicamente ai software. Il collegamento all’hardware è (ahimè) previsto perché per accedere a questo incentivo (140%) occorre aver effettuato almeno un investimento nei beni di cui all’allegato A e non sempre l’hardware collegato a questi software vi rientra.

      Risposta
  • 11 ottobre 2017 in 14:55
    Permalink

    Buon pomeriggio Franco. Sono un ingegnere che progetta e assembla sistemi di irrigazione automatizzati composti da elettrovalvole motorizzate, sensori di controllo, plc, interfaccia di comunicazione, HMI e pc per controllo remoto. Di solito il sistema viene installato su stazioni di irrigazione esistenti per cui viene effettuato un revamping dell’impianto. Poiché si è parlato anche di Agricoltura 4.0 è possibile che il nostro sistema rientri nelle specifiche Industria 4.0

    Risposta
    • 11 ottobre 2017 in 21:11
      Permalink

      Buonasera, la normativa è “neutrale” rispetto al settore di applicazione. Sul revamping la legge dice che “Costituiscono beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave industria 4.0 i seguenti: dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti”. La chiave sta nel dimostrare che le nuove tecnologie installate rendano 4.0 i sistemi esistenti – e “4.0” nel senso indicato dalla legge (rispetto – una volta fatto l’ammodernamento – delle 5+2 condizioni indicate nel punto precedente). In caso di dubbio tecnico sull’applicabilità le ricordo che può chiedere parere al Ministero nelle modalità riportate qui https://www.innovationpost.it/2017/06/05/dubbi-iperammortamento-parere-tecnico-ministero/

      Risposta
  • 11 ottobre 2017 in 21:11
    Permalink

    Buonasera, la normativa è “neutrale” rispetto al settore di applicazione. Sul revamping la legge dice che “Costituiscono beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave industria 4.0 i seguenti: dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti”. La chiave sta nel dimostrare che le nuove tecnologie installate rendano 4.0 i sistemi esistenti – e “4.0” nel senso indicato dalla legge (rispetto – una volta fatto l’ammodernamento – delle 5+2 condizioni indicate nel punto precedente). In caso di dubbio tecnico sull’applicabilità le ricordo che può chiedere parere al Ministero nelle modalità riportate qui https://www.innovationpost.it/2017/06/05/dubbi-iperammortamento-parere-tecnico-ministero/

    Risposta
  • 16 ottobre 2017 in 17:26
    Permalink

    Buongiorno Franco. Mi stavo rileggendo i vari post per trovare spunto su qualche dubbio che ogni tanto mi viene. Parlando d’interconnessione , ho sempre considerato questo requisito come obbligatorio non solo per le macchine di produzione ma anche per i sistemi che fanno parte del punto 12 della circolare 4E e quindi anche per i sistemi di monitoraggio, ispezione oppure anche per i sistemi di trattamento di aria ed acqua. In un tuo post del 10/1/17 fai rilevare che l’interconnessione si applica solo alle attrezzature mentre in un post del 1/2/17 fai presente che per tali sistemi bisogna autocertificare o periziare la presenza dell’interconnessione. Sono argomenti differenti oppure in effetti l’interconnessione è obbligatoria anche per i sistemi di cui al punto 12?

    Risposta
    • 16 ottobre 2017 in 17:51
      Permalink

      Sono due cose diverse. Una è l’interconnessione da attestare nella dichiarazione per qualsiasi bene 4.0 per il quale si voglia fruire del 250%; altra cosa è invece l’interconnessione prevista nelle 5 condizioni per i soli beni al punto 1 (macchine). Qui con interconnessione ci si riferisce alla possibilità di caricare in remoto part program ed è una condizione che serve a distinguere le macchine 4.0 da quelle che non lo sono.

      Risposta
  • 17 ottobre 2017 in 16:03
    Permalink

    Buongiorno Franco. Nel caso un’attrezzatura sia acquistata nel 2017, sia entrata in funzione , abbia i 5+2 requisiti ma verrà interconnessa nel 2018, per godere del superammortamento nel 2017 è necessario produrre lo stesso la perizia se superiore a 500k e poi produrne un’altra ad interconnessione avvenuta per godere dell’iperammortamento nel 2018? Nella circolare 4E a pag. 61 si evidenzia questa possibilità ma non mi è chiaro se anche per quelle che godevano del solo supermmortamento fosse richiesta la perizia

    Risposta
    • 17 ottobre 2017 in 16:21
      Permalink

      La perizia va fatta sempre a interconnessione avvenuta, cioè nel 2018, e serve unicamente per aver titolo all’iperammortamento. Il superammortamento invece non richiede perizie. Quindi lei per il 2017 fruirà del superammortamento e dal 2018, avvenuta l’interconnessione e fatta la perizia, dell’iperammortamento.

      Risposta
  • 17 ottobre 2017 in 16:59
    Permalink

    in effetti anch’io l’avevo sempre inteso in questo modo.
    Il problema nasce dalla lettura della circolare 4E (pag. 61) .
    Perchè allora ammettono la possibilità di produrre le perizie in due fasi successive : la prima sulla verifica dei requisiti tecnici e la seconda sull’avvenuta interconnessione? A cosa servirebbe la prima perizia se si porta in supermmortamento la macchina in quell’anno in ogni caso?

    Risposta
  • 18 ottobre 2017 in 9:55
    Permalink

    Buongiorno Franco,
    i costi relativi ai componenti/accessori necessari per il sostegno/supporto, la corretta installazione e il corretto funzionamento di un macchinario/linea iperammortizzabile sono anch’essi iperammortizzabili? Per chiarirci, se nel preventivo di una macchinario o di una linea il costruttore indica come una voce separata il costo di questi componenti (es: carpenterie metalliche, puntoni di sostegno, passerelle per l’ispezione di macchinari molto alti, …), come vanno considerati ai fini dell’iperammortamento?

    Grazie

    Risposta
    • 18 ottobre 2017 in 10:28
      Permalink

      Buongiorno Giulia, gli oneri accessori di diretta pertinenza del bene in iperammortamento sono agevolati nella stessa misura. Noti bene: deve trattarsi di materiale esclusivamente dedicato a quel bene; non valgono quindi ammodernamenti infrastrutturali a servizio anche di altre macchine. Inoltre sono escluse costruzioni come fondazioni ecc. che sono considerati investimenti immobiliari.

      Risposta
  • 18 ottobre 2017 in 10:28
    Permalink

    Buongiorno Giulia, gli oneri accessori di diretta pertinenza del bene in iperammortamento sono agevolati nella stessa misura. Noti bene: deve trattarsi di materiale esclusivamente dedicato a quel bene; non valgono quindi ammodernamenti infrastrutturali a servizio anche di altre macchine. Inoltre sono escluse costruzioni come fondazioni ecc. che sono considerati investimenti immobiliari.

    Risposta
  • 23 ottobre 2017 in 11:14
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    Buongiorno Franco. A proposito degli investimenti immobiliari e facendo riferimento agl’impianti di trattamento aria , ad es. le camere bianche, vi è una parte più propriamente impiantistica ed una parte invece che è necessaria per isolare la camera bianca dal resto dell’area di produzione. Cioè la parte delle pareti che serve ad isolarla dal resto dell’area di produzione, i pavimenti galleggianti ed i controsoffitti (che servono sia per il flusso dell’aria sia per il passaggio degli impianti) sono tutte parti necessarie per la realizzazione della camera bianca. Di solito una camera bianca viene vista come un’unico impianto . Le opere civili ne fanno parte integrante e senza di esse la camera non esisterebbe. In questo caso come ci si dovrebbe comportare? Io pensavo di considerarli come parte dell’impianto

    Risposta
    • 23 ottobre 2017 in 11:41
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      Non sono espertissimo su questi temi, però credo che tutto ciò che è “immobiliare” sia escluso. Lo sono, per esempio, persino i basamenti delle macchine utensili, se costruiti in cemento e solidali al pavimento.

      Risposta
  • 23 ottobre 2017 in 12:39
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    Però solitamente quando si installa una macchina , soprattutto se pesante o comunque se richiede delle condizioni di perfetta planarità della base o per distribuire meglio il carico sul pavimento, è necessario che venga realizzata una piastra di appoggio in cemento oppure una struttura in acciaio. Questo tipo d’interventi dovrebbero far parte della voce installazioni . Forse il discorso immobiliare potrebbe trovare applicazione nei casi in cui venga realizzata una nuova superficie della fabbrica (ad es. un ampliamento) ed allora in questo caso potrebbe non far parte dell’oggetto di Industria 4.0. In affetti questa casistica non è ben specificata nelle norme ma in effetti è così. Non vedo altre FAQ pubblicate dal Ministero dopo l’ultime di luglio e mi sembra strano che nessuno abbia sollevato questa problematica

    Risposta
    • 23 ottobre 2017 in 13:01
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      Capisco le perplessità, ma sul tema basamenti mi risulta che siano ammessi quelli in ghisa e non quelli in cemento

      Risposta
  • 23 ottobre 2017 in 13:31
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    mi sapresti dire dove vengono riportate queste considerazioni sui basamenti?

    Risposta
  • 25 ottobre 2017 in 11:18
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    Buonasera,
    all’interno di un impianto di cogenerazione la fornitura di n.2 sistemi inverter per n.2 ventilatori rientra nel lista dei beni che possono accedere all’iperammortamento?
    Nell’elenco delle macchine (beni strumentali) non compaiono gli inverter ma potrebbero rientrare nei “sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità”, nello specifico “componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni”.
    Inoltre tali inverter devono possedere le 5(+2) caratteristiche richieste per i beni strumentali con funzionamento controllato da sistemi computerizzati….?
    Infine, se la fornitura comprende oltre agli inverter anche quadri di bypass dell’inverter, cavi di potenza e controllo, prove montaggio e installazione è possibile far rientrare tutta la fornitura nell’ iperammortamento?

    Risposta
    • 25 ottobre 2017 in 16:08
      Permalink

      Buonasera Michela, sulla voce Componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni la circolare 4/E del’Agenzia delle Entrate dice che

      Questa voce si riferisce a quelle soluzioni che interagiscono a livello di macchine e componenti del sistema produttivo e basate sulla combinazione di sensori, sistemi di controllo e di elaborazione/simulazione connessi e in grado di gestire il consumo della risorsa energetica, idrica e per la riduzione delle emissioni in maniera intelligente recuperando o rilasciando energia in base allo stato del processo e delle macchine, ottimizzando la distribuzione di energia elettrica e minimizzando eventuali sovraccarichi (smart grid). Sono invece escluse soluzioni finalizzate alla produzione di energia (ad es. sistemi cogenerativi, sistemi di generazione di energia da qualunque fonte rinnovabile e non); si ricorda peraltro che queste ultime possono beneficiare di misure di agevolazione all’efficienza energetica già in vigore (come i “certificati bianchi”)

      Risposta
  • 26 ottobre 2017 in 17:33
    Permalink

    Buonasera,
    grazie per la celere risposta, ma ho ancora una perplessità in quanto il sistema in questione (inverter per ventilatori) non è finalizzato alla produzione di energia ma bensì all’utilizzo efficiente dei consumi energetici (risparmio di energia) all’interno di un processo per la produzione di energia. Inoltre possono accedere all’iperammortamento tutte le imprese italiane di tutte le tipologie e di tutti i settori economici, quindi incluso le aziende produttrici di energia.

    Risposta
  • 27 ottobre 2017 in 12:37
    Permalink

    Buongiorno e grazie per le informazioni. Siamo un’azienda che produce contenuti di realtà aumentata e virtual reality per grandi player del settore industriale. Abbiamo l’esigenza di effettuare un investimento di una certa importanza in tecnologia informatica a supporto di questo lavoro. Si tratta in particolare di una rete di server di calcolo per l’elaborazione dati, composta da una rete di computer interconnessi operanti nel virtual imaging. Per chiarire, non si tratta di computer da scrivania in rete aziendale bensì di un server di calcolo modulare contenuto in una stanza adeguata e gestito in remoto da un tecnico supervisore. Nell’ammontare dell’investimento dobbiamo prevedere anche una serie di strumenti di ripresa e visualizzazione necessari alla produzione dei contenuti in virtual reality (telecamere 3D, visori e sensori indossabili, droni da ripresa stereoscopica). Ultima componente dell’investimento è composta dal software di produzione necessario alla creazione degli ambienti virtuali. In questo caso i pacchetti sono diversi seppur finalizzati ad un unico risultato. Come possiamo avere la certezza di ciò che può essere compreso nell’iperammortamento? Grazie per l’aiuto.

    Risposta
    • 27 ottobre 2017 in 13:27
      Permalink

      Buongiorno, la legge parla di “dispositivi di realtà aumentata e virtual reality” e le circolari e le FAQ esistenti al momento non forniscono ulteriori dettagli. Tenga conto, innanzitutto, che il fruitore dei benefici è chi utilizza questi sistemi, non chi li vende. Il caso esemplare è quello di un’azienda che acquisti un visore.
      Il vostro caso è complesso perché a voi la strumentazione serve per produrre contenuti che poi vendete (e non utilizzate). Non è una differenza di poco conto perché nella perizia / dichiarazione occorre comunque attestare l’interconnessione ai sistemi di fabbrica, che nel vostro caso non (credo che) ci sarebbe.
      Fatta questa premessa, qualora ne aveste diritto, credo comunque che la parte infrastrutturale (i server) non rientrerebbero nell’agevolazione.
      Quanto al software invece nessun dubbio: “software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della realtà aumentata tramite wearable device” sono agevolati al 140%, sempre però solo a condizione che ci siano anche gli investimenti in beni materiali agevolati al 250%.

      Risposta
  • 8 novembre 2017 in 11:27
    Permalink

    salve, complimenti per l’articolo.
    il mio cliente è in procinto di acquistare un macchinario da noi per la trasformazione della carta (da bobina a prodotto finito attraverso varie lavorazioni tra cui goffratura, applicazione colle e/o inchiostri).
    il macchinario (o linea produttiva) lavora in maniera completamente autonoma salvo la ricarica delle materie prime quando finiscono; ha un interfaccia HMI a pannello touch-screen; è controllata da vari PLC; è assolutamente protetta e sicura (nonchè provvista di marchiatura CE da noi fornita); è controllata in remoto dalla ns sede tramite modem sulla macchina (volendo anche in tempo reale) ma potremmo equipaggiare anche il cliente di un terminale per il controllo remoto (e chiaramente anche la modifica di parametri produttivi). Secondo lei rientriamo nell’iper-ammortamento al 250%?

    grazie mille
    marco

    Risposta
  • 9 novembre 2017 in 14:57
    Permalink

    Buongiorno Franco. Ritorno sulla faq del MISE a proposito dell’ammodernamento e del revamping. La riporto per comodità di lettura
    ———————————————————
    I costi sostenuti per revamping o ammodernamento di un macchinario sono agevolabili?
    I costi relativi a un’azione di aggiornamento di un bene, sia nel caso di revamping (la macchina produrrà qualcosa di diverso) che di ammodernamento (non avviene una sostanziale modifica della macchina) possono beneficiare dell’agevolazione solo se viene garantito il soddisfacimento dei 5+2 vincoli.
    ——————————————————————————————————————–

    Sto cercando d’interpretare il concetto del “viene garantito il soddisfacimento dei 5+2 vincoli”.

    Secondo va letto nel senso che l’aggiornamento o revamping (per essere eleggibili ad iper) devono consentire ad una macchina che non aveva i requisiti , di averli dopo oppure che una macchina (ad es. acquistata nel 2016 e che aveva già i 5+2) continua mantenerli nonostante l’aggiornamento o il revamping e pertanto questi li posso portare in iperammortamento?

    Il problema lo sto riscontrando con upgrading di attrezzature entrate nel 2016 e già in possesso dei 5+2.
    Potrei portare in iper questi upgrade?

    Risposta
    • 9 novembre 2017 in 17:41
      Permalink

      Per come la vedo io, quanto alle sue macchine 2016, siccome non credo risulti già da qualche perizia che avessero già i requisiti, basterebbe semplicemente spiegare che grazie ai nuovi componenti li rispettano (non vedo perché specificare che già li rispettavano)

      Risposta

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