Con la firma del decreto che sblocca le risorse del PNRR destinate al loro rifinanziamento, gli otto Competence Center nazionali entrano in una nuova fase del loro percorso.

I Competence Center, ricordiamo, sono dei partenariati pubblico-privato nati nel 2019 (come parte del piano Industria 4.0) per aiutare le imprese nel cammino verso la trasformazione digitale, con un focus particolare sulle PMI, con l’obiettivo di offrire orientamento, fare formazione e co-finanziare i progetti di innovazione delle imprese attraverso dei bandi.

Per la fase di strutturazione e l’adempimento delle loro funzioni nei primi tre anni le otto strutture hanno ricevuto una dotazione di circa 72 milioni di euro.

In attesa di comprendere più approfonditamente come verranno messe a terra le risorse sbloccate dal decreto recentemente firmato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, i rappresentanti di sette degli otto Competence Center nazionali si sono riuniti a Torino, in occasione della seconda giornata di lavori della fiera A&T, per tracciare le somme delle attività svolte finora e guardare al futuro.

Il primo triennio dei Competence Center

Ad oggi tutti gli otto Competence Center nazionali sono pienamente operativi, anche se alcune strutture scontano un leggero ritardo su altre.

Vale la pena ricordare che i 72 milioni di euro messi a disposizione nel 2019 dal Governo erano così suddivisi:

  • le risorse della linea A – circa 43 milioni di euro – sono state destinate direttamente all’infrastrutturazione dei centri e hanno finanziato, pertanto, la struttura organizzativa, la realizzazione delle linee pilota o dei dimostratori delle tecnologie 4.0, le strutture per le attività di assessment, orientamento e formazione delle imprese
  • le risorse della linea B – circa 28 milioni di euro – sono invece state destinate alle imprese per supportare le imprese nella realizzazione di progetti di innovazione, di ricerca industriale e sviluppo sperimentale selezionati dai centri di competenza tramite l’emanazione di bandi di co-finanziamento.

Nel corso del 2022 gli otto centri di competenza hanno inviato al Mise un “fact sheet” per consentire al Governo di valutare le attività svolte e definire le possibilità di rifinanziamento e di riorganizzazione con risorse a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Questi documenti, insieme a visite in loco dei rappresentanti del ministero, sono serviti per valutare le strutture in base alle varie linee di intervento, tra cui il focus del centro, il disegno delle linee pilota o del concetto di dimostratore, quanto è stato fatto per orientamento e formazione, l’impatto sui servizi, il numero di aziende raggiunte, la percentuale PMI, la loro provenienza geografica e molto altro.

I numeri: che cosa hanno realizzato i Competence Center

A dicembre 2022, complessivamente, i Competence Center avevano effettuato oltre 2.000 dimostrazioni delle tecnologie 4.0, principalmente a PMI (73% del totale), mettendo in circolo un meccanismo virtuoso di promozione delle nuove tecnologie, anche attraverso l’organizzazione di oltre 420 workshop/eventi.

Sono stati erogati circa di 511 eventi formativi gratuiti – che hanno visto la partecipazione di 29.000 persone riconducibili a quasi 12.000 aziende – e di 370 corsi di formazione a pagamento, a cui hanno partecipato quasi 22.000 persone riconducibili a 1.800 aziende, per un valore complessivo di quasi 1,8 milioni di euro.

Infine, una quota rilevante delle attività poste in essere dai Competence Center ha riguardato l’erogazione di circa 330 servizi di consulenza, destinati principalmente a PMI, per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.

Sono stati 19 i bandi per i progetti di innovazione attivati, attraverso i quali sono stati selezionati 211 progetti da finanziare, corrispondenti a un totale di quasi 24 milioni di euro di agevolazioni.

Le attività degli otto Centri di Competenza

Vediamo ora, più nel dettaglio, alcuni risultati e numeri che descrivono l’operato dei diversi Competence Center in questo primo triennio di attività.

Artes 4.0, il Competence Center con focus su robotica

Artes 4.0 -Advanced Robotics and enabling digital Technologies & Systems 4.0, situato a Pontedera (provincia di Pisa) e con un focus specifico sulla robotica, ha adottato un modello che abbraccia 13 macro-aree con struttura hub & spoke che coinvolge ben otto regioni.

Oltre a mettere a disposizione laboratori dislocati su tutto il territorio nazionale, Artes 4.0 offre servizi alle imprese incentrati su orientamento, formazione e progetti innovativi.

“In questi anni di attività abbiamo coinvolto, attraverso quattro bandi, oltre 300 imprese e finanziato progetti di innovazione per un totale di 3, 3 milioni di euro“, spiega Antonio Frisoli, Professore Ordinario di Ingegneria e docente di robotica presso la Scuola Superiore Sant’Anna e presidente del Competence Center.

“Il nostro focus è la robotica in quanto tecnologia abilitante e trasversale. Abbiamo da poco chiuso un bando, che ci ha visto collaborare con l’Inail, che ci ha portato a finanziare 27 progetti di innovazione che vedono le tecnologie digitali applicate alla sicurezza e siamo molto orgogliosi dell’elevata qualità dei progetti che ci sono pervenuti”, aggiunge.

Il Competence Center, inoltre, è capofila del progetto ARTES 5.0-Restart Italy, tra i progetti selezionati per costituire i poli europei di innovazione digitale (EDIH). Il progetto, che ha un focus nazionale su Industria e PA, coinvolge anche i Competence Center Start 4.0 e MediTech, oltre a grandi reti accademiche come I-Rim e Cini.

Bi-Rex, il Competence Center con sede a Bologna

Bi-Rex, acronimo di Big Data Innovation & Reasearch Excellence, è un consorzio pubblico-privato nato nel 2018 e con sede a Bologna, che riunisce in partenariato 60 player tra Università, Centri di Ricerca ed Imprese di eccellenza.

Come gli altri centri di competenza Bi-Rex ha un focus specializzato, che per la realtà bolognese si incentra sul tema Big Data. Il Competence Center, inoltre, opera lungo otto aree tematiche: Big Data per la sostenibilità; Big Data per il Manufacturing; ICT per macchine e linee di produzione; sistemi avanzati per gestione dei processi di produzione; Security e blockchain; Additive e Advanced Manufacturing; robotica collaborativa, wharehousing e AGV; sostenibilità e responsabilità sociale.

Bi-Rex è stato il primo centro di competenza ad essere costituito e, in questi anni, non solo ha messo a terra tutte le risorse che gli erano state assegnate dal Mise, ma ha saputo creare un modello di business sostenbile.

“A giugno del 2021 avevamo messo a terra sia il contributo a costituzione del centro, sia i 5,4 milioni circa che avevamo a disposizione per i bandi per le imprese. A partire dall’estate 2021 per noi è quindi iniziata una fase di consolidamento del nostro ruolo di erogatore di servizi alle imprese e di un soggetto importante per aggregare dei progettuali e partecipare a progettazioni finanziate sia sul PNRR sia, in ultimo, sulla Casa delle Tecnologie emergenti che sui bandi europei”, spiega Stefano Cattorini, Direttore Generale di Bi-Rex.

“Per noi il 2022, quindi, è stato un anno che ci ha permesso di costruire una base servizi importante che ci dà in primo luogo un modello di business sostenibile, ma ci ha anche concesso di costruire una base che sarà importante per fornire i servizi che con il rifinanziamento sarà cruciale mettere a terra nel prossimo triennio”, aggiunge.

In questi tre anni Bi-Rex ha raggiunto, attraverso i tre bandi erogati, 88 imprese – il 67% delle quali PMI –, per un totale di 35 progetti finanziati. Con i servizi offerti alle imprese, inoltre, il centro di competenza ha fatturato oltre 5,2 milioni di euro.

“Abbiamo creato un volano di competenze, anche di servizi integrati, che si basano suprattutto su cinque pillar fondamentali: formazione e orientamento; test before investi; progetti di innovazione; networking e disseminazione. Infine, abbiamo una parte di consulenza che abbiamo diviso in tre aree, una parte di consulenza tecnologica, consulenza nell’ambito di finanza agevolata e consulenza per costruire progettazioni”.

Il Competence Center, inoltre, partecipa al progetto dei poli europei di innovazione (EDIH) – strutture che rientrano nell’ambito del programma Digital Europe e che hanno il compito di assicurare la transizione digitale dell’industria, con particolare riferimento alle PMI, e della pubblica amministrazione – con Bi-Rex++, un progetto incentrato sulle tecnologie dell’HPC e Big Data processing per l’industria manifatturiera.

CIM4.0, il Competence Center con sede a Torino

CIM 4.0 ha sede a Torino ed è costituito da Politecnico e Università di Torino, insieme a 22 aziende partner. Così come altri centri di competenza ha un focus su alcune delle tecnologie che abilitano l’Industria 4.0: Additive Manufacturing e laser-based manufacturing; Smart grid, smart me­ters ed ef­fi­cien­ta­mento en­er­getico; In­dus­trial IoT, pi­attaforme HW-SW, sen­soris­tica, cloud e con­nec­tiv­ity; In­tel­li­genza Ar­ti­fi­ciale, data an­a­lyt­ics e cy­ber-se­cu­rity.

In questi tre anni di attività, CIM 4.0 ha incontrato oltre 300 aziende, erogato corsi di specializzazione – anche attraverso la sua Academy – a oltre mille partecipanti e erogato tutte le risorse stanziate per sostenere progetti innovativi attraverso tre bandi.

Bandi che hanno raccolto, sin dal principio, un ampio interesse da parte delle imprese. “Attraverso i nostri bandi abbiamo attribuito 3,4 milioni di euro, ma non ne sarebbero bastati 30 per soddisfare tutte le richieste che sono arrivate da tutta Italia”, commenta Enrico Pisino, amministratore delegato di CIM 4.0.

Il Competence Center dispone di due linee pilota, una incentrata sulla fabbrica digitale e l’altra sull’Additive Manufacturing, che fungono da dimostratore dei vantaggi delle tecnologie 4.0 alle imprese, da ambienti formativi e da linee produttive vere e proprie per l’erogazione di servizi alle imprese.

Inoltre, CIM4.0 è anche parte di alcuni EDIH e capofila del progetto Expand, progetto di Digital Innovation Hub europeo (EDIH) selezionato tra i 13 progetti che verranno finanziati al 100% (50% dall’Europa e 50% dall’Italia).

Cyber 4.0, il Competence Center focalizzato sulla cyber security

“Ci sono due tipi di aziende: quelle che hanno avuto un attacco informatico e quelle che non lo sanno”: è questa la frase che Matteo Lucchetti, Direttore operativo di Cyber 4.0 utilizza per sottolineare quanto rilevante sia il tema della sicurezza informatica per le aziende di tutti i settori.

Cyber 4.0, ricordiamo, è il Competence Center del centro Italia, con sede a Roma, la cui missione è accompagnare policy maker, imprese e PA in un percorso di crescita verso una digitalizzazione sicura, grazie a soluzioni concrete, strategiche e sostenibili basate su conoscenze, tecnologie innovative e servizi abilitanti sviluppati con le competenze del proprio network, che valorizzino le eccellenze del Paese nel contesto europeo e internazionale.

Cyber 4.0  si rivolge a imprese di svariati settori, ma con un focus particolare su Automotive, Aerospace e Health. Attraverso i due bandi realizzati, Cyber 4.0 ha sostenuto 15 progetti, per l’80% presentati da PMI.

“Coinvolgere le micro imprese è invece più difficile, ma anche queste iniziano a contattarci. A livello di progetti di innovazione, invece, le realtà più piccole che abbiamo sostenuto sono state startup innovative. Le attività dei servizi si rivolgono alle imprese del territorio, mentre per i progetti finanziati abbiamo avuto richieste da tutta Italia”, aggiunge.

Tra i servizi offerti dal centro di competenza, oltre alle attività di formazione vi sono: cyber risk; protezione dei dati; protezione sistemi informatici; monitoraggio e rilevamento minacce; gestione degli incidenti; certificazioni di sicurezza; servizi di consulenza.

MADE, il Competence Center di Milano

Ha invece sede a Milano MADE, Competence Center incentrato intorno i temi e le tecnologie di Industria 4.0 e con un particolare focus su sostenibilità e digitale. Le attività del centro, iniziate nel 2021, hanno finora visto:

  • l’organizzazione di 310 workshop che hanno coinvolto un totale di 17.000 partecipanti
  • 260 corsi di formazione erogati per un totale di 17.000 ore di formazione, anche grazie la creazione della Scuola di competenze 4.0
  • 3 bandi che hanno portato al finanziamento di 56 progetti di innovazione per un totale di 7 milioni di euro

Per quanto riguarda l’identikit delle aziende coinvolte in questi anni di attività, l’80% è costituito da imprese del Nord Italia. I dati rilasciati da Augusto De Castro, Direttore Generale di MADE, evidenziano una difficoltà delle PMI del territorio ad avvicinarsi ai percorsi di formazione: la percentuale di PMI coinvolte in queste attività è infatti del 30%, mentre sale al 60% per quanto riguarda i progetti di trasferimento tecnologico.

Anche MADE ha partecipato alla call per la formazione degli EDIH, con il progetto Edih L, che ha ricevuto il riconoscimento del Seal of Excellence dalla Commissione europea e si è fatto promotore dell’iniziativa Edih4Manu che riunisce 25 European Digital Innovation Hub delle regioni manifatturiere più competitive d’Europa e che da sole rappresentano oltre il 30% del valore aggiunto industriale europeo.

MediTech, il Competence Center di Campania, Puglia e Basilicata

Era partito con un leggero ritardo MediTech, il Competence Center del Sud Italia attivo in Campania, Puglia e Basilicata che conta sulla collaborazione di cinque Università della Campania, tre Università della Puglia e 21 player industriali.

“Abbiamo recuperato il ritardo che avevamo in termini di presenza sul territorio ed erogazione dei servizi. Abbiamo messo in cantiere tutti i progetti inerenti la linea B ed erogato oltre 5 milioni di euro alle imprese, mentre le proposte arrivate sono state 150. È stato necessario procedere in modo graduale anche perché sul nostro territorio si sono succeduti, negli anni, diversi soggetti che si rivolgevano alle imprese”, spiega Angelo Giuliana, Direttore Generale di Meditech.

Un territorio che sconta un minor focus sulla manifattura rispetto al Nord e Centro Italia e dove, spiega Giuliana, fare innovazione non è sempre semplice per la natura stessa delle imprese del territorio, spesso di micro dimensioni.

Il Competence Center, la cui sede è ospitata nel complesso universitario di San Giovanni a Teduccio, si è sviluppato seguendo una strategia incentrata sull’integrazione verticale ed orizzontale delle tecnologie 4.0.

Dopo aver messo a terra due bandi a sostegno di progetti di innovazione delle imprese, MediTech ha partecipato alla call aperta dalla Commissione europea per selezionare i poli europei di innovazione digitale con il progetto multiregionale Pride, che rientra tra i 13 selezionati per diventare EDIH nell’ambito della prima call.

Inoltre, MediTech partecipa, insieme a Start 4.0 e Artes 4.0, a Artes 5.0, un progetto nazionale capitanato dal Competence Center Artes 4.0 con focus su Industria e PA. Così come gli altri centri di competenza, anche Meditech è impegnata sulla formazione in temi 4.0.

 

Smact, il Competence Center del Triveneto

È invece una struttura più diffusa quella di Smact, il Competence Center del Triveneto focalizzato sulle tecnologie “leggere” della digital transformation. Il centro di competenza, infatti, è dotato di cinque live demo con un focus specifico:

  • M2M, la live demo dedicata all’Advanced Manufacturing con sede a Rovereto
  • Farm to fork, dedicata alla filiera alimentare, con sede a Padova
  • Fabbrica del vino, con sede a Verona. Un lab informatico avanzato per concentrare i dati provenienti dalla filiera produttiva e costruire modelli efficienti, oggettivando processi artigianali. Attualmente la linea demo coinvolge vigneto, fruttaio e cantina sperimentali di UniVr (Università degi Studi di Verona) come primo caso applicativo, ma in futuro Smacr punta a scalare l’esperienza ai privati
  • H2M, con sede a Bolzano. Un lab dimostrativo per vedere in azione le ultime tencologie di interfaccia uomo-macchina in ambito manifatturiero (tra cui esoscheletri, guida laser, AGV e cobot)
  • Odyssea 4.0, la live demo del Friuli Venezia Giulia dedicata al Digital Twin per il manufatturiero che dimostra, su scala, i vantaggi derivanti dalla convergenza tra IT e OT, con dati di prodotto e processo reali condivisi dai partner industriali a quelli della ricerca per la costruzione di competenze e librerie di Digital Twin di prodotto e di processo

Linee dimostrative con cui il Competence Center punta ad aiutare gli imprenditori del Triveneto – territorio caratterizzato da molte micro e piccole medie imprese, dove quindi la figura dell’imprenditore si occupa di tanti aspetti inerenti la gestione della sua azienda – ad orientarsi nel percorso di trasformazione digitale tra le tante tecnologie ed opportuntià presenti sul mercato.

Oltre alle attività collegate alle live demo, Smact ha finanziato sostenuto i progetti innovativi delle imprese (non solo del territorio) attraverso due bandi aperti rispettivamente nel 2019 e nel 2020. Nel 2021, invece, Smact ha sostenuto, attraverso un bando, progetti innovativi di sostenibilità e digitalizzazione provenienti dalla ricerca universitaria.

Start 4.0, il Competence Center con sede a Genova

Start 4.0, con sede a Genova, è un centro di competenza con un focus particolare sulla sicurezza delle infrastrutture e si rivolge pertanto a una platea di PMI piuttosto vasta.

In particolare, le attività e i servizi del Competence Center si rivolgono a cinque settori: energia, trasporti, idrico, produzione, portuale

Attraverso due bandi, Start 4.0 è riuscito a finanziare progetti innovativi per un totale di 2,5 milioni di euro, mentre le attività di formazione hanno coinvolto circa 16.000 dipendenti di PMI e grandi imprese.

In questi anni il centro di competenza ha, inoltre, messo a terra diversi investimenti rivolti alla strumentazione necessaria per abilitare i gemelli digitali nei settori di riferimento.

Start 4.0, inoltre, partecipa con MediTech e Artes 4.0 al progetto europeo Artes 5.0 – Restart Italy per la creazione di un EDIH che punta all’adozione diffusa delle tecnologie digitali, con particolare attenzione all’Intelligenza Artificiale e alla robotica e che opererà attraverso una rete altamente qualificata di conoscenze, competenze, infrastrutture di eccellenza e stakeholder in Italia e in Europa.

Rifinanziamento dei Competence Center, ancora molte incognite da chiarire

Il decreto che sblocca i 350 milioni di euro messi a disposizione dal PNRR (nell’ambito della missione 4, componente 2, intitolata”Dalla Ricerca all’impresa”) era atteso già da tempo: in un primo momento, infatti, si attendeva per aprile 2022, mentre in una seconda fase si era parlato di gennaio 2023.

Il decreto prevede circa 113,5 milioni per il rifinanziamento dei Competence Center. Di queste risorse, circa 100 milioni saranno dedicate alla cosiddetta linea B, che però sarà rivista aggiungendo all’erogazione dei co.finanziamenti dei progetti innovativi anche il finanziamento di attività di formazione erogate dagli stessi Competence Center.

Se ovviamente la notizia della firma del decreto è positiva sono ancora tanti i punti interrogativi su come verranno ripartiti i fondi, sui tempi (strettissimi) che i Competence Center avranno per mettere a terra i progetti e rendicontarli.

“La sfida, come soggetti attuatori del PNRR è un segno di grande fiducia nella rete dei Competence Center. Complessivamente avremo circa quattro volte le risorse che abbiamo ricevuto nel primo triennio. Il tema critico sono i tempi, perché vuol dire mettere a terra i bandi e i servizi per le imprese entro e non oltre il 2025”, spiega Cattorini (Bi-Rex).

Il governo, infatti, dovrà rendicontare all’Europa questi progetti entro fine 2026 e i centri di competenza dovranno, pertanto, procedere alla rendicontazione al governo centrale in anticipo (per fine 2025). Questo vuol dire che i Competence Center avranno a disposizione circa due anni per usufruire dei circa 113 milioni di euro (sui 350 milioni totali) a loro destinati dal PNRR.

“Questo decreto è arrivato con un anno di ritardo, che per noi ha significato lavorare senza il supporto dei fondi ministeriali. Co questi soldi, potevamo fare altri bandi, lavorare meglio con le imprese e invece ora ci troviamo in una situazione dove è necessario correre”, commenta Faggin (Smact).

Tempi molto stretti per raggiungere i target ambiziosi fissati dal PNRR per il 2025 che prevedono: la creazione di 42 nuovi hub votati al trasferimento tecnologico; un target di 600 milioni di euro di servizi da erogare alle imprese; 4.500 PMI da raggiungere.

Va inoltre sottolineato che se diversi Competence Center avevano terminato – o stavano per terminare – le risorse a disposizione, altri come Cyber 4.0 e MediTech, proprio per il ritardo con cui sono partiti, non hanno ancora erogato tutte le risorse ricevute con la prima tranche di finanziamenti dal Mise e hanno pertanto chiesto e ricevuto una proroga per continuare ad utilizzare queste risorse.

Per questi centri, quindi, un altro tema sarà capire se si potrà continuare ad erogare le restanti risorse e, contestualmente, mettere a terra i progetti e le attività da erogare con la seconda tranche di finanziamenti.

Una sfida che è anche un’enorme opportunità, come sottolinea Roberta De Donatis, responsabile esecutiva di Start 4.0. “Il PNRR indubbiamente spinge tutti noi, non solo i Competence Center, a lavorare con tempi decisamente più veloci di quelli a cui questo Paese è abituato, ma grazie al lavoro fatto in questi anni abbiamo messo a terra i binari che ci consentiranno di continuare a lavorare bene”, commenta.

I centri di competenza, inoltre, dovranno concordare con il Governo le modalità di erogazione delle risorse a supporto delle imprese (destinate quindi ai bandi), modalità che dovranno consentire una rapida implementazione dei progetti. Per questo, alcuni dei rappresentanti parlano della possibilità di mettere a disposizione queste risorse attraverso bandi aperti, anche se non si è raggiunto ancora un consenso sul tema.

Altra novità introdotta dal decreto riguarda le attività inerenti la linea B: oltre ai bandi ci sarà infatti la possibilità di finanziare i servizi erogati alle imprese, alcuni dei quali saranno di fatto fruibili in modalità totalmente gratuita da parte delle aziende.

I Competence Center guardano al futuro

Al di là dei tanti punti ancora da chiarire, le risorse in arrivo permetteranno ai Competence Center di guardare al futuro e intensificare le proprie attività.

“Sfrutteremo queste risorse per premiare le aziende che vogliono investire, anche attraverso i nostri servizi. In Italia siamo oggi in grado di servire le imprese con servizi concreti che le accompagnano verso il mercato e lo fanno sia con maturità tecnologica, con sviluppo prototipi, ma soprattutto con un’azione concreta su l’upsklling e il reskilling capitale umano”, spiega Pisino (CIM4.0).

Per Bi-Rex la sfida sarà riuscire a coinvolgere nei progetti di innovazione sia grandi imprese che PMI visto che, come spiega Cattorini (BI-REX), “i progetti importanti richiedono, per avere successo, il coinvolgimento sia di grandi imprese che di PMI”.

Pensa a riprendere le attività connesse ai bandi, ma anche ad intensificare l’offerta dei servizi, anche il Competence Center Smact. “La sfida è notevole, soprattutto per i tempi, ma dobbiamo cogliere questa opportunità per arricchire e valorizzare ulteriomente la nostra offerta, anche alla luce del rischio concreto che terminati i fondi del PNRR non ci sia un altro rifinanziamento”, spiega Faggin (SMACT).

Per altre strutture, invece, i fondi del rifinanziamento daranno un’ulteriore spinta a livello infrastrutturale.

“Noi di MADE utilizzeremo le risorse per andare a potenziare l’installato. Stiamo già rinforzando il nostro catalogo, per quanto riguarda la formazione, per rispondere alle esigenze delle imprese: abbiamo rivisto contenuti, i meccanismi di delivery, e tutta la teaching factory”, spiega De Castro (MADE).

“Con questi fondi possiamo rendere i nostri servizi molto più appetibili alle imprese, grazie alla possibilità di poter erogare molti servizi a titolo gratuito. Per fare ciò, sicuramente andremo a potenziare la nostra infrastruttura”, commenta Lucchetti (Cyber 4.0).

“Ci sono diverse progettualità che intendiamo consolidare con le risorse del PNRR, principalmente sul fronte dello sviluppo e del consolidamento delle infrastrutture e degli spazi dimostrativi, oltre ad aumentare le attività di formazione sui temi connessi alla safety e la cyber security”, aggiunge De Donatis (Start 4.0).

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Franco Canna

Fondatore e direttore responsabile di Innovation Post. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ membro del Consiglio Direttivo di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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